Nella Valle sospesa

Dopo motli giorni di caldo afosoVallone di Vassola ed omonimo Piano, con il cielo reso grigio dall’elevato tasso di umidità, domenica 18 luglio il tempo ci fa una magnifica sorpresa. Noi non ci facciamo sfuggire l’occasione propizia per navigare nel Vallone di Vassola, fino al Colle della Terra di Unghiasse.

Dietro gentile autorizzazione, lascio qui il link di una parte della Carta dei sentieri n.14 “Valle dell’Orco – Gran Paradiso” edita da L’ESCURSIONISTA & MONTI editori che riguarda proprio la zona della nostra escursione (sentiero n. 324 con partenza dalla frazione di Vonzo nel Comune di Chialamberto). Ci terrei a sottolineare che le carte dell’Escursionista & Monti editore sono le uniche completamente georeferenziate di tutto l’arco Alpino Occidentale e quindi adatte all’uso con il gps.

Qui sotto trovate lo slideshow della bellissima escursione lungo questo museo del paesaggio naturale a cielo aperto (suggerimento: prima di vedere le foto, leggetevi cosa ci racconta di questo Vallone Marco Blatto cliccando proprio nel link precedente).

Se invece preferite deliziarvi con una visione più ampia delle foto, allora cliccate qui, con l’avvertenza di attendere qualche secondo, prima di avviare lo slideshow, per permettere alle foto di caricarsi. Fate queste cose prendedovi 15 minuti del vostro tempo. Non ve ne pentirete. Con la speranza che tutto ciò vi faccia venire la voglia di preparare lo zaino e partire…

Beppeley

Un Nobel per l’acqua

Elinor Ostrom ha vinto il premio Nobel per l’economia. Sono stati premiati i suoi studi in merito alla gestione – la governance – delle risorse di cui non si riesce ad identificare la proprietà (boschi, suoli, acqua…) proponendo soluzioni alternative alla gestione centralizzata.

Cercando su Internet ho scoperto che nell’anno 2006 è stato pubblicato un suo libro: “Governare i beni collettivi. Istituzioni pubbliche e iniziative delle comunità“. Mi sono chiesto se questo testo potesse in qualche modo aiutarmi a capire se esistono soluzioni alternative alla gestione privata di un bene pubblico così importante, come quello rappresentato dall’acqua, di cui ho tentato di trattare nei vari post scritti in merio al progetto di sfruttamento del Piano di Vassola. In attesa di leggere questo libro, ordinato via Internet (sperando sia sufficientemente divulgativo), ho iniziato a fare qualche ricerca con google per trovare qualcosa in merito che potesse essere interessante e sufficientemente accessibile anche a chi non è addetto ai lavori (come il sottoscritto). La scelta, personalissima, è caduta su un interessante articolo pubblicato da Lavoce.info e scritto da Antonio Massarutto che riporto in questo spazio per comodità.

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Orizzonti di senso

Quest’estate, navigando tra i monti, sovente ascoltavo affermare tra gli escursionisti: “Speriamo che  ad agosto le temperature non saranno troppo torride, così almeno i ghiacciai ed i nevai resisteranno fino all’inizio delle nuove nevicate“.

E’ vero, la nostra speranza, di noi escursionisti, è quella di ritrovare, come un tempo, una montagna più vera o, meglio, più riconoscibile. Forse il termine corretto è leggibile. Un montagna che riesca ancora a farsi capire per chi la frequenta da tempo e che di conseguenza ha interiorizzato una sorta di “mappa” mentale che permetta un dialogo con essa: lì il torrente, dove posso riempire la borraccia, lì la passerella che mi permette di attraversarlo, più in alto i nevai da solcare e che restituiscono alla pianura l’acqua accumulata in inverno. Poi, ancora più sù, i ghiacciai, anticamere delle vette e custodi di quella risorsa insostituibile e assolutamente necessaria per la nostra vita: l’acqua.

