Il respiro della montagna

Nevica o non nevica? Ma quanta ne ha fatta? Forse poca, forse non basta per sciare nel “ponte” imminente. C’è fretta, la neve serve per imbiancare le piste. Chi ama questo sport non può attendere e poi ci sono quattro giorni buoni.

Ho imparato a sciare a 8 anni e poi ho smesso intorno ai 20. Qualche piccolo incidente, le code agli impianti, in autostrada e i costi crescenti mi hanno fanno desistire. Non percepivo più un benessere come ai primi tempi. Poi ho conosciuto un’altra montagna. E’ stato come un disvelamento interiore. Le prime escursioni su terreni “facili” e poi, piano piano, l’alta quota, le cime e i ghiacciai.

Vita. Qualcosa che ti appartiene, che ti è dentro. E poi l’amore. Immenso. Leggi il resto dell’articolo

Orridi, orrori e meraviglie

Sentiero degli OrridiA metà novembre abbiamo partecipato all’aggiornamento per gli Operatori della Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI della Regione Piemonte. Gli argomenti sono stati tutti molto interessanti e trattati davvero con grande compentenza dai vari relatori che ci hanno raccontato aspetti e temi inerenti l’ambiente alpino. Sabato 14, al mattino, nella foresteria della Certosa di Montebenedetto, situata nel Parco Naturale Orsiera Rocciavré, abbiamo ascoltato la lezione molto illuminante di Marco Manzone sul bosco e la sua gestione mentre nel pomeriggio abbiamo effettuato la bellissima uscita alla scoperta delle valenze naturalistiche del Parco Naturale Orsiera Rocciavré con la bravissima guida Mario Cavallo. Dopo la presentazione dell’escursione di domenica, a cura di Lodovico Marchisio, abbiamo avuto l’occasione, più unica che rara, di fare un’escursione notturna in assenza di illuminazione per scoprire quali percezioni si innescano quando i nostri sensi non sono più coaudiuvati dalla vista. Anche senza l’uso delle pile frontali, abbiamo compreso che è ancora possibile procedere lungo il sentiero senza particolari difficoltà.

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Il sole nel CAI di Chieri

sole

In certi punti della pianura ci sono alcuni attimi, quando il sole brilla alto nel cielo, nei quali confondi cose e sentimenti.

In quei momenti, nei quali la tua mente non bada a quello che capita intorno, quando concedi ai tuoi pensieri di spaziare al di là dei confini che ti legano alla meschina logica di ogni giorno, confondi le cose reali con la fantasia.

Così, mentre cammini piano, rincorrendo chissà quali castelli, non distingui il gregge di pecore dalle nuvole che si muovono lente nel cielo, o lo scheletro di un albero schiantato dal fulmine da un campanile piantato sulla linea dell’orizzonte.

In quei momenti, quando tutto ciò che ti circonda vive immerso in un illusorio silenzio, ti pare che anche le cose all’apparenza mute e senza vita abbiano qualche cosa da dirti, perché solo nel silenzio è dato di sentirle. Non esiste, nell’universo, un frammento che sia veramente muto; è l’uomo che è diventato sordo, che non è più disposto a credere nelle favole.

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Sicurezza su terreno innevato

3483020962_03f807fb57_mCon la legge regionale 2/2009 il Piemonte aggiunge regole più severe per le attività invernali in montagna allo scopo di aumentare la sicurezza. In particolare le norme più discusse sono quelle, inserite nell’articolo 30, che obbligano tutti coloro che si muovono su terreno innevato al di fuori delle piste o percorsi definiti sicuri dai singoli comuni di “munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso“. Non voglio certamente mettere in discussione l’importanza di muoversi con la maggiore sicurezza possibile in montagna, ma mi rendo conto che prima ancora dei dispositivi di sicurezza bisogna utilizzare le regole del buonsenso. Purtroppo una legge non riesce a tenere conto delle sfumature della realtà che cerca di regolare e in questo caso non riesce nel difficile compito di segnare una linea di confine tra escursioni oggettivamente poco pericolose e le gite di scialpinismo. Questo potrebbe dare la falsa sensazione a chi frequenta la montagna in maniera superficiale di sentirsi al sicuro solo perchè indossa un ARVA oppure tenere alla larga coloro che vorrebbero farsi due passi nella neve, ma non intendono spendere così tanti soldi per comprarsi l’attrezzatura, magari per utilizzarla un paio di volte l’anno. Bisogna inoltre considerare che tutto ciò potrebbe ostacolare non poco quel turismo legato alle escursioni invernali che invece bisognerebbe incentivare perchè è una forma sostenibile di sfruttamento del territorio.
Lascio il link ad un aggiornamento del CAI Piemonte dove si parla in dettaglio dell’articolo e si specifica che “si demandava ad un apposito provvedimento della Giunta Regionale la definizione delle modalità e dei criteri per l’attuazione” e che tale regolamento non è ancora stato emanato, quindi è evidente che, non applicando la norma non si applicano le conseguenti sanzioni
http://www.caipiemonte.it/

Buona neve a tutti!
Andrea

Gias dei Laghi di Sagnasse

Segnalo una gita interessante che ho fatto a fine ottobre con alcuni amici, tra i quali anche ometto83, ai laghi di Sagnasse, val Grande di Lanzo, con partenza dalla frazione Rivotti seguendo il sentiero4061947812_5f5783ffa7 balcone direzione Forno Alpi Graie.

