La regina Tasso e le radici degli alberi

Alcune domeniche fa,  parlando con amici di alberi e di libri, me ne e’ venuto in mente uno di Guido Mina di Sospiro che si intitola “L’albero”.

La “regina” Tasso cavalca, nella sua isola, 2000 anni di storia sia come protagonista che testimone di cambiamenti. Libro mai noioso, nato dopo lunghi anni di ricerche e di studio, grazie all’aiuto di botanici e naturalisti dei nostri tempi.

In Val d’Ala (Valli di Lanzo), sul versante solatio, appare, in mezzo al bosco un esemplare di tasso che ha circa 250 anni:  chissa’ come  e’ arrivato sin qui e che storie ha da raccontare….

Sfogliando l’inserto de La Stampa  TuttoScienze del 25-4-2012  apprendo che gli alberi hanno comportamenti simili a quelli delle formiche, che tra le radici c’è comunicazione  e riescono a sfruttare le vibrazioni del terreno proprio come gli animali a contatto con il suolo (ad esempio serpenti e vermi).

Meravigliata? A dire il vero già mia nonna mi diceva che parlando con le piante queste crescono meglio quindi non li ho mai considerate come esseri inanimati……

Un appello per la montagna

[...] Le montagne dispongono di quello di cui gli esseri umani avrebbero realmente bisogno: acqua, silenzio, serenità e bellezza, condizione per continuare a pensare, immaginare e sognare. [...]

“Qu’on y vive, qu’on en vive, qu’on s’y ressource, la montagne nous offre l’expérience de la beauté des paysages, de la nature et du partage. Cette expérience n’est possible que grâce à un équilibre entre l’homme et la montagne. Conscients de la fragilité de cet équilibre nous nous sentons le devoir de lancer un appel pour nos montagnes.”

La CIPRA Francia è alla ricerca di visioni per un futuro sostenibile dell’uomo e della montagna.

Tutte le informazioni di questa campagna le trovate qui:

http://www.cipra.org/it/alpmedia/notizie-it/4541

http://www.appelpournosmontagnes.org/

“497…”

RoxAmo la montagna da sempre.
Da quando ero piccola, quando se mia madre decideva che non potevo andare a fare una passeggiata con gli amici più grandi che mi venivano a cercare, lei arrivava a nascondermi gli scarponcini: io rimediavo mettendomi i suoi che erano di 3 o 4 numeri più grandi, e scappavo via per qualche ora. Boschi, greggi, cespugli di mirtilli, animali, montagne, aria pura. I ragazzi più grandi che offrivano a me, mascotte di 4 o 5 anni, un pezzo di pane con due fette di salame. Poi, a casa le prendevo di santa ragione. Ma ne valeva la pena, perché avevo visto cose meravigliose per me, che non perdevo tempo a disegnare e colorare nei miei quaderni. Sapevo già scrivere, e sotto ogni disegno, davo il nome all’animale o alla pianta o alla montagna visti, sovente affidandomi ai suoni che non avevo ben decifrato dai ragazzi più grandi, spesso paesani, che parlavano in patuà. Le sberle che mi aspettavano a casa, valevano la pena e le punizioni a tempo, pure, grazie a tutto ciò che i miei occhi avevano visto quel giorno. Leggi il resto dell’articolo

Genius Loci

Santuario di Santa Cristina - Valli di LanzoMi imbatto nel Genius Loci per puro caso. Non ne so nulla e allora mi immergo nella Rete. Due clic, uno su Wikipedia e un altro su Peacelink, e così mi ritrovo ad “ascoltare” Eduardo Zarelli – Il rito e l’identità nelle forme culturali dell’abitare.

A dire il vero desideravo scrivere  in merito ai sentieri dimenticati, alla trascuratezza e all’abbandono del territorio montano come purtroppo sovente riscontro nelle Valli di Lanzo. Poi il fato ha voluto che le mie riflessioni si rispecchiassero in questo scritto che ho voluto riportare qui inframezzandolo con alcune foto delle nostre escursioni. Le ho scelte con cura, pensando così di facilitare le riflessioni, importanti e potenti, che Zarelli proietta nella nostra anima di viandanti. Riflessioni che dovrebbero aiutarci a vivere tutti insieme meglio e con più rispetto. Perché l’ambiente, di cui oggi tanto si parla, non è altro che una parte di noi stessi, forse solo un po’ più fragile e bisognosa di cura e attenzioni. Leggi il resto dell’articolo

Arp sensa counfìn – escursionismo in alpeggio

Alpi 365 - Alpeggi senza confiniDomenica 25 Ottobre 2009 presso lo Spazio Incontri ad Alpi 365 si è svolta una tavola rotonda dal titolo Alpeggi senza confini: escursionismo in alpeggio. Una sintesi ed un commento relativi all’evento la potete trovare sul sito della Rete Sentieristica della Regione Piemonte. Se invece volete approfondire alcune tematiche trattate durante l’evento, allora proseguite nella lettura di quest post dove ho cercato di riportare quegli interventi che maggiormente hanno catturato la mia attenzione. Purtroppo la registrazione audio si è rilevata in più punti molto disturbata cosa che non mi ha permesso  di trascrivere alcuni passaggi importanti. Al termine lascerò alcune mie personalissime osservazioni inerenti soprattutto al ruolo che il Club Alpino Italiano può avere, anche in questo ambito, nel portare avanti la sua missione di conoscenza del luogo montagna a tutti i livelli.

