Il rischio valanghe

Grazie al post precedente, “Il silenzio della neve”, che mi ha dato lo spunto per ulteriori ricerche di risorse su internet, ho scoperto un sito interessante per chi ama frequentare la montagna in ambiente innevato.

E’ il servizio SIVA (Sistema Informativo Valanghe) che molto probabilmente gli scialpinisti e i ciaspolatori più arditi, ma anche i più informati ed attenti a prevenire il rischio valanghe, lo conosceranno già. Personalmente invece è stata una piacevole sorpresa poter accedere a tale strumento, così definito dall’Arpa Piemonte:

Il Sistema Informativo Valanghe è uno strumento di analisi e consultazione di dati cartografici, data base alfanumerici associati, fotografie e documenti storici, periodicamente aggiornato alla luce degli eventi valanghivi stagionali e del reperimento di nuovi dati storici”.

Così, pensando alla mia modestissima attività escursionistica in ambiente innvevato, ho provato a curiosare in Val d’Ala (Valli di Lanzo) analizzando la zona di Testa Pajan (1858 m), gradevole meta di un’ escursione con le racchette da neve (media difficoltà), con partenza da Almesio (760 m – fraz. di Ceres) percorrendo una carrozzabile che ben presto diventa una strada sterrata (anche senza neve è una piacevole ed interessante escursione in un ambiente solitario e molto affascinante; ne avevo già parlato nel post “Il mondo dietro casa“). Leggi il resto dell’articolo

La vita è fatta di sogni

La vita è fatta di sogni ed io ne ho uno: voglio andare in Nepal ad ottobre! Mi devo allenare e così sono venuto fin quassù.”

Così mi acccoglie Beppe, un escursionista settantacinquenne davvero molto in gamba, al Rifugio Bertone sui Monti della Saxe.

Nevica fino alla notte precedente in quest’inzio d’anno ed attraversare i boschi di abete rosso è davvero affascinante.

Intorno a noi solo neve incorniciata dai contrafforti del versante sud del Bianco e i sogni di chi ama le montagne in ogni stagione.

Un luogo come dono

Le MoieQuando oggi parliamo dell’udito e di ciò che esso recepisce, pensiamo subito al rumore, alla mancanza di silenzio e non a caso l’inquinamento sonoro è ormai percepito come un problema ecologico. Del resto, l’udito è un senso sempre in funzione perché le nostre orecchie sono sempre aperte: a differenza degli occhi e della bocca, non possiamo chiuderle e quindi questo doppio orifizio, nonostante la sua apparente passvità – non si muove, né morde, né penetra, né cattura… – è in realtà l’unico a essere sempre in funzione, giorno e notte. Sempre aperte sul mondo, le orecchie non sanno opporre nessuna chiusura: possiamo solo tendere l’orecchio oppure fare i sordi, ma non possiamo impedire al suono di raggiungerci.” [...].

Tratto dal libro “Il Pane di ieri” di Enzo Bianchi

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Tra terra e cielo

Colle CrosiasseUna semplice ma appagante escursione con le ciaspole, tra terra e cielo, in un luogo insolito, sulla cresta saprtiacque Val d’Ala – Val Grande, ci ha visti insieme al CAI di Viù in una domenica assolata e spazzata da qualche raffica di vento occidentale.

Volti e vette. La montagna si specchia negli sguardi di tutti noi. Noi ci specchiamo in lei. Mi piace accostare queste immagini. Roccia, cielo e uomo.

Il Colle Crosiasse, crocevia straordinario, ci accoglie con il bianco della neve, delle nubi e con l’azzurro dell’infinito. Sostare qui, in splendida compagnia, è un po’ come sognare la libertà.

tra terra e cielo slideshow

Laggiù la pianura. Oggi così distante.

Da tutto.

Beppeley

Spirito CAI

Domenica scorsa ho trascorso una bellissima domenica in compagnia degli amici del CAI di Viù in occasione dell’escursione con le racchette da neve al  Lago di Monastero. Sono stato davvero felice di condividere una giornata con delle persone davvero speciali  in quello straordinario ambiente alpino che si trova nei dintorni di Chiaves, tra la Valle del Tesso e la Val Grande di Lanzo.

