Sicurezza su terreno innevato

3483020962_03f807fb57_mCon la legge regionale 2/2009 il Piemonte aggiunge regole più severe per le attività invernali in montagna allo scopo di aumentare la sicurezza. In particolare le norme più discusse sono quelle, inserite nell’articolo 30, che obbligano tutti coloro che si muovono su terreno innevato al di fuori delle piste o percorsi definiti sicuri dai singoli comuni di “munirsi di appositi sistemi elettronici di segnalazione e ricerca, pala e sonda da neve per garantire un idoneo intervento di soccorso“. Non voglio certamente mettere in discussione l’importanza di muoversi con la maggiore sicurezza possibile in montagna, ma mi rendo conto che prima ancora dei dispositivi di sicurezza bisogna utilizzare le regole del buonsenso. Purtroppo una legge non riesce a tenere conto delle sfumature della realtà che cerca di regolare e in questo caso non riesce nel difficile compito di segnare una linea di confine tra escursioni oggettivamente poco pericolose e le gite di scialpinismo. Questo potrebbe dare la falsa sensazione a chi frequenta la montagna in maniera superficiale di sentirsi al sicuro solo perchè indossa un ARVA oppure tenere alla larga coloro che vorrebbero farsi due passi nella neve, ma non intendono spendere così tanti soldi per comprarsi l’attrezzatura, magari per utilizzarla un paio di volte l’anno. Bisogna inoltre considerare che tutto ciò potrebbe ostacolare non poco quel turismo legato alle escursioni invernali che invece bisognerebbe incentivare perchè è una forma sostenibile di sfruttamento del territorio.
Lascio il link ad un aggiornamento del CAI Piemonte dove si parla in dettaglio dell’articolo e si specifica che “si demandava ad un apposito provvedimento della Giunta Regionale la definizione delle modalità e dei criteri per l’attuazione” e che tale regolamento non è ancora stato emanato, quindi è evidente che, non applicando la norma non si applicano le conseguenti sanzioni
http://www.caipiemonte.it/

Buona neve a tutti!
Andrea

10 Responses to Sicurezza su terreno innevato

  1. ometto83 says:

    E’ un bel pasticcio riuscire ad emanare una legge in questo campo che sia veramente completa ed efficace.
    Purtroppo le condizioni di pericolosità dipendono da mille fattori: spessore e tipologia del manto nevoso, quota, esposizione, conformazione territoriale, pregressa storia meteorologica,ecc… In effetti la cosa più intelligente da fare sarebbe delegare a livello locale il controllo della situazione: ma a chi? E i soldi, ma soprattutto le competenza ci sono? Dubito di entrambe, credo siano insufficienti…
    Purtroppo c’è la possibilità che si "castri" il turismo invernale, con conseguenze spiacevoli soprattutto in quelle zone che a malapena tirano avanti con il poco afflusso dei fine settimana.
    Dall’altra parte c’è da dire che negli ultimi anni si è verificato il boom delle ciaspole: e ho già visto parecchia gente che in condizioni oggetivamente pericolose si avventura senza un minimo di consapevolezza per le montagne.
    Ma che fare, mettere un patentino? Ridicolo…

    Purtroppo questa legge è stata fatta perchè c’è un numero crescente di escursionisti invernali che, senza nessun tipo di conoscenza vanno a cacciarsi nei guai. Uno scialpinista, o un escursionista attento/esperto, l’arva pala e sonda se lo comprano già senza legge e soprattutto li sanno usare!
    Già,  perchè tra l’acquistarsi il costoso corredo e il saperlo adoperare ne passa un bel pò: a meno di coincidenze fortuite in caso di incidente, (persone esperte in zona), a sto punto mi sa che si risparmierebbe solo sul costo di recupero salma….

    Bisognerebbe incenivare maggiormente la conoscenza della montagna, in modo che anche la persona più noncurante sappia a cosa va incontro e come deve prepararsi… E per questo si deve sostenere maggiormente il CAI, non fare il contrario come in quest’ultimo periodo…

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  2. blacksheep77 says:

    ormai bisogna fare leggi su tutto e su tutti… il buonsenso non basta più…
    c’è gente che pensa di essere padrone della montagna, va a mettersi nei guai e poi quelli del soccorso rischiano la vita per colpa di pazzi incoscienti!!

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  3. serpillo says:

    Chissa’ se e come nevichera’ quest’anno!

    Il buon senso e’ sempre piu’ raro e come dice giustamente blacksheep ricordiamoci che i soccorritori sono persone che possono rischiare la loro vita
    per colpa di incoscenti.

    Serpillo

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  4. gpcastellano says:

    Su questa legge avevo già ragionato con gli amici scialpinisti l’anno scorso, riguardo l’opportunità di legiferare in maniera così precisa anche su questo ambito. Ma davvero abbiamo bisogno che si riuniscano e paghino politici e consulenti per entare così nel dettaglio di regole e sanzioni? Il diavolo fa le pentole e non i coperchi, pertanto, senza regolamento, la legge giustamente  non è applicabile. Termino ricordando che su alcune tematiche (inquinamento da rumore, aria, acqua, amianto) che, oggettivamente, ritengo più importanti della disciplina dell’arva si/arva no, sono anni che attendiamo i regolamenti attuativi… (e non parlo solo dello Stato Italiano, ma anche della Regione Piemonte..)

