20 settembre 2010
di I camosci bianchi
Schaan, 14 settembre 2010
Fiumi alpini prosciugati e stretti in un busto di calcestruzzo
Austria: lungo il fiume Salzach, sta per essere costruita l’ottava centrale idroelettrica. La continua cementificazione del maggiore affluente dell’Inn è solo un esempio tra i tanti: con l’appello a ricorrere alle energie rinnovabili nel nome della protezione del clima, cresce la pressione sugli ultimi fiumi alpini non ancora regimati. NO alla costruzione di nuove centrali, SÌ al miglioramento in modo ecosostenibile di quelle esistenti: questo è quanto rivendica la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi CIPRA.
Le impetuose acque del Salzach scorrono facendosi largo tra le formazioni rocciose. Fitti boschi che offrono uno spazio vitale a una grande varietà di animali e piante, sempre più rara in Europa centrale, fiancheggiano le sponde. Temoli, trote e salmerini sguazzano in questo tratto del maggior affluente dell‘Inn, sopra Salisburgo. Per ora è così, ma anche questa immagine è destinata a mutare. Il fiume verrà infatti costretto in un letto artificiale e dovrà rendere i suoi servigi alla produzione di energia. La prevista centrale idroelettrica di Stegenwald sarà l’ottava in un tratto di 41 chilometri e uno dei maggiori fiumi alpini perderà così il suo ultimo tratto di natura intatta, mandando inoltre in rovina uno dei siti più ricchi di pesce di questo corso d’acqua lungo ben 225 chilometri. La cementificazione del Salzach a causa di complessi idroelettrici non è un caso isolato. Le energie rinnovabili, neutrali dal punto di vista delle emissioni di CO2, vanno per la maggiore in questo periodo di cambiamenti climatici e la pressione a cui sono soggetti gli ultimi fiumi intatti aumenta vertiginosamente in tutto lo spazio alpino. Uno sviluppo questo che la CIPRA, la Commissione Internazionale per la Protezione delle Alpi, osserva con preoccupazione. [...] Leggi il resto dell’articolo
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