Crea il tuo ciclo vitale

Ti basteranno pochi minuti per leggermi, un piccolo tempo da dedicare e dedicarti, solo per ricordarti di guardarti attorno in un modo diverso..
Crollano montagne sulle nostre case, ci nutriamo di piombo e plastiche, ci ammaliamo attraverso inquinanti inalanti, in poche parole ci uccidiamo con le nostre stesse mani, perché?
Perché è più facile! Già, come è più facile incolpare gli altri per la nostra infelicità, piuttosto che accudirci ed essere davvero felici. Così la Terra è più facile trattarla male che prendersene cura… Continua a leggere “Crea il tuo ciclo vitale”

La mia salita al Plu (Cresta Botto)

Una ricognizione suggestiva su una salita insolita nelle valli di Lanzo

Testo di Enrica Grandis

Sono diverse e si sovrappongono le motivazioni che spronano a una salita in montagna: per alcuni è la passione di una vita, per altri è l’anelito della prestazione, o ancora uno sfogo o un desiderio di mettersi alla prova, qualcuno per assecondare il desiderio di altri, ma tutto in qualche modo si intreccia. Nel mio sentire è la curiosità a dominare su tutto. Non sono un’atleta né un’alpinista, solo un’amante della montagna, e sono curiosa. Tuttavia per frequentare la montagna devo comunque allenarmi, almeno un po’. Quel minimo accettabile e con quella certa costanza che consente di godersi una bella gita con gli sci o una piacevole scalata senza troppi affanni. La curiosità mi porta in luoghi incantevoli, a volte singolari. Ogni tanto capita un’occasione un po’ speciale, come questa, alla cresta Botto. Continua a leggere “La mia salita al Plu (Cresta Botto)”

CAI all’ennesima potenza

Finalmente, lungo un sentiero di montagna, torna a serpeggiare quella meravigliosa ed imprescindibile sostanza umana che il Club alpino italiano sa amalgamare con grande maestria, grazie ad una ricetta molto antica e collaudata. Una ricetta che conta quasi 160 anni di ripetute sperimentazioni. Di successo.

Lunghi mesi di separazione ed isolamento, un cammino solitario ed impervio, e adesso eccoci nuovamente insieme per ritrovare l’amicizia, la gioia, la condivisione, per ritrovare rinnovato quel senso comune di appartenenza ad un “progetto”, ad un sogno sedimentato in una storia speciale. Per ritrovarci insieme con il sapore del buon vino, invecchiato bene e a lungo. Continua a leggere “CAI all’ennesima potenza”

Riflessioni sulla Montagna Sacra

1922 – 2022

Lo scorso fine settembre avevamo pubblicato la lettera di Toni Farina contenente la proposta di istituire una Montagna Sacra nel territorio del Parco Nazionale del Gran Paradiso, in occasione dei festeggiamenti del centenario della sua nascita, che si terranno il prossimo anno. Seguirono due prese di posizione: una del dott. Bruno Farinelli, l’altra della dott.ssa Silvia Ronchey.

Di seguito pubblichiamo le considerazioni di un alpinista, in merito alla proposta di Toni Farina.

Testo di Luca Enrico (CAAI)

Il prossimo anno ricorrerà il centenario di uno dei parchi più antichi, famosi e rappresentativi di tutta Italia: il Parco Nazionale del Gran Paradiso. Certamente un evento che non potrà passare in sordina vista l’importanza di quest’area protetta, nata dalle ceneri della riserva di caccia nella quale scorrazzava il re Vittorio Emanuele II, dilettandosi nell’abbattere volatili e ungulati di ogni specie. Oggigiorno camosci e stambecchi non devono più temere le doppiette del sovrano, finendo appesi come trofei in qualche palazzina di caccia, ma devono solo più convivere con escursionisti e turisti che nelle belle giornate salgono lassù per godere dell’aria fresca e delle bellezze del panorama. Continua a leggere “Riflessioni sulla Montagna Sacra”

La nuova normalità alpina

Le due foto che vedete di seguito ritraggono entrambe il Rio Courbassere che scende dal versante sud del Monte Plu (2196 m), in Val d’Ala (Valli di Lanzo). Quella di sinistra è stata scattata il 9 aprile 2021 mentre quella di destra il 9 aprile 2007. Siamo a 1245 metri sul sentiero 239, poco prima di toccare l’Alpe Cré da Riàn (1230 m), situato nella palestra di roccia delle Courbessere.

Il versante a solatio della Val d’Ala è ormai da molti giorni desolatamente privo di innevamento fino sul crinale dello spartiacque, che in questo tratto della Valle (area del Comune di Ala di Stura) arriva a circa 2500 m di quota.

Ad inizio aprile, le condizioni dei torrenti assomigliano a quelle che si rinvengono in estate inoltrata, con le temperature torride degli ultimi anni. La situazione è un pochino migliore a nord, ma non è certo incoraggiante.

Potete scorrere la barra verticale bianca nel centro per fare il confronto, tenendo d’occhio l’asterisco rosso.

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La Cresta Botto al Monte Plu

Illuminati dagli ultimi raggi del sole di una giornata di fine autunno, gli speroni del Monte Plu invitano a guardare in alto.

Il Monte Plu (2196 m) sorge completamente in Val d’Ala (la mediana delle Valli di Lanzo) e dalla sua cresta orientale, che forma una lunga spalla rocciosa, si staccano tre distinti crestoni. Da ovest: lo Sperone Grigio, la Cresta Botto e la Piramide. Verso sud-est, invece, precipita nel Vallone di Crosiasse la “Cresta della Scuola“. Tra queste rocce, situate in un ambiente estremamente selvaggio, solitario e tetro, si sono cimentati alpinisti del calibro di Boccalatte, Motti, Manera, i fratelli Piero e Lino Fornelli, Dionisi,…


Il tracciato della via della Cresta Botto. Alla sua sinistra ed in alto, si scorge la vetta del Monte Plu (2196 m). Clic per ingrandire.

Testo di Luca Enrico (CAAI)

Quando vado a ripetere certe salite desuete, cadute ormai nel dimenticatoio, cerco spesso di identificarmi nei primi salitori. In un viaggio a ritroso nel tempo provo ad immedesimarmi in quegli alpinisti che non molto dissimilmente da me risalirono gli stessi sentieri e le stesse rocce che oggi io sto percorrendo. Eppure tante cose sono cambiate, soprattutto per salite che hanno cento anni o poco meno. Un altro mondo, altri problemi, altri ritmi, eppure credo che la passione sia sempre immutata, che quella che ci spinge oggi sia identica a quella che spinse quei pionieri. Continua a leggere “La Cresta Botto al Monte Plu”

Piccoli ghiacciai alpini

Ghiacciaio del Travignòlo (Pale di San Martino) nel 1922.

Quando il giardino della memoria inizia a inaridire, si accudiscono le ultime piante e le ultime rose rimaste con un affetto ancora maggiore. Per non farle avvizzire, le bagno e le accarezzo dalla mattina alla sera: ricordo, ricordo, in modo da non dimenticare.
(Orhan Pamuk)

Sono rari i libri di montagna che mi hanno lasciato un segno profondo, immergendomi in lunghe riflessioni e al contempo facendomi provare emozioni intense.

Giovanni Baccolo, giovane alpinista e ricercatore dell’Università di Milano-Bicocca, ha trascorso diversi anni tra le Pale di San Martino, il più grande gruppo dolomitico, facendosi accompagnare da un personaggio d’eccezione: Bruno Castiglioni (1898-1945), fratello del più citato Ettore, grande appassionato di montagna e considerato il più importante glaciologo dolomitico degli Anni ’30 e ’40.

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Io non mi diverto

Ho guardato il bellissimo documentario “Le Temps d’une Vie” che il Gran Paradiso Film Festival ha concesso gentilmente in visione gratuita.

E’ la storia a ritroso di uno stambecco del Parco Nazionale del Gran Paradiso. Si chiama Becco e i suoi geni sono sopravvissuti alle ere glaciali fino a quando non ha incontrato Homo sapiens, rischiando così l’estinzione. Ma poi ha incrociato un Re e dei guardaparco e così la sua traiettoria è cambiata. Il film narra del tempo di una vita: quando hai imparato il segreto dell’infinito, è tempo di morire. Continua a leggere “Io non mi diverto”

Anche i Monti cambiano colore

Rosso, arancione, giallo… Lockdown dalle – alle… Passeggiate sì e no, sport individuale sì, forse… Mascherina su, mascherina giù… Lascio tutto lontano e imbocco un sentiero.
Pace. È un’immediata sensazione di pace. Tutto torna a posto, è la normalità.
Camminare è tornare a sentirsi Vivi.

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Buon 2021

La mente umana è paragonabile ad una farfalla che assume il colore delle foglie sulle quali si posa… si diventa ciò che si contempla.
(Gustave Flaubert)


Buon 2021

Le suggestioni del Plu

Un ambiente tra i più suggestivi delle Valli di Lanzo; soprattutto in autunno il paesaggio del Plu assume un fascino veramente straordinario, per la vastissima gamma di colori dei fitti boschi alla base degli speroni. Anche in inverno quando la neve colma i ripidi e profondi canaloni il Plu è interessantissimo; il paesaggio muta e si avvicina assai a quello dell’alta montagna.

