L’uomo del giardino di cristallo

In fondo, una delle realtà essenziali dell’alpinismo è che non ha in se nessun scopo utilitaristico. E’ come l’acqua di fonte che sgorga nei monti, dentro non vi è nulla, non ha colore, ma è questa la sua bellezza e la sua forza irresistibile…

Gian Carlo Grassi


La Scuola Nazionale di Alpinismo Gervasutti in occasione del suo 60°anniversario ed il Club Alpino Accademico  hanno presentano l’11 febbraio 2009, in anteprima nazionale, il filmato “Gian Carlo Grassi l’uomo del giardino di cristallo“.

Gian Carlo Grassi (Condove 1946 – Monti Sibillini aprile 1991)

Prima accademico e poi guida alpina (il CAAI prevede le dimissioni del socio che trae, dall’attività alpinistica, una prevalente fonte di guadagno). Esponente di punta dell’alpinismo torinese, aprì un gran numero di vie nuove di elevata difficoltà. Specialista di livello mondiale dell’arrampicata su ghiaccio, nel suo eccezionale curriculum spiccano le prime salite sull’Ypercouloir sul versante Sud delle Grandes Jorasses e del seracco sospeso al Couloir Sud-est del Col Maudit, sul Monte Bianco. Nelle Valli di Lanzo, che frequentò a lungo, villeggiando con la famiglia, nella Val Grande, a Campo di Pietra di Groscavallo, fece una messe di prime ascensioni; di rilievo particolare ricordiamo: nel 1966 l’Albaron di Sea per la parete Nord e la Punta Rossa di Sea per la parete Nord; nel 1979 il Couloir Est del Dome del Mulinet. Grande amico di Gian Piero Motti, ne condivise le idee sulla ricerca nell’arrampicata nel fondovalle; nella metà degli anni ’80 del 1900, esplorò a lungo il Vallone di Sea, nell’alta Val Grande, aprendo una miriade di nuove vie sulle pareti laterali e ne raccolse gli itinerari alpinistici in un volume che intitolò: “Sogno di Sea“, 1987.

Notizie biografiche tratte dal libro: “Lassù sulle montagne” Vette, alpinisti, guide e rifugi delle Valli di Lanzo. A cura di Giovanni Gugliermetti e Claudio Santacroce – Editrice il Punto.

by Beppeley

Conoscere per tutelare

La stupenda borgata di Vonzo sul versante solatio della Val Grande di Lanzo

Non voglio dire molto su quanto sia importante la conoscenza e lo studio delle montagne affinché tutto ciò ci possa permettere di tutelare l’ambiente alpino e tutto il suo immenso patrimonio di culture che per secoli hanno permesso ai montanari di tirare avanti di fronte a mille difficoltà per noi oggi davvero inimmaginabili.

Gpcastellano ha fatto un post che, a mio modesto parere, ritengo davvero molto interessante. Si parla di conoscenza e della sua paura. Come non collegare il suo intervento su tutto ciò che noi cerchiamo di difendere e tutelare? Difendere un luogo, come quello della zona intorno al Piano di Vassola, non è soltanto tutelare un bel panorama. Non si tratta esclusivamente di un fatto estetico (ma già questo sarebbe un valido  motivo per impegnarsi a fermare la cementificazione che minaccia il vallone) ma è anche e soprattutto un fatto culturale Poter frequentare la montagna così come è stata “creata” dai montanari e dalle civiltà alpine, senza che l’attuale  “cultura” consumistica decadente la devasti con tutte le sue stupidaggini,  è come tutelare un immenso patrimonio di conoscenze di cui, oggi, abbiamo assolutamente bisogno di interpretare alla luce degli sconvolgimenti creati dall’uomo e dalla sua incapacità di rapportarsi con equilibrio nei confronti della Terra.

Una bella pubblicità diceva che in una certa regione dell’Italia ci sono molti km di piste da sci… venite a vedere cosa si nasconde sotto in estate! Se non volete aspettare la bella stagione, vi invito a leggere il post di blacksheep77 che vi porta a fare un giretto fra gli alpeggi sotto la neve per comprendere e capire un po’ della montagna che io amo.

by Beppeley

Cantico delle creature

E chi meglio di San Francesco puo’ magnificare, in maniera profonda e semplice, il Creato attraverso le lodi al Creatore?

Altissimu, onnipotente bon Signore,
Tue so’ le laude, la gloria e l’honore et onne benedictione.