Come già avevo apprezzato in altre occasioni anche in questo tratto il sentiero balcone è un comodo camminamento che attraversa stupende borgate, affascinanti boschi e radure, permettendo di godere di un ampio panorama. La nebbia fittissima rendeva il bosco di larici, che si attraversa all’inizio del percorso, un luogo magico in cui le diritte fustaie somigliavano alle colonne di un tempio greco. Dopo quasi due ore di cammino abbiamo girato a destra per prendere il sentiero che risale il versante e in una mezz’oretta siamo giunti presso l’alpe dei laghi.

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Terra aliena

terraLa terra ci serve. Per vivere. Per sostenere noi Italiani, con il nostro stile di vita, le nostre abitudini, le nostre passioni e i nostri vizi, ci servirebbero almeno altre tre Italie. Questo è il dato che emerge dal Living Planet Report del 2008 del WWF. Ciò significa che stiamo come stiamo e viviamo come viviamo, perché qualcuno, mette a nostra disposizione (volente o nolente) ciò che da noi comincia a scarseggiare: la terra. Senza troppi giri di parole, noi italiani viviamo godendo di terra non italiana. E noi lombardi, viviamo di terra non padana.

Per coloro che si inchinano al totem del liberismo o che pregano sull’altare della competitività, non è eticamente riprovevole godere di benefici ed utilità ai danni di altri: è il mercato. Chi è più forte, più bravo, più innovativo o magari soltanto più fortunato o più furbo (e disonesto) vince [...].  Leggi il resto dell’articolo

Estate indiana a Mondrone

MondroneForse qualcuno di voi si ricorderà del nostro tentativo di raggiungere il Lago Casias in Val d’Ala. Era l’inizio dello scorso luglio e purtroppo dovemmo tornare indietro molto presto perché il sentiero era impraticabile a causa delle valanghe provocate dalle intense e frequenti nevicate dell’ultimo inverno.

Qualche tempo fa siamo venuti a sapere che quel tratto di sentiero è stato oggetto di pulizia e manutenzione grazie all’intervento di alcuni soci della sezione CAI di Ala di Stura.

Perché allora non ritentare di raggiungere la gemma azzurra incastonata nel Vallone del Vallonetto? E poi, con un’estate così, come si fa a stare fermi? Leggi il resto dell’articolo

Un anno da Camosci

Francescoll 10 novembre del 2008 nasceva questo blog, brillantissima e fantastica idea di lichene1 e di ometto83.

Spero che questo blog possa divenire un luogo di incontro virtuale in cui scambiarci idee, consigli e affrontare argomenti su quella che è la nostra passione, anche quando non siamo a quattr’occhi. Utilizzare le tecnologie moderne a sostento della cultura e della tradizione. Un luogo in cui poter leggere ciò che gli altri pensano, ed utilizzarlo per affinare quelli che sono i nostri personali punti di vista.” Franz (ometto83)

Loro sono due ragazzi davvero in gamba con cui ho avuto, e continuo ad avere, la meravigliosa occasione di condividere le scarpinate tra i monti. Questi sono giovani su cui la nostra Italia dovrebbe puntare con decisione e senza paura affinché si possa rintrcciare la speranza per un futuro migliore. Per tutti, anche per coloro che infaticabilmente si afferrano alla propria cadrega di potere che non mollano neanche di fronte alle forti prospettive di declino del nostro mondo.

Siete grandi!

E grazie a tutti quelli che hanno voluto partecipare in questo angolo virtuale. Si è creata una piccola comunità in cui amo molto confrontare la mia opinione con quella di tutti voi.

AndreaSe proprio devo fare un bilancio questo è sicuramente positivo. La rete, la tecnologia, ci può davvero aiutare a vivere meglio. Dipende solo da noi volerlo o meno. Ho conosciuto delle persone meravigliose, anche nella realtà, grazie a questo spazio, e spero vivamente di potere continuare ad incontrarne. Con una importante consapevolezza: in questo spazio non c’è l’uno, non esiste un’unica visione del mondo. Qui vincono le verità, che ogni donna e uomo porta nel proprio cuore.

Talvolta, quando leggo una nuova opinione, un nuovo commento, sulle cose che scriviamo penso a questa frase di un personaggio noto (forse Bernard Shaw?):

“Non sono d’accordo con quanto tu dici ma sono felice che tu abbia avuto la possibiltà di esprimere la tua opinione”.

Grazie di cuore a tutti voi. Vi voglio bene.

Beppeley

Arp sensa counfìn – escursionismo in alpeggio

Alpi 365 - Alpeggi senza confiniDomenica 25 Ottobre 2009 presso lo Spazio Incontri ad Alpi 365 si è svolta una tavola rotonda dal titolo Alpeggi senza confini: escursionismo in alpeggio. Una sintesi ed un commento relativi all’evento la potete trovare sul sito della Rete Sentieristica della Regione Piemonte. Se invece volete approfondire alcune tematiche trattate durante l’evento, allora proseguite nella lettura di quest post dove ho cercato di riportare quegli interventi che maggiormente hanno catturato la mia attenzione. Purtroppo la registrazione audio si è rilevata in più punti molto disturbata cosa che non mi ha permesso  di trascrivere alcuni passaggi importanti. Al termine lascerò alcune mie personalissime osservazioni inerenti soprattutto al ruolo che il Club Alpino Italiano può avere, anche in questo ambito, nel portare avanti la sua missione di conoscenza del luogo montagna a tutti i livelli.

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