Osa, osa sempre…

Giusto Gervasuttie sarai simile ad un dio.

Quando lessi “Scalate nelle Alpi” rimasi davvero impressionato dall’impresa di Giusto Gervasutti (soprannominato “Il Fortissimo”), con Giuseppe Gagliardone, sulla parete est delle Grandes Jorasses. Qualcosa di magico era successo nelle Alpi nel 1942…


Nella Giornata Internazionale della Montagna, che si celebrerà l’11 dicembre, Torino ha predisposto un’interessante mostra su Giusto Gervasutti che si può vedere al Museo Nazionale della Montagna al Monte dei Cappuccini.

Vi lascio anche l’articolo del quotidiano “La Stampa” di oggi che ha dato la notizia dell’evento: “Torino “città della Alpi” alla conquista di Roma“.


“Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria. La meta raggiunta è già superata. Direi quasi un senso d’amarezza per il sogno diventato realtà. Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa, lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai. Ma anche questo non è che un altro episodio. Sceso a valle cercherò subito un’altra meta. Se non esisterà la creerò”.

Beppeley

5 Responses to Osa, osa sempre…

  1. ometto83 says:

    Credo proprio che farò un salto per vedere la mostra su Gervasutti al Museo della Montagna… Dalla citazione riportata da Beppeley…

    >>Niente fremiti di gioia. Niente ebbrezza della vittoria. La meta raggiunta è già superata. Direi quasi un senso d’amarezza per il sogno diventato realtà. Credo che sarebbe molto più bello poter desiderare per tutta la vita qualcosa, lottare continuamente per raggiungerla e non ottenerla mai.>>

    …lo definirei un inguaribile romantico, un cacciatore di emozioni. Chissà che altri, rileggendo i suoi scritti, non si ritrovino un poco nelle sue parole.
    Conoscendo il mondo circostante si aumenta sempre un poco la consapevolezza di chi si è, ecco uno dei ruoli importanti della cultura.

    Tornando più sul lato pratico, è impressionante quello che ha fatto Gervasutti a livello alpinistico, considerando l’epoca e soprattutto i mezzi a disposizione.
    Leggendo libri e autobiografie anche di altri alpinisti del passato, mi hanno spesso colpito i risultati ottenuti, a discapito dello scarso livello dell’equipaggiamento di allora, e non solo quello (leggete per esempio "Le mie montagne" di W.Bonatti).
    Altro che funivie che ti mangiano 2000m di dislivello in un quarto d’ora! 🙂
    Forse tutto questo progresso ci ha impigriti, e ci sta portando a pensare che senza un "qualcosa" a cui ormai siamo abituati sia impossibile fare determinate cose.
    Gli esempi del passato invece ci raccontano che la passione e l’amore, unitamente alla forza  di noi soli stessi, ci possono far raggiungere obiettivi prodigiosi…

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  2. gpcastellano says:

    Un personaggio, gervasutti, che assieme a Castiglioni ha lasciato tracce durevoli sul "come " andar per monti, non solo a forza di ganbe e braccia, ma anche con spirtio di osservazioen e sentimento. Mi chiedo se si siano mai incontrati, visto che erano praticamente coetanei

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  3. Beppeley says:

    @ometto83: bello quello che hai scritto, soprattutto mi sono piaciuti gli ultimi due pensieri: proprio in epoche turbolenti come le nostre, forse avremmo davvero bisogno di più persone, soprattutto a livello dirigenziale e amministrativo, in grado di saper lottare per il bene comune. Ma di fronte a certe sfide durissime, penso agli sconvolgimenti climatici, per esempio, avremmo bisogno di leaeder con un "fisico" così… Spirito volevo intendere, ovviamente… Tu ne vedi in giro, tra quelli che sono arrivati a Copenaghen con i loro jet privati e limousine? Mah….

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  4. ometto83 says:

    Eh, eh..:-)
    Io vedo solo che l’uomo, in quanto essere animale, è dotato di una parte razionale ed una irrazionale,un’ intelligenza e una coscienza. Solitamente la Natura distribuisce equamente questi due aspetti, in accordo col principio di sopravvivenza della specie.
    L’intelligenza della specie porta a compiere deteminate azioni nel mondo animale, ma mai in aperto contrasto con i propri interessi. Penso al lupo, che in branco potrebbe uccidere dieci caprioli in un giorno, ma si accontenta di farne fuori uno perchè è la quantità che serve al branco. Tutto è dosato, nelle specie che sopravvivono da epoche remote.
    Questo equilibrio definito lo vedo mancare nell’ uomo… abbiamo un’intelligenza che ci fa progredire velocemente a livello tecnologico, ma manca il peso dall’altra parte della bilancia. Ed un sistema che non è in equilibrio da qualche parte finisce.
    Mi pare di cogliere che siamo manchevoli di quella lungimiranza in grado di tutelare il nostro stesso mondo, e, forse apparendo pessimista, credo che sia una nostra caratteristica intrinseca.
    Prendendola alla larga, ma non in modo evasivo, credo di aver risposto alla tua domanda….poi la storia è tutta da scrivere, consistente o meno col mio pensiero..:-)
    Bye bye
    Franz

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  5. Beppeley says:

    @ometto83: in verità negli attacchi portati dal branco di lupi si osserva in certi casi il fenomeno di surplus killing (uccisioni multiple di capi abbattuti e lasciati a terra senza essere mangiati). Ne parla anche blacksheep77 nel suo ultimo libro.

    Una piccola precisazione giusto per romperti le scatole 🙂
     
    Non ti preoccupare, il significato delle tue argomentazioni, tra l’altro davvero interessanti, non né è minimamente scalfito…

    Grazie

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