Orsi, lupi e…pastori

Alcuni articoli interessanti trovati in rete che riguardano l’aspetto selvatico delle nostre montagne:

L’orso è tornato in Valle Strona

Avvistato e fotografato da tre turisti mantovani a Campello Monti, di Valstrona che si raggiunge da Omegna.

L’articolo pubblicato da “La Stampa” è qui: http://edizioni.lastampa.it/novara/articolo/lstp/4678/.

Attenti al Lupo

Il numero di aprile di Dislivelli (http://www.dislivelli.eu) è dedicato a un argomento che negli ultimi mesi, soprattutto in Piemonte, è balzato agli onori della cronaca, spesso anche in maniera inopportuna. Si tratta del lupo. Quell’animale ancestrale che, come scrive di seguito Enrico Camanni, sta catalizzando estremismi e divisioni all’ultimo sangue. Quel lupo che ormai è diventato come il Tav: o stai di qua o stai di là, ugualmente sdegnato, senza mezze misure. Il predatore che invece meriterebbe di essere “trattato meglio”, di essere analizzato, studiato e valutato per quello che è: un animale selvatico con i suoi diritti e un potenziale problema per allevatori e abitanti della montagna. Abbiamo cercato di coinvolgere i principali specialisti in materia. Per offrire a tutti voi una riflessione il più possibile articolata sul tema.

Qui l’articolo in pdf .

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La montagna si sta inselvatichendo ? E’ un bene o un male ? Di sicuro per tutti noi che viviamo in città, negli ambienti artificiosi e sintetici della vita urbanocentrica, sicuramente un po’ di “selvatichezza” ci può aiutare a riprendere contatto con una parte di noi che è fondamentale per sapersi approcciare alla natura, per capirne l’importanza e per sentire quanto può far bene tentare di rintracciare il selvatico che è in noi  (vi ricordate il post “Il selvatico fuori e dentro di noi” ?). Leggi il resto dell’articolo

Musei della pietra

“Arrivano in Ossola da ogni angolo del mondo: dall’America, dall’Asia, dal Medio Oriente, dai Paesi europei. Con l’obiettivo di studiare e recuperare un patrimonio rurale in evidente abbandono. E ridar vita a villaggi montani che, cadendo a pezzi, sotterrano anni di cultura. Come se il tempo passasse un colpo di spugna su un’architettura di alto pregio. Cancellandola [...]

[...] Gli amministratori devono esser consapevoli e orgogliosi di questi tesori che se solo li avessero gli americani farebbero salti di gioia. Leggi il resto dell’articolo

Ospiti di un pianeta estraneo

La sua sorgente si trova immersa in un magnifico bosco di larici e abeti, i cui aghi determinano una copertura continua del suolo con conseguente povertà floristica del sottobosco, ma conferiscono all’ambiente un’atmosfera quasi incantata. Il nome di questa sorgente, “Mena-resta”, rispecchia la sua caratteristica più curiosa: ha infatti una portata variabile, ovvero in alcuni momenti versa abbondantemente acqua e in altri meno.

Tale curioso fenomeno è dovuto alla natura carsica della zona e alla conseguente presenza di cavità nella roccia calcarea che si riempiono molto lentamente per poi svuotarsi in un solo colpo come una sorta di sifone naturale. Narra un’antica leggenda che Autari, re dei Longobardi si fosse convertito al Cristianesimo grazie al ritorno delle acque nei fiumi della Brianza, a partire da quelle del Lambro con la rinascita della Menaresta, ottenuta dalle preghiere della Regina Teodolinda (da Sorgente del Lambro - Gruppo Naturalistico della Brianza) Leggi il resto dell’articolo

L’uomo-macchina

Riprendo l’intenso commento di ometto83 sul precedente post dei sentieri dimenticati.

Il rapporto tra tecnologia e natura e quello tra tecnologia uomo sono  temi chiave della nostra epoca. Sono contento che siano emersi  proprio grazie ad unescursione in montagna.

