Lupi

La prima escursione dell’anno ci riserva una sorpresa davvero unica: probabili tracce di lupi trovate nelle tracce sulla neve 2.01.09Valli di Lanzo durante un’uscita con le ciaspole. Il mio interessamento per il lupo nasce  nel 2007 quando partecipo ad una appagante escursione programmata dai guardiaparco del Parco Orsiera Rocciavrè: “Sulle tracce del lupo“. Imparo così che uno dei trucchi migliori per scovare la presenza del predatore è proprio quella di scoprire le trecce sulla neve. Le tracce del lupo sono perfettamente lineari (quelle dei cani andrebbero un po’ a destra e un po’ a sinistra) e, cosa davvero stupefacente, i lupi che precedono il primo che fa strada tendono a calpestare le sue orme per risparmiare energie: un po’ come facciamo con le racchette da neve per evitare di sprofondare. Dopo aver scattato le foto, penso subito di inviarle al dott. Luca Giunti del Parco Orsiera Rocciavrè che così mi risponde: “La vostra segnalazione è molto interessante. Dalle foto inviate potrebbe trattarsi proprio di lupo. Questa segnalazione la consideriamo “buona” e la inseriamo nel database della ricerca.” Quando nel 2007 (12-13 maggio) abbiamo partecipato alle uscite nel Parco Parco_Orsiera RocciavréOrsiera Rocciavrè, ci siamo davvero entusiasmati di fronte alla competenza e cordialità delle guide del Parco. Il sabato sera, al rifugio Amprimo, il dott. Giunti ha proiettato delle slides sull’ecologia, il comportamento e il mito del lupo dove abbiamo imparato un po’ ad innamorarci del grande predatore. Domenica mattina invece ci hanno accompagnato alla ricerca delle tracce, che in assenza di neve sono prioritariamente rappresentate dalle fatte del lupo (hanno un odore molto forte e sovente sono piene di peli). Sappiamo quali problemi porta con sè la presenza del lupo in ambienti alpini dove l’uomo pratica la pastorizia. Ovviamente anche di questi aspetti ha trattato con grande onestà il dott. Giunti. Personalmente credo che ad ogni problema ci sia un rimedio. Attualmente penso che il peggior nemico del lupo sia il pregiudizio e l’ignoranza che ci trasciniamo dal passato (i miti sul lupo…). Ciò che invece mi affascina molto del fatte di lupopredatore, è che il suo comportamento sociale è molto simile a quello dell’uomo. E’ il suo essere così selvatico che ci attira e ci ripugna al contempo? Ognuno di noi ha un lato selvatico. Il lupo probabilmente ne è la massima rappresentazione. Credo che non dobbiamo spaventarci del selvatico che è in noi: anzi, credo che in questa società così compressa dalla tecnologia e dall’artificiosità, un po’ di selvatichezza farebbe sicuramente molto bene alla nostra vita.

Vi segnalo che su Storie di pascolo vagante (il blog di blacksheep77) ci sono dei post importanti sulla difficilissima convivenza tra l’uomo e il lupo. Qui si parla ovviamente di pastorizia e di quelle attività umane che in qualche modo possono portare al contatto con il predatore.

Parco Orsiera Rocciavré

Questa è la rete… Anzi… questo è fare rete. Speriamo che riesca a fare luce su aspetti molto importanti della nostra vita che poco, o quasi mai, i media prendono in considerazione.

by Beppeley

19 Responses to Lupi

  1. blacksheep77 says:

    eh sì, il lupo si è diffuso ormai un po’ dappertutto nelle nostre vallate. la scorsa estate il pastore che sale a Malciaussia ha avuto parecchi danni
    far convivere pacificamente lupo e pastorizia è impossibile… se si vuole avere la presenza di entrambi, bisogna considerare il pastore una specie ad alto rischio di estinzione, su cui investire, così come accade per la protezione del lupo. non si può solo dire che il lupo è protetto e bisogna tollerarlo

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  2. JohnDeere says:

    Il problema è che nella testa di molti non si vogliono entrambri, si vorrebbe solo il lupo! A questo proposito il forum de la zampa è sintomatico: il potere mediatico ambientalista è molto forte.
    Ci manca ancora la capacità di fare “comunicazione” a nome dei primi anelli delle varie catene: marghè, buscarin ecc… E’ la vecchia storia della valorizzazione del prodotto (sia formaggio o paesaggio) ma non del produttore.

