Libero vagabondare per i monti

...libero vagabondare...Riporto qui di seguito, con immenso piacere, la lettera di presentazione di Francesco Musso, Presidente della TAM Piemonte e Valle d’Aosta, in merito al Corso per Operatori Regionali Tutela Ambiente Montano che la Commissione, di cui faccio parte, ha preparato nei primi mesi di quest’anno. Al termine della lettera, troverete i link ai documenti con il pieghevole del corso, il programma e il modulo di iscrizione.

Nel proporre un Corso per la formazione di nuovi Operatori Regionali Tutela Ambiente Montano, ci si interroga sempre sul ruolo e sull’importanza che questi possono assumere, o meglio vengono loro riconosciute nell’ambito delle attività sezionali.

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Sentieri persi, sentieri ritrovati… sentieri dimenticati?

Dopo le valanghe dell’inverno 2008/2009, sovente mi chiedo se certi sentieri, che hanno lasciato in me un segno di profonda empatia con il territorio circostante, sono ancora percorribili. Ci sono valli, montagne, boschi e borgate che ti entrano nel cuore: mettono le radici e non puoi fare a meno di ritornarci periodicamente, in ogni stagione. Sono una parte di te, che vuoi ritrovare in salute, per goderti ancora una volta una sana frequentazione del proprio tempo libero. No, nella mia testa non è tempo libero. E’ tempo liberato quello che ti regala la montagna.

E allora parto con serpillo, fenneck e ometto83 per ripercorrere lo stupendo sentiero ad anello Mottera-Frassa-Mea-Bussoni (Mottera). Siamo in Val Grande di Lanzo, nei pressi del Comune di Chialamberto quello del progetto Vassola che aspetta oramai solo più il via libera dalla provincia di Torino.

Ecco come lo abbiamo scoperto questo bellissimo luogo della Val Grande. Grazie al bimestrale Panorami e a Roberto Bergamino. Correva l’anno 2001. Leggi il resto dell’articolo

Anima

Se dovessi esprimere la mia opinione in merito alla tutela dell’ambiente montano (la TAM del CAI), non lo farei. Almeno non con le mie parole, perché sposerei in pieno quanto ci racconta James Hillman in un libro di straordinaria bellezza che si intitola “Il codice dell’anima“.

E grazie a Hillman qui, proprio in questo angolo virtuale, vi voglio raccontare di una giornata trascorsa in alta Val d’Ala, in quell’indescrivibie ambiente che amo. Soprattutto quando si tratta di condividerlo con delle persone davvero speciali.

Le foto sono mie. Le parole, benefiche, sono di James Hillman.

Non perdetevi nulla.

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[...] La via opposta alla riduzione della natura al semplicismo cerebrale consiste nell’espandere la nozione di cultura fino a un’idea di ambiente molto più comprensiva. Se ambiente significa, letteralmente, ciò che c’è intorno, allora si deve intendere tutto, ma proprio tutto, ciò che c’è intorno. Infatti la psiche inconscia sceglie in modo arbitrario tra le cose incontrate quotidianamente nell’ambiente. Informazioni minuscole e banali possono avere effetti psichici subliminali giganteschi, come mostrano i residui diurni nei nostri sogni. Perché diamine siamo andati a sognare proprio quella cosa lì? Gran parte della nostra giornata passa inosservata e non sarà mai più ricordata, ma ecco che la psiche pesca i rottami che galleggiano nell’ambiente e li consegna al sogno. Il sogno, l’impianto di riciclaggio dell’ambiente, trova nella spazzatura i valori dell’anima. Il sogno: un artista che si appropria di immagini presenti nell’ambiente per richiamarle alla memoria più tardi, in pace. Leggi il resto dell’articolo

Orridi, orrori e meraviglie

Sentiero degli OrridiA metà novembre abbiamo partecipato all’aggiornamento per gli Operatori della Commissione Tutela Ambiente Montano del CAI della Regione Piemonte. Gli argomenti sono stati tutti molto interessanti e trattati davvero con grande compentenza dai vari relatori che ci hanno raccontato aspetti e temi inerenti l’ambiente alpino. Sabato 14, al mattino, nella foresteria della Certosa di Montebenedetto, situata nel Parco Naturale Orsiera Rocciavré, abbiamo ascoltato la lezione molto illuminante di Marco Manzone sul bosco e la sua gestione mentre nel pomeriggio abbiamo effettuato la bellissima uscita alla scoperta delle valenze naturalistiche del Parco Naturale Orsiera Rocciavré con la bravissima guida Mario Cavallo. Dopo la presentazione dell’escursione di domenica, a cura di Lodovico Marchisio, abbiamo avuto l’occasione, più unica che rara, di fare un’escursione notturna in assenza di illuminazione per scoprire quali percezioni si innescano quando i nostri sensi non sono più coaudiuvati dalla vista. Anche senza l’uso delle pile frontali, abbiamo compreso che è ancora possibile procedere lungo il sentiero senza particolari difficoltà.

