Il Sindaco di Chialamberto, la TAM e il Piano di Vassola

V20090814 013enerdì 14 agosto siamo stati gentilmente convocati, su nostra richiesta, dal Sindaco del Comune di  Chialamberto, geom. Giuseppe Drò, che ha accettato con molta disponibilità e cortesia di prendere in consegna gli atti dell’importante convegno intitolato ”ENERGIA DALL’ACQUA IN MONTAGNA: COSTI E BENEFICI” che si è tenuto a Solaro, vicino a Milano, il 13 giugno 2009 organizzato dalla TAM (Commissione per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI).

Ricordo che in Val Grande di Lanzo è in fase avanzata un progetto di captazione dell’acqua del Rio Vassola e del Rio Paglia per produrre energia elettrica. Il territorio  in cui si dovrebbe costruire l’impianto idoroelettrico è sicuramente uno dei più belli di tutte le Valli di Lanzo. Chi ama la montagna e i suoi abitanti, non può esimersi dal tutelarla partendo soprattutto dalla conoscenza e dalla cultura. In questo caso è l’acqua nel mirino di vari interessi privati e pubblici. Noi cittadini abbiamo il dovere, aiutati dalle istituzioni, di prendere atto dell’imporatante e pericolosa corsa all’oro bianco delle nostre Alpi (leggete gli atti del Convegno indicati in questo post). L’unica via per decidere in merito a qualcosa di così importante come il nostro territorio, di cui, non dimentichiamoci, ne siamo responsabili nei confronti delle future generazioni, è quello di affidarci alla conoscenza, cibo per la nostra mente. Conoscere è anche e soprattutto un atto di amore.

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Energia dall’acqua in montagna: costi e benefici

Il bellissimo paesaggio di montagna che vedete qui a destra è stato fotograto a maggio di quest’anno e potrebbe essere una delle ultime volte che si può contemplare così intatto. Qualcuno sta “progettando” di “rubarlo”, di cancellarlo, di saccheggiarlo per costruirci un impianto idroelettrico dai discutibili benefici economici (post sul Piano di Vassola). O, meglio, da un rapporto costi/benefici sbilanciato enormemente verso i costi in termini di devastazione ambientale. Credo che possa fare molto bene al nostro cervello, in tema di salute mentale, presentargli ogni tanto anche altri punti di vista che non siano sempre e soltanto quelli che derivano dalla malattia mortale della modernità (leggete il post Solstizio d’estate a Monaviel): la fretta, la superficialità, la spinta inarrestabile a misurare tutto (e qui si deve misurare la montagna, in termini quantitavi di ricavi e di costi, di profitti e di utili), anche ciò che non è o – meglio - non deve essere misurato come il sentimento, il flusso delle emozioni, la gioia, l’entusiasmo; tutti valori mortificati dalla moderna “dittatura della quantità”.

Vorrei tanto che tutti gli attori che si stanno giocando in questi tempi un pezzo stupendo del nostro territorio provassero a fare uno sforzo mentale in questo senso: vorrei invitarli a non cadere nella trappola della fretta. Vorrrei che tentassero a non misurare tutto e subito (perché oggi è questo il comandamento che guida gli uomini: il denaro non può aspettare, viene prima di ogni cosa anche di noi esseri umani), che provassero almeno ad anteporre l’esigenza di libertà del nostro cervello, rappresentata dal beneficio nascente del vagabondare in quegli spazi immensi di salute che solo la montagna sa donare. Mi piacerebbe che provassero a fare prima così e poi solo dopo a fare tutti i calcoli che un progetto di questo tipo necessita. Leggi il resto dell’articolo

Uomo e montagna

Sabato scorso abbiamo in mente di tornare al Lago Casias (2076 m – Val d’Ala) dove siamo stati la prima ed unica volta nel settembre del 2001. Luogo questo davvero incantevole anche se già allora raggiungere il Lago, con partenza da Mondrone (1257 m – frazione di Ala di Stura), non fu per niente agevole. Il sentiero 212 a quell’epoca era in molti tratti invaso dalla vegetazione che rendeva faticoso il percorso.