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  3. ometto83 says:

    Mi viene spontaneo fare un commento a questi post: è sempre la stessa storia, del leone e la gazzella, la legge del più forte che in natura predomina sul più debole. Solo che nel corso della storia il “leone” è diventato ” l’uomo “, il quale però non ha più portato rispetto a Madre Natura. E invece di uccidere una singola gazzella ha iniziato a sterminare senza regole e senza beneficio nei suoi confronti tutto il branco di gazzelle. Così è successo per il lupo e per altre infinite specie animali e vegetali. Solo che questo “leone”, Madre Natura lo ha anche dotato di una caratteristica che gli altri animali non hanno: una facoltà mentale più sviluppata. Questa include doti positive come l’intelligenza e la compassione e altre negative, come l’egoismo e l’indifferenza, ad esempio. Ed è veramente una minoranza la popolazione che riesce a farne una media pesata e comportarsi dignidosamente nei confronti dei propri simili e della Natura. Fino ai primi del ‘900 si ragionava così: il lupo è deleterio, è in competizioni con la popolazione del luogo, sterminiamolo. E’ così si priva l’ecosistema di un anello fondamentale della sua catena, concetto che grosso modo mi pare di ricordare si studia in quarta o quinta elementare. Poi ci si lamenta dell’iper-popolamento di ungulati, che rovinano i campi arati,provocano incidenti stradali, si mangiucchiano tutti i germogli primaverili dei piccoli arbusti. E ciclicamente vengono decimati da epidemie che si sviluppano a causa dell’eccesivo numero di esemplari vecchi, cagionevoli e per via dell’elevata consaguineità.
    E’ così si potrebbe andare avanti.
    Allora qui si stratta a mio avviso di un atto di onestà intellettuale: il lupo è sempre esistito, era casa sua quella che noi abbiamo occupato. E quando siamo andati a casa sua lo abbiamo fatto senza permesso, e visto che ci dava fastidio abbiamo deciso bene di farlo fuori. Il problema è che con questo atteggiamento, andando su scale diverse e più ampie, si motivano tantissime nefandezze. La conquista delle praterie del West americane: l’uomo bianco armato di fucile arriva, i Pellirossa danno fastidio…ok, un bello sterminio. E se lo si è fatto e lo si continua a fare con gli uomini figuriamoci con gli animali. Ma andando avanti di questo passo una cosa è sicura, si arriverà al collasso.
    In paragone il nostro caso del lupo, in confronto, potrà sembrare una cosa su cui si può passare sopra: ma anche nel gioco del domino si buttà giù una pedina insignifiante e poi ne cascano altre centinaia.
    Per concludere: con quanto scritto non voglio creare polemiche, in prima persona rispetto moltissimo il lavoro del marghè, ne conosco diversi e siamo amici, è un mestiere che affascina anche me. Però non si può far finta di essere ciechi e cercare di ignorare delle dinamiche che sono sotto gli occhi di tutti. O si sta da una parte o si sta dall’altra.
    Credo che gioverebbe anche una maggiore informazione tra i marghè, e chi lo è e ne sa di più potrebbe dare un contributo importante a livello di divulgazione.Mi riferisco ai risarcimenti regionali per i capi abbattuti, ai contributi che incentivano l’uso dei cani da difesa (mastino abruzzese e cane da montagna dei Pirenei in particolare). Lo so che c’è di mezzo della burocrazia, ma c’è e si può sfruttare.
    Infine un ultimo piccolo commento: è noto (ci sono stati degli studi approfonditi) che circa l’80% degli attacchi al gregge si verificano per opera di cani randagi,inselvatichiti (quelli persi o abbandonati) che tra ‘altro non temeno nemmeno l’uomo avendo convissuto con lui per un certo lasso di tempo. E il lupo solitamente, attacca il gregge quasi solo nel periodo di Settembre: quando i cuccioli iniziano a cacciare ed il genitore necessita di prede “facili” per l’insegnamento.
    Saluti
    Franz

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  4. gpcastellano says:

