L’ultimo secondo
17 maggio 2012 8 commenti
L’altro giorno mi imbatto casualmente nel sito di Duccio Canestrini (grazie per avermi concesso di riportare qui il tuo pensiero) ritrovandomi così immerso in un suo articolo intenso e ricco di attualissime ed urgenti riflessioni: “Nel limite va trovata la misura del futuro“.
Qualche tempo fa avevo scritto in merito alla cultura del limite, quella conosciuta da chi non disdegna di tirarsi giù dal letto alle 5 di mattina per inerpicarsi lungo i sentieri della nostre montagne. Perché il limite ti si appiccica sulla pelle, lo senti arrivare quando stai camminando da ore, quando la calura prodotta dal tuo corpo ti avvolge come una piovra e quando la tua meta è ancora allo stadio di miraggio. E così, forse, ti tocca tornare indietro perché intorno a noi c’è qualcosa di più grande della nostra presunzione. Oppure, come è capitato recentemente al mio amico paologiac (bellissimo il suo post “Incontri a Sea“), quando ti capita di riconoscere il tuo limite nell’impossibilità di attraversare un torrente in piena. O quando, per esempio, per chi ama arrampicare, ti accorgi che quel 6a non riuscirai mai a superarlo se non dopo aver “sofferto” molto, lungo percorsi rocciosi che ti tolgono il fiato e ti consumano le energie in un batter d’occhio. Leggi il resto dell’articolo












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