I Camosci Bianchi

Un nome dovevo pur darlo a questo blog: quello che gli ho affibbiato mi è parso “adatto” a descrivere il gruppo per alcuni semplici motivi. Pochi sanno che in realtà l’habitat originario del camoscio è il bosco di latifoglie. Già dai secoli scorsi, nelle vallate alpine, i fenomeni di disboscamento e colonizzazione del territorio a fini agricoli hanno spinto questa specie ad occupare territori ad altiudine più elevata… e si è adattato incredibilmente bene a saltare e zompettare tra rocce a fil di piombo, grazie anche alla particolare fisiologia della zampa (il famoso zoccolo “gommoso”).
Questa caratteristica intrinseca del camoscio, non solamente adattarsi, ma vivere naturalmente in ambienti diversi come il bosco o la croda aspra e scoscesa mi hanno sempre affascinato.
Il mantello bianco: come per noi uomini ogni tanto nasce anche qualche animale “albino”… innegabilmente è un tratto distintivo che lo caratterizza notevolmente.
Spero che questo blog possa divenire un luogo di incontro virtuale in cui scambiarci idee, consigli e affrontare argomenti su quella che è la nostra passione, anche quando non siamo a quattr’occhi.
Utilizzare le tecnologie moderne a sostento della cultura e della tradizione.
Un luogo in cui poter leggere ciò che gli altri pensano, ed utilizzarlo per affinare quelli che sono i nostri personali punti di vista.
Un saluto a tutti
by Franz

4 Responses to I Camosci Bianchi

  1. lichene1 says:

    Sono tre volte contento! In prio luogo sono felice per la nascita di una nuova possibilità di poter condividere e sviluppare la cultura della montagna; secondo vedo realizzarsi un’idea che avevo in testa da un po’, ma che non ho mai concretizzato (grazie Franz che lo hai fatto!); terzo mi piace un sacco il nome. Ci stavo giusto pensando in questi giorni, ma tra jeti e mufloni non trovavo la soluzione. “I camosci Bianchi” invece si presta a diverse chiavi di lettura. A caldo a me vengono in mente questi animali albini che pur essendo simili agli altri camosci hanno vita difficile a causa del colore del loro pelo: così mi sento a volte in mezzo ad altri frequentatori della montagna nel difendere alcuni valori non sempre condivisi.
    Andrea

  2. Beppeley says:

    Mi piace l’idea di questo blog. Sento che è una “reazione” ad un qualcosa che ci andava stretto. Noi in montagna siamo animali “liberi” e non possiamo credere che la nostra voglia di montanga sia esclusa. Perché ciò che conta è la nostra relazione che abbiamo con essa anche se trattasi di semplice emozione nei confronti di una genzianella. Come ama sostenere Annibale Salsa: “Il traguardo non è la vetta. E’ dentro di noi”.

  3. serpillo says:

    Ciao ragazzi,

    sono molto felice di conoscere due persone speciali come voi che hanno pensato/creato questo blog.
    “I Camosci bianchi” può diventare uno stimolo per ammorbidire forse le diversità fra i camosci marroni e quelli albini.
    E come dice qualcuno “ciò che non ammazza, fortifica…”

  4. Pingback: Un anno da Camosci | camoscibianchi

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