    In generale penso sia necessario ridiscutere gli approcci ed i confronti tra “il selvatico” (lupo/orso/lince/cinghiale) e “l’umano” (marghé, boscaiolo, campeggiatore, turista della domenica, sciatore). Sul fatto che gli equilibri naturali siano andati a ramengo penso siamo tutti d’accordo, e quindi non mi dilungo. Sarebbe il caso di pensare in maniera innovativa ed attivare degli equilibri/compensazioni/interventi sotto forma di rimborsi, attività, agevolazioni per consentire convivenze o conflittualità “gestite”. Lasciare la montagna solo ai selvatici o, al contrario, liberarla del tutto da questi non sono soluzioni auspicabili e definitive. la natura, alla fine, non chiede permesso.
    Saluti
    Gp

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  5. JohnDeere says:

    Sul fatto che siamo andati noi a casa del lupo non sono del tutto d’accordo. O meglio: siamo entrati a casa di tutti, visto che solo 4-5 secoli fa la Pianura era un’enorme foresta. In qualsiasi angolo del mondo siamo entri di prepotenza.
    La questione qui è invece capire che montagna vogliamo e se c’è posto per tutti. Oggi credo che il grosso dell’opinione pubblica sia orientato ad una montagna wilderness e si fa ben poco per chi in montagna vive e lavora. Basta il rimborso al marghè per i danni da cinghiale? No, perchè i soldi non si sa a chi darli, sono pochi e cmq quella vegetazione è compromessa almeno per la stagione.

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  6. gpcastellano says:

    @johndeere: hai ragione, i territori cambiano, eccome. A pensare che ai tempi di annibale un intero esercito è stato massacrato dai galli nella Selva Litana… e dove sta? a Modena. Ora provate a cercare tre alberi in croce, da quelle parti…
    Sull’idea di wilderness avrei dei seri dubbi: selvaggia deve essere la montagna, certo, ma bisogna che i sentieri siano ben segnati, non troppo lunghi e difficili, e poi si incontri magari un rifugio aperto per uno spuntino, e nel “paesello” la trattoria tipica dove con 10 euro ti trasfoghi.
    Mah, sarà per “evitare” tutto ciò che mi piacciono sempre più le valli del canavese
    Ciao
    gp

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  7. JohnDeere says:

    @gp: sono d’accordo con te, sulla visione wilderness cittadina. Quello che mi preme è anche far capire che certi paesaggi, certi sentieri esistono perchè esiste l’uomo in montagna. Poi c’è chi fa bene il lavoro e chi male, ma questo è un altro discorso.
    Infine un sassolino per Franz: “si mangiucchiano tutti i germogli primaverili dei piccoli arbusti”. Un paio di balle!!! Rasano a zero la rinnovazione di abete bianco! Sarà deformazione professionale, ma io vedo quello!

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  8. ometto83 says:

    😀 Hai ragione JohnDeere, forse “mangiucchiano” è un pò troppo debole..non sapevo però che fossre ghiotti dei germogli d’abete…si impara sempre..
    Franz

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  9. utente anonimo says:

    Su invito di Beppeley sono venuto a vedere questo blog, e – poiché l’ho trovato interessante – mi sembra educato lasciare un commento. Non tanto sul lupo, che ha talmente tanti risvolti da riempire pagine e serate (e sul quale avete già espresso molte opinioni condivisibili), quanto sul nostro rapporto con la natura in genere. Lavoro come Guardiaparco e spesso rifletto su questo aspetto. Per non farla troppo lunga, approfitto delle notizie degli ultimi giorni sugli ungulati a rischio causa neve. Nessun naturalista serio ha in tasca soluzioni valide sempre. Si valuta caso per caso, sulla base di esperienza e conoscenza. La pratica di alimentare artificialmente gli animali è stata ampiamente usata fino agli anni ’80, poi si è progrssivamente ridotta. Le ragioni sono diverse: non ci sono più popolazioni a rischio estinzione; con le mangiatoie si creano agglomerati innaturali (in inverno di solito gli animali sono solitari o in piccoli gruppi) dove è più facile da un lato propagare una infezione che colpirebbe solo uno o pochi capi, e dall’altro favorisce i bracconieri (proprio al Granpa, con la balestra …). Inoltre, è aumentata la coscienza ambientale, nel senso che si cerca di lasciare più spazio ai meccanismi naturali – come la selezione causata dalla stagione rigida – anche se sappiamo bene tutti che la nostra natura è ben poco “naturale”. Le riflessioni che mi colpiscono di più, però, riguardano il nostro sguardo sempre parziale e mammolocentrico: bisogna ricordare che l’aquila, ad esempio, d’inverno tira la cinghia, e che un po’ di carcasse in più le fanno passare l’inverno fino all’uscita delle marmotte. Altri animali saranno favoriti: gipeti, volpi, tutti gli spazzini (corvi, ghiandaie, tassi, faine, ecc.) e tantissimi invertebrati. Noi però ci inteneriamo per gli occhioni di Bambi…
    Grazie dell’ospitalità.
    Luca Giunti

