Il sogno di Lia

Che il sogno di una nostra grande amica possa avverarsi prima dei prossimi cinquant’anni?

Leggete cosa ho trovato su “La Repubblica” del 20 settembre 2009: un articolo di Rumiz chiamato….

…La grande ombra verde ALPAGO (Belluno) – Era come una lebbra. In pochi anni la boscaglia s’era mangiata tutto: stalle, alpeggi, pascoli, fienili, praterie, persino le strade e i sentieri. Quando in autunno tirava lo scirocco, aceri e frassini si gonfiavano come vele e, oscillando, scardinavano il terreno con le radici, facendo entrare la pioggia in profondità. L’acqua non aveva più freni, le scarpate diventavano colate di fango, i canali di deflusso saltavano. La montagna intera si scorticava, mostrava la pelle viva, passava continuamente dal rischio incendi al rischio alluvione. Leggi il resto dell’articolo

Alpeggi senza confini

verso l'Alpe d'AttiaDomenica 25 Ottobre alle ore 14:30 parteciperemo alla tavola rotonda intitolata “Alpeggi senza confini: escursionismo in alpeggio“. Questo evento si terrà in occasione di Alpi 365 Expò, in programma dal 23 al 25 ottobre prossimi a Lingotto Fiere (TO). L’appuntamento è  presso lo Spazio Incontri, dove verrà anche presentata la pubblicazione Escursioni in Alpeggioalla scoperta degli ambienti, del lavoro e dei prodotti d’alpe.

Ecco qui il programma.


Tratto dal libro (appena ristampato) “Lassù sotto la luna,  vita agro-pastorale nella alti valli” di Gianni Castagneri (Neos Edizioni), lascio in questo spazio il racconto di cosa significa andare in alpeggio nelle alte Valli di Lanzo. Con la speranza che questo scritto possa introdurvi ad un sano ed intelligente escursionismo nelle nostre splendide vallate alpine. Leggi il resto dell’articolo

Piero Costantino

Uno dei momenti migliori che ci possono regalare le Valli di Lanzo, in particolar modo dalle parti di Balme in Val d’Ala, è quello di avventurarsi nell’Antico Albergo Camussot dopo aver fatto una bella ed appagante escursione nei dintorni. La tappa è d’obbligo per ritrovarsi in compagnia e sorseggiare un ottimo caffé, giusta ricompensa dopo aver speso le nostre energie tra i sentieri di Balme. Si entra in un’altra montagna, non fisica, ma di certo molto gustosa. Non solo per l’ottima cucina che si può apprezzare, curata personalmente da Guido e Antonella (ex gestori del Rifugio Gastaldi) ma anche perché ci si immerge in un ambiente in perfetta sintonia con quello che il mondo fuori ci ha appena donato.

L’inaspettata sorpresa, al termine del Tour della Bessanese, che abbiamo percorso ad agosto, è l’incontro con un alpinista di altri tempi. Si chiama Piero Costantino e se avete voglia di conoscerlo ecco dove incontrarlo in rete: Piero Costantino, la passione di un alpinista di altri tempi.

Vetta della Ciamarella (m 3676)Guido ha cosparso il suo bellissmo locale con le foto di montagna scattate da questo personaggio che ci racconta di mondi e cose straordinarie. La mostra è stata curata dall’Unione Culturale Franco Antonicelli.

La foto qui a sinistra non fa parte della mostra. Grazie al Presidente del Cai di Lanzo Bruno Visca.

Beppeley

Un Nobel per l’acqua

Elinor Ostrom ha vinto il premio Nobel per l’economia. Sono stati premiati i suoi studi in merito alla gestione – la governance – delle risorse di cui non si riesce ad identificare la proprietà (boschi, suoli, acqua…) proponendo soluzioni alternative alla gestione centralizzata.

Cercando su Internet ho scoperto che nell’anno 2006 è stato pubblicato un suo libro: “Governare i beni collettivi. Istituzioni pubbliche e iniziative delle comunità“. Mi sono chiesto se questo testo potesse in qualche modo aiutarmi a capire se esistono soluzioni alternative alla gestione privata di un bene pubblico così importante, come quello rappresentato dall’acqua, di cui ho tentato di trattare nei vari post scritti in merio al progetto di sfruttamento del Piano di Vassola. In attesa di leggere questo libro, ordinato via Internet (sperando sia sufficientemente divulgativo), ho iniziato a fare qualche ricerca con Google per trovare qualcosa in merito che potesse essere interessante e sufficientemente accessibile anche a chi non è addetto ai lavori (come il sottoscritto). La scelta, personalissima, è caduta su un interessante articolo pubblicato da Lavoce.info e scritto da Antonio Massarutto che riporto in questo spazio per comodità.