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Il Sindaco di Chialamberto, la TAM e il Piano di Vassola

V20090814 013enerdì 14 agosto siamo stati gentilmente convocati, su nostra richiesta, dal Sindaco del Comune di  Chialamberto, geom. Giuseppe Drò, che ha accettato con molta disponibilità e cortesia di prendere in consegna gli atti dell’importante convegno intitolato ”ENERGIA DALL’ACQUA IN MONTAGNA: COSTI E BENEFICI” che si è tenuto a Solaro, vicino a Milano, il 13 giugno 2009 organizzato dalla TAM (Commissione per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI).

Ricordo che in Val Grande di Lanzo è in fase avanzata un progetto di captazione dell’acqua del Rio Vassola e del Rio Paglia per produrre energia elettrica. Il territorio  in cui si dovrebbe costruire l’impianto idoroelettrico è sicuramente uno dei più belli di tutte le Valli di Lanzo. Chi ama la montagna e i suoi abitanti, non può esimersi dal tutelarla partendo soprattutto dalla conoscenza e dalla cultura. In questo caso è l’acqua nel mirino di vari interessi privati e pubblici. Noi cittadini abbiamo il dovere, aiutati dalle istituzioni, di prendere atto dell’imporatante e pericolosa corsa all’oro bianco delle nostre Alpi (leggete gli atti del Convegno indicati in questo post). L’unica via per decidere in merito a qualcosa di così importante come il nostro territorio, di cui, non dimentichiamoci, ne siamo responsabili nei confronti delle future generazioni, è quello di affidarci alla conoscenza, cibo per la nostra mente. Conoscere è anche e soprattutto un atto di amore.

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Sguardi sulla Val Grande di Lanzo

Frassi

Ritorno lì, in quei luoghi dove ho lasciato il cuore. Lo faccio grazie allo sguardo di Gian Marco Mondino. Lassù, sopra Chialamberto, c’è qualcuno che vuole portare avanti i suoi progetti di smantellamento del peasaggio e di requisizione delle ultime risorse superstiti. Senza accorgersi che certe ricchezze non hanno prezzo e dovrebbero essere consegnate intatte alle future generazioni.  Come le montagne di Chialamberto.

A Chialamberto, montagne da riscoprire

Testo di Gian Marco Mondino – tratto dal n° 56 del bimestrale Panorami

Riscoprendo antichi sentieri, visitando borgate ed alpeggi.

Chiazze di case, il bianco d’una chiesetta, spuntano dalla distesa uniforme dei boschi sopra Chialamberto, là dove un tempo i pendii verdeggiavano d’erba; tetti di lose che luccicano al tramonto, quando il sole radente li lambisce con gli ultimi raggi. Leggi il resto dell’articolo

La neve presenta il conto

Le foto che potete vedere nello slideshow qui sotto, le abbiamo scattate sabato scorso nel territorio comunale di Cantoira (To). Le valanghe hanno avuto la forza di sradicare addirittura dei grossi faggi. Questo disastro lo si può osservare a monte dell’ameno paesino di Lities (1143 m – versante sud della Val Grande di Lanzo), a circa mezz’ora di cammino percorrendo il sentiero che conduce al bellissimo alpeggio di Levassè e poi al santuario di San Domenico (1772 m).  Percorso questo, insieme a quello per il santuario del Ciavanis, molto frequentato sia dagli escursionisti, che aspirano all’ascensione del Monte Bellavarda (2345 m), e sia dai margari per utilizzare gli innumerevoli alpeggi della zona (veri esempi di architettura alpina, costruiti in luoghi davvero impervi).

qui lo slideshow

Alcuni nostri amici invece ci hanno inviato queste foto molto eloquenti  (scattate a metà aprile)  sui danni che le abbondanti nevicate di questo inverno hanno provocato al territorio del Comune di  Chialamberto, sempre in Val Grande di Lanzo.

