Scartablàri d’la modda d’Séreus (Valàddeus eud Leuns)
18 maggio 2013 4 commenti
Presso una gremita Sala Consiliare del Comune di Ceres (TO) gli autori Diego Genta Toumazìna e Claudio Santacroce – insieme al Sindaco Davide Eboli – hanno presentato sabato 27 aprile il volume dello Scartablàri d’la modda d’Séreus (Valàddeus eud Leuns) – Vocabolario del Patois Francoprovenzale di Ceres (Valli di Lanzo).
La lingua è viva ed in continuo movimento. Mi piace paragonarla ad una sorgente: sgorga pura ma prima di giungere alla foce si contamina.
Questo vocabolario è la base di partenza per fissare vocaboli magari in disuso o dimenticati e parlati solo più da qualche anziano del paese.
Tramandare il patois non è una lotta contro il tempo, la contaminazione esiste. Prima dal piemontese e dall’italiano e poi, chissà, le prossime saranno il cinese ed il rumeno o l’arabo a contaminare questa parlata.
In nome di un’unità nazionale e quindi di un’unica lingua, non si insegnava ai piccoli il proprio dialetto per paura che, giunta l’età scolare, questi non sapessero parlare correttamente l’Italiano. Diversi studi dimostrano, invece, che i bimbi avendo a disposizione più codici linguistici (ad esempio il dialetto e l’italiano) apprendono più facilmente anche altre lingue. Leggi il resto dell’articolo

Ricevo ed inoltro volentieri invito della 





“Sono solo, non ho famiglia. Lascio il mio posto a chi ha più bisogno di me. A chi ha figli e ha più diritto di vivere“.


Da qui l’idea di costruire i garbin, contenitori, se così posso dire, alcuni più piccoli, altri più grandi a seconda di chi doveva farne uso: erano piccoli se i portatori erano donne o ragazzi, per non dire bambini.


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