Il clima ieri, oggi e domani

Dott. Antonello Provenzale (ISAC-CNR)Il 2 dicembre scorso abbiamo assistito alla serata organizzata dal gruppo cultura del CAI di Chieri in merito ai cambiamenti climatici, tema questo di interesse mondiale, di cui tanto si parla  proprio in questi giorni con la Conferenza delle Nazioni Unite sul clima di Copenaghen.

Questo incontro “ricco” ed interessante è stato tenuto dal ricercatore Antonello Provenzale che lavora all’Istituto di Scienze dell’Atmosfera e del Clima (ISAC) del Consiglio Nazionale delle Ricerche (CNR).

Personalmente sono stato davvero molto stupito di scoprire degli aspetti sconosciuti, riguardanti questo importante e cruciale problema della nostra epoca, trattati con argomentazioni rigorosamente scientifiche ma anche assolutamente comprensibili grazie alla sua straordinaria e appassionata eloquenza.

Clima, cambiamenti climatici globali e loro impatto sul territorio nazionaleRingrazio sentitamente Antonello per il tempo che ha voluto donare, in ambito scientifico, divulgandolo poi qui, al CAI di Chieri, nei confronti di un problema così urgente per tutta l’umanità. Ma soprattutto vorrei anche ringraziarlo per averci dato l’occasione di abbeverarci per un attimo alla fonte della scienza, e non a quella delle chiacchiere da bar sport, come sovente fanno i media, grazie alla quale abbiamo compreso tematiche così delicate che ineriscono prettamente al nostro futuro e quello delle prossime generazioni. Dopo averci fatto conoscere l’importante e recente lavoro fatto con l’ISAC (Clima, cambiamenti climatici globali e loro impatto sul territorio nazionale),  Antonello ha trattato nello specifico le conseguenze dei cambiamenti climatici in quelle aree particolarmente sensibili a questi fenomeni, con particolare riferimento alle Alpi (aree che vengono chiamate “hot-spot” proprio per la loro spiccata sensibilità ai mutamenti del clima). Cosa significa tutto ciò in parole povere? Vuol dire che le Alpi subiranno degli effetti amplificati, rispetto alle altre aree, come già adesso si possono osservare:

– aumento delle siccità estive (es.: anno 2003);

– modifiche nel rimescolamento dei laghi;

– precoce fusione della neve;

– fusione dei ghiacciai e disponibilità d’acqua;

– effetti sull’ecosistema, sull’agricoltura e sulla biodiversità.

Proprio in questi ultimi giorni, in merito ai possibili effetti sugli ecosistemi a causa dei cambiamenti climatici, il quotidiano La Stampa ha pubblicato un articolo sul fenomeno  che si sta osservando da alcuni anni nel Parco Nazionale del Gran Paradiso riguardante la costante diminuzione della popolazione dello stambecco, che si è dimezzata a partire dalla metà degli Anni Novanta. Pur non essendoci ancora delle ricerche ufficiali, che confermino la correlazione tra la morte dei piccoli di stambecco e i cambiamenti climatici, in particolