La raccolta d’lê còchê

Pugnetto è un frazione del Comune di Mezzenile situato nelle Valli di Lanzo (TO). Come in tanti altri villaggi di montagna, la natura, con i suoi cicli, determinava il tempo degli abitanti. Soprattutto la natura scandiva i tempi del lavoro e ogni anno, come un rito, si svolgeva la raccolta delle castagne.

Ho avuto la grande occasione di conoscere l’autrice di questa testimonianza, di questo spaccato di vita di montagna. Si chiama Maddalena Vottero-Prina e devo ringraziarla sentitamente per avermi donato (nel 2002) il suo libro: “A l’ombra ‘d CALCANT” dove ci sono tanti aspetti che riguardano un mondo che ormai non esiste più ma che ha sicuramente ancora tanto da dire e molto da insegnare proprio oggi dove il nostro modello di sviluppo sta ormai esplodendo.

Ciò che qui potete leggere, personalmente ritengo lo si possa considerare una perfetta lezione di ecologia. E’ una meravigliosa e commovente testimonianza, (un insegnamento vero, uno dei tanti che, purtroppo, si stanno sempre più dissolvendo nell’oceano di oblio a cui abbiamo destinato la ricca saggezza dei “vecchi”), di cosa significa equlibrio con la natura. La cosa stupefacente, incredibile per i nostri stili di vita, è tentare di rintracciare il rifiuto, lo spreco, la cosa che si butta via. Dov’è? Leggi il resto dell’articolo

Lo Scarpone e la Rivista del CAI di aprile

P.N.G.P.Sul numero dello Scarpone di aprile (il mensile pubblicato dal Club Alpino Italiano) si parlerà di…

Il CAI e lo sfruttamento delle acque montane

I primi effetti delle nuove captazioni delle ultime acque libere, osservati soprattutto in montagna, fanno presagire che il valore dei danni ambientali possa superare i benefici energetici ottenibili. La Commissione centrale per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI con la collaborazione della Sezione di Milano organizza sull’argomento un incontro-convegno a Milano il 13 giugno, in cui si farà il punto sul rapporto costi/benefici di questa “corsa all’oro bianco”.


Ecco invece alcuni dei temi trattati sul bimestrale del CAI “La Rivista” di marzo/aprile:

si inaugura un nuova e ampia rubrica, chiamata “Articolo 1″: uno spazio di riflessione attorno al ruolo del CAI in una società in trasformazione. L’articolo 1 dello Statuto del CAI recita: Il Club alpino italiano (C.A.l.), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quntino Sella, libera associazione nazionale, ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e Io studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale. “Articolo 1” in futuro prenderà via via in considerazione le diverse tematiche inerenti il nostro Sodalizio, in particolare la difesa e conoscenza delle Terre Alte, come espresso dall’articolo 1 dello Statuto.

In questo numero della rubrica “Articolo 1″ giornalista Paolo Rumiz, il sociologo Aldo Bonomi, l’economista Luigi Gaido, l’alpinista Fausto De Stefani e lo scrittore Enrico Camanni, si confrontano e presentano le loro risposte al tema delle alleanze e delle sinergie tra città e montagna.

La newsletter completa è disonibile sul sito del CAI.


Vado alla ricerca di oasi, dove il pensiero e i sogni camminano parallelamente.

Fausto De Stefani

Mi capita spesso di voler bloccare un sogno, di fermare il tempo.

La corda di canapa sale lentamente. Alla sua estremità è legato un vecchio montanaro.

Egli conosce la vita, conosce il mondo, conosce me.

Fausto De Stefani

Beppeley

Montagne: le nostre radici, il nostro futuro

Leggo su Torino 7 (periodico de “La Stampa“) un interessantissimo appuntamento ormai imminente. Merita di certo un post tutto suo il Festival della Montagna 2009 che si terrà a Cuneo dal 25 al 29 marzo 2009:

Cinque giorni per celebrare la montagna. La vocazione del capoluogo della Granda e del Cuneese si riassume nelle parole che accompagnano, come una didascalia, il festival che si apre mercoledì 25 marzo, nel Centro Incontri della Provincia a Cuneo: «Montagne: le nostre radici, il nostro futuro». Cultura, turismo, letteratura, musica, ambiente, economia. Si parlerà di tutto nel fitto calendario delle giornate che si articolano nelle sezioni: festivalincontri, festivalfilm, festivalscuole, festivalteatro, festivalmusica. A queste si aggiungono conferenze, laboratori didattici e mostre. La prima «Monviso e dintorni» con le immagini fotografiche di Livio Ruatta, viene inaugurata all’apertura del Festival insieme con il primo appuntamento musicale proposto dai suonatori della montagna occitana e Sophie Jacques de Dixmude, mercoledì alle 16,30. Subito dopo, l’incontro, in Sala Falco, su «Cinema in montagna»: intervengono Alessandro Gaida e Franco Prona. Alle 20,45, prime proiezioni del Festivalfilm, diretto dal regista Sandro Gastinelli. La sezione presenta documentari e fiction tutte le sere, alla stessa ora. Domenica 29, è in programma un omaggio a Patrick Berhault, con la proiezione, fuori concorso di «Berhault» il film che gli ha dedicato Gilles Chappaz. Il Festivalteatro propone, all’Officina di via Monsignor Bologna, giovedì 26, alle 21, «Bàrnabo delle montagne» di Assemblea Teatro; venerdì 27, «Briga Lo Violaire» con la compagnia Il Melarancio, sabato 28, «Alberi» de La Piccionaia-I Carrara. Per la sezione musica, concerti pomeridiani di gruppi occitani e corali alpine. Tra i personaggi attesi al Festival, il climatologo Luca Mercalli e il grande alpinista Walter Bonatti.

Tutto il programma su http://montagna.provincia.cuneo.it/festival/.

Beppeley

Appuntamenti a tema

Ecco alcuni incontri a tema sulla montagna che si svolgeranno nei prossimi mesi e che ritengo davvero interessanti. In ordine cronologico:

Sabato 4 aprile dalle 15 alle 23 al Teatro Vittoria in via Gramsci 4 a Torino, la Provincia ha organizzato una grande giornata di festa per celebrare i dieci anni del suo impegno per le minoranze linguistiche, dove si alterneranno protagonisti, eventi, immagini e musica. Nel corso della giornata si ripercorreranno le tappe di questo straordinario viaggio che ha ridato vigore all’identità culturale del nostro territorio, ma si farà anche il punto su ciò che resta da fare insieme con tutti i protagonisti che in questi anni hanno accolto e dato gambe al progetto. Per un giorno a Torino si parlarà occitano, francoprovenzale, francese, arbereshe… Tutte le lingua tutelate dalla legge 482 saranno presenti e testimonieranno l’impegno di continuare a lavorare per il futuro.

Ingresso libero fino ad esaurimento posti. Leggi il resto dell’articolo

Alberi, le Colonne del Cielo

Prendo spunto da un articolo sulla morte delle querce (pubblicato da La Stampa il 2 marzo 2009 e che riporto alla fine di questo post) per parlarvi delle agende che il Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano cura ogni anno. Una di queste – davvero un’opera meravigliosa – è stata dedicata nel 2007 proprio agli alberi. Vi riporto la presentazione del Presidente Generale del Club Alpino Italiano, Annibale Salsa. Segue l’articolo del quotidiano La Stampa.

Alberi: testimoni muti del linguaggio vivo della Natura. L’appuntamento con l’Agenda 2007 del Comitato Scientifico Centrale del Club Alpino Italiano è stato preso, dunque, con il mondo degli alberi. La loro presenza nella montagna, soprattutto nella media montagna ma non soltanto, genera frequentemente forme di benefica simbiosi con l’escursionista/alpinista. Egli, nel percorrere passo dopo passo, i sentieri dei boschi spesso per andare oltre ma anche per restarvi dentro – intrattiene un dialogo, quasi una “relazione di aiuto” con questi “fratelli separati”. La pianta, più degli animali, permette l’apertura di un dialogo e di una discorsività che non ha bisogno della parola o di qualsiasi emissione di voce umana, poiché si dipana nel silenzio della comunicazione meta-verbale.