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Fame d’erba, desiderio di sé

… sapevo che un pensiero così (impropriamente “regalo”) fosse adesso più adatto a te che a me, Beppe…

Pastore

Chi può credere a persone come noi che reputano un libro “così” importante, in un mondo dove ogni giorno si santifica il superfluo, il non senso, amplificando all’inverosimile la dimensione del vuoto che rilascia il suo disarmonico pulsare?

Credevo che “Fame d’erba”, cercato per anni come un diamante raro, mi fosse necessario: necessario a quel che penso, a quel che la montagna mi concede di provare e di farmi vivere nonostante me stessa, a quel che ritengo essere il senso che la vita deve recare con sé. Valori che odorano-parlano-riflettono di umano.

E del suo patrimonio personale più immenso.

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Gli amici del Vento Matteo

Sto leggendo un delizioso libro regalatomi: “Abbracciare gli alberi” di Giuseppe Barbera e ne ho subito provato simpatia.

Sulla copertina una casa marrone con il tetto rosso in mezzo da un prato e il fumo che esce dal camino verde con le foglioline: mi riporta all’infanzia, all’innocenza, ai disegni che solo i bimbi sanno fare.

A me piace abbracciare gli alberi: lo facevo gia’ prima che fosse di moda e non importa se a volte mi riempio di formiche, di resina, di muschio…. abbracciare significa anche proteggere, comunicare, ringraziare…

Il futuro del nostro pianeta dipende in parte da noi ma anche da loro.

Serpillo

Energia dall’acqua in montagna: costi e benefici

Il bellissimo paesaggio di montagna che vedete qui a destra è stato fotograto a maggio di quest’anno e potrebbe essere una delle ultime volte che si può contemplare così intatto. Qualcuno sta “progettando” di “rubarlo”, di cancellarlo, di saccheggiarlo per costruirci un impianto idroelettrico dai discutibili benefici economici (post sul Piano di Vassola). O, meglio, da un rapporto costi/benefici sbilanciato enormemente verso i costi in termini di devastazione ambientale. Credo che possa fare molto bene al nostro cervello, in tema di salute mentale, presentargli ogni tanto anche altri punti di vista che non siano sempre e soltanto quelli che derivano dalla malattia mortale della modernità (leggete il post Solstizio d’estate a Monaviel): la fretta, la superficialità, la spinta inarrestabile a misurare tutto (e qui si deve misurare la montagna, in termini quantitavi di ricavi e di costi, di profitti e di utili), anche ciò che non è o – meglio - non deve essere misurato come il sentimento, il flusso delle emozioni, la gioia, l’entusiasmo; tutti valori mortificati dalla moderna “dittatura della quantità”.

Vorrei tanto che tutti gli attori che si stanno giocando in questi tempi un pezzo stupendo del nostro territorio provassero a fare uno sforzo mentale in questo senso: vorrei invitarli a non cadere nella trappola della fretta. Vorrrei che tentassero a non misurare tutto e subito (perché oggi è questo il comandamento che guida gli uomini: il denaro non può aspettare, viene prima di ogni cosa anche di noi esseri umani), che provassero almeno ad anteporre l’esigenza di libertà del nostro cervello, rappresentata dal beneficio nascente del vagabondare in quegli spazi immensi di salute che solo la montagna sa donare. Mi piacerebbe che provassero a fare prima così e poi solo dopo a fare tutti i calcoli che un progetto di questo tipo necessita. Leggi il resto dell’articolo

Il tempo in vendita

Ho letto il commento di ometto83 al post Mount Disney e mi è subito tornato in mente un articolo esemplare scritto da Franco Michieli sul n.250 della Rivista della Montagna (pubblicato nel 2001 dall’allora casa editrice Edizioni CDA).

A quell’epoca avevo da poco iniziato la mia esplorazione delle montagne. Amavo “condire” le mie escursioni anche con delle buone letture (cosa che continuo a fare con entusiasmo). Questa che vi propongo qui, mai scordata e che condivido in pieno, è stata sicuramente quella che più mi ha segnato. Quella che tuttora mi accompagna quando, nel mio peregrinare fra i monti, mi capita di osservare, da lassù, le nostre città, le nostre pianure. La nostra civiltà.

Come ho detto correva l’anno 2001. Era l’epoca in cui l’economia (cosa molto importante di cui oggi però si fa pericolosamente fatica a capirne il senso), era solo più ridotta a new-economy (quella rappresentata da Internet e dallo scambio delle azioni delle società che operavano nelle nuove teconologie). Leggi il resto dell’articolo

Piano delle Riane, Vallone di Unghiasse

Profumo di erba appena tagliata, quella che tra qualche giorno diventerà fieno con cui preparare il letto delle stalle o sfamare in parte le bestie durante l’inverno seguente.

Profumo delle fioriture di inizio estate: il Giglio di San Giovanni, l’Arnica Montana, il Maggiociondolo, le cento specie di Orchidea selvatica che mettono fuori il loro musetto al sole di Giugno. Il più bello che si possa desiderare qui da noi, quello che ti dona luce fin quasi alle dieci di sera, facendoti ammirare un tramonto appena prima dell’ora del riposo.

Un sentiero polveroso all’ombra dei maestosi Faggi, molto più vecchi di noi, un sentiero che quasi ti conduce da solo su un letto di foglie multicolori dell’autunno appena dimenticato.

Un Torrente dall’acqua cristallina, fresca e allettante…che si offre al viandante come un miraggio in mezzo al deserto. E appena ti chini a bere, tra la brezza che ti rinfresca il sudore sulla fronte, il tuo riflesso sull’acqua trasparente appare tra colori smeraldini, i colori della specchiata delle foglie verdi fulgenti, proprie di questa stagione, che ti fanno da contorno. Leggi il resto dell’articolo

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