Montagna Viva

Balme

Il Consiglio Comunale di Balme, ha approvato con voti unanimi un ordine del giorno che, a fronte delle Bessanesecontinue minacce nei confronti della montagna, ne individua le debolezze e si fa carico di proporre una sorta di manifesto, in 15 punti, dove si delinea una strategia volta ad ottenere un nuovo periodo di attenzione e di sviluppo. Con questo documento, uno dei più piccoli comuni d’Italia, intende proporre delle linee programmatiche che, nel riconoscere il ruolo delle terre alte, propone delle soluzioni che, se attuate in modo concreto, possono finalmente contribuire ad un rilancio di aree marginali, che per troppo tempo sono state concepite come problema e raramente come una risorsa per tutti. Una nuova attenzione che non può prescindere dal riconoscere il diritto delle popolazioni alpine ad auto determinarsi, e al tempo stesso a proporsi come artefici e protagoniste del futuro che le attende.

Leggi il Manifesto per una Montagna Viva

by Beppeley

5 Responses to Montagna Viva

  1. ometto83 says:

    Mi è piaciuto molto quello che ho letto, inizio col fare i complimenti a tutti gli ideatori e realizzatori di questo “Manifesto”. E’ un’idea apprezzabile, che può diventare un contributo concreto affinchè le cose inizino a cambiare veramente in meglio. E credo sarebbe bello dare la massima diffusione a questa iniziativa, in modo che anche altri Comuni possano appoggiarla. Non intendo fare politica con questo intervento, non ne ho le competenze, ma si ha spesso l’impressione che “dall’alto” si venga considerati come piccole formichine: forse, riuscendo a riunirsi in un formicaio si avrebbe qualche possibilità in più di essere notati, di far ascoltare la propria voce per ottenere agevolazioni che credo siano legittime.
    E poi, uno dei punti più importanti credo sia l’identità culturale di ogni piccolo centro alpino: nei giovani soprattutto, si dovrebbe incentivare questo senso di appartenenza, renderli fieri di appartenere a un’identità che affonda le proprie radici in un patrimonio storico-culturale affascinante e antico. E questa è una sfida difficile, il continuo bombardamento mediatico si fa sempre più forte e prepotente, spingendo le fascie giovanili verso modelli che sono figli diretti delle leggi del marketing,sempre più lontani da un mondo a misura d’uomo.
    A presto
    Franz

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  2. Beppeley says:

    Sono d’accordo con te. Frequentando assiduamente le Valli di Lanzo, mi sono spesso piacevolmente accorto che ci sono sì tanti amici della montagna ma ognuno vuole percorrere un proprio sentiero senza riuscire a coinvolgersi in progetti comuni e di ampio respiro. A mio modesto parere ritengo che questo sia un grosso limite. Il territorio e la popolazione delle Valli di Lanzo hanno una ben definita identità culturale: chi, come il sottoscritto, le frequenta da viandante impara molto in fretta ad amarle nel loro insieme senza pensare che esista una montagna dei ceresini piuttosto che una montagna degli alesi o dei balmesi. Devo confessare, con mio grande rammarico, da osservatore forestiero, che è questa la sensazione che in molte casi ho provato quando ho avuto l’occasione di parlare di montagna con i valligiani. E non sono l’unico ad aver avuto tale percezione. Che non fa certo del bene alla montagna. Vorrei riportare un esempio eclatante di come sia importante, di fronte alle enormi difficoltà di rinascita delle Valli, riuscire ad elaborare progetti comuni: nel 1962 il Queyras aveva perso il 76% della popolazione rispetto a quella residente nell’anno 1884 e sembrava non ci fosse alternativa a questo drammatico spopolamento. Questa stato di cose cambiò quando nel 1965 Philippe Lamour, sindaco neo-eletto del Comune di Ceillac, ridotto a 220 abitanti circa, avviò la rinascita del luogo. Grazie alle sue idee, il Comune, con l’aiuto entusiasta di tutta la popolazione intenzionata a fermare il decadimento del villaggio, decise di percorrere la strada di uno sviluppo turistico integrato alle attività agricole. Ma ecco l’aspetto importante: venne deciso di riunire in associazione i villaggi del Queyras colpiti dagli stessi problemi del Comune di Ceillac, affinché tutti potessero offrire, sia in estate che in inverno, pari attrattive. Lamour fonda il Sindacato intercomunale del Queyras, la cui azione va a beneficio di tutti i Comuni: tutti i villaggi sono rappresentati e così si realizzano quelli che verranno definiti i “miracoli di Lamour”.
    Credo profondamente che per l’avvenire delle nostre Valli, sia molto importante guardare alla montagna pensando soprattutto ai giovani aiutandoli ad amare e a difendere il loro territorio: se no, come ci dice Annibale Salsa, le mappe cognitive mentali vengono colonizzate da “mondi altri” a seguito dell’estraneità e allo spaesamento indotto dai media che sono più che altro portatori di istanze che nulla hanno a che vedere con il luogo montagna.

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  3. Blacksheep77 says:

    dovrebbero essere i “grandi” a capire queste cose… ma che siano i “piccoli” ad iniziare è fondamentale. il mare è fatto da tante piccole gocce, no?

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  4. lichene1 says:

    Insisto sull’idea del formicaio di Franz. Però se da un lato ogni valle deve autogestirsi, per poter pesare di più a livello regionale e nazionale, le varie comunità montane dovrebbero sottoscrivere un documento simile e portarlo ai legislatori. In questo modo, le leggi che riguardano la montagna potrebbero avere un approccio più rispettoso. Ricordiamoci che chi fa le leggi non vive in montagna: se deve pensare alla scuola, piuttosto che alle imprese, non ha la minima idea delle problematiche dei piccoli comuni marginali. Se ci fosse un documento forte che spiega quali sono i problemi e le proposte per affrontarli FORSE le leggi saranno più sensate.
    Andrea

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  5. serpillo says:

    E’ tutto vero (e condivido) il pensiero sulle formichine, sul mare, sui giovani, sul senso di appartenenza e di identita’ ma e’ anche necessario “formare” le persone.
    Trovo che spesso e volentieri senza formazione l’ignoranza e’ difficile da sradicare.
    Il “Manifesto per una montagna viva” redatto dal Comune di Balme e’ una forte presa di coscenza ed un grande passo verso un futuro migliore e non isolato.
    La speranza e’ che altri Comuni lo seguano e si confrontino con queste tematiche prima che tutto sia irrimediabilmente perduto.

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