Forti della Cultura

Sono convinto che il primo passo da compiere per cercare di fare qualcosa per il nostro ambiente sia quello di frequentarlo con gli occhi aperti e di immedesimarsi in esso per farlo un po’ nostro. Certo, non è come andare in un’agenzia di viaggi per acquistare il pacchetto all inclusive e fuggire via verso luoghi esotici. Appropriarsi del nostro territorio,quello di prossimità, è il primo imperativo a cui dobbiamo sottostare se desideriamo difenderlo, tutelarlo e curarlo. Camminare in una splendida vallata, con il cervello acceso, guardarsi intorno mentre il nostro cuore pulsa e il sudore scende dalla nostra fronte, sentire il ritmo del respiro che ci informa che siamo nel mondo, che facciamo parte anche noi della vita che ci circonda, con il nostro corpo e con la nostra mente, significa soprattutto che stiamo entrando in relazione con un angolo del nostro pianeta. Se poi con noi abbiamo una buona mappa della zona e magari anche dei buoni compagni di escursione ecco che la condivisione del tempo e dello spazio è davvero un’esperienza unica.

forti della cultura slideshow

Sabato e domenica, quelli appena passati, sono stati due giorni ricchi di stimoli culturali  trascorsi con la TAM Piemonte (aggiornamento per operatori  intitolato: “L’impronta dell’uomo sull’ambiente“), con la brava  Accompagnatirce Naturalistica Ylenia e con Enrico, brillante e competente guardiaparco del Parco Naturale della Val Troncea.  Con tutti loro abbiamo camminato insieme per conoscere con occchi nuovi un angolo della Val Chisone nei dintorni di Fenestrelle. Valle bellissima, mai vista così luccicante. Tirata a lucido grazie allo sguardo profondo e intelligente di persone eccezionali. Ed io, grazie a loro, ho visto emergere nel luogo montagna ciò che troppo spesso la nostra quotidianità relega ad un ruolo di secondo piano: la cultura. Quella che ci rende “forti” di fronte alle mille sciocchezze a cui tutti giorni dobbiamo assistere nel nostro Paese. La conoscenza ci permette di vivere con più coscienza la nostra vita, riappropiandoci così del nostro mondo in qualità di cittadini consapevoli.

Grazie alla TAM Piemonte e in particolar modo a Ylenia e Enrico per averci guidati in quel bellissimo angolo del nostro Piemonte: due giorni vissuti stupendamente per capire un po’ di più che un ambiente “visto” e frequentato in mondo intelligente, e con amore, è davvero il primo passo per difenderlo dalle pericolose visioni urbanocentriche che contraddistinguono la nostra epoca.

Beppeley

3 Responses to Forti della Cultura

  1. blacksheep77 says:

    ah, siete venuti quasi in casa mia, eh? 😉
    domenica scendevo dalla val chisone, magari ci siamo quasi incontrati!
    …ed il gregge in transumanza giù per la valle l’avete visto?

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  2. serpillo says:

    @ Beppeley:  "osservare il territorio con occhi aperti, si’ ‘" ma aggiungo anche con la curiosita’ e lo stupore di un bimbo di pochi anni. Proprio come la ns.mascotte Ermes.

    Serpillo

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  3. serpillo says:

    @ Blacksheep:  visto nessun gregge in transumanza 😦
    ma sentivamo la musicalita’ dei rudun intorno a noi.

    Serpillo

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