Solstizio d’estate a Monaviel

A cavallo del solstizio d’estate, nel periodo in cui la luce si attarda più a lungo, la voglia di escursionismo esplode, si fa prorompente come un bisogno naturale che attende una pronta risposta culturale. E’ una sensazione profonda che ti avvolge e che ti fa sentire la necessità di condividere con gli altri le emozioni più vere. Il desiderio dell’“esotico” trova appagamento anche vicino a casa soprattutto quando, come oggi, il viaggiare si è banalizzato ed omologato.

L’andar-per-monti restituisce il sapore delle cose autentiche se viene praticato con “intelletto d’amore” se riesce a porci in sintonia con i ritmi della natura e dei montanari di un tempo, se viene declinato con ”scienza e coscienza” attraverso la capacità di meravigliarci e di stupirci. Proprio su questi ultimi due concetti vorrei fermare l’attenzione. La noia e l’apatia che opprimono gli uomini del nostro tempo (soprattutto i giovani) sono il rovescio della medaglia dell’ansia da prestazione (generatrice di stress) che accompagna l’ideologia “sportiva” dominante, tutta giocata sulla performance, su di un antagonismo amorale che sfocia spesso in palese immoralità (sopraffazione, voglia di emergere ad ogni costo ed a qualunque prezzo, doping ecc.) e travolge con sé anche il residuo di quel sano agonismo destinato a diventare sempre più una vuota enunciazione retorica. Continua a leggere “Solstizio d’estate a Monaviel”