Bruno Molino di Balme, un montanaro di altri tempi

Bivacco Molino e Uja

Il Molino con il versante NE dell’Uja di Mondrone (2964 m) – Foto di Umbro Tessiore

Testo di Giorgio Inaudi

Il bivacco Molino, di proprietà del CAI di Lanzo, è una solida struttura in legno, con 24 posti letto, che sorge a 2280 metri di quota nelle Valli di Lanzo, nel comune di Balme.
Gli alpinisti torinesi, e non solo, lo conoscono bene perché serve di base per le vie più impegnative dell’Uja di Mondrone ed è anche una piacevole meta per un’escursione in pieno versante sud, ad inizio o fine stagione.
Come avviene per tutti i rifugi, pochi sanno o si chiedono chi sia stato il personaggio cui la struttura è stata intitolata. Forse per questo motivo i francesi da tempo hanno smesso di intitolare i loro rifugi alle persone e sono tornati al nome del luogo. Forse è meglio così, ma, dal momento che nel nostro paese la maggior parte dei rifugi recano ancora il nome di persone, di solito vittime della montagna, vorrei ricordare la figura di Bruno Molino.
Vorrei farlo senza retorica, in modo sintetico e asciutto, com’era lui.

Leggi il resto dell’articolo

Il popolo degli imbecilli

cai cosenza

Il manifesto del Cai Cosenza trasmesso via Twitter

19 luglio 2016 – CN24Tv

[…] L’iniziativa del Parco (della Sila, N.d.A.) nasce dalla consapevolezza che i sentieri subiscono quotidianamente atti di vandalismo che mettono a repentaglio la sicurezza di chi fruisce della preziosa risorsa della Sila legata al trekking (con l’eliminazione, ad esempio, di frecce, tabelle di località ed addirittura a volte anche dei tabelloni di inizio sentiero) e si propone di favorire la fruizione, la valorizzazione, la promozione e la tutela dei sentieri realizzati dal Parco attraverso la partecipazione e il coinvolgimento attivo degli stakeholders territoriali. […]

Qui l’articolo completo


16 luglio 2016 – Corriere delle Alpi

BELLUNO. Un albero sradicato. Cartelli lungo i sentieri divelti. Bivacchi impraticabili e distrutti. È ripresa l’ondata di vandalismi in montagna, specie nella zona della Schiara, ma non solo. Era già successo, qualche anno fa, e allora le denunce sui giornali erano state sufficienti a far desistere gli autori. Stavolta il Cai ha deciso di fare un passo in più: sono già state presentate denunce contro ignoti e si sta valutando un sistema per controllare i sentieri. […]

Qui l’articolo completo


Leggi il resto dell’articolo

Alla scoperta delle Valli di Lanzo

vallidilanzoLe Valli di Lanzo attraversano il cuore della catena alpina, dove affiorano oggi le rocce che si trovavano sul fondo del mare che tra 150 e 50 milioni di anni fa separava l’Europa dall’Africa, prima che i movimenti della crosta terrestre portassero alla chiusura dell’oceano, alla collisione dei due continenti e alla formazione delle Alpi.

Gli itinerari lungo le valli consentono di osservare i relitti preservati degli antichi fondali dell’Oceano Ligure-Piemontese, come viene indicato in geologia questo antico mare, oltre ad alcune porzioni dei margini che lo orlavano sul lato africano e sul lato europeo.

Il paesaggio attuale delle Valli di Lanzo è anche il prodotto degli agenti di modellamento recente: gli effetti dei processi morfo-genetici connessi a ghiacciai, corsi d’acqua, movimenti franosi e eventi alluvionali possono essere riconosciuti nelle forme e nei depositi che si osservano lungo le valli”. (Le Valli di Lanzo – vol. 1 – Aspetti geologici – Arpa Piemonte).

Leggi il resto dell’articolo

Tracce dell’uomo

20131026-068A chi non è capitato, percorrendo strade e sentieri delle valli di Lanzo, di trovarsi di fronte a manufatti dei più svariati generi (decorazioni, dipinti, meridiane, piloni votivi, terrazzamenti, ponti, forni, mulattiere, canali irrigui, iscrizioni, millesimi, edifici, ecc.) che destano stupore e ammirazione per la loro qualità, oltre che per l’abilità e l’ingegno di chi li ha costruiti. Molti di essi però corrono seri pericoli: l’inesorabile scorrere del tempo, le intemperie, l’incuria, quando non addirittura la pala di una ruspa o lo stupido vandalismo, possono decretarne da un momento all’altro il danneggiamento o la distruzione.

