Camminare per cambiare il mondo

Questa mattina ho letto con mio grande piacere questa bella lettera indirizzata da Mauro Luglio al quotidiano La Stampa  che l’ha pubblicata nella sezione “L’editoriale dei lettori”. Ho pensato così al post Tracce che ho scritto il 21 di maggio.

Camminate e il mondo cambierà

È un rimedio al traffico e ai divieti di sosta. Sferza i sensi intorpiditi, riaccende emozioni. Un modo antico e nuovo d’intendere l’esistenza

Siamo ormai nel pieno della bella stagione, i raggi del sole intiepidiscono o riscaldano l’aria. Un rimedio contro i divieti di sosta, il traffico, gli ingorghi, i giri a vuoto in cerca di un parcheggio? Camminare: solo a pronunciarla, è già parola distensiva, parisillaba, risuona in altre che hanno lo stesso pregio di acquietare la mente e di esprimere gioia, gusto per la vita. Accompagna il respiro.

Camminare ci fa godere di più del tempo rubato agli affari (camminare come «sosta deambulante» distensiva), ci restituisce alla nostra corporeità (camminare come palestra naturale e gratuita). Sferza i sensi intorpiditi dalla vita sedentaria, illuminata dal neon, priva di odori che non siano asfissianti (camminare come esperienza emotiva e sentimento di esistere).

Rinunciare ai mezzi quadrupedi di carattere meccanico, che tendono ad atrofizzare le gambe che hanno sorretto e condotto nelle parti più impervie del pianeta l’intera umanità, per millenni.

Ogni passo può mutare l’evidenza del selciato in una fluida corrente di incontri, imbattendosi per caso in nuovi sguardi, attese d’amore e d’amicizia, spiando i volti alle finestre alzando lo sguardo.

Chi sceglie oggi di camminare piuttosto che ricorrere ad altri mezzi di trasporto forse non sa di porsi nella traccia di una tradizione religiosa, di un antico modo di intendere e interpretare l’esistenza e il rapporto con il divino.

Camminando si avverte che il respiro cambia, i muscoli riprendono vita, si impara a notare ciò che lungo lo stesso tragitto, percorso in altro modo, non si riusciva a cogliere, alzando gli occhi al cielo per inseguirvi un aereo o le nuvole in movimento, rasentando i muri, attraversando un giardino.

Camminare non è correre, non è competere, non è gareggiare, ma assecondare un bisogno di rallentamento, di pacatezza, di riduzione di ogni frenesia.

Mauro Luglio 49 anni, Monfalcone (GO)

by Beppeley

6 pensieri su “Camminare per cambiare il mondo

  1. Io cammino tanto: perchè è l’essenza del mio lavoro, per piacere quando salgo in montagna o gironzolo per le mie colline e infine per spostarmi da casa ad un qualsiasi appuntamento o luogo. Nei primi due casi ciò che sento di più è l’aspetto rilassante e rigenerante del passeggiare senza fretta (e qualche volta anche senza meta). Quando uso le mie gambe come mezzo di trasporto (nel mio caso in città) mi stupisco ogni volta del fatto che scopro nuovi luoghi, incontro amici o conosco persone nuove, mi permetto di fermarmi o cambiare strada se incuriosito da qualcosa: insomma ogni volta è un’esperienza unica. Per anni mi sono mosso prevalentemente in macchina e dentro quella scatola mobile mi sembrava di essere in una dimensione parallela che mi permetteva di spostarmi rapidamente dal punto A al punto B, ma ciò che c’era in mezzo mi toccava ben poco, non aveva importanza. Sono convinto che parte della società abbia perso il contatto con questo mezzo di trasporto così “a misura d’uomo” e ne sono rattristato.
    Andrea

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  2. Tutte belle riflessioni quelle che ho letto finora…non posso che condividerle. Purtroppo il mondo d’oggi è dominato dalla fretta, in tutti i campi…Ma un mondo “lento”, come quello del camminare credo sia rigenerativo…
    Purtroppo come dice lichene1 la fretta ci toglie la capacità di osservare: siamo abituati a doverci spostare da un punto all’altro per svariati motivi in fretta…e se facciamo una cosa necessariamente non ne facciamo più un’altra…
    Vivo in un paese “buco” da poche migliaia di persone e non sapete quante cose ho “scoperto” da quando porto a passeggiare, camminando il mio cane…
    Quando nei mesi buoni vado a funghi e cammino lento, osservando e scrutando il terreno e i dintorni, la montagna si dischiude in un altro mondo…stessa cosa di quando decido decido di andare a fotografare per i monti…è in questi casi che si impara veramente a conoscere il territorio…
    Aprendo una parentesi, (sullo sport che a me come ad altri frequentatori di questo blog piace tanto), forse all’alpinismo di oggi manca tutto questo: troppa velocità, che porta alla perdita di grandi cose…

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  3. Il camminare ti permette di osservare, di percepire meglio sensazioni che sulle quattro ruote non riesci a captare perche’ sei chiuso nella tua scatoletta.
    Quando si cammina sei tu presente con la tua parte interiore.
    Non e’ cosi’ difficile…basta solo provare.

    Serpillo

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  4. camminare con tutti i cinque sensi all’erta…
    come dice anche ometto83, troppo frequentatori della montagna invece vanno alla conquista di una meta, senza curarsi di dove passano, chi incontrano (fiore, animale, abitante della montagna)

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  5. E’ difficile spiegare a parole quanto sia bello camminare, bisogna sperimentarlo. Posso solo dire che è un’attività praticabile da tutti, in qualunque stagione, a qualunque età, che non richiede costose attrezzature, che non inquina e non fa rumore. E’ un’azione lenta, che permette di osservare anche le piccole cose; silenziosa, ritmica, che non disturba il pensiero – anzi stimola la riflessione – faticosa ma non estenuante, consente di sentire il proprio corpo e di apprezzare le distanze guadagnate un passo alla volta; autonoma, non si deve fare ricorso a mezzi meccanici, si parte e ci si ferma quando lo si desidera, si procede al proprio ritmo. Si può camminare da soli o in compagnia, in silenzio, chiacchierando, fischiettando o, se uno ha fiato, anche cantando. Si può andare praticamente ovunque e questo contribuisce a dare un senso di grande libertà. E’ gratis e permette di godere dello spettacolo sempre nuovo della natura.Io ho avuto la possibilità e la fortuna di conoscere un pochino più da vicino questo mondo ed è veramente fantastico: ogni volta,quando ritorno da una camminata mi sento rigenerata!
    Annalisa

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