Maggio del 2009: esco da una visita ospedaliera con in mano un articolo del quotidiano Avvenire, pubblicato il 22 aprile dello stesso anno, che un medico donna molto brava mi ragala dopo una benefica chiacchierata su medicina e dintorni. Da allora non solo riesco a curarmi meglio ma soprattutto evito di prendere farmaci tradizionali.

Mi sono sentito trattato da essere umano. Mi sono sentito al centro del mondo. E pensare che quell’ospedale di Torino, così umano, volevano chiuderlo. Perché? Forse la risposta in questo articolo che segue. Leggetelo, a costo di perdere cinque minuti della vostra vita in cose, forse, più urgenti. Leggi il resto dell’articolo

Sentieri persi, sentieri ritrovati… sentieri dimenticati?

Dopo le valanghe dell’inverno 2008/2009, sovente mi chiedo se certi sentieri, che hanno lasciato in me un segno di profonda empatia con il territorio circostante, sono ancora percorribili. Ci sono valli, montagne, boschi e borgate che ti entrano nel cuore: mettono le radici e non puoi fare a meno di ritornarci periodicamente, in ogni stagione. Sono una parte di te, che vuoi ritrovare in salute, per goderti ancora una volta una sana frequentazione del proprio tempo libero. No, nella mia testa non è tempo libero. E’ tempo liberato quello che ti regala la montagna.

E allora parto con serpillo, fenneck e ometto83 per ripercorrere lo stupendo sentiero ad anello Mottera-Frassa-Mea-Bussoni (Mottera). Siamo in Val Grande di Lanzo, nei pressi del Comune di Chialamberto quello del progetto Vassola che aspetta oramai solo più il via libera dalla provincia di Torino.

Ecco come lo abbiamo scoperto questo bellissimo luogo della Val Grande. Grazie al bimestrale Panorami e a Roberto Bergamino. Correva l’anno 2001. Leggi il resto dell’articolo

Genius Loci

Santuario di Santa Cristina - Valli di LanzoMi imbatto nel Genius Loci per puro caso. Non ne so nulla e allora mi immergo nella Rete. Due clic, uno su Wikipedia e un altro su Peacelink, e così mi ritrovo ad “ascoltare” Eduardo Zarelli – Il rito e l’identità nelle forme culturali dell’abitare.

A dire il vero desideravo scrivere  in merito ai sentieri dimenticati, alla trascuratezza e all’abbandono del territorio montano come purtroppo sovente riscontro nelle Valli di Lanzo. Poi il fato ha voluto che le mie riflessioni si rispecchiassero in questo scritto che ho voluto riportare qui inframezzandolo con alcune foto delle nostre escursioni. Le ho scelte con cura, pensando così di facilitare le riflessioni, importanti e potenti, che Zarelli proietta nella nostra anima di viandanti. Riflessioni che dovrebbero aiutarci a vivere tutti insieme meglio e con più rispetto. Perché l’ambiente, di cui oggi tanto si parla, non è altro che una parte di noi stessi, forse solo un po’ più fragile e bisognosa di cura e attenzioni. Leggi il resto dell’articolo

Arp sensa counfìn – escursionismo in alpeggio

Alpi 365 - Alpeggi senza confiniDomenica 25 Ottobre 2009 presso lo Spazio Incontri ad Alpi 365 si è svolta una tavola rotonda dal titolo Alpeggi senza confini: escursionismo in alpeggio. Una sintesi ed un commento relativi all’evento la potete trovare sul sito della Rete Sentieristica della Regione Piemonte. Se invece volete approfondire alcune tematiche trattate durante l’evento, allora proseguite nella lettura di quest post dove ho cercato di riportare quegli interventi che maggiormente hanno catturato la mia attenzione. Purtroppo la registrazione audio si è rilevata in più punti molto disturbata cosa che non mi ha permesso  di trascrivere alcuni passaggi importanti. Al termine lascerò alcune mie personalissime osservazioni inerenti soprattutto al ruolo che il Club Alpino Italiano può avere, anche in questo ambito, nel portare avanti la sua missione di conoscenza del luogo montagna a tutti i livelli.

