6 luglio 2010
di I camosci bianchi
Anette è di Francoforte. E’ una di quei 13 milioni di escursionisti tedeschi che amano le montagne. Davvero tanti. Pensate se solo l’1% decidesse di frequentare quelle zone alpine, come le Valli di Lanzo, che tanto hanno da offrire e che invece sono totalmente sconosciute all’estero.
Mi ricordo di un accadimento, capitato qualche anno fa in Val d’Ala, che mi ha fatto riflettere e che puntualmente tiro in ballo quando si parla di turismo escursionistico e di carte escursionistiche, il primo oggetto fondamentale per far nascere la curiosità esplorativa nei confronti di un territorio.
Una famiglia olandese decide di percorre il sentiero balcone della Val d’Ala (la mediana delle Valli di Lanzo). Questo sentiero è indicato sulle carte dell’IGC (n. 103 e n. 110 in scala 1 : 25000) ma da tempo non esiste alcun segnavia e la traccia in molti punti è praticamente scomparsa. Gli olandesi si sono persi ed hanno trascorso una notte all’addiaccio con il soccorso alpino mobilitato per le ricerche.
Non è successo nulla di grave ma di certo la famiglia olandese, rientrata in patria, non avrà parlato molto bene dei sentieri delle Valli di Lanzo.
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