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Forti della Cultura

Sono convinto che il primo passo da compiere per cercare di fare qualcosa per il nostro ambiente sia quello di frequentarlo con gli occhi aperti e di immedesimarsi in esso per farlo un po’ nostro. Certo, non è come andare in un’agenzia di viaggi per acquistare il pacchetto all inclusive e fuggire via verso luoghi esotici. Appropriarsi del nostro territorio, quello di prossimità, è il primo imperativo a cui dobbiamo sottostare se desideriamo difenderlo, tutelarlo e curarlo. Camminare in una splendida vallata, con il cervello acceso, guardarsi intorno mentre il nostro cuore pulsa e il sudore scende dalla nostra fronte, sentire il ritmo del respiro che ci informa che siamo nel mondo, che facciamo parte anche noi della vita che ci circonda, con il nostro corpo e con la nostra mente, significa soprattutto che stiamo entrando in relazione con un angolo del nostro pianeta. Se poi con noi abbiamo una buona mappa della zona e magari anche dei buoni compagni di escursione ecco che la condivisione del tempo e dello spazio è davvero un’esperienza unica.

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Sabato e domenica, quelli appena passati, sono stati due giorni ricchi di stimoli culturali  trascorsi con la TAM Piemonte (aggiornamento per operatori  intitolato: “L’impronta dell’uomo sull’ambiente“), con la brava  Accompagnatirce Naturalistica Ylenia e con Enrico, brillante e competente guardiaparco del Parco Naturale della Val Troncea.  Con tutti loro abbiamo camminato insieme per conoscere con occchi nuovi un angolo della Val Chisone nei dintorni di Fenestrelle. Valle bellissima, mai vista così luccicante. Tirata a lucido grazie allo sguardo profondo e intelligente di persone eccezionali. Ed io, grazie a loro, ho visto emergere nel luogo montagna ciò che troppo spesso la nostra quotidianità relega ad un ruolo di secondo piano: la cultura. Quella che ci rende “forti” di fronte alle mille sciocchezze a cui tutti giorni dobbiamo assistere nel nostro Paese. La conoscenza ci permette di vivere con più coscienza la nostra vita, riappropiandoci così del nostro mondo in qualità di cittadini consapevoli.

Grazie alla TAM Piemonte e in particolar modo a Ylenia e Enrico per averci guidati in quel bellissimo angolo del nostro Piemonte: due giorni vissuti stupendamente per capire un po’ di più che un ambiente “visto” e frequentato in mondo intelligente, e con amore, è davvero il primo passo per difenderlo dalle pericolose visioni urbanocentriche che contraddistinguono la nostra epoca.

Beppeley

Il Sindaco di Chialamberto, la TAM e il Piano di Vassola

V20090814 013enerdì 14 agosto siamo stati gentilmente convocati, su nostra richiesta, dal Sindaco del Comune di  Chialamberto, geom. Giuseppe Drò, che ha accettato con molta disponibilità e cortesia di prendere in consegna gli atti dell’importante convegno intitolato ”ENERGIA DALL’ACQUA IN MONTAGNA: COSTI E BENEFICI” che si è tenuto a Solaro, vicino a Milano, il 13 giugno 2009 organizzato dalla TAM (Commissione per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI).

Ricordo che in Val Grande di Lanzo è in fase avanzata un progetto di captazione dell’acqua del Rio Vassola e del Rio Paglia per produrre energia elettrica. Il territorio  in cui si dovrebbe costruire l’impianto idoroelettrico è sicuramente uno dei più belli di tutte le Valli di Lanzo. Chi ama la montagna e i suoi abitanti, non può esimersi dal tutelarla partendo soprattutto dalla conoscenza e dalla cultura. In questo caso è l’acqua nel mirino di vari interessi privati e pubblici. Noi cittadini abbiamo il dovere, aiutati dalle istituzioni, di prendere atto dell’imporatante e pericolosa corsa all’oro bianco delle nostre Alpi (leggete gli atti del Convegno indicati in questo post). L’unica via per decidere in merito a qualcosa di così importante come il nostro territorio, di cui, non dimentichiamoci, ne siamo responsabili nei confronti delle future generazioni, è quello di affidarci alla conoscenza, cibo per la nostra mente. Conoscere è anche e soprattutto un atto di amore.

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Energia dall’acqua in montagna: costi e benefici

Il bellissimo paesaggio di montagna che vedete qui a destra è stato fotograto a maggio di quest’anno e potrebbe essere una delle ultime volte che si può contemplare così intatto. Qualcuno sta “progettando” di “rubarlo”, di cancellarlo, di saccheggiarlo per costruirci un impianto idroelettrico dai discutibili benefici economici (post sul Piano di Vassola). O, meglio, da un rapporto costi/benefici sbilanciato enormemente verso i costi in termini di devastazione ambientale. Credo che possa fare molto bene al nostro cervello, in tema di salute mentale, presentargli ogni tanto anche altri punti di vista che non siano sempre e soltanto quelli che derivano dalla malattia mortale della modernità (leggete il post Solstizio d’estate a Monaviel): la fretta, la superficialità, la spinta inarrestabile a misurare tutto (e qui si deve misurare la montagna, in termini quantitavi di ricavi e di costi, di profitti e di utili), anche ciò che non è o – meglio - non deve essere misurato come il sentimento, il flusso delle emozioni, la gioia, l’entusiasmo; tutti valori mortificati dalla moderna “dittatura della quantità”.

Vorrei tanto che tutti gli attori che si stanno giocando in questi tempi un pezzo stupendo del nostro territorio provassero a fare uno sforzo mentale in questo senso: vorrei invitarli a non cadere nella trappola della fretta. Vorrrei che tentassero a non misurare tutto e subito (perché oggi è questo il comandamento che guida gli uomini: il denaro non può aspettare, viene prima di ogni cosa anche di noi esseri umani), che provassero almeno ad anteporre l’esigenza di libertà del nostro cervello, rappresentata dal beneficio nascente del vagabondare in quegli spazi immensi di salute che solo la montagna sa donare. Mi piacerebbe che provassero a fare prima così e poi solo dopo a fare tutti i calcoli che un progetto di questo tipo necessita. Leggi il resto dell’articolo

Uomo e montagna

Sabato scorso abbiamo in mente di tornare al Lago Casias (2076 m – Val d’Ala) dove siamo stati la prima ed unica volta nel settembre del 2001. Luogo questo davvero incantevole anche se già allora raggiungere il Lago, con partenza da Mondrone (1257 m – frazione di Ala di Stura), non fu per niente agevole. Il sentiero 212 a quell’epoca era in molti tratti invaso dalla vegetazione che rendeva faticoso il percorso.

Sappiamo che proprio lo scorso anno, a settembre, la TAM del CAI di Torino è venuta qui a fare la manutenzione e la pulizia di questo sentiero per renderlo nuovamente percorribile. Ma dopo le valanghe dell’inverno appena passato, come troveremo il percorso? Leggi il resto dell’articolo

A,B,C Acqua Bene Comune

Scopro sul sito http://www.cai-tam.it/ che il CAI Veneto (il raggruppamento regionale delle sezioni del Club Alpino Italiano), sta tentando di sensibilizzare le istituzioni sui rischi di veri e propri attentati al bene pubblico “acqua” da parte di imprese che hanno come precipuo obiettivo il profitto ad ogni costo da realizzare con progetti miopi che non fanno  altro che sottrarre un bene così importante, come l’acqua e tutto quello che c’è intorno, alle generazioni future. Ai nostri figli.

Trovate cinque minuti di tempo per leggere cosa ci stiamo giocando a forza di essere distratti e rimbabiti dalle sciocchezze che quotidianamente ci offre il vergognoso panorama mass-mediatico, vera dittatura della nostra epoca. Leggi il resto dell’articolo

Tracce

Sono quelle che ti lasciano un segno, una speranza… Quelle che ti entrano nell’anima e albergano in te per sempre. Sono quelle della montagna, dei suoi spazi, dei suoi colori, dei suoi odori. Sono quelle delle ombre degli alberi, dei larici e dei faggi. E poi ci sono quelle dei camosci, degli stambecchi. Quelle dei lupi. Tracce di acqua e di resina. E le ombre delle rocce. Delle vette.

Quelle delle donne e degli uomini che hanno abitato la montagna.  Le più intense.

Ma quelle  sublimi e indimenticabili sono le tracce lasciate dagli amici che hanno camminato con te. Sognare un mondo diverso, nuovo, migliore, con più speranze… Un mondo più pulito, anche in senso lato. Si può.

Lo possiamo fare. Con una piccola grande rivoluzione: camminare. Non c’è bisogno di spargere sangue. Proviamo a camminare insieme: lasciamo le auto ferme lì, dove inizia un sentiero di montagna o di pianura. E lasciamo che le nostre gambe, i nostri piedi, ci portino “lontano”. Permettiamo a loro di farci uscire dai confini: c’è un mondo nuovo che ci attende. Il viaggio comincia lì, dentro di noi.

Ciao gpcastellano. A presto, per camminare insieme.

 

Uja di Calcante 17 maggio 2009 insieme al CAI UET e alla TAM di Torino

Beppeley

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