Cultura del limite

cultura del limiteHo fatto un giretto su http://amoredipendente.wordpress.com/ e ho letto l’ultimo post di Ameya (Champagne e altri piaceri). Ho pensato che gli ultimi due periodi del suo pensiero fossero particolarmente significativi per esprimere anche le sensazioni che provo dopo che ho camminato tra le montagne. Ve le riporto, invitandovi a fare un salto sul suo blog, davvero interessante (qui c’è il mio commento).

[…] Trovare il bello in ogni condizione, saperne gioirne senza l’attaccamento morboso del ‘voglio di più’ è il segreto intimo della felicità, quella felicità che non fa rumore ma fa dire grazie con semplicità. C’è una bellezza nel pieno, nell’incontro, nella fusione e c’è una bellezza nel ritorno a sé, nel silenzio, utile e necessario per integrare, riflettere e far proprio ciò che si è vissuto […]

Ho pensato così alla cultura del limite, la grande assente della nostra epoca. I montanari la conoscevano. Era la parte più importante della loro sopravvivenza in ambienti così duri. A me dispiace soltanto che non hanno avuto la possibilità di tramandarla, di consegnarla al nostro mondo. Ho avuto l’immensa opportunità di incontrare i montanari delle Valli di Lanzo ed è stato come fare un viaggo nel tempo non solo quantitativo ma anche e soprattutto qualitativo. La qualità risiede nelle loro parole colme di pace. Con se stessi, con il mondo, con la natura. Questa parola, oggi troppo abusata, è quella che rintraccio quando sono lassù a vagabondare tra valli e montagne.

E’ solo quando si è lì, presenti con tutto il nostro spirito, mentre camminiamo, che si può  comprendere davvero il senso di quella importantissima e bellissima parola.

Beppeley

Ai confini del cielo

Una bellissima escursione in compagnia di blacksheep77 (Storie di pascolo vagante) e serpillo giusto per fare un salto dal virtuale al reale. Giusto per non dimenticarci che la tecnologia è utile solo quando riusciamo a trattarla per quello che è: un mezzo. E oggi il fine è stata la montagna grazie a splinder.

Siamo in Val di Susa sulle pendici sud-ovest del Rocciamelone. La cresta nord-ovest che divide la Valle della Cenischia dalla Vallèe du Ribon incombe su di noi. Come questo cielo possente.

Blacksheep77 fa sussurrare la montagna. Qualcuno sostiene che il territorio non parla più all’uomo. Oggi non è stato così. Trasportati dai suoi racconti, navighiamo tra i monti e i suoi abitanti. Tra gli uomini che amano ancora viverla e addomesticarla come hanno fatto per secoli i montanari.

Ai confini del cielo slideshow

Grazie blacksheep77.

A presto lassù. Ai confini del cielo.

Beppeley