Ad Te solo, Altissimo, se konfano,
et nullu homo ène dignu te mentovare.

Laudato sie, mi’ Signore cum tucte le Tue creature,
spetialmente messor lo frate Sole,
lo qual è iorno, et allumeni noi per lui.
Et ellu è bellu e radiante cum grande splendore:
de Te, Altissimo, porta significatione.

Laudato si’, mi Signore, per sora Luna e le stelle:
in celu l’ài formate clarite et pretiose et belle.

Laudato si’, mi’ Signore, per frate Vento
et per aere et nubilo et sereno et onne tempo,
per lo quale, a le Tue creature dài sustentamento.

Laudato si’, mi’ Signore, per sor Aqua,
la quale è multo utile et humile et pretiosa et casta.

Laudato si’, mi Signore, per frate Focu,
per lo quale ennallumini la nocte:
ed ello è bello et iocundo et robustoso et forte.

Laudato si’, mi’ Signore, per sora nostra matre Terra,
la quale ne sustenta et governa,
et produce diversi fructi con coloriti flori et herba.

Laudato si’, mi Signore, per quelli che perdonano per lo Tuo amore
et sostengono infirmitate et tribulatione.

Beati quelli ke ‘l sosterranno in pace,
ka da Te, Altissimo, sirano incoronati.

Laudato si’ mi Signore, per sora nostra Morte corporale,
da la quale nullu homo vivente po’ skappare:
guai a quelli ke morrano ne le peccata mortali;
beati quelli ke trovarà ne le Tue sanctissime voluntati,
ka la morte secunda no ‘l farrà male.

Laudate et benedicete mi Signore et rengratiate
e serviateli cum grande humilitate..

Serpillo

A che punto è il progetto Vassola?

Il torrente Vassola sull'omonimo Piano ad oltre 1700 metri di quota in Val Grande di Lanzo

Abbiamo finalmente una notizia importante  (del 12 gennaio 2009) che cifornisce una prima risposta alla domanda “A che punto è il progetto?“:

La procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) relativa al progetto di interesse è attualmente sospesa in attesa di ricevere le integrazioni progettuali richieste dal ns. servizio (entro giugno 2009). Il proponente in assenza di diversa comunicazione rimane per noi la ditta Clear Energy srl di Mondovì (CN).Per quanto concerne l’utilizzo dei terreni non di proprietà gli impianti da fonti rinnovabili vengono considerati dalla normativa, una volta autorizzati (d.lgs 387/2003), di pubblica utilità, indifferibili e urgenti pertanto possono avvalersi dell’esproprio. L’utlizzo dell’acqua è normato dal regolamento della Regione Piemonte 10/R del 2003, la relativa concessione a derivare (durata 30 anni) è rilasciata dal Servizio Gestione risorse idriche della Provincia nell’ambito della procedura di VIA. Nel corso della medesima procedura… sono raccolte anche le ulteriori autorizzazioni ambientali necessarie. Il comune deve rilasciare successivamente alla fase di VIA il permesso di costruire per le opere in progetto.

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Nel Vallone di Vassola

Planando sul Piano di Vassola dall'omonimo Vallone

“…la Vassola non è un “non luogo”, ma che molti la conoscono e che può essere una ricchezza proteggerla. Così com’è, intatta, a testimoniare il lavoro, la fatica di chi non c’è più e essere di godimento a chiunque abbia la voglia di fare un po’ di fatica, di assaporare il silenzio, l’incontro con la vipera ancora intorpidita che si scalda al sole, il capriolo che scappa a pochi passi davanti a te, le marmotte che fischiano, il falco che volteggia, il repentino mutare del tempo, l’addensarsi delle nebbie, e la voglia di andare sempre un po’ più su. Oppure anche solo fermarsi lungo il torrente, dove a giugno l’acqua è color smeraldo, sedersi su una roccia levigata nei secoli da neve, ghiaccio e gelo, fermarsi a pensare, a godere il calore del sole e di esserci.”

Anonima…innamorata del Vassola


Un ambiente selvaggio ed inaspettato in Val Grande di Lanzo 

di Gian Marco Mondino

Nella zona di Chialamberto la Val Grande di Lanzo si restringe notevolmente, dominata da ripidi pendii boscosi, e non lascia certo pensare che più in alto, sulla sinistra orografica, si aprano vaste conche prative come quella della chiesetta del Ciavanis, o profondi valloni come quello di Vassola.