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Annibale Salsa e le identità da indossare

[...] Per “salvare” le Alpi bisognerà essere molto aperti sul piano delle nuove culture (anche migratorie) e dell’innovazione (anche tecnologica). Ma soprattutto occorrerà far propria una visione del mondo capace di valorizzare le differenze ed eliminare le separazioni, specie se – come conclude Salsa – nella relazione con la montagna “si realizza la pienezza del rapporto a tre livelli fra natura, relazioni sociali e interiorità soggettiva… La montagna può realizzare anche sul piano psichico quell’esperienza olistica che altre visioni alla moda  hanno eluso o apertamente confutato”.

Chissà che, dopo tanto sognare e tanto ridimensionare, non si impari a vedere le Alpi come un pezzo del nostro mondo, solo più fragile e più bisognoso di intelligenze.

Enrico Camanni – settembre 2007

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La Carovana delle Alpi

E’ giunta all’ottava edizione la Carovana delle Alpi, la campagna di Legambiente che ogni estate effettua il check up dell’ambiente alpino. Anche quest’anno Legambiente percorrerà le Alpi italiane, dal 25 luglio fino a ottobre, con iniziative per denunciare le aggressioni al territorio montano, ma anche per ricercare e promuovere progetti di tutela e salvaguardia. Il filo conduttore di questa edizione sono le speculazioni d’alta quota e la piaga delle seconde case: così i comprensori sciistici nelle Alpi Orobie, la deregulation dell’edilizia turistica in Valle d’Aosta e i resort sulla Marmolada si sono visti assegnate la bandiera nera. Tra le iniziative meritevoli della bandiera verde ne emergono alcune legate alla gestione dei corsi d’acqua alpini. Sono premiate la Provincia di Trento, che ha introdotto misure per garantire i deflussi idrici a valle delle opere di presa e la Provincia di Sondrio, che ha approvato un sistema di regole per le concessioni idroelettriche innovativo nel campo della gestione idrica. Il dossier completo con l’attribuzione delle bandiere nere e verdi ed il calendario delle iniziative può essere scaricato da:

http://www.legambiente.eu/documenti/2009/0714_carovanaAlpi/index.php Leggi il resto dell’articolo

Mount Disney

Prendiamoci qualche minuto del nostro prezioso tempo di consumatori per…

…capire chi è e che cosa fa CIPRA

…cosa è la Newsletter alpMedia di CIPRA: www.cipra.org/alpmedia

…quanto può essere interessante scoprire la rivista Alpinscena di cui riporto l’editoriale del n.91 che tratta un tema davvero molto cruciale per la tutela delle nostre amate Alpi. Il documento completo è scaricabile al termine del post.

 

Mount Disney

L’uomo, la montagna e la loro messa in scena

Cara lettrice, caro lettore, provate a immaginare: una sera, al tramonto, il sole avvolge con la sua delicata luce rosata le cime innevate delle montagne. Lentamente le vette si spengono per poi sprofondare nelle tenebre. I turisti sulla terrazza panoramica si tolgono gli occhiali da sole e si guardano intorno alla ricerca della cameriera per pagare il conto. All’improvviso, un lampo! E le vette tornano a infiammarsi di luce abbagliante. Tutti guardano in alto, ammaliati. Da qualche parte lontano si odono le soavi note di un violino innalzarsi nell’aria, finché si riconosce la Nona di Beethoven. Proprio quando i fiati fanno il loro ingresso, una pioggia di scintille cade sulle teste degli ospiti accomodati in terrazza. Gli spettatori applaudono… e ordinano il dessert. Scuotete il capo? Non è un’immagine tanto improbabile. La messa in scena delle Alpi e nelle Alpi è un dato di fatto.

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