Per segnalarli e salvaguardarli, sulla falsariga dell’iniziativa avviata tempo fa in alcune zone montane dal Club Alpino Italiano, la Società Storica delle Valli di Lanzo propone il progetto “Tracce dell’uomo”. Una volta identificato un manufatto interessante, si tratta di compilare una semplice scheda (in formato pdf di soli 93,5 KB), scaricabile anche dal sito della Società Storica, scattare una o più foto e trasmettere il tutto all’indirizzo mail info@societastorica-dellevallidilanzo.it.

Leggi il resto dell’articolo

Ora Piercarlo cammina nuvole lontane

Piercarlo Jorio se n’è andato al solstizio d’estate.
Uomo eclettico, di intelligenza non comune, ha esplorato l’arte della scrittura, della poesia, della pittura e della scultura, oltre l’architettura che fu la sua professione.
Ma qui lo voglio ricordare come “sapiente della montagna”.
La montagna era il suo mondo, la fonte della sua ispirazione, “alle montagne di uomini e di cose”, com’egli stesso amava dire, ha dedicato i suoi studi, le ricerche, le indagini sul campo, sempre con occhio attento, proiettato là dove gli altri non riuscivano a scorgere nulla.
Delle sue scoperte ha lasciato numerosi, interessantissimi testi, composti con quella sua scrittura non sempre facile, a volte addirittura ostica, cui talora è necessario approcciarsi in compagnia di un dizionario. Ma Piercarlo era fatto così: la convenzionalità, la mediocrità lo annoiavano, doveva sempre guardare oltre, cercare ancora, non si accontentava mai e, anche nello scrivere, esperimentava inusitate forme, nuovi termini, un virtuosismo della penna che plasmava un linguaggio solamente suo, immediatamente riconoscibile come suo, così come accade ai grandi.
Fu spesso un pioniere, un precursore nell’indirizzare i propri interessi; così, ad esempio, fu un anticipatore nell’individuare nelle incisioni rupestri un importante documento per la conoscenza della storia delle valli alpine; non per nulla il suo primo volume, edito nel 1980, reca significativamente il titolo “In principio era la pietra”. Leggi il resto dell’articolo

Sui sentieri dei pellegrini

Bacheca Sui sentieri dei pellegriniPellegrino, nel tuo viaggio | potresti andare lontano, | perché, pellegrino, è un lungo cammino | quello per scoprire chi sei… (Enya)

La prima definizione di pellegrino che ho trovato nel dizionario è “errante”, “errabondo”. Altra definizione è “straniero”, “forestiero”. Ma pellegrino  è anche “peregrino”, ovvero “usanze pellegrine”.

Dal CAI di Lanzo veniamo a conoscenza del nuovo itinerario escursionistico “Sui sentieri dei Pellegrini (SP)” e così, un sabato di inizio primavera, siamo andati a curiosare. Leggi il resto dell’articolo

Presentazione del sito internet della SSVL

foto_sito

Sabato 11 giugno 2016, alle ore ore 17.00 si terrà la presentazione del sito internet della Società Storica delle Valli di Lanzo ed in particolare della nuova sezione “Luoghi” con la proposta di 18 itinerari escursionistico-culturali in tutti i comuni del territorio (a cura di Ezio Sesia).

Luogo dell’evento: sala comunale presso l’ex Atl, via Umberto I n. 9, Lanzo Torinese.

Il sito internet della Società Storica delle Valli di Lanzo è assai visitato da appassionati e ricercatori, che vi trovano tutte le informazioni sull’attività culturale svolta, con varie sezioni, presentando fra l’altro l’elenco completo, ampiamente illustrato e commentato, delle 131 pubblicazioni prodotte dal sodalizio dal 1955 ad oggi.

Il sito, nella sezione “Luoghi” intende anche proporsi come utile strumento per chi desidera accrescere la conoscenza del territorio delle Valli di Lanzo attraverso una serie di itinerari che guidano alla scoperta di significativi aspetti ambientali, storici, artistici e culturali in genere, perlopiù poco conosciuti. Sono itinerari che possono interessare sia il turista occasionale sia chi già frequenta le Valli e vuole conoscerle un po’ meglio. Viene presentato almeno un itinerario per ciascun comune del territorio, con una scheda dettagliata e illustrata.