Qui siamo sempre nel versante solatio sul sentiero (ormai scomparso) che da Vonzo (1200 m) porta al santuario della Madonna del Ciavanis (1880 m).  A venti minuti di cammino dal piccolo villaggio, lungo la destra idrografica del Rio della Paglia, ecco lo scempio provocato dalle slavine.

qui lo slideshow

Le foto però in questi casi limitano la percezione del fenomeno. E’ solo dal vivo che si può davvero capire la forza catastrofica della natura. Sono molto dispiaciuto se penso che molto del lavoro portato avanti in questi anni dal CAI, grazie ai volontari soci e non soci, per il ripristino e la manutenzione della rete sentieristica, sia andato in fumo. Spero vivamente che questi siano solo dei casi isolati.

Di fronte a questi eventi naturali, la domanda, inquietante, emerge spontanea. E’ solo il corso della natura oppure c’è anche lo zampino dell’uomo? Le abbondanti precipitazioni, e i vari fenomeni meteorologici sempre più estremi di questi ultimi anni, sono del tutto naturali oppure sono causati dal surriscaldamento del clima provocato dai gas serra che tutti i giorni pompiano nell’atmosfera? E se questi fossero davvero dei segnali che qualcosa sta cambiando? Non dimentichiamci che solo nel 2000 una devastante alluvione segnò pesantemente il territorio delle Valli di Lanzo. Noi siamo qui, in città, a pochi decine di chilometri. Vale la pena ogni tanto volgere lo sguardo lassù, verso quelle vallate che senza la presenza dell’uomo sarebbero soltanto dei mondi a noi molto ostili.

Cantoira-Chialamberto

Beppeley

Sentinelle di casa nostra

Nel post in cui denuncio il rischio di devastazione al Piano di Vassola, ho riportato la lettera di Paolo Rumiz inviata al 98° Congresso Nazionale del CAI di Predazzo in cui il giornalista e scrittore, socio CAI da decenni, esortava il Sodalizo a costituirsi come lobby in difesa delle montagne oramai da decenni sotto il mirino di progetti che rappresentano più che altro la scusa per speculare disinteressandosi completamente delle devastazioni che causano.

L’ultimo numero della Rivista del CAI (marzo-aprile), come ho preannunciato in questo post, ha dedicato ampio spazio alle tematiche concernenti proprio la difesa dell’ambiente naturale. Paolo Rumiz è stato intervistato proprio su questo tema.

Nella lettera inviata al Sodalizio per il Congresso di Predazzo lei sostiene che il ruolo del CAI come “sentinella della montagna” vada ripensato. In che senso? Leggi il resto dell’articolo

Lo Scarpone e la Rivista del CAI di aprile

P.N.G.P.Sul numero dello Scarpone di aprile (il mensile pubblicato dal Club Alpino Italiano) si parlerà di…

Il CAI e lo sfruttamento delle acque montane

I primi effetti delle nuove captazioni delle ultime acque libere, osservati soprattutto in montagna, fanno presagire che il valore dei danni ambientali possa superare i benefici energetici ottenibili. La Commissione centrale per la Tutela dell’Ambiente Montano del CAI con la collaborazione della Sezione di Milano organizza sull’argomento un incontro-convegno a Milano il 13 giugno, in cui si farà il punto sul rapporto costi/benefici di questa “corsa all’oro bianco”.


Ecco invece alcuni dei temi trattati sul bimestrale del CAI “La Rivista” di marzo/aprile:

si inaugura un nuova e ampia rubrica, chiamata “Articolo 1″: uno spazio di riflessione attorno al ruolo del CAI in una società in trasformazione. L’articolo 1 dello Statuto del CAI recita: Il Club alpino italiano (C.A.l.), fondato in Torino nell’anno 1863 per iniziativa di Quntino Sella, libera associazione nazionale, ha per scopo l’alpinismo in ogni sua manifestazione, la conoscenza e Io studio delle montagne, specialmente di quelle italiane, e la difesa del loro ambiente naturale. “Articolo 1” in futuro prenderà via via in considerazione le diverse tematiche inerenti il nostro Sodalizio, in particolare la difesa e conoscenza delle Terre Alte, come espresso dall’articolo 1 dello Statuto.