Leggi il resto dell’articolo

Dimenticare il mondo

Laietto: la macchina del tempo

L’ameno versante a l’adret, compreso tra i rii del Pis (verso Martassina) e del Maian, ospita le “miande” e vastissimi alpeggi. Nelle prime, più soleggiate del paese che in inverno l’astro illumina un’ora al giorno, ricomparendo al mattino solo a febbraio, le famiglie sostavano quanto meno da aprile a novembre, se non tutto l’anno come al Ciampass, compatibilmente con la disponibilità di fieno, coltivando segala, patate e canapa. La principale è il Laiett (1520 m), dove in tempi lontani risedettero fino a 12 famiglie; prende il nome da un piccolo bacino temporaneo poco sotto la miniera di pirite, sfruttata fino ai primi del ’900. Le altre, tutte in stupenda posizione, sono Caudrè (“noccioleto”), il Ciampass ed i Sart (da “ex-sartum”, terreno dissodato per le coltivazioni)…


Questo è uno di quei week-end da vivere fuori casa. Uno sguardo al meteo ma soprattutto al bollettino delle valanghe: rosso sulle Alpi Graie, pericolo 4 con tendenza per domenica al 3: “marcato”. Il desiderio di farci baciare dal sole però è forte e allora partiamo per Martassina dove sappiamo che una strada sterrata, ora sicuramente sommersa dalla neve, ci conduce fino alla borgata Laietto attraverso un incantevole bosco. Leggi il resto dell’articolo

Il duro inverno dei caprioli

Ieri sono andato a ciaspolare nel Parco Naturale del Gran Bosco di Salbertrand (TO) lungo la GTA che parte dal fondovalle e risale il versante e sono rimasto impressionato dalla quantità di segni lasciati dai caprioli sulla neve e sugli alberi. Oltre alla miriade di orme e fatte, si possono osservare centinaia di alberi scortecciati.  Non riuscendo a trovare nulla con cui cibarsi a causa dell’imponente spessore della coltre nevosa, questi ungulati hanno rosicchiato le cortecce degli alberi che saranno quindi più facilmente attaccabili da patogeni quali funghi e insetti. La diffusione di questo fenomeno mi fa pensare ad una forte pressione demografica della loro popolazione, forse eccessiva per questo ambiente che evidentemente ne risulta danneggiato.

Dalle foto si può anche percepire la quantità di neve presente nei mesi scorsi dall’altezza dello scortecciamento che a volte arriva a circa due metri.DSC_5684POST

Uscendo dal sentiero mi è capitato di incontrare un esemplare di capriolo morto, infilazato su un ceppo di larice spezzato, probabilmente di sfinimento.DSC_5687POST

Per quanto riguada il lato escursionistico consiglio a tutti il percorso che permette di osservare diverse formazioni forestali di conifere, antiche baite ormai in decadenza nonchè una ricca fauna selvatica.

by Andrea

DSC_562POST

La transumanza in Val Senales

TRANSHUMANZ di Mauro Gambicorti

La transumanza è una millenaria migrazione stagionale di pecore e uomini impegnati a raggiungere gli alpeggi estivi sulle montagne dell’ Alto Adige. Partendo dalla Val Venosta e dalla Val Senales, le greggi con i loro pastori salgono verso i verdi pascoli austriaci dell’Ötztal compiendo un estenuante viaggio di più giorni

Gli antichi sentieri restano segnati come cicatrici dal passaggio della lunga fila dei transumanti; su in alto il loro transitare rimane disegnato sul candido della neve. In certi tratti del cammino capita che tutto si stemperi nell’ incognita della nebbia, quando il paesaggio scompare nel grigio denso del respiro di chi fatica a procedere.

Mauro Gambicorti, fotografo toscano, ha seguito la transumanza diverse volte, condividendo le fatiche, l’ impegno e il sacrificio dei pastori.

Leggi il resto dell’articolo

Iscriviti

Get every new post delivered to your Inbox.