La sezione “Archivi” vuole incentivare lo studio del territorio e sollecitarne la tutela. Nell’ambito del progetto “Tracce dell’uomo” viene proposta una scheda di rilevazione, che chiunque potrà utilizzare durante le proprie passeggiate ed escursioni, descrivendo e fotografando i svariati manufatti che incontra (dai piloni votivi alle fontane, dai forni alle abitazioni, dalle meridiane agli affreschi, dai ponti alle mulattiere, e così via), specie quelli che corrono maggiori rischi di scomparsa o di distruzione per il tempo e l’incuria.Le schede compilate dovranno essere inviate via e-mail alla Società Storica, che ne formerà una raccolta documentaria al servizio dei ricercatori.

Così pure la sezione “Valli ritrovate”, finalizzata al recupero delle immagini d’epoca. Molto utili infine per studiosi e studenti il “Repertorio bibliografico delle Valli di Lanzo” e il “Repertorio delle Tesi di Laurea sulle Valli di Lanzo”.

Per la Società Storica delle Valli di Lanzo

Ezio Sesia

——-

Qui la locandina redatta dalla Società Storica delle Valli di Lanzo.

——-

Escursionismo

50 sfumature di primavera

crocus e ujaLa bellezza di questo mondo trascorre come un vento che non ha soste, come il fiore che a stento si disseta e subito guarda verso la terra, come l’onda che appena arriva e subito riprende la sua via.
Quale sarà il mio giudizio? Il mondo non è che vento, fiore, onda.
Martin Opitz

C’è un periodo dell’anno in cui la montagna ti invita a metterti ai tuoi piedi affinché tu possa osservare chi si arrampica verso il cielo.
Per poche settimane lo sguardo non punta più in alto, verso le vette con i suoi suoi maestosi panorami, ma si abbassa umilmente per ritrovare altre maestosità.
Vi propongo le sfumature primaverili delle Alpi con una carrellata di scatti tutti rigorosamente effettuati tra marzo e giugno. Avrei voluto aspettare il termine della stagione ma così facendo sarebbe stato troppo tardi per invitarvi a mollare tutto, lasciandovi alle spalle, per un momento, gli sfavillanti, meravigliosi e grandiosi artifici della vita urbanocentrica.

Leggi il resto dell’articolo

I silenzi della GTA

Segnaletica ufficiale della GTA

Segnaletica ufficiale C.A.I.

“Camminare attraverso gli antichi sentieri consente di vivere il mondo alpino dalla prospettiva dei lavoratori che li utilizzavano in passato. Una percezione del tutto diversa da quella turistica.”

Werner Bätzing

Mi hanno sempre attirato le lunghe escursioni come la GTA che congiunge l’arco alpino piemontese  ma immagino che ben poche persone la percorrano nel suo insieme.

La Grande Traversata delle Alpi (G.T.A) si dipana in 65 Tappe, è lunga circa 1.000 km e somma circa 65.000 metri di dislivello.

Chi è in cerca di ambienti selvaggi, panorami indimenticabili, silenzi – sempre più rari nel nostro mondo caotico -, storia locale, alpeggi ancora attivi e specialità culinarie è nel posto giusto.

I nostri piedi, in questa escursione di qualche settimana fa, marciano su parte di una tappa della GTA che qui coincide, per un breve tratto, con la Via Alpina.
Leggi il resto dell’articolo

Da Ala di Stura a Mezzenile per il Colle di Testa Payan

Panorama sulla Val d'Ala da Nuvient (1024x768)

Panorama sulla Val d’Ala da Nuvient

Domenica 29 maggio, meteo permettendo, la Commissione Tutela Ambiente Montano (TAM) delle sezioni CAI Torino e UGET Torino effettuerà nelle Valli di Lanzo (provincia di Torino) la traversata da Ala di Stura a Mezzenile per il colle di Testa Payan (1742 m.).

Si tratta di un percorso non breve ma vario e interessante, poco conosciuto e frequentato (eccetto il primo tratto) soprattutto sul versante alese, dove era fino a poco tempo fa quasi inaccessibile data la mancanza di una passerella sull’impetuoso rio Busera. Ora la sistemazione del guado offre la possibilità, dall’alpe di Longimala, raggiunta dalla Fabbrica di Ala di Stura 1006 m. lungo il sentiero 210, di imboccare sulla sinistra il sentiero 205 A, per il momento non segnalato (a parte vecchi segni sui faggi e diversi ometti), che per un bel bosco di faggi e larici si porta al primo degli alpeggi della vasta conca di Nuvient (1620 m.). Ora per pascoli si sale al secondo alpeggio (Falina, 1670 m.), che precede di poco il colle di Testa Payan (1742 m. – 3 ore); il posto e il panorama sono davvero belli, ancora di più se in 20 minuti, su sentiero 205 ora segnalato, si sale alla vicina Testa Payan 1858 m., la “testa pagana” sede secondo la tradizione di antichi riti precristiani. Leggi il resto dell’articolo

Lettera al Sindaco di Germagnano (To)

Pubblichiamo la lettera che abbiamo ricevuto da Ezio Sesia e che è stata inoltrata alle sezioni Cai delle Valli di Lanzo (To), al Cai Uget Torino e alla Società Storica delle Valli di Lanzo.
E’ l’ennesimo scempio che si sta perpretando sulla straordinaria rete sentieristica delle Valli di Lanzo (provincia di Torino), patrimonio inestimabile di cultura, storia e natura.


Presso la cappella si San Giovanni a Creusmurai (768x1024)Egregio Sig. Sindaco Francesco Airola,

siamo venuti a conoscenza che nel territorio del suo comune sta per essere realizzato il collegamento stradale fra la frazione di Colbeltramo e la cappella di San Giovanni a Creusmurai. Tale intervento, a quanto ci risulta (e naturalmente ci auguriamo che le informazioni avute siano errate!), comporterebbe la distruzione della mulattiera che attualmente unisce le due località, uno degli ultimi tratti originali rimasti dell’antica strada usata fino al 1842 per risalire la Val di Viù e arrivare in Savoia attraverso il colle dell’Autaret.

Tale percorso, di rilevante interesse storico oltre che paesaggistico, è inserito nel catasto regionale dei sentieri con il n. 101, e allestito come sentiero natura, con segnaletica e tabelle illustrative apposite.

Confidiamo che Lei, tra i primi nelle Valli di Lanzo a mostrare lodevolmente fin dagli anni 80 sensibilità e attenzione alla sentieristica nella nostra zona e in particolare nel suo comune, insieme all’Amministrazione comunale poniate la massima cura ad evitare che Tratto della mulattiera a rischio presso Colbeltramo (768x1024)il danno paventato possa verificarsi, se necessario negando l’autorizzazione all’effettuazione dei lavori; del resto la cappella di San Giovanni già adesso è raggiungibile in pochi minuti dalla carrozzabile sul versante di Pian Bausano, e riesce davvero arduo comprendere la necessità di un collegamento stradale sull’altro versante, svilendo una zona oggi assai piacevole e frequentata dagli escursionisti in tutte le stagioni.

Saremmo lieti di avere da lei delle rassicurazioni in merito, onde poter continuare a praticare, insieme a tanti turisti ed escursionisti, sentieri e mulattiere che costituiscono una delle più apprezzate attrattive delle nostre valli, e che numerosi volontari e soci del CAI, con la collaborazione delle amministrazioni comunali più sensibili, hanno contribuito con fatiche e ore gratuite di lavoro a rendere percorribili con piacere e sicurezza.

Ezio Sesia (Società Storica Valli di Lanzo)


“Sapevamo, o credevamo di essere «un popolo di poeti, artisti, eroi, santi, pensatori, scienziati, navigatori, trasmigratori», com’è scritto (da un discorso di Benito Mussolini del 1935) sulle quattro facciate del Palazzo della Civiltà del Lavoro, a Roma-Eur. Invece siamo «un popolo di scimmie», dedito allo «smantellamento brutale e alla distruzione metodica della bellezza, alla trasformazione di luoghi bellissimi in luoghi senz’anima», scrive, dispiaciuto e adirato come Achille, Raffaele La Capria in Ultimi viaggi nell’Italia perduta (Bompiani).”
Articolo di Carlo Vulpio sul Corriere della Sera.

