Il tempo dei nomadi

Raggiungendo Pianfe' in Val d'Ala (Valli di Lanzo TO)

Viaggiando tra le Alpi, sovente mi capita di pensare a chi di nomadismo ha vissuto e sta vivendo ancora oggi. Chi oggi ama camminare, fare escursioni e ritrovare il “tempo liberato” tra i monti, si rende conto molto presto come il lento movimento riesca a farci stare bene. Anche i pensieri, come la nostra mente,  “subiscono” gli effetti positivi del camminare un po’ come una benefica terapia.

Sabato scorso con il quotidiano La Stampa c’era in vendita il magazine “Specchio” dove la giornalista Arianna Dagnino ha scritto questo stupendo articolo che mi ha piacevolmente sorpreso. Lo vorrei dedicare a tutti coloro sono consapevoli di possedere una mente nomade che, personalmente, trovo straordinariamente affascinante e positiva.


L’attimo non fuggente

L’istante fugace e irrazionale promesso dalle nuove tecnologie si sta rilevando un’illusione effimera. Urgono antidoti per riscoprire il tempo vero, quello lungo dei nomadi di una volta.

E’ vero che le nuove tecnologie comunicative, unite alle dinamiche della neo-globalizzazione, comprimono il tempo e lo spazio imprimendo velocità inaudite alle azioni umane e riducendo drasticamente le distanze geografiche. Va però anche detto che tutto questo, assieme ad alcuni vantaggi, comporta la perdita di prospettiva e di finalità di molte nostre attività. Per questo il neonomade cerca il recupero della dimensione psicologica tipica dei nomadi del passato, per i quali il tempo era una variabile indipendente dalla vita umana. Il suo fluire era lento, lentissimo, in ritmica sintonia col passo di marcia delle mandrie di yak sulle alture del Pamir, o dei cammelli sotto l’implacabile sole del Sahara. E lasciava all’uomo lo spazio per riflettere e sedimentare i pensieri, le esperienze, le emozioni.

Alpeggio a Pianfe'

Infatti, solo quando il tempo si stende davanti a noi infinito e imperturbabile si impara a progettare non per il qui e ora, per l’istante fugace – superficiale e spesso irrazionale – ma per il domani, spiritualmente profondo, che appartiene a chi verrà dopo di noi. I tempi lunghi dei pastori erranti sono una grande lezione di altruismo storico e di ecosostenibilità inter-generazionale per il Pianeta. Un insegnamento in passato fatto proprio dalle popolazioni stanziali – che legavano le loro attività all’alternarsi delle stagioni – ma poi progressivamente dimenticato dagli uomini dell’ipermodernità. Ora, però, cominciano a fiorire iniziative che intendono riportare in primo piano la visione di lunghissimo periodo “sovrascrivendola” al dilagante orizzonte di breve termine e ai ritmi sincopati dettati dai meccanismi economici. In modo da spingere l’uomo a riscoprire quanto sia più facile adattare se stessi allo scorrere degli istanti che non viceversa.

Arianna Dagnino

by Beppeley

6 Responses to Il tempo dei nomadi

  1. serpillo says:

    Sono d’accordo con te, Beppeley.
    C’e’ bisogno di lentezza ma non si devono demonizzare le nuove tecnologie comunicative perche’, per esempio, non potremo essere qui con il computer a dialogare su questo blog e a raggiungere un’infinita’ di persone.
    La giusta via sta nel mezzo.

    Serpillo

  2. blacksheep77 says:

    immagino che il link nell’articolo sia tuo 😉
    purtroppo ormai il XXI secolo ha fatto variare anche quei tempi lenti. necessariamente, visto che gli animali sono sempre quelli, c’è un 50% di tempo lento ancora oggi. però, anche per il pastore nomade, c’è un 50% di frenesia dovuta ad altri fattori (la burocrazia è tutto quello che le gira intorno, il dover dipendere da altri, la comunicazione “rapida”, ecc…)
    comunque, ammetto che è l’idea di nomadismo ed apparente libertà ad avermi avvicinata al mondo del pastore. poi ho scoperto che il nomadismo c’è, la libertà molto meno

  3. utente anonimo says:

    @blacksheep77
    Ti pregherei di approfondire e spiegarci meglio l’aspetto riguardante la libertà e i limiti derivanti dalla burocrazia.
    Grazie!

  4. blacksheep77 says:

    bhè… viene lungo, in un commento ad un post!
    se vieni sul mio blog e cerchi nel tag burocrazia, ne trovi però per tutti i gusti! se poi hai ancora domande… allora cercherò di chiarirti i dubbi

  5. utente anonimo says:

    Ciao, ho visitato un po il tuo blog……., chi fa la vostra vita deve avere una marcia in più……, sopportare le avverse condizioni meteo, l’indifferenza di tutte le persone “normali”, sopportare l’entusiasmo a Natale, quando vi si incontra, ma il dimenticarsene il giorno, non è per persone che incontro (e che sono io).

    Ti ho conosciuto “causa” il Vallone Vassola, e ti voglio fare tanti auguri, eredi di un passato che avete elaborato e modernizzato, per renderlo (forse) vivibile.

    In bocca al lupo……

  6. utente anonimo says:

    Scusa, non mi sono firmato.

    Quello delle ore13:35, sono rok 64

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