Sappiamo che proprio lo scorso anno, a settembre, la TAM del CAI di Torino è venuta qui a fare la manutenzione e la pulizia di questo sentiero per renderlo nuovamente percorribile. Ma dopo le valanghe dell’inverno appena passato, come troveremo il percorso? Leggi il resto dell’articolo

A,B,C Acqua Bene Comune

Scopro sul sito http://www.cai-tam.it/ che il CAI Veneto (il raggruppamento regionale delle sezioni del Club Alpino Italiano), sta tentando di sensibilizzare le istituzioni sui rischi di veri e propri attentati al bene pubblico “acqua” da parte di imprese che hanno come precipuo obiettivo il profitto ad ogni costo da realizzare con progetti miopi che non fanno  altro che sottrarre un bene così importante, come l’acqua e tutto quello che c’è intorno, alle generazioni future. Ai nostri figli.

Trovate cinque minuti di tempo per leggere cosa ci stiamo giocando a forza di essere distratti e rimbabiti dalle sciocchezze che quotidianamente ci offre il vergognoso panorama mass-mediatico, vera dittatura della nostra epoca. Leggi il resto dell’articolo

Sentinelle di casa nostra

Nel post in cui denuncio il rischio di devastazione al Piano di Vassola, ho riportato la lettera di Paolo Rumiz inviata al 98° Congresso Nazionale del CAI di Predazzo in cui il giornalista e scrittore, socio CAI da decenni, esortava il Sodalizo a costituirsi come lobby in difesa delle montagne oramai da decenni sotto il mirino di progetti che rappresentano più che altro la scusa per speculare disinteressandosi completamente delle devastazioni che causano.

L’ultimo numero della Rivista del CAI (marzo-aprile), come ho preannunciato in questo post, ha dedicato ampio spazio alle tematiche concernenti proprio la difesa dell’ambiente naturale. Paolo Rumiz è stato intervistato proprio su questo tema.

Nella lettera inviata al Sodalizio per il Congresso di Predazzo lei sostiene che il ruolo del CAI come “sentinella della montagna” vada ripensato. In che senso? Leggi il resto dell’articolo

A che punto è il progetto Vassola?

Il torrente Vassola sull'omonimo Piano ad oltre 1700 metri di quota in Val Grande di Lanzo

Abbiamo finalmente una notizia importante  (del 12 gennaio 2009) che cifornisce una prima risposta alla domanda “A che punto è il progetto?“:

La procedura di VIA (Valutazione Impatto Ambientale) relativa al progetto di interesse è attualmente sospesa in attesa di ricevere le integrazioni progettuali richieste dal ns. servizio (entro giugno 2009). Il proponente in assenza di diversa comunicazione rimane per noi la ditta Clear Energy srl di Mondovì (CN).Per quanto concerne l’utilizzo dei terreni non di proprietà gli impianti da fonti rinnovabili vengono considerati dalla normativa, una volta autorizzati (d.lgs 387/2003), di pubblica utilità, indifferibili e urgenti pertanto possono avvalersi dell’esproprio. L’utlizzo dell’acqua è normato dal regolamento della Regione Piemonte 10/R del 2003, la relativa concessione a derivare (durata 30 anni) è rilasciata dal Servizio Gestione risorse idriche della Provincia nell’ambito della procedura di VIA. Nel corso della medesima procedura… sono raccolte anche le ulteriori autorizzazioni ambientali necessarie. Il comune deve rilasciare successivamente alla fase di VIA il permesso di costruire per le opere in progetto.