La sottile linea rossa

2016-04-24 004 (1024x683)Carta e segnaletica ci spingono sovente a frequentare la certezza. Un’escursione guidata dai bolli bianco-rossi e dalle frecce ci regala momenti molto rilassanti e piacevoli nelle Alpi. La mente è libera dall’ansia dell’orientamento perché ci pensano quei discreti simboli, in sintonia con la carta escursionistica, a direzionare i nostri piedi. Il resto è pura e totale immersione nella natura alpestre dove lasciare la nostra anima libera di vagare.
Oggi il vento da Nord, che spazza le Valli di Lanzo, ci respinge dall’alta Val Grande dove avremmo voluto posizionarci per respirare gli ampi e suggestivi panorami della catena Gura-Mulinet-Martellot. Abbiamo bisogno di protezione da queste raffiche fredde che scendono impetuose dalla muraglia di roccia e ghiaccio. Le foreste che ricoprono il versante della media Val Grande ci attendono. Chi ama l’escursionismo quattro stagioni sa molto bene che il bosco è un alleato straordinario. In ogni periodo dell’anno, e con ogni tempo, ti protegge permettendoti di non rinunciare quasi mai a solcare sentieri. Leggi il resto dell’articolo

Primule rosse di montagna

Primula pedemontanaIl nome del genere Primula fa riferimento alla precocità della fioritura che caratterizza la maggior parte delle specie che vi appartengono.

Durante le mie escursioni alpine, quando vedo le primule fiorite penso immediatamente alla primavera.

Sbocciano poco dopo la fusione della neve rallegrando i pascoli pietrosi, le cenge e le fessure con le loro foglie verdi brillanti e i loro fiori esuberanti porporini o lilla.

Nel linguaggio dei fiori significano nuovo inizio, speranza, rinascita.

Le Primule rosse vivono sulle Alpi in terreni acidi e rocce silicee tra i 1500 e 3000 metri, sono rare e protette. Sono anche difficili da riconoscere tra di loro ma si distinguono come gruppo perchè hanno foglie grassottelle, pelose, dentate e fiori rossi a volte delicatamente profumati.

Particolarmente importante evitare la raccolta anche solo dei fiori.

Al di là della bellezza, perché conoscere e difendere i fiori selvatici?

La flora spontanea cresce e si riproduce unitamente all’ambiente dove vive in un delicato equilibrio tra uomo, animali e complessi legami di un sistema complicato di vita. Se questo sistema si altera, l’equilibrio può modificarsi negativamente e diventare irreversibile.
Leggi il resto dell’articolo

Le rogazioni

Pascolo-Borgata Missirola (1440 m)

Pascolo della borgata Missirola (1440 m) in Val Grande di Lanzo

…A fulgure et tempestate… Libera nos Domine!…
…A flagello terraemotus… Libera nos Domine!…
…A peste, fame et bello… Libera nos Domine!…
…Ut fructus terrae dare et conservare digneris… Te rogamus, audi nos!
…Ut pacem nobis dones. Te rogamus audi nos!…

La primavera è giunta dopo un inverno anomalo e caldo che solo in zona cesarini ha portato qualche perturbazione benefica per la montagna.

Il periodo delle rogazioni si avvicina. Questa antichissima tradizione di benedire i campi, che risale addirittura all’epoca delle celebrazioni pagane, poi cristianizzate dalla Chiesa, sta scomparendo e rimane viva solo nella memoria degli anziani montanari. Leggi il resto dell’articolo

Il maestro dei fiori

Fioritura primaverile nel pascolo alpino

Fioritura primaverile nel pascolo alpino

I fiori mi hanno parlato più di quanto posso dire scrivendo. Sono i geroglifici degli angeli, amati da tutti gli uomini per la bellezza del loro carattere, perché pochi possono decifrare anche frammenti del loro significato.
Lydia M. Child

Incontriamo Cesare Lasen, montanaro e studioso di flora e vegetazione alpina, in un cortometraggio di 10 minuti intitolato “Cesare, figlio del San Mauro”.

Dieci vitali minuti dove le immagini, dense di poesia e silenzio, ci raccontano il suo cammino dentro la natura e le montagne, mentre esprime il suo immenso amore, passo dopo passo. Leggi il resto dell’articolo

Iscriviti

Ricevi al tuo indirizzo email tutti i nuovi post del sito.

Segui assieme ad altri 206 follower