La nostra meta non l’abbiamo raggiunta perché le condizioni del manto nevoso ci hanno suggerito di fermarci a quota 1700 metri circa, giusto per osservare il grandioso panorama verso la Val Grande. Neve tanta, così come la fatica. Se fossi partito da solo non sarei riuscito neanche ad arrivare in quel luogo denominato sulla carta dell’IGC ”Prati della Fontana“. La montagna ci insegna che da soli tutto è estremamente difficile, complicato e anche pericoloso. Ma soprattutto ci sprona a ricercare il valore dell’amicizia, della solidarieta e della condivisione. La gioia, la fatica, un sorriso. Una corda invisibile che lega le nostre anime.

Mi sono molto emozionato, come già successo in altre occasioni con il gruppo del Cai di Viù, soprattutto quando dietro di noi si apriva una traccia affinché altri potessero percorrerla. Una traccia ricca di solidarietà e di spirito di amicizia. Una traccia voluta, ricercata e sudata. Ed io, sebbene stremato dalla fatica, felice insieme a loro. Felici di condividere.

Poi, giù, a valle, ho ritrovato il genuino sapore della felicità quando ci siamo raccolti intorno ad un caffé per concludere una giornata indescrivibile. Il sapore della felicità che sgorgava al solo pensiero di non aver lasciato indietro nessuno.

La meta domenica scorsa l’abbiamo raggiunta dentro di noi.

Grazie per avermi concesso l’occasione di partecipare con voi a qualcosa di veramente immenso.

 spirito CAI slideshow

Che onora e fa grande il Club Alpino Italiano.

Beppeley

Al chiar di Luna

Pian della Mussa è riconosciuto come uno dei pianori più belli dell’intero arco alpino. Se ci aggiungiamo anche una Luna piena fantastica, la più luminosa di tutto l’anno 2010, per la sua particolare posizione rispetto alla Terra, il villaggio di Balme, una buona compagnia e l’ospitalità dell’Antico Albergo Camussot, ecco che un sabato qualunque, si può trasformare in un sabato davvero eccezionale.

Era da molto tempo che desideravo fare un’escursione con la Luna piena. Abbiamo colto l’occasione grazie al programma di uscite che lichene1 (http://andreamantelli.blogspot.com/) propone con le racchette da neve nelle Valli di Lanzo. Neanche le poco invitanti previsioni meteo di Nimbus sono riuscite a scoraggiarci. Eccole nel bollettino emesso venerdì scorso:

“Da sabato prevarranno venti settentrionali più asciutti favorevoli a belle schiarite, ma daranno il via a una nuova intensa irruzione di aria polare che manterrà temperature gelide in montagna nel fine settimana con punte di -20 gradi dai 2000 m e da domenica si riaccentueranno le gelate notturne anche in pianura”.  Leggi il resto dell’articolo

Balme – Pian Gioè

E’ incredibile come alcuni luoghi rimangano quasi sconosciuti, quando invece sono così belli e così vicini a località molto frequentate, se non alle persone che amano profondamente questi posti. Questo è sicuramente il caso del pianoro della Cumba e di pian Gioè (come anche per gli alpeggi superiori che se non fosse per l’itinerario che porta a Punta Serene sarebbero ancora meno conosciuti), eppure sono in linea d’aria vicinissimi al più famoso Pian della Mussa che si raggiunge anche da qui, ma con un itinerario ben più lungo.

Ho conosciuto la zona in autunno quando il rosso delle piante dei mirtilli si contrappone al giallo dei larici e al verde dei rododendri ed è stato come scoprire un paradiso nascosto. Oggi sono tornato con amici che mi chiedevano di fare una ciaspolata in un luogo poco frequentato.
Il percorso fino agli alpeggi della Cumba è ben pestato anche perchè lì vicino c’è il pilone dedicato a S. Pancrazio da cui si può godere di una superba visuale dall’alto dell’abitato di Balme.
Sorpassate le baite, tra le quali se ne nota una costruita con una vera e propria prua verso monte a sfidare la forza delle valanghe, abbiamo seguito la traccia lasciata da due sci-alpinisti tra una fitta vegetazione di ontani verdi (dròsa) con qualche traverso che ostacola la progressione delle ciaspe, soprattutto con la neve ancora molto farinosa e poco coerente.