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  5. Beppeley says:

    Credo che ‘ARVA, pala e sonda debbano rappresentare il dispositivo di sicurezza estremo, quando ormai non abbiamo più alcuna difesa verso le valanghe. C’è comunque da fare una precisazione: possiamo essere equipaggiati a puntino e saper usare alla perfezione questo strumenti ma ciò non toglie che possiamo essere noi la causa di un distacco di una valanga senza esserne minimamente coinvoliti ma coinvolgendo chi sta facendo un’escursione a valle del pendio.

    Non serva a nulla avere certi dispositivi con sé se poi lasciamo il cervello a a casa. Frequentare con consapevolezza la montagna, che sia in inverno o meno, vuol dire conoscerla in tutti i suoi aspetti. Questa è la prima fondamentale regola della sicurezza per chi vuole godersi in modo sano ed intelligente l’ambiente alpino. Un buon modo per conoscere la montagna in inverno è cominciare con la consultazione dei bollettini della neve:

    http://www.regione.piemonte.it/meteo/previs/dwd2/bollettino_valanghe.pdf

    Tra l’altro l’AINEVA mette anche a disposizione delle risorse per interpretare correttamente i bollettini della neve che sono da consultare da subito, appena escono, e poi tenerne traccia durante l’anno per focalizzare l’evoluzione dello stato del manto nevoso nella zona di proprio interesse.

    http://www.aineva.it/

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  6. gpcastellano says:

    Al di sopra e  prima della legge, della norma e della imposizione deve stare il rispetto: rispetto della montagna, che ha le sue regole ed i suoi momenti in cui si apre a chi la percorre; rispetto di se stessi, ovvero conoscenza delle proprie capacità di valutare e dei propri limiti; rispetto delle condizioni al contorno, che a volte esigono ed urlano imperiosamente di tornare indietro o lasciare perdere una gita.
    Giusto stasera mi sono imbattuto nella pubblicità di un famoso orologio, di cui non sentivo più parlare: ecco, passano gli anni ma ancora non si è capito che le prime vittime del "no limits" siamo noi stessi, in quanto ricerchiamo consapevolmente l’eccesso dell’emozione, il superamento dei sensi che ci portano a perdere il contatto con l’umile, bistrattata, dimenticata madre terra. Ed allora, a fronte di questo malsano edo(ago)nismo, si interviene come si può, legiferando, proibendo, minacciando addebiti di responsabilità civile e penale quando sotto a certi eventi ci sono solo sufficienza, leggerenza, incapacità di giudicare e di rispettare. Se stessi.

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  7. Beppeley says:

    @gpcastellano: ma davvero fanno ancora quella pubblicità lì? Pensavo che nel frattempo il cervello di chi crea certi slogan si fosse evoluto.

    Comunque siamo sempre lì, nel solito discorso sull’importanza della cultura: se certe persone fossero un po’ più acculturate, siano essi "produttori" o "consumatori" (l’ideale sarebbe entrambi), ecco che forse anche i messaggi pubblicitari sarebbero un po’ più intelligenti perché gli individui non ci crederebbero a quello slogan. La vita, in realtà, è piena di limiti e sovente capita che qualcuno cerca di superarli senza averne le minime possibilità di farlo: siano esse fisiche, sportive, intellettive o culturali. Lo slogan farà presa ovviamente sui soggetti deboli che penseranno che con il denaro si può fare tutto.

    Non viene mai detto in questo nostro paese che, per cambiare le cose che ci sembrano ingiuste e le cose che non funzionano, per combattere i disvalori, bisogna partire da noi stessi: dobbiamo essere noi a cambiare, a coltivare il nostro cervello. Basta iniziare a leggere un quotidiano, un libro, magari cercare su internet tra i vari blog le informazioni che si cercano… e liberarsi così degli sciocchi… di chi cerca di "adescarti", sfruttando l’ignoranza, per fare soldi.
    E poi soprattutto non si dice mai abbastanza quanti sia importante, di fronte alle nostre domande, alle nostre incomprensioni, cercare anche e soprattutto delle risposte scientifiche. E pensare che vivamo un’epoca con molte più possibilità di accesso all’informazione…

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  8. utente anonimo says:

    …un altro modo per affrontare in sicurezza la montagna e per conoscerla è quella di affidarsi al Club Alpino Italiano grazie alle sue sezioni sparse sul territorio italiano…

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  9. Luci ed ombre[..] Forse le ombre piacciono solo ai fotografi… Le ombre possono avere mille significati, mille espressioni. Ci sono quelle terrene e quelle virtuali; le prime rappresentano l’essenza dellafotografia, ad esempio, le seconde le nostre paure, i nostri t [..]

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