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Fame d’erba, desiderio di sé

… sapevo che un pensiero così (impropriamente “regalo”) fosse adesso più adatto a te che a me, Beppe…

Pastore

Chi può credere a persone come noi che reputano un libro “così” importante, in un mondo dove ogni giorno si santifica il superfluo, il non senso, amplificando all’inverosimile la dimensione del vuoto che rilascia il suo disarmonico pulsare?

Credevo che “Fame d’erba”, cercato per anni come un diamante raro, mi fosse necessario: necessario a quel che penso, a quel che la montagna mi concede di provare e di farmi vivere nonostante me stessa, a quel che ritengo essere il senso che la vita deve recare con sé. Valori che odorano-parlano-riflettono di umano.

E del suo patrimonio personale più immenso.

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Forti della Cultura

Sono convinto che il primo passo da compiere per cercare di fare qualcosa per il nostro ambiente sia quello di frequentarlo con gli occhi aperti e di immedesimarsi in esso per farlo un po’ nostro. Certo, non è come andare in un’agenzia di viaggi per acquistare il pacchetto all inclusive e fuggire via verso luoghi esotici. Appropriarsi del nostro territorio,quello di prossimità, è il primo imperativo a cui dobbiamo sottostare se desideriamo difenderlo, tutelarlo e curarlo. Camminare in una splendida vallata, con il cervello acceso, guardarsi intorno mentre il nostro cuore pulsa e il sudore scende dalla nostra fronte, sentire il ritmo del respiro che ci informa che siamo nel mondo, che facciamo parte anche noi della vita che ci circonda, con il nostro corpo e con la nostra mente, significa soprattutto che stiamo entrando in relazione con un angolo del nostro pianeta. Se poi con noi abbiamo una buona mappa della zona e magari anche dei buoni compagni di escursione ecco che la condivisione del tempo e dello spazio è davvero un’esperienza unica.

forti della cultura slideshow

Sabato e domenica, quelli appena passati, sono stati due giorni ricchi di stimoli culturali  trascorsi con la TAM Piemonte (aggiornamento per operatori  intitolato: “L’impronta dell’uomo sull’ambiente“), con la brava  Accompagnatirce Naturalistica Ylenia e con Enrico, brillante e competente guardiaparco del Parco Naturale della Val Troncea.  Con tutti loro abbiamo camminato insieme per conoscere con occchi nuovi un angolo della Val Chisone nei dintorni di Fenestrelle. Valle bellissima, mai vista così luccicante. Tirata a lucido grazie allo sguardo profondo e intelligente di persone eccezionali. Ed io, grazie a loro, ho visto emergere nel luogo montagna ciò che troppo spesso la nostra quotidianità relega ad un ruolo di secondo piano: la cultura. Quella che ci rende “forti” di fronte alle mille sciocchezze a cui tutti giorni dobbiamo assistere nel nostro Paese. La conoscenza ci permette di vivere con più coscienza la nostra vita, riappropiandoci così del nostro mondo in qualità di cittadini consapevoli.

Grazie alla TAM Piemonte e in particolar modo a Ylenia e Enrico per averci guidati in quel bellissimo angolo del nostro Piemonte: due giorni vissuti stupendamente per capire un po’ di più che un ambiente “visto” e frequentato in mondo intelligente, e con amore, è davvero il primo passo per difenderlo dalle pericolose visioni urbanocentriche che contraddistinguono la nostra epoca.

Beppeley

Fame d’erba

Abbiamo in questo blog una nuova partecipante. Si chiama souleiado, ama da morire la montagna ed è appassionata di buone letture. Ottime letture. E’ una vagabonda pure lei. Spero che riesca in fretta a familiarizzare con splinder. Perché “aggiungere” qui una persona così speciale, che partecipa alle nostre piccole e grandi discussioni, non potrà che farci bene. Come quando in una cristallina giornata in montagna riempiamo i nostri polmoni di aria fresca.

Ieri sera mi ha donato un qualcosa di straordinario, oramai introvabile. Un regalo per il mio compleanno.  Un angolo di mondo di cui la montagna ne è nobile rappresentante.

Eccolo Leggi il resto dell’articolo

Gli amici del Vento Matteo

Sto leggendo un delizioso libro regalatomi: “Abbracciare gli alberi” di Giuseppe Barbera e ne ho subito provato simpatia.

Sulla copertina una casa marrone con il tetto rosso in mezzo da un prato e il fumo che esce dal camino verde con le foglioline: mi riporta all’infanzia, all’innocenza, ai disegni che solo i bimbi sanno fare.

A me piace abbracciare gli alberi: lo facevo gia’ prima che fosse di moda e non importa se a volte mi riempio di formiche, di resina, di muschio…. abbracciare significa anche proteggere, comunicare, ringraziare…

Il futuro del nostro pianeta dipende in parte da noi ma anche da loro.

Serpillo