La caccia continua

Il VI Forum Mondiale dell’Acqua si e’ appena concluso a Marsiglia  e il 22 marzo si e’ festeggiato la Giornata Mondiale dell’Acqua.

E’ importante ribadire che le risorse idriche mondiali sono minacciate dai cambiamenti climatici e stanno riducendosi.

Nel nostro “giardino montano” le ultime notizie relative al progetto idroelettrico con derivazione dal Torrente Vassola e dal Rio della Paglia risalgono al novembre 2011 e chi ci informa e’ il Dott.Massimo Dragonero – Provincia di Torino – Servizio Valutazione di Impatto Ambientale – :

“per quanto concerne il progetto Vassola il proponente ha richiesto una sospensione dell’istruttoria che è stata accordata fino al 31/12/12. Per quanto concerne invece il progetto sul Rio Paglia non essendo stati rilevati al momento motivi ostativi delle autorità idrauliche competenti si sta proseguendo l’iter di concessione di derivazione”.

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Acqua e cambiamenti climatici -2-

Il Piano di Vassola con il Torrente omonimo e, in alto a destra, gli alpeggi.

Mi ricollego al post di Beppeley che informa del recente dossier emesso dalla CIPRA  (Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi) ed allego un interessante articolo di Enrico Camanni pubblicato sul quotidiano “La Stampa” del 28 Gennaio 2012 e da me evidenziato.

Articolo_I cambiamenti del clima_Camanni_La Stampa_28_01_2012

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Acqua e cambiamenti climatici

Torrente Vassola

L’ultima relazione specifica pubblicata dalla CIPRA, il compact “Acqua e cambiamenti climatici“, può essere scaricata da subito gratuitamente cliccando qui.

I fiumi alpini riforniscono di acqua 170 milioni di persone. Il cambiamento climatico ridurrà di molto la disponibilità di acqua sia nelle Alpi che al di fuori. La domanda di risorse idriche aumenterà drasticamente e anche il conflitto tra i diversi gruppi di utenti. La CIPRA presenta nel suo compact di 34 pagine l’impatto del cambiamento climatico sulla disponibilità di acqua, misure politiche, strumenti ed esempi concreti di buone pratiche. Infatti, solo un uso più efficiente delle risorse idriche è compatibile con l’ambiente!

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CIPRA International Im Bretscha 22, FL-9494 Schaan T: +423 237 53 08 Fax +423 237 53 54 aurelia.ullrich@cipra.orgwww.cipra.org

Comunicato stampa della CIPRA sulla mania per le centrali idroelettriche

Schaan, 14 settembre 2010

Fiumi alpini prosciugati e stretti in un busto di calcestruzzo

Rio VassolaAustria: lungo il fiume Salzach, sta per essere costruita l’ottava centrale idroelettrica. La continua cementificazione del maggiore affluente dell’Inn è solo un esempio tra i tanti: con l’appello a ricorrere alle energie rinnovabili nel nome della protezione del clima, cresce la pressione sugli ultimi fiumi alpini non ancora regimati. NO alla costruzione di nuove centrali, SÌ al miglioramento in modo ecosostenibile di quelle esistenti: questo è quanto rivendica la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi CIPRA.

Le impetuose acque del Salzach scorrono facendosi largo tra le formazioni rocciose. Fitti boschi che offrono uno spazio vitale a una grande varietà di animali e piante, sempre più rara in Europa centrale, fiancheggiano le sponde. Temoli, trote e salmerini sguazzano in questo tratto del maggior affluente dell‘Inn, sopra Salisburgo. Per ora è così, ma anche questa immagine è destinata a mutare. Il fiume verrà infatti costretto in un letto artificiale e dovrà rendere i suoi servigi alla produzione di energia. La prevista centrale idroelettrica di Stegenwald sarà l’ottava in un tratto di 41 chilometri e uno dei maggiori fiumi alpini perderà così il suo ultimo tratto di natura intatta, mandando inoltre in rovina uno dei siti più ricchi di pesce di questo corso d’acqua lungo ben 225 chilometri. La cementificazione del Salzach a causa di complessi idroelettrici non è un caso isolato. Le energie rinnovabili, neutrali dal punto di vista delle emissioni di CO2, vanno per la maggiore in questo periodo di cambiamenti climatici e la pressione a cui sono soggetti gli ultimi fiumi intatti aumenta vertiginosamente in tutto lo spazio alpino. Uno sviluppo questo che la CIPRA, la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, osserva con preoccupazione. [...] Leggi il resto dell’articolo

Nella Valle sospesa

Dopo motli giorni di caldo afosoVallone di Vassola ed omonimo Piano, con il cielo reso grigio dall’elevato tasso di umidità, domenica 18 luglio il tempo ci fa una magnifica sorpresa. Noi non ci facciamo sfuggire l’occasione propizia per navigare nel Vallone di Vassola, fino al Colle della Terra di Unghiasse.

Dietro gentile autorizzazione, lascio qui il link di una parte della Carta dei sentieri n.14 “Valle dell’Orco – Gran Paradiso” edita da L’ESCURSIONISTA & MONTI editori che riguarda proprio la zona della nostra escursione (sentiero n. 324 con partenza dalla frazione di Vonzo nel Comune di Chialamberto). Ci terrei a sottolineare che le carte dell’Escursionista & Monti editore sono le uniche completamente georeferenziate di tutto l’arco Alpino Occidentale e quindi adatte all’uso con il gps.

Qui sotto trovate lo slideshow della bellissima escursione lungo questo museo del paesaggio naturale a cielo aperto (suggerimento: prima di vedere le foto, leggetevi cosa ci racconta di questo Vallone Marco Blatto cliccando proprio nel link precedente).

Se invece preferite deliziarvi con una visione più ampia delle foto, allora cliccate qui, con l’avvertenza di attendere qualche secondo, prima di avviare lo slideshow, per permettere alle foto di caricarsi. Fate queste cose prendedovi 15 minuti del vostro tempo. Non ve ne pentirete. Con la speranza che tutto ciò vi faccia venire la voglia di preparare lo zaino e partire…

Beppeley

Svendere la Montagna. Per 1 euro al giorno

[…] “ormai la montagna è il peggior nemico di se stessa: da una parte per un discorso speculativo, dall’altra perché non ha più la capacità di opporsi a nulla. Ad esempio, oggi un sindaco di un piccolo paese di montagna, privato dell’ICI, venderebbe anche sua madre per avere qualcuno che gli finanzi l’illuminazione pubblica; i Sindaci sono in balia di ricatti: è chiaro che se arriva un signore da fuori con una valigia piena di soldi e dice: “ti secco il tuo fiume o le tue sorgenti in cambio di un contributo sostanzioso”, ecco che il sindaco non può far altro che accettare. Ma così si svende il paesaggio, si svende la nazione si svende il grande bene pubblico che è la cosiddetta res publica..” […] Leggi il resto dell’articolo

Il Vallone di Vassola: un museo del “paesaggio naturale” a cielo aperto

Il Lago di escavazione di Nora, circondato dalle rocce montonateHo incontrato Marco Blatto al Camussot durante la serata sulla prima italiana alla nord dell’Eiger presentata da Andrea Mellano. Abbiamo parlato del Piano di Vassola e lui, con grande disponibilità, mi ha inviato questa sua bellissima presentazione geomorfologica. Lo ringrazio tanto per avermi concesso l’opportunità di pubblicarla in questo blog che mi permetterà di esprimere, nel prossimo post, le mie personalissime considerazioni su certe discutibili scelte politiche che tendono a sottrarre a tutti noi questi meravigliosi ambienti che dovrebbero invece essere tutelati e curati soprattutto considerando le potenzialità del turismo escursionistico.

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Un Nobel per l’acqua

Elinor Ostrom ha vinto il premio Nobel per l’economia. Sono stati premiati i suoi studi in merito alla gestione – la governance – delle risorse di cui non si riesce ad identificare la proprietà (boschi, suoli, acqua…) proponendo soluzioni alternative alla gestione centralizzata.

