5 amici sulla Forchetta

fenneck, serpillo, Silvio, ometto83, BeppeleySarà il destino ma questo è stato il nostro modo di salutarci ed augurarci un fantastico 2010. Il Colle della Forchetta (1666 m) si trova in Valle Tesso, raggiungibile dal Passo della Croce, situato poco sopra Chiaves, bellissima e panoramicissima borgata delle basse Valli di Lanzo da dove si ha una vista favolosa sulla piana del torinese.

Insomma, visto il gran movimento di forchette nel corso di queste feste, cosa poteva esserci di meglio che ritrovarci su un Colle con tale nome? Sarà di buon auspicio per il 2010?

Buon Anno!

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Beppeley

I bambini sono cosmici

Il 10 ottobre di quest’anno siamo stati invitati da Olimpia e Andrea a trascorrere un fantastico week end a Piedicavallo, deliziosa borgata delle Prealpi Biellesi, nella bellissima Valle del Cervo. Oltre alla loro straordinaria ospitalità, dipinta di immensa allegria dai loro deliziosi bambini, abbiamo avuto modo di apprezzare un altro angolo di Alpi piemontesi lambite di cultura e tradizioni Walser.

Olimpia, con la sua amica Elena, l’abbiamo conosciuta ad agosto durante un trekking indimenticabile (quello della Bessanese, tra Valli di Lanzo e Savoia) che abbiamo percorso insieme a Germano.

I loro auguri di Buon Natale ci sono arrivati con un video direttamente dai loro bimbi con la partecipazione straordinaria di un loro amichetto.

Germano, durante il Tour della Bessanese, ha definito i bambini “cosmici“. Come non dargli ragione? Buona visione!

 

Beppeley

Alpinisti

Di Chiara e Sergio ne avevo già parlato in questo post. Ieri mi hanno inviato questa bellissima mail di auguri che, con il loro permesso, desidero riportare qui, in questo blog.

Mi sono commosso, soprattutto perché dalle tante chiacchiere che si fanno intorno al mondo dell’alpinismo sovente sfuggono le cose più semplici ma al contempo potenti come queste riflessioni che dispiegano un amore sconfinato. Non voglio aggiungere “per l’alpinismo” perché rischierei di banalizzare la parola “amore”. Sergio, prima che l’amore specifico per le montagne, per le vette, mi ha trasmesso una passione cristallina e potente come l’energia del cosmo. Che forse è anche capace di spostare le montagne.

Questo augurio stupendo, che ho trovato nella mia casella di posta elettronica, forse può farci pensare a tutte quelle persone che amano. Senza paura, con profonda convinzione e con una passione che è difficilmente interpretabile ma che può essere serenamente annoverata nei misteri della vita. Leggi il resto dell’articolo

Angeli e demoni

soleNatale si sta avvicinando e ho pensato di lasciare in questo blog un augurio speciale a tutti voi riportando un breve brano del libro Il segno dei giorni, di Ariela Robetto. Farete, nel giro di pochissimi minuti, un viaggio tra Oriente e Occidente, tra bene e male, tra angeli e demoni.

Tra storia e cultura delle Valli di Lanzo.


[…] Il Natale ha preso, verso la metà del secolo IV, nella Chiesa d’Occidente, il posto della festa di Mitra, Natalis solis invicti, cadente secondo il calendario romano il 25 dicembre, ritenuto erroneamente solstizio d’inverno al posto del 21.

Mitra era una divinità iranica, il cui culto fu diffuso nel II-III secolo d.C. dai soldati delle legioni romane che lo avevano conosciuto nelle campagne d’Oriente. Era identificato con il Sole e veniva adorato nei mitrei, santuari che in Roma erano circa in numero di duemila: si trattava di sale sotterranee in cui gli adepti consumavano il pasto comune, uno degli atti solenni del culto che richiama il banchetto eucaristico della tradizione cristiana. Nei mitrei si svolgeva un servizio quotidiano rivolto alla statua, un altro settimanale per santificare la domenica, infine la grande festa annuale del 25 dicembre, anniversario della nascita del dio solare, immaginato uscente da una rupe. A sostegno di tutto vi era una dottrina centrata sui benefici scaturiti dalla vittoria divina sul male (identificato con il toro), ricca di contrapposizioni dualistiche tra angeli e demoni, tra bene e male. Il banchetto mitraico ripeteva quello celebrato da Mitra vittorioso con i suoi alleati all’ origine del tempo e anticipava quello finale quando, secondo le credenze, Mitra avrebbe suscitato i morti dal sonno e separato i giusti dai malvagi. Leggi il resto dell’articolo

Biglietto di auguri

E’ da un po’ di anni, in ufficio, che propongo una nostra foto scattata nei vari vagabondaggi invernali sulle Alpi come biglietto di auguri natalizio ai nostri clienti e fornitori.

La scelta è caduta su questa:

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

Ed ecco le battute dei miei colleghi:

– conosco un valido muratore che potrebbe mettere a posto, a prezzi modici, il comignolo (peccato che e’ un pilone votivo…);

– non va bene perche’ ricorda un simbolo fallico;

– gli altri non si sono espressi.