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Terra

Nei dintorni del Rifugio Levi-Molinari - Alta Val Susa -

La terra che si possiede o si coltiva, come la natura con la quale conviviamo ogni giorno, non ci appartiene. L’abbiamo presa in prestito dai nostri padri, e dovremo restituirla  ai nostri figli: intatta, migliorata, arricchita.

Antico proverbio ripreso da Antoine de Saint Exupéry

terra

A rok64

Beppeley

L’armata di Colombo

Piano di Vassola visto dall'alto

“…Però quella volta che mi è capitato di vedere la Vassola, dall’alto, da S.Bernè, non lo dimenticherò mai.”

Grazie utente anonimo. Il tuo commento ci dà morale. Tanto. Personalmente ne avevo davvero bisogno. Inoltre il tuo commento mi fa collegare ad un film-documentario “What the Beep do. We Know” che ho visto e rivisto e che mi ha lasciato un segno indelebile. Anche se ogni tanto credo che tutto ciò che ho visto e letto sia  incredibile. Ecco un passaggio:

“...Per come funziona il nostro cervello vediamo solo ciò che crediamo possibile. Processiamo e combiniamo schemi che già risiedono dentro noi stessi. A tal proposito vale la pena di ricordare la storia degli indios americani che all’avvicinarsi delle navi di Cristoforo Colombo non riuscirono a vederle perché erano talmente diverse da tutto ciò che già conoscevano. Quando l’armata di Colombo sbarcò nelle isole dei Caraibi nessuno dei nativi potè vedere le navi anche se presenti all’orizzonte. Il motivo fu perché non avevano alcuna conoscenza nel cervello, nessuna esperienza del fatto che esistessero le caravelle. Così lo sciamano inizia a notare che nell’oceano ci sono strane onde ma non vede alcuna nave. Inizia a domandarsi cosa sta causando quell’effetto e si avvicina ripetutamente alla costa guardando e riguardando. Solo dopo un certo periodo di tempo riesce a vedere le navi. E dopo averle viste, avvisa gli altri della loro presenza. Solo allora, gli altri, confidando e credendo in lui, riescono a vederle.”

Lascio a voi ogni collegamento, ogni considerazione con quanto fin qui detto sul Piano di Vassola e su tutto ciò che oggi troppe persone non vedono perché semplicemente non hanno mai visto nient’altro che gli schemi della vita urbanocentrica.

by Beppeley

Ranocchia – Presentazione

ranocchia
Allego una presentazione (che non contiene virus) giratami da Ometto83 un po’ di mesi fa.
Non giustifica il comportamento umano ma fa riflettere.
Buona visione!

Serpillo

Seggiovie e alberghi fantasma…

Alpe Bianca-Val di Viù (Valli di Lanzo - TO)Centottanta impianti falliti al Nord: colpa della speculazione.
Colate di cemento, terreni sbancati, piloni arrugginiti: la mappa dello scempio…

Leggete uno degli ultimi articoli di Paolo Rumiz scritto per il quotidiano La Repubblica dove trovate anche un accenno all’Alpe Bianca (video qui sotto). Nel post Alberghi come in Libano avevo proprio messo la foto del mostro. Nell’articolo si parla anche di questo: …”Alpe Bianca, nelle Valli di Lanzo: condomini vuoti, stazione della funivia con i cessi rotti e le piastrelle smantellate.”…

Ecco il link di YouTube per leggere anche i commenti al video.

E adesso? Aspettiamo il mostro al Piano di Vassola per poi ritrovarci qui a postare foto e video della demenza umana?

Beppeley

Lo smantellamento del paesaggio – Piano di Vassola (3)

Oggi un utente anonimo ha lasciato un commento al post Piano di Vassola (2):

sono stata pochi giorni fa in zona e le notizie ufficiose anche se credo attendibili sono di un progetto di “vasca di accumulo acqua” della portatata di circa 10-12.000 metri cubi cioè larga m.40x80profonda 4, da collocare nel piano della Vassola.
Tale vasca di accumulo per permettere che si riempia di notte e venga scaricata di giorno quando l’energia ha un valore maggiore.
Chi conosce il luogo può immaginare quale devastazione ciò rappresenti.
Sono necessari interventi competenti e autorevoli per evitare uno scempio, ed eventuali proposte altenative affinchè, se c’è una risorsa possa andare a beneficio e non al discapito del territorio, usandola con giudizio e rispetto di ciò che c’è, di ciò che c’è stato e per chi ci sarà.

Piano di Vassola

Il grassetto del commento è opera mia. Leggi il resto dell’articolo

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