Cercando su Internet ho scoperto che nell’anno 2006 è stato pubblicato un suo libro: “Governare i beni collettivi. Istituzioni pubbliche e iniziative delle comunità“. Mi sono chiesto se questo testo potesse in qualche modo aiutarmi a capire se esistono soluzioni alternative alla gestione privata di un bene pubblico così importante, come quello rappresentato dall’acqua, di cui ho tentato di trattare nei vari post scritti in merio al progetto di sfruttamento del Piano di Vassola. In attesa di leggere questo libro, ordinato via Internet (sperando sia sufficientemente divulgativo), ho iniziato a fare qualche ricerca con google per trovare qualcosa in merito che potesse essere interessante e sufficientemente accessibile anche a chi non è addetto ai lavori (come il sottoscritto). La scelta, personalissima, è caduta su un interessante articolo pubblicato da Lavoce.info e scritto da Antonio Massarutto che riporto in questo spazio per comodità.

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Orizzonti di senso

Quest’estate, navigando tra i monti, sovente ascoltavo affermare tra gli escursionisti: “Speriamo che  ad agosto le temperature non saranno troppo torride, così almeno i ghiacciai ed i nevai resisteranno fino all’inizio delle nuove nevicate“.

E’ vero, la nostra speranza, di noi escursionisti, è quella di ritrovare, come un tempo, una montagna più vera o, meglio, più riconoscibile. Forse il termine corretto è leggibile. Un montagna che riesca ancora a farsi capire per chi la frequenta da tempo e che di conseguenza ha interiorizzato una sorta di “mappa” mentale che permetta un dialogo con essa: lì il torrente, dove posso riempire la borraccia, lì la passerella che mi permette di attraversarlo, più in alto i nevai da solcare e che restituiscono alla pianura l’acqua accumulata in inverno. Poi, ancora più sù, i ghiacciai, anticamere delle vette e custodi di quella risorsa insostituibile e assolutamente necessaria per la nostra vita: l’acqua.

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Il Sindaco di Chialamberto, la TAM e il Piano di Vassola

V20090814 013enerdì 14 agosto siamo stati gentilmente convocati, su nostra richiesta, dal Sindaco del Comune di  Chialamberto, geom. Giuseppe Drò, che ha accettato con molta disponibilità e cortesia di prendere in consegna gli atti dell’importante convegno intitolato ”ENERGIA DALL’ACQUA IN MONTAGNA: COSTI E BENEFICI” che si è tenuto a Solaro, vicino a Milano, il 13 giugno 2009 organizzato dalla TAM (Commissione per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI).

Ricordo che in Val Grande di Lanzo è in fase avanzata un progetto di captazione dell’acqua del Rio Vassola e del Rio Paglia per produrre energia elettrica. Il territorio  in cui si dovrebbe costruire l’impianto idoroelettrico è sicuramente uno dei più belli di tutte le Valli di Lanzo. Chi ama la montagna e i suoi abitanti, non può esimersi dal tutelarla partendo soprattutto dalla conoscenza e dalla cultura. In questo caso è l’acqua nel mirino di vari interessi privati e pubblici. Noi cittadini abbiamo il dovere, aiutati dalle istituzioni, di prendere atto dell’imporatante e pericolosa corsa all’oro bianco delle nostre Alpi (leggete gli atti del Convegno indicati in questo post). L’unica via per decidere in merito a qualcosa di così importante come il nostro territorio, di cui, non dimentichiamoci, ne siamo responsabili nei confronti delle future generazioni, è quello di affidarci alla conoscenza,cibo per la nostra mente. Conoscere è anche e soprattutto un atto di amore.

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La Carovana delle Alpi

E’ giunta all’ottava edizione la Carovana delle Alpi, la campagna di Legambiente che ogni estate effettua il check up dell’ambiente alpino. Anche quest’anno Legambiente percorrerà le Alpi italiane, dal 25 luglio fino a ottobre, con iniziative per denunciare le aggressioni al territorio montano, ma anche per ricercare e promuovere progetti di tutela e salvaguardia. Il filo conduttore di questa edizione sono le speculazioni d’alta quota e la piaga delle seconde case: così i comprensori sciistici nelle Alpi Orobie, la deregulation dell’edilizia turistica in Valle d’Aosta e i resort sulla Marmolada si sono visti assegnate la bandiera nera. Tra le iniziative meritevoli della bandiera verde ne emergono alcune legate alla gestione dei corsi d’acqua alpini. Sono premiate la Provincia di Trento, che ha introdotto misure per garantire i deflussi idrici a valle delle opere di presa e la Provincia di Sondrio, che ha approvato un sistema di regole per le concessioni idroelettriche innovativo nel campo della gestione idrica. Il dossier completo con l’attribuzione delle bandiere nere e verdi ed il calendario delle iniziative può essere scaricato da:

http://www.legambiente.eu/documenti/2009/0714_carovanaAlpi/index.php Leggi il resto dell’articolo