Gian Piero Motti (1974)

Non è necessario essere alpinisti provetti per sentire un ambiente così affascinante, come quello descritto da Motti. Continua a leggere “Le suggestioni del Plu”

La montagna e il sacro

Pubblichiamo la lettera della filologa e saggista Silvia Ronchey sulla Montagna Sacra, che Toni Farina propone di istituire tra due anni nel Parco Nazionale del Gran Paradiso (qui il suo articolo), in occasione dei festeggiamenti per il suo primo secolo di vita. Su Una Montagna Sacra per il Gran Paradiso, Bruno Farinelli aveva scritto interessanti riflessioni che potete leggere qui.


Caro Dott. Farina,
ho letto il suo progetto e lo trovo magnifico, oltre che assai ben argomentato e assolutamente condivisibile.

Ci sarà pure una ragione se ci imbattiamo, in tutta la letteratura antica, oltre che nella mitologia e nel folklore, in boschi sacri. Il concetto di sacer — analizzato da molti storici della religione antica — è ben più complesso di quanto la nostra idea moderna di sacro possa lasciar credere. Ed è da questa parola che viene il latino sacellum — quel “recinto” che segna, appunto come lei dice, anzitutto la necessità di un limite all’umano. Continuando con le etimologie, non le dico certo nulla di nuovo se sottolineo come il nome stesso del parco richiami il greco paradeisos, che designa il giardino, ma in particolare quel giardino (distinto dall’altrettanto greca denominazione kepos) di cui non è l’uomo, ma la natura stessa artefice e abitatrice. Nel mito giudaico, l’uomo ne viene infatti cacciato, nel momento in cui ha tradito, per avidità, la comunanza con il resto della natura vivente.

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Barmes News blog

Testo e foto di Gianni Castagneri

Barmes News – ieri, oggi, domani – alla scoperta del nostro villaggio. Ricordo ancora la sorpresa e l’emozione provata una sera di dicembre del 1993 quando Giorgio Inaudi, ideatore e fondatore del notiziario, mi consegnò il numero 1 della rivista. Il titolo era già una linea programmatica. E i contenuti, fin dall’inizio, preannunciavano la scoperta di notizie spesso sconosciute agli stessi autoctoni.

Scriverà Inaudi in occasione del numero 50 della rivista: Continua a leggere “Barmes News blog”

Il Sentiero dei Cacciatori

Questo post è un’altra tappa nel lungo percorso che ci ha fatto scoprire il sorprendente Vallone di Crosiasse in Val d’Ala (Valli di Lanzo).

Abbiamo iniziato nel 2014 parlando del ripristino del sentiero 241, danneggiato ed impraticabile a causa di eventi meteorologici distruttivi. Poi nel 2018 siamo stati sulla vì dla lòbia (la via del balcone), ardito ed incredibile sentiero storico di pietra che percorre la destra orografica del Vallone. Mancava un altro tassello per placare la nostra curiosità escursionistica, ovvero quel sentiero dei cacciatori che dovrebbe iniziare da Case Belfè, ma si sa, gli amanti delle doppiette fanno di tutto per occultare le partenze dei loro percorsi di caccia… quindi non deve essere facile reperirlo! Così mi disse un valligiano qualche tempo fa. Pensate come iniziò a viaggiare l’immaginazione… Esiste quindi una via che percorre la sinistra orografica di Crosiasse? Ovvero il versante di destra salendo da Bracchiello col sentiero 241? Continua a leggere “Il Sentiero dei Cacciatori”

La via del sacro non è sempre quella giusta

Sacro Monte di Varallo. Foto di Stefano Aietti (da www.cittaecattedrali.it)

Abbiamo ricevuto un contributo dal dott. Bruno Farinelli (Università di Anversa) in merito al post “Una Montagna Sacra per il Gran Paradiso”. Lo ringraziamo sentitamente per averci fornito un autorevole spunto di riflessione sulla proposta di Toni Farina in vista dei 100 anni del Parco Nazionale del Gran Paradiso.

Testo di Bruno Farinelli

La proposta di istituire una montagna sacra all’interno del Parco del Gran Paradiso per celebrare i 100 anni dalla sua nascita ha suscitato notevole interesse in molte persone, compreso in chi ha deciso di scrivere questa breve riflessione. I miei studi mi hanno portato a indagare la materia religiosa e in particolare la sua declinazione in ambito montano. Questa proposta mi spinge a proporre, senza alcuna intenzione polemica, alcune riflessioni sui risvolti che “la via del sacro” può portare con sé. Continua a leggere “La via del sacro non è sempre quella giusta”