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  10. Beppeley says:

    Grazie mille dott. Giunti. Personalmente spero che tu avrai modo di ritornare da queste parti ogni tanto. Così come lo spero da tutte le persone che hanno arricchito in modo straordinario il mio pensiero grazie a loro commenti.
    Ancora grazie. A tutti.
    Beppe

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  11. Beppeley says:

    … e comunque appena trovo il tempo avrei anche io qualcosa da dire in risposta ai vostri commenti…

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  12. Beppeley says:

    Leggo tutti i giorni un quotidiano locale. Ma perché non ha trattato come hai fatto tu, Luca, il problema di dare o meno il cibo agli ungulati? Solo gli occhioni di bambi… Ma allora siamo un po’ scemi!
    Ciao e grazie ancora.

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  13. blacksheep77 says:

    fa piacere incontrare anche qui gli amici come luca… che era venuto a farmi visita in alpeggio anni fa.

    sul lupo, sono stata recentemente in svizzera da chiara, che spesso commenta sul mio blog. lei lavora per il centro di competenza per la protezione greggi ticino e, proprio ieri, mi ha inviato un articolo (in francese) che posso inoltrare a chi lo desidera. si parla del comportamento del lupo che sta mutando a causa del territorio fortemente antropizzato. pertanto il lupo assume comportamenti meno “selvatici”, attaccando come un cane inselvatichito ed arrivando anche ad attaccare l’uomo (è successo), perchè non lo teme più come un tempo.
    non sto dicendo che bisogna uccidere il lupo perchè è pericoloso per l’uomo: sto dicendo che bisogna fare informazione e spiegare che il marghè, il pastore, ecc… sono importanti per la montagna, per la sua manutenzione. la montagna vera, non quella degli impianti di sci!
    il lupo è un pericolo da cui difendersi e bisogna aiutare di più: non serve a nulla far tanto rumore per un’iniziativa intelligente come il “premio di pascolo gestito”, erogato dal piemonte nel 2007… e poi non rinnovare il fondo nel 2008. gli alpigiani si sentono presi in giro!
    aiuti per prevenire (perchè costa mantenere i cani da difesa, questi creano problemi con i turisti… in francia mettono dei bei cartelli per avvisare della loro presenza, qui spesso ci si affida al fai da te, con fogli stampati alla casalinga, che scoloriscono alla prima pioggia)
    spesso l’informazione è sbagliata e fa passare gli allevatori come quelli che si lamentano a sproposito: provate voi a fare la rischiesta per il risarcimento per un attacco. a volte si aspetta per tempi lunghissimi, non sempre arrivano. ed invece senti dire: “anche se gli mangia una pecora, un agnello, una capra, ricevono i soldi!”
    provate poi, un mattino, ad arrivare dal vostro gregge e trovare i cadaveri disseminati sul pascolo, le bestie ferite, ma ancora vive. ho descritto queste cose in un post http://pascolovagante.splinder.com/post/18659357/Aspettando+il+responso
    non volevo suscitare ribrezzo o che altro, solo cercare di far capire perchè il pastore è sconfortato, arrabbiato, deluso…
    parlare di lupi vuol sempre dire suscitare polemiche. mi trovo a ripetere sempre le stesse cose, perchè c’è sempre chi dice che il pastore deve accettare di pagare il suo tributo alla natura, come se fosse dovuto.
    mi sta bene, ma allora spendete anche la giusta cifra per aiutare il pastore e non farlo sentire di serie B

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  14. ometto83 says:

