Nel Vallone di Vassola

“…la Vassola non è un “non luogo”, ma che molti la conoscono e che può essere una ricchezza proteggerla. Così com’è, intatta, a testimoniare il lavoro, la fatica di chi non c’è più e essere di godimento a chiunque abbia la voglia di fare un po’ di fatica, di assaporare il silenzio, l’incontro con la vipera ancora intorpidita che si scalda al sole, il capriolo che scappa a pochi passi davanti a te, le marmotte che fischiano, il falco che volteggia, il repentino mutare del tempo, l’addensarsi delle nebbie, e la voglia di andare sempre un po’ più su. Oppure anche solo fermarsi lungo il torrente, dove a giugno l’acqua è color smeraldo, sedersi su una roccia levigata nei secoli da neve, ghiaccio e gelo, fermarsi a pensare, a godere il calore del sole e di esserci.”

Anonima…innamorata del Vassola


Un ambiente selvaggio ed inaspettato in Val Grande di Lanzo 

di Gian Marco Mondino

Nella zona di Chialamberto la Val Grande di Lanzo si restringe notevolmente, dominata da ripidi pendii boscosi, e non lascia certo pensare che più in alto, sulla sinistra orografica, si aprano vaste conche prative come quella della chiesetta del Ciavanis, o profondi valloni come quello di Vassola.

Quest’ultimo costituisce un ambiente selvaggio ed incontaminato, tra i più suggestivi della Val Grande. L’itinerario è lungo ed impegnativo, ma di grande soddisfazione per quanti lo percorrono. Inoltre si articola in una serie di “tappe” intermedie che consentono anche a chi ne affronta solo una parte di apprezzarne la bellezza. Già il punto di partenza, il villaggio di Vonzo, (m 1230) che si raggiunge in auto da Chialamberto, con una tortuosa asfaltata, costituisce un piccolo tesoro da scoprire per la posizione incantevole e le caratteristiche case (alcune magistralmente restaturate).

Vonzo (1231 m)

Lo stesso vale per la successiva borgata di Chiappili, situata su un ampio terrazzo, con bel panorama sulla Valle. A poco più di un’ora di salita da Vonzo, la vasta conca glaciale (Piano di Vassola), sovrastata da dirupate pareti rocciose, offre uno spettacolo imponente, ma si fa apprezzare anche per certi aspetti particolari, con le pozze azzurre del torrente, i due ponticelli in pietra (purtroppo uno è crollato a seguito dell’alluvione dell’ottobre del 2000), i gruppi di baite. Di qui, risalendo il vallone con un percorso piuttosto impegnativo, si incontrano la grandiosa conca glaciale di Pian Vailet (m 2233), una delle più belle in assoluto delle Valli di Lanzo, poi i tre laghi del Seone, limpidi specchi d’acqua in un ambiente severo e suggestivo, e da ultimo il Colle della Terra d’Unghiasse (m 2663), che immette nell’omonimo vallone. Va detto infine che, dal percorso principale, si può deviare per tutta una serie di varianti, effettuando anche anelli più o meno ampi.

Accesso

Imboccata da Torino la Provinciale 1, la direttissima della Mandria, raggiungere Lanzo. Da qui si prosegue fin oltre Pessinetto: al semaforo si svolta a destra (indicazione Cantoira). Si percorre la Val Grande, raggiungendo la frazione Prati della Via, dopo la quale, prima di entrare in Chialamberto, si devia a destra (indicazione per Candiela e Vonzo). Si risale lungo la strada asfaltata, tortuosa, ma abbastanza larga, superando varie borgate (alcune delle quali, come Candiela, meriterebbero una visita) e si giunge infine in vista di Vonzo: di fronte al paese si segue la diramazione di sinistra, che passa a monte dell’abitato e si lascia l’auto nell’ampio parcheggio della chiesa (salendo, poco prima del strada sbarrata, notare sulla sinistra della carrozzabile le indicazioni su lastra di pietra per i Laghi del Seone).

Itinerario

Località di partenza: Vonzo (1231 m – fraz. di Chialamberto);

Dislivello:  1450 m circa (fino al Colle della Terra di Unghiasse)

Tempo di salita: 4h e 30′  circa fino ai Laghi del Seone

Difficoltà: E

Segnavia: n. 324

Periodo: da giugno a ottobre

Cartografia: Valli di Lanzo carta n. 8, scala 1:25.000 edita dalla FRATERNALI editore oppure carta n. 14, scala 1:25.000 Valli dell’Orco e Gran Paradiso edita da ESCURSIONISTA & MONTI editori.