La fatica viene però ripagata dai paesaggi che si svelano arrivando a pian Gioè o mettendo il naso in direzione del vallone del Servin.
Consumato un veloce pranzo, fatte due chiacchiere e scattate diverse foto siamo rientrati sullo stesso percorso preferendo però le discese più ripide ai traversi.

Da pian Gioè, fossimo partiti prima, avremmo potuto continuare per l’alpe Giasset oppure per l’alpe Fontana.

Andrea

5 amici sulla Forchetta

fenneck, serpillo, Silvio, ometto83, BeppeleySarà il destino ma questo è stato il nostro modo di salutarci ed augurarci un fantastico 2010. Il Colle della Forchetta (1666 m) si trova in Valle Tesso, raggiungibile dal Passo della Croce, situato poco sopra Chiaves, bellissima e panoramicissima borgata delle basse Valli di Lanzo da dove si ha una vista favolosa sulla piana del torinese.

Insomma, visto il gran movimento di forchette nel corso di queste feste, cosa poteva esserci di meglio che ritrovarci su un Colle con tale nome? Sarà di buon auspicio per il 2010?

Buon Anno!

5 amici sulla forchetta slideshow

Beppeley

Autunno bianco in Val Servin

La domenica appena passata è stata una ghiotta occasione per condividere con gpcastellano, blacksheep77, serpilloCristina, Paolo e Gaia (tutti e tre del CAI di Pinasca, Val Chisone) la Val Servin tra le montagne di Balme.

Al termine di questa deliziosa e remunerativa escursione, in un angolo solitario e selvaggio dell’alta Val di Ala, ci siamo incontrati con Lichene1 e Gianni Castagneri che, con grande disponibilità, ci ha aperto le porte dell’Ecomuseo delle Guide Alpine ”Antonio Castagneri”.

Abbiamo poi festeggiato il primo  anno di vita di  questo blog insieme a ometto83 e fenneck nei bellissimi locali dell’Antico Albergo Camussot dove Antonella e Guido ci hanno coccolato con una superba merenda sinoira.

Con tutta franchezza, possiamo dire che non ci siamo fatti mancare proprio niente per onorare un incontro tra blogger e simpatizzanti appassionati e innamorati di montagna.

Peccato davvero per tutti coloro che non ci hanno potuto raggiungere tra le splendide montagne dall’alta Val di Lanzo. Leggi il resto dell’articolo

Sicurezza su terreno innevato

3483020962_03f807fb57_mCon la legge regionale 2/2009 il Piemonte aggiunge regole più severe per le attività invernali in montagna allo scopo di aumentare la sicurezza. In particolare le norme più discusse sono quelle, inserite nell’articolo 30, che obbligano tutti coloro che si muovono su terreno innevato al di fuori delle piste o percorsi definiti sicuri dai singoli comuni di “munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso“. Non voglio certamente mettere in discussione l’importanza di muoversi con la maggiore sicurezza possibile in montagna, ma mi rendo conto che prima ancora dei dispositivi di sicurezza bisogna utilizzare le regole del buonsenso. Purtroppo una legge non riesce a tenere conto delle sfumature della realtà che cerca di regolare e in questo caso non riesce nel difficile compito di segnare una linea di confine tra escursioni oggettivamente poco pericolose e le gite di scialpinismo. Questo potrebbe dare la falsa sensazione a chi frequenta la montagna in maniera superficiale di sentirsi al sicuro solo perchè indossa un ARVA oppure tenere alla larga coloro che vorrebbero farsi due passi nella neve, ma non intendono spendere così tanti soldi per comprarsi l’attrezzatura, magari per utilizzarla un paio di volte l’anno. Bisogna inoltre considerare che tutto ciò potrebbe ostacolare non poco quel turismo legato alle escursioni invernali che invece bisognerebbe incentivare perchè è una forma sostenibile di sfruttamento del territorio.
Lascio il link ad un aggiornamento del CAI Piemonte dove si parla in dettaglio dell’articolo e si specifica che “si demandava ad un apposito provvedimento della Giunta Regionale la definizione delle modalità e dei criteri per l’attuazione” e che tale regolamento non è ancora stato emanato, quindi è evidente che, non applicando la norma non si applicano le conseguenti sanzioni
http://www.caipiemonte.it/

Buona neve a tutti!
Andrea

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