Boh. In determinate situazioni ho smesso di farmi domande.

Serpillo

Bialowieza Puszcza

Ogni volta che leggo i commenti di marcopolacco, che sempre condivido, mi viene in mente un libro, – Il mondo senza di noi, di Alan Weisman – il cui primo capitolo parla di un Eden che si trova a cavallo del confine fra Polonia e Bielorussia.

Questo capitolo, che riporto qui, penso sia un’ottima scusa per onorare un amico virtuale che ama commentare su questo spazio: una sorta di ringraziamento pensando anche al fatto che marcopolacco non ha un suo blog personale. Con la speranza di sentire proprio da lui raccontarci qualcosa di quella foresta vergine che ricopriva tutta l’Europa.

Leggendo la Guida Naturalistica al Parco Orsiera Rocciavrè, ho scoperto che esisteva in Europa, al culmine del periodo freddo, durante le glaciazioni, un “corridoio” con larghezza minima di 300 chilometri, esteso in direzione Est-Ovest, che permise alle piante di origine artica, concluse le glaciazioni, di riconquistare i rilievi alpini. Mi sono sempre chiesto se tra queste piante c’era anche qualche specie che arrivava proprio dalla Bialowieza Puszcza. Se qualcuno di voi ne sa qualcosa, magari proprio marcopolacco, sarei felice di avere delle risposte in merito. Magari scopriamo che c’è un po’ di Polonia sulle nostre Alpi…

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Il clima ieri, oggi e domani

Dott. Antonello Provenzale (ISAC-CNR)Il 2 dicembre scorso abbiamo assistito alla serata organizzata dal gruppo cultura del CAI di Chieri in merito ai cambiamenti climatici, tema questo di interesse mondiale, di cui tanto si parla  proprio in questi giorni con la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Copenaghen.

Questo incontro “ricco” ed interessante è stato tenuto dal ricercatore Antonello Provenzale che lavora all’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Personalmente sono stato davvero molto stupito di scoprire degli aspetti sconosciuti, riguardanti questo importante e cruciale problema della nostra epoca, trattati con argomentazioni rigorosamente scientifiche ma anche assolutamente comprensibili grazie alla sua straordinaria e appassionata eloquenza.

Clima, cambiamenti climatici globali e loro impatto sul territorio nazionaleRingrazio sentitamente Antonello per il tempo che ha voluto donare, in ambito scientifico, divulgandolo poi qui, al CAI di Chieri, nei confronti di un problema così urgente per tutta l’umanità. Ma soprattutto vorrei anche ringraziarlo per averci dato l’occasione di abbeverarci per un attimo alla fonte della scienza, e non a quella delle chiacchiere da bar sport, come sovente fanno i media, grazie alla quale abbiamo compreso tematiche così delicate che ineriscono prettamente al nostro futuro e quello delle prossime generazioni. Leggi il resto dell’articolo

Osa, osa sempre…

Giusto Gervasuttie sarai simile ad un dio.

Quando lessi “Scalate nelle Alpi” rimasi davvero impressionato dall’impresa di Giusto Gervasutti (soprannominato “Il Fortissimo”), con Giuseppe Gagliardone, sulla parete est delle Grandes Jorasses. Qualcosa di magico era successo nelle Alpi nel 1942…


Nella Giornata Internazionale della Montagna, che si celebrerà l’11 dicembre, Torino ha predisposto un’interessante mostra su Giusto Gervasutti che si può vedere al Museo Nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini.

Vi lascio anche l’articolo del quotidiano “La Stampa” di oggi che ha dato la notizia dell’evento: “Torino “città della Alpi” alla conquista di Roma“.


“Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria. La meta raggiunta è già superata. Direi quasi un senso d’amarezza per il sogno diventato realtà. Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa, lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai. Ma anche questo non è che un altro episodio. Sceso a valle cercherò subito un’altra meta. Se non esisterà la creerò”.

Beppeley

Autunno bianco in Val Servin

La domenica appena passata è stata una ghiotta occasione per condividere con gpcastellano, blacksheep77, serpilloCristina, Paolo e Gaia (tutti e tre del CAI di Pinasca, Val Chisone) la Val Servin tra le montagne di Balme.

Al termine di questa deliziosa e remunerativa escursione, in un angolo solitario e selvaggio dell’alta Val di Ala, ci siamo incontrati con Lichene1 e Gianni Castagneri che, con grande disponibilità, ci ha aperto le porte dell’Ecomuseo delle Guide Alpine “Antonio Castagneri”.

Abbiamo poi festeggiato il primo  anno di vita di  questo blog insieme a ometto83 e fenneck nei bellissimi locali dell’Antico Albergo Camussot dove Antonella e Guido ci hanno coccolato con una superba merenda sinoira.

Con tutta franchezza, possiamo dire che non ci siamo fatti mancare proprio niente per onorare un incontro tra blogger e simpatizzanti appassionati e innamorati di montagna.

Peccato davvero per tutti coloro che non ci hanno potuto raggiungere tra le splendide montagne dall’alta Val di Lanzo. Leggi il resto dell’articolo