Dal piazzale della chiesa di Vonzo si ripercorre all’indietro la strada lasciandosi a destra il bivio con la carrozzabile sbarrata per poi individuare in breve verso destra (indicazioni su lastra di pietra) un sentiero che si inoltra in un bel bosco e che in circa 20 minuti di camminata ci conduce su di una stradina asfaltata (1420 m circa): si prende a sinistra e al successivo bivio si svolta a sinistra (cartello) per raggiungere così la frazione di Chiappili, m 1439 (20 min.; 40 min. da Vonzo) che si attraversa passando presso la graziosa cappelletta di San Vito. All’altezza dell’ultima casa si abbandona il tracciato principale e si svolta a destra sul sentiero che risale ripido per i prati. Superati due gruppetti di baite, si sbocca su una sterrata che si percorre verso sinistra. Con un gradevole mezzacosta, assai panoramico, si giunge alla vasta conca glaciale di Pian di Vassola (m 1614), da cui si vede un buon tratto della successiva salita.

Vallone di Vassola

    “…ogni volta che vi arrivo, mi si presenta davanti un paesaggio che ti dà la sensazione di essere il primo essere umano a mettervi piede dal giorno della creazione.”

Si fiancheggia il torrente e, finita la sterrata, si prosegue su un sentiero fino ad un secondo, caratteristico ponte (1h; il primo ponte purtroppo è crollato a seguito dell’alluvione dell’ottobre dell’anno 2000). Qui occorre un po’ di attenzione: si svolta a destra e si inizia a risalire il pendio, tenendo d’occhio gli ometti ed i rari bolli bianco-rossi. Ben presto il sentiero diventa evidente (anche spesso sconnesso). Ad un bivio si presegue a sinistra, giungendo in breve all’alpeggio di la Liagi (m 1770; 30 min. – 2h e 20 min. da Vonzo), poi a quello di Balmot (m 1894 – 20 min.), superando alcune piccole sorgenti, dove conviene rifornirsi. Dalle baite si percorre una lunga cengia della roccia e, superato un bivio in cui si prende a sinistra, si scende al torrente, che forma una bella cascata. L’attraversamento di quest’ultimo richiede attenzione, anche se di recente è stato attrezzato con una catena metallica a cui sorreggersi, per evitare di scivolare sulla roccia viscida (30 min.; 3h e 10 min. da Vonzo).

Attraversamento torrente Vassola (1890 m circa)

Vallone di Vassola

Dopo alcune cengette rocciose, si risale il pendio erboso con sentiero non sempre evidente, fino all’ormai abbandonata Alpe Rossa di Sotto (m 2093 – 30 min.). E’ interessante notare come il precorso sfrutti poi, per un certo tratto, il canalino artificiale di irrigazione, ormai in disuso. Si rimonta quindi una piccola e suggestiva forra, con graziose cascatelle e si sbocca nel grandioso Pian di Vailet con le omonime baite (m 2233; 50 min.; 4h da Vonzo). Per la sua bellezza può costituire un’ottima meta per chi non si sente di intraprendere l’ultima parte dell’itinerario. Ignorando le deviazioni a sinistra (che conducono in breve all’Alpe Rossa di mezzo e di sopra, in splendida posizione) si raggiungono le baite (dove si incrocia l’Alta Via Canavesana, bolli bianco-rossi, che prosegue fino al Colle della Terra d’Unghiasse e ai Laghi di Unghiasse), poco dopo le quali si svolta a destra e si risale un pendio erboso, fino a giungere sotto la parete rocciosa, dove si piega a sinistra. Qui il tracciato, costruito sulla pietraia, è assai danneggiato, ma facile da seguire.

Ometto

Si perviene ad un bivio (20 min.): la diramazione di destra porta all’Alpe del Seone (m 2406) e di qui al piccolo lago della Coppa (che possono valere una visita); si procede invece verso sinistra (tenere d’occhio gli ometti e i bolli bianco-rossi). Quando il tracciato giunge ai piedi della parete rocciosa del Monte Bessun, lo si abbandona momentaneamente verso destra, per risalire il vallone che conduce ai laghi del Seone. Il percorso non è segnato, ma è ben individuabile: oltrepassato il primo laghetto, dove c’è una sorgente, si punta alla modesta bastionata rocciosa che delimita il secondo, superandola verso sinistra: questo specchio d’acqua (m 2520 – 30 min.; 4h e 50 min. da Vonzo) è il più grande e suggestivo. Poco oltre si trova il terzo, in posizione assai appartata (negli ultimi tempi si è ridotto di non poco). Tornati al sentiero con i bolli, si prosegue la salita fino al Colle della Terra di Unghiasse (m 2666 – 5h e 30 min. da Vonzo) con splendido panorama.

Discesa: lungo l’itinerario di salita.

Da Panorami n. 37 – 2° trimestre 2000


“…Che cos’è bello, cos’è santo, cos’è giusto, cos’è vero sono infatti tutti valori subordinati a cos’è utile, cos’è vantaggioso, dove la misura è il denaro, che, da “mezzo” per produrre beni e soddisfare bisogni, è diventato il “fine, in vista del quale si producono beni e, se la cosa concorre a questo scopo, si soddisfano bisogni… Galimberti U.