In questo numero della rubrica “Articolo 1″ giornalista Paolo Rumiz, il sociologo Aldo Bonomi, l’economista Luigi Gaido, l’alpinista Fausto De Stefani e lo scrittore Enrico Camanni, si confrontano e presentano le loro risposte al tema delle alleanze e delle sinergie tra città e montagna.

La newsletter completa è disonibile sul sito del CAI.


Vado alla ricerca di oasi, dove il pensiero e i sogni camminano parallelamente.

Fausto De Stefani

Mi capita spesso di voler bloccare un sogno, di fermare il tempo.

La corda di canapa sale lentamente. Alla sua estremità è legato un vecchio montanaro.

Egli conosce la vita, conosce il mondo, conosce me.

Fausto De Stefani

Beppeley

Vassola Bianco

mi sto sempre più rendendo conto, quando termino un’escursione, che tutto ciò che mi lascio alle spalle, prima di rientrare in auto, non è detto che sarà sempre lì ad attendermi …

Verso il Piano di Vassola

 …che a compiere certe scelte siano i privati ha una sua logica, anche se inaccettabile, ma che tra i responsabili figurino anche le istituzioni pubbliche a cui compete vegliare sulla montagna, diventa particolarmente odioso. In Val Grande di Lanzo il discorso rischia di essere lungo, poiché alle vecchie ferite se ne aggiungono di nuove. Un vero e proprio attentato è in vista contro una delle zone più belle ed intatte del Comune di Chialamberto: il vallone di Vassola…

Piano di Vassola

…nella stupenda conca glaciale del Pian di Vassola è in fase avanzata il progetto di costruzione di una diga sul torrente per realizzare un invaso artificiale, che verrebbe a deturpare un posto incantevole. Leggi il resto dell’articolo

Conoscere per tutelare

La stupenda borgata di Vonzo sul versante solatio della Val Grande di Lanzo

Non voglio dire molto su quanto sia importante la conoscenza e lo studio delle montagne affinché tutto ciò ci possa permettere di tutelare l’ambiente alpino e tutto il suo immenso patrimonio di culture che per secoli hanno permesso ai montanari di tirare avanti di fronte a mille difficoltà per noi oggi davvero inimmaginabili.

Gpcastellano ha fatto un post che, a mio modesto parere, ritengo davvero molto interessante. Si parla di conoscenza e della sua paura. Come non collegare il suo intervento su tutto ciò che noi cerchiamo di difendere e tutelare? Difendere un luogo, come quello della zona intorno al Piano di Vassola, non è soltanto tutelare un bel panorama. Non si tratta esclusivamente di un fatto estetico (ma già questo sarebbe un valido  motivo per impegnarsi a fermare la cementificazione che minaccia il vallone) ma è anche e soprattutto un fatto culturale Poter frequentare la montagna così come è stata “creata” dai montanari e dalle civiltà alpine, senza che l’attuale  “cultura” consumistica decadente la devasti con tutte le sue stupidaggini,  è come tutelare un immenso patrimonio di conoscenze di cui, oggi, abbiamo assolutamente bisogno di interpretare alla luce degli sconvolgimenti creati dall’uomo e dalla sua incapacità di rapportarsi con equilibrio nei confronti della Terra.

Una bella pubblicità diceva che in una certa regione dell’Italia ci sono molti km di piste da sci… venite a vedere cosa si nasconde sotto in estate! Se non volete aspettare la bella stagione, vi invito a leggere il post di blacksheep77 che vi porta a fare un giretto fra gli alpeggi sotto la neve per comprendere e capire un po’ della montagna che io amo.

by Beppeley

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