Energia dall’acqua in montagna: costi e benefici

Il bellissimo paesaggio di montagna che vedete qui a destra è stato fotografato a maggio di quest’anno e potrebbe essere una delle ultime volte che si può contemplare così intatto. Qualcuno sta “progettando” di “rubarlo”, di cancellarlo, di saccheggiarlo per costruirci un impianto idroelettrico dai discutibili benefici economici (post sul Piano di Vassola). O, meglio, da un rapporto costi/benefici sbilanciato enormemente verso i costi in termini di devastazione ambientale. Credo che possa fare molto bene al nostro cervello, in tema di salute mentale, presentargli ogni tanto anche altri punti di vista che non siano sempre e soltanto quelli che derivano dalla malattia mortale della modernità (leggete il post Solstizio d’estate a Monaviel): la fretta, la superficialità, la spinta inarrestabile a misurare tutto (e qui si deve misurare la montagna, in termini quantitavi di ricavi e di costi, di profitti e di utili), anche ciò che non è o – meglio - non deve essere misurato come il sentimento, il flusso delle emozioni, la gioia, l’entusiasmo; tutti valori mortificati dalla moderna “dittatura della quantità”. Leggi il resto dell’articolo

A,B,C Acqua Bene Comune

Scopro sul sito http://www.cai-tam.it/ che il CAI Veneto (il raggruppamento regionale delle sezioni del Club Alpino Italiano), sta tentando di sensibilizzare le istituzioni sui rischi di veri e propri attentati al bene pubblico “acqua” da parte di imprese che hanno come precipuo obiettivo il profitto ad ogni costo da realizzare con progetti miopi che non fanno  altro che sottrarre un bene così importante, come l’acqua e tutto quello che c’è intorno, alle generazioni future. Ai nostri figli.

Trovate cinque minuti di tempo per leggere cosa ci stiamo giocando a forza di essere distratti e rimbabiti dalle sciocchezze che quotidianamente ci offre il vergognoso panorama mass-mediatico, vera dittatura della nostra epoca. Leggi il resto dell’articolo

Sguardi sulla Val Grande di Lanzo

Frassi

Ritorno lì, in quei luoghi dove ho lasciato il cuore. Lo faccio grazie allo sguardo di Gian Marco Mondino. Lassù, sopra Chialamberto, c’è qualcuno che vuole portare avanti i suoi progetti di smantellamento del peasaggio e di requisizione delle ultime risorse superstiti. Senza accorgersi che certe ricchezze non hanno prezzo e dovrebbero essere consegnate intatte alle future generazioni. Come le montagne di Chialamberto.

A Chialamberto, montagne da riscoprire

Testo di Gian Marco Mondino – tratto dal n° 56 del bimestrale Panorami

Riscoprendo antichi sentieri, visitando borgate ed alpeggi.

Chiazze di case, il bianco d’una chiesetta, spuntano dalla distesa uniforme dei boschi sopra Chialamberto, là dove un tempo i pendii verdeggiavano d’erba; tetti di lose che luccicano al tramonto, quando il sole radente li lambisce con gli ultimi raggi. Leggi il resto dell’articolo

Sentinelle di casa nostra

Nel post in cui denuncio il rischio di devastazione al Piano di Vassola, ho riportato la lettera di Paolo Rumiz inviata al 98° Congresso Nazionale del CAI di Predazzo in cui il giornalista e scrittore, socio CAI da decenni, esortava il Sodalizo a costituirsi come lobby in difesa delle montagne oramai da decenni sotto il mirino di progetti che rappresentano più che altro la scusa per speculare disinteressandosi completamente delle devastazioni che causano.

L’ultimo numero della Rivista del CAI (marzo-aprile), come ho preannunciato in questo post, ha dedicato ampio spazio alle tematiche concernenti proprio la difesa dell’ambiente naturale. Paolo Rumiz è stato intervistato proprio su questo tema.

Nella lettera inviata al Sodalizio per il Congresso di Predazzo lei sostiene che il ruolo del CAI come “sentinella della montagna” vada ripensato. In che senso? Leggi il resto dell’articolo

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