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Nel Vallone di Vassola

Planando sul Piano di Vassola dall'omonimo Vallone

“…la Vassola non è un “non luogo”, ma che molti la conoscono e che può essere una ricchezza proteggerla. Così com’è, intatta, a testimoniare il lavoro, la fatica di chi non c’è più e essere di godimento a chiunque abbia la voglia di fare un po’ di fatica, di assaporare il silenzio, l’incontro con la vipera ancora intorpidita che si scalda al sole, il capriolo che scappa a pochi passi davanti a te, le marmotte che fischiano, il falco che volteggia, il repentino mutare del tempo, l’addensarsi delle nebbie, e la voglia di andare sempre un po’ più su. Oppure anche solo fermarsi lungo il torrente, dove a giugno l’acqua è color smeraldo, sedersi su una roccia levigata nei secoli da neve, ghiaccio e gelo, fermarsi a pensare, a godere il calore del sole e di esserci.”

Anonima…innamorata del Vassola


Un ambiente selvaggio ed inaspettato in Val Grande di Lanzo 

di Gian Marco Mondino

Nella zona di Chialamberto la Val Grande di Lanzo si restringe notevolmente, dominata da ripidi pendii boscosi, e non lascia certo pensare che più in alto, sulla sinistra orografica, si aprano vaste conche prative come quella della chiesetta del Ciavanis, o profondi valloni come quello di Vassola.

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Piano di Vassola (2)

Il Piano di Vassola in Val Grande di Lanzo (Comune di Chialamberto)

Eccomi qui a tentare di riassumere le risposte che mi sono giunte in merito al progetto di costruzione dellaPiano di Vassola diga al Piano di Vassola. Manca comunque la risposta che tanto attendevo: “A che punto è il progetto?“. “Il Comune di Chialamberto ha preso una decisione?“. L’aspetto davvero drammatico è che non siamo riusciti ad ottenere nulla. Non sappiamo se la diga si farà, se il progetto è stato abbandonato o se è ancora in fase di valutazione. Ho solo paura che dietro a tutto questo silenzio, molto italiano, ci sia qualche affare poco pulito. Ci sarebbe da stupirsi? Ci sarebbe da meravigliarsi se scoprissimo che a “sporcare” la montagna non c’è solo l’inquinamento, che noi tutti produciamo quotidianamente, ma anche quell’inquinamento che deriva dal malcostume e della illegalità diffusa? Noi, almeno noi del CAI, cerchiamo di essere come delle sentinelle, come dice Paolo Rumiz. Tolti gli spazi immensi di libertà, che la montagna sa offrire, cosa rimane del nostro mondo? Tolta quella relazione con la montagna con cui si realizza la pienezza del rapporto a tre livelli fra natura, relazioni sociali e interiorità soggettiva… Cosa rimane? Leggi il resto dell’articolo

Il Vallone di Vassola, il CAI e la Montagna Morta

Il Piano di Vassola

E’ troppo paradisiaco pensare di poter dormire sonni tranquilli per noi che amiamo profondamente la montagna. Mi sto sempre più rendendo conto, quando termino un’escursione, che tutto ciò che mi lascio alle spalle, prima di rientrare in auto, non è detto che sarà sempre lì ad attendermi affinché possa ritrovare una sana relazione con me stesso e con l’ambiente. E’ venuto il momento, triste e al contempo molto preoccupante, di aprire gli occhi e di non credere più che la montagna sarà sempre la stessa come in quelle bellissime fotografie che mi porto a casa e poi rivedo sul pc.

Oggi per puro caso rispolvero il numero di Gennaio – Febbraio 2008 del bimestrale Panorami che si occupa di Vallate Alpine. Lo sfoglio e un brivido mi percorre la schiena. E’ come se stessi rientrando da una di quelle tante escursioni bellissime, che faccio nelle Valli di Lanzo, con quella terribile sensazione di non ritrovare la montagna che amo così come l’ho lasciata, intatta e libera dalle mani diaboliche della sconfinata imbecillità umana. Un incubo. Torno così mentalmente al 98° Congresso Nazionale del CAI (18-19 ottobre 2008) quando il giornalista Paolo Rumiz, socio Cai, ha inviato una lettera dura ma assolutamente condivisibile per noi che della montagna ne facciamo quasi uno stile di vita (la lettera di Rumiz la trovate più sotto). 
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