Beppeley

6 Responses to Nel Vallone di Vassola

  1. serpillo says:

    Se la montagna (ed il territorio) rimane “sconosciuta e sola” al di la’ del mordi e fuggi domenicale e dei semplici nomi di localita’ e’ piu’ facile preda di interessi diversi, di costruzioni, di stravolgimenti negativi perche’ non si riesce a localizzare ed a capire l’importanza delle nostre motivazioni.
    Buono il far conoscere i luoghi, raccontare, fotografare, andare li’ di persona, parlare, parlare, parlare… perche’ il silenzio non ricopra ogni cosa.

    Non ditemi che se (due nomi a caso e piu’ noti del Vassola) al Piano della Mussa o al Nivolet ci fossero dei progetti “distruttivi” nessuno avrebbe protestato! Basta solo tenere conto della reazione che c’e’ stata di fronte ad alcuni cambiamenti: 1) al pagamento del parcheggio al Piano nei periodi estivi e 2) alle domeniche senza auto del Nivolet.

    Bravo Beppeley che hai riportato questa descrizione sul blog!

    E speriamo che qualcun altro s’innamori.

    Serpillo

    "Mi piace"

  2. utente anonimo says:

    buonaresa ragazzi, leggere questo blog è diventato una piacevole abitudine, perchè sapete trasmettere passione e rispetto per i nostri luoghi.
    Mi permetto di segnalare un libro che ho letto la scorsa estate, parla di un gruppo di leprotti che risale il Vallone di Vassola. E’ cosi preciso che è sembrato di rifare lo steso percorso, e di riconoscere ogni anfratto che lo scrittore descrive. E’ un libro per ragazzi, ma mio padre che ha più di 70 anni lo ha già letto due volte!

    http://www.edizioniassociate.it/images/stories/freddelune.pdf

    Sarebbe bello che l’autore intervenisse sul blog e magari ci raccontasse come ha scoperto un luogo così particolare come la Vassola. Abbiamo bisogno di tutti coloro che amano questo luogo per difenderlo, prima che sia troppo tardi.
    marese

    "Mi piace"

  3. serpillo says:

    Grazie per la segnalazione, utente anonimo.
    Ho gia’ ordinato una copia di questo libro e non vedo l’ora di leggerlo anche al mio nipotino -:)

    Si’, delizioso il suggerimento riferito all’autore; provo a rintracciarlo e chissa’…

    "Mi piace"

  4. Beppeley says:

    Leggete cosa denunciava Gian Marco Mondino il 17/11/2006 a Specchio dei Tempi de La Stampa
    (trovato su http://archivio.lastampa.it/):

    “Sui monti sopra la frazione Vonzo di Chialamberto (Val Grande di Lanzo) si trovano luoghi stupendi e intatti, come il vallone di VASSOLA o la conca del Ciavanis, ideali per gli escursionisti. Peccato che capiti spesso di incontrarvi moto da cross (come mi e’ successo il 4 novembre) anche nei posti in apparenza piu’ inaccessibili. In compenso non vi ho mai visto, in tanti anni, lo straccio di una guardia forestale, ecologica o comunale. «All’imbocco della strada interpoderale che parte da Vonzo, riservata ai margari, la sbarra e’ sempre sollevata: cosi’ la utilizzano le moto da cross o le auto di cacciatori, fungaroli, deltaplanisti per portarsi in quota in barba ai divieti (inutile il bel cartello) tanto non ci sono dei controlli e le multe (eventualita’ remotissima) sono ridicole». Gian Marco Mondino specchiotempi@lastampa.it http://www.specchiodeitempi.org

    E cosa ha scritto il giornalista Paolo Rumiz il 19 ottobre 2008 nella lettera inviata al 98° Congresso Nazionale del CAI?

    “Non esiste in Europa un Paese con i corsi d’acqua nello stato pietoso di quelli italiani. Non mormorano più, sulle nostre valli è scesa una cortina di silenzio funebre di cui nessuno parla. La gravità della situazione non sta solo in quelle ghiaie allucinanti, ma nel fatto che pochissimi le notino, nel fatto che TUTTO attorno a noi – dalla pubblicità audiovisiva nelle stazioni alla dipendenza nazionale dai telefonini – è costruito perché non ci rendiamo conto del disastro e continuiamo a dormire sonni tranquilli fino a requisizione ultimata delle risorse superstiti. L’opinione pubblica dorme, sta a noi del Cai svegliarla. Sta a noi, innamorati della montagna, ricordare che l’Italia è malata e nonostante questo c’è chi vuole succhiarle le ultime risorse.”

    A voi i commenti del caso

    "Mi piace"

  5. serpillo says:

    @utente anonimo: su tuo suggerimento, ho inviato una mail due volte (una il 23/1 e l’altra 5/2) alla Casa Editrice chiedendo se poteva mettermi in contatto con lo scrittore, spiegando ovviamente il motivo.
    A tutt’oggi, nonostante abbia ricevuto l’avviso di lettura, non mi hanno risposto.
    Ti terro’ aggiornato.

    Serpillo

    "Mi piace"

  6. Pingback: La Carovana delle Alpi | camoscibianchi

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

Questo sito utilizza Akismet per ridurre lo spam. Scopri come vengono elaborati i dati derivati dai commenti.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: