Annibale Salsa e le identità da indossare

[…] Per “salvare” le Alpi bisognerà essere molto aperti sul piano delle nuove culture (anche migratorie) e dell’innovazione (anche tecnologica). Ma soprattutto occorrerà far propria una visione del mondo capace di valorizzare le differenze ed eliminare le separazioni, specie se – come conclude Salsa – nella relazione con la montagna “si realizza la pienezza del rapporto a tre livelli fra natura, relazioni sociali e interiorità soggettiva… La montagna può realizzare anche sul piano psichico quell’esperienza olistica che altre visioni alla moda  hanno eluso o apertamente confutato”.

Chissà che, dopo tanto sognare e tanto ridimensionare, non si impari a vedere le Alpi come un pezzo del nostro mondo, solo più fragile e più bisognoso di intelligenze.

Enrico Camanni – settembre 2007


Questo è il finale della prefazione del libro: Il Tramonto delle identità tradizionali – Spaesamento e disagio esistenziale nelle Alpi” scritto da Annibale Salsa, Presidente del CAI,  che lo presenterà in occasione del ciclo di incontri denominato “Pensare la montagna: montagna vissuta, montagna narrata” organizzato dal CAI Giaveno.

Se volete iniziare a percorrere un “sentiero” di speranza, tra le nostre bellissime montagne, allora vi suggerisco caldamente di partecipare a questo incontro che si terrà Sabato 5 settembre 2009 alle ore 17,00 presso la sede del CAI Giaveno, piazza Colombatti n.14 (ingresso libero).

Annibale Salsa, docente di Antropologia filosofica e culturale all’Università di Genova, appassionato studioso della cultura alpina, coniuga la propria attività accademica con una concreta azione per diffondere la cultura della montagna, liberandola da sovrapposizioni folkloristiche, pregiudizi e stereotipi.

Eletto nell’anno 2004 Presidente Generale del Club Alpino Italiano, è anche Presidente dellla Biblioteca Nazionale della Montagna e Presidente del Gruppo Lavoro europeo “Popolazione & cultura” della Convenzione delle Alpi.

Molteplici sono i suoi incarichi professionali e scientifico-culturali. Già responsabile scientifico di Unità operativa CNR “Frontiere culturali nelle Alpi” Progetto strategico “I segni dell’uomo nelle terre alte”, attento osservatore dei fenomeni storici, è autore di saggi e articoli di approfondimento sui rapporti tra “mentalità” e “territorio” anche in contesti etnopsichiatrici.

Numerose le sue pubblicazioni.

Ecco qui lo “sguardo” di Annibale Salsa, un colloquio intorno alla montagna, tra presente e futuro delle Alpi.

Buona lettura.

Beppeley

8 Responses to Annibale Salsa e le identità da indossare

  1. blacksheep77 says:

    ecco, un qualcosa di interessante dietro casa (giaveno – cumiana) ed io sono da tutt’altra parte… avrei rivisto volentieri salsa, incontrato casualmente su quel vaporetto a venezia! portategli i miei saluti

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  2. serpillo says:

    L’importante, come dici tu, e’ iniziare a percorrere un “sentiero” e andando avanti nel cammino si scoprira’ di non essere soli.

    Serpillo

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  3. ometto83 says:

    Ecco un bell’incontro per nutrire anche la mente! Vedremo i post che salteranno fuori dopo la conferenza..:-)
    Franz

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  4. gpcastellano says:

    Purtroppo (o per fortuna…) sabato sera con un amico ero al “Guide d’Ayas”, per salire al Polluce. Come già scritto attendiamo post e osservazioni sulla conferenza.

    P.S.: una tirata d’orecchi a chi predispone il materiale divulgativo che hai allegato…bello lo sfondo verde scuro (anche se un po’ troppo stile Touring Club)… ma hanno mai provato a stamparlo? Sanno quanto inchiostro ci vuole?

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  5. Beppeley says:

    @gpcastellano: e noi invece attendiamo post e osservazioni (quelle speciali…) della vostra ascensione al Polluce…

    E’ vero…l’ho stampato a suo tempo e richiede davvero molto inchiostro. Conviene usare le impostazioni minime di stampa (bozza) della stampante.

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  6. OssoinBocca says:

    …E’ sempre interessante questo vostro blog…
    Anche io – se pur apparentemente scrivo solo di cani – mi sento (sono)parte integrante di quelle montagne, di quelle Alpi così tanto bisognose di comprensione e difesa.
    In un certo senso mi sono “ritirata” tra i cani, scegliendoli spesso come compagni di escursione; ma la dove a loro non è concesso salire, allora li si risveglia ciò che è estremamente ancora forte e ben presente nel più profondo di me e che “nutro” appena mi è possibile, congedandomi da loro.
    ..Un po’ delusa (molto) da come sono andate le cose nella mia sezione di origine – CAI, Mo – ho pensato da quest’anno di trasferirmi in una piccola realtà alpina, delle Valle di Lanzo, territorio al quale sono molto affezionata.
    Appena sarò in forma mi guarderò in torno da quelle parti, per vedere se qualcuno vorrà condividere con me la corda.
    Buone salite.

    A proposito, ero venuta sul blog per ringraziare degli auguri Serpillo: GRAZIE! Giuval sta molto meglio ed io … mi sparo due ore di allenamento quotidiano per tornare efficiente al più presto possibile!!!
    Alle prime nevi, vorrei avere i ramponi nei piedi …

    Un ciao.
    BB

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  7. serpillo says:

    @BB: grazie per le news sulla vs salute e per il tuo commento.
    La costanza vedo che non ti manca.
    Vienici a trovare quando vuoi!
    (sia sul blog che di persona)
    A presto.

    Serpillo

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  8. Pingback: I nonluoghi « I camosci bianchi

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