    Ciao blacksheep77,
    non interpretare male il mio post, ho sbagliato a non calcare troppo l’attenzione sul fattore burocrazia: purtroppo lo so che le cose non sono così lineari e che spesso i risarcimenti o non arrivano o bisogna aspettare tempi biblici. Purtroppo credo che questo ingranaggio, i marghè da un parte e i meccanismi di amministrazione/gestione dall’altra, stenterà a funzionare come si deve…e soprattutto per inefficienze a livello politico! Quindi non sentitevi il centro del bersaglio…se la mattina dopo l’abbattimento di un capo vi venisse risarcito immediatamente, se aveste le giuste tutele, incentivi nel tempo per la gestione dei cani da difesa forse i problemi sarebbero rasi a zero o quasi…ma questo lo vedo piuttosto irraggiungibile..
    Una cosa “divertente” sui cani da difesa: tre anni fa mi trovavo in tenda in Vallouise, Francia. La mattina mi alzo e a fianco del campeggio, tra l’altro dentro un Parco Naturale, vedo pascolare un bellissimo gregge di pecore..erano le 7 di mattina verso la metà di Settembre, luce bellissima e mi avvicino per scattare alcune fotografie..talmente si confondeva bene non mi sono accorto che si stava dirigendo verso di me uno stupendo cane maremmano bianco, non amichevole quanto bello però..il pastore è riuscito a richiamarlo giusto in tempo, quello necessario a farmela quasi addosso..:-)
    Ho letto con attenzione il tuo post, mi fa piacere dialogare con persone intelligenti e aperte come voi…sarei molto interessato a leggere l’articolo in francese di cui parlavi, sul comportamento odierno del lupo…me lo puoi inviare sulla mia mail? Ti ringrazio in anticipo.
    E ringrazio anche Luca Giunti per l’intervento, ho avuto modo di seguire la tua serata sul lupo che si è tenuta ad Ala di Stura lo scorso anno..inoltre Beppeley mi parla sempre con entusiasmo di te e del tuo operato.
    Un saluto
    Franz

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  15. blacksheep77 says:

    articolo inviato… se altri lo volessero leggere, scrivetemi a mail@marziamontagna.it

    certo, il risarcimento immediato è impossibile, ma almeno… che ci sia la certezza di averlo! invece, chi si occupa di queste cose, tutti gli anni deve lottare a livello politico per avere non solo la certezza che verranno stanziati i fondi, ma persino… la retribuzione per il suo lavoro di certificazione delle predazioni. quando il pastore viene a sapere queste cose, si sente veramente preso in giro!
    certo, la politica è il cardine di tutto. solo che pastori, boscaioli, montanari in genere contano sempre troppo poco, a livello elettorale, perchè ci si ricordi di loro.
    se ne parla bene nei convegni e poi… pochi fatti.
    non incolpo gli assessori competenti in merito, perchè credo che anche loro debbano combattere le loro belle battaglie con i colleghi, che forse li reputano un po’ i fratelli minori…
    salvare i pastori della valle di lanzo o la grande industria sull’orlo del fallimento? come si comportano i politici davanti a questa scelta?

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  16. JohnDeere says:

    Basta perbenismo politico! Diciamo le cose come stanno, che in Piemonte l’assessorato all’agricoltura non sa nemmeno che faccia ha quello alla montagna! Gli esempi sono lampanti e sotto gli occhi di tutti; il loro immobilismo è allucinante e non ne faccio una questione di colore politico perchè non mi interessa. Basta guardare l’attuale gestione del PSR per rendersene conto.

    Riguardo ai risarcimenti: se mi tirano un calcio nei maroni, risarcito subito o più avanti, resta il fatto che il calcio nei maroni l’ho preso. Quindi ben altre sono le iniziative da mettere in cantiere che non il semplice risarcimento.

    Cmq i tempi di pagamento eterni sono un bel problema e concordo con chi propone la riduzione degli anni di impegno.
    Mi sa che vado “fuori tema”. Chiudo qui.

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  17. JohnDeere says:

    qui
    ungulati che si pappano gli abeti, per completezza di informazione

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  18. Beppeley says:

    Ecco il mio commento che ho postato sul blog di blacksheep77 in merito al Convegno intitolato :

    Attenti al lupo

    Il ritorno del predatore sulle nostre Alpi: una convivenza possibile?

    che si è tenuto il 19 dicembre 2009 a Brossasco (Cn).

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