L’importanza del dialetto e delle proprie radici

Il tutto e’ nato da un regalo di compleanno fatto al mio moroso quest’anno. Nel cercare un posto dove dormire in Valle Pesio = Valle Occitana ho scovato questa meravigliosa locanda denominata “Locanda dell’Orla” e questo e’ il sito:  http://www.locandadellorla.com/
Nell’home page c’e’ una bellissima foglia stilizzata che edera non e’…ed incuriosita ho telefonato alla padrona di casa la quale mi ha spiegato semplicemente che e’  lo spinacio di montagna o buon enrico e da qui l’origine del nome della taverna.
Se fossi proprietaria di un locale mi piacerebbe tanto chiamarlo in franco-provenzale o in piemontese.occitania
Perche’, nonostante viva nel mondo attuale e parlicchi l’Inglese, ogni qual volta veda un’insegna in  tale lingua (e l’ultima e’ in Val Grande di Lanzo – Il Saloon – ) mi si rizzano i capelli? Mica siamo nel Far West e John Wayne non e’ dei nostri…

Serpillo

5 Responses to L’importanza del dialetto e delle proprie radici

  1. Beppeley says:

    Devo dire che personalmente ho provato un po’ di tristezza nello scoprire un locale in Val Grande di Lanzo avente un nome americano. L’Orla è un nome derivante dalla parlata del Kyé (gruppo delle parlate occitane) e indica lo spinacio montano selvatico. E’ davvero carino pensare di soggiornare in un locale che ha nel nome un preciso riferimento con il territorio delle valli occitane. Non certo si può dire lo stesso del locale che si trova in Val Grande di Lanzo. Il “Saloon” mi fa pensare ai Cowboy e ai Pellerossa. Che siano riusciti a colonizzare le Valli di Lanzo qualche secolo or sono? Forse chi ha scelto quel nome non si identifica con il luogo? “Quando i giovani di montagna non sanno più leggere il proprio territorio e non frequentano le proprie montagne (fenonomeno sempre più ricorrente e diffuso), allora non riescono più a ritrovare se stessi, la propria identità, le ragioni di una permanenza su un territorio difficile. Pertanto, ciò che è vicino diventa lontano (esotismo di prossimità) e le mappe cognitive mentali vengono colonizzate da “mondi altri” che, surrettiziamente e nelle modalità sub-liminare dei media, espellano il dejà vù in quanto destituito di senso”. Annibale Salsa.
    Pensate al Saloon in una Valle Francoprovenzale e riflettete su queste parole: “…le mappe cognitive mentali vengono colonizzate da “mondi altri”…
    Un’ultima cosa: “Le identità sono vestiti da indossare e mostrare, non da mettere da parte e tenere al sicuro”. Zigmunt Bauman.

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  2. blacksheep77 says:

    sì, le orle…
    e che dire del B&B di casa, che la mamma ha chiamato “u Tej” (il tiglio in dialetto), e la gente ci chiede perchè un nome giapponese!?!??!!!!
    http://www.marziamontagna.it/bedbreakfast.htm

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  3. utente anonimo says:

    E’ ancora il frutto di una subalòternità culturale. Pur non essendo sempre e comunque a favore di denomibnazioni in dialetto (a volte ve ne sono di altrettanto evocative in italiano), mi sembra poco originale, poco attraente e poco fantasioso inttrodurre nelle valli denominazioni western.

    Gianni

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  4. Serpillo says:

    a proposito del dialetto… leggendo il blog di blacksheep77 ho scoperto che il nickname da me scelto e’ detto saleggia

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  5. JohnDeere says:

    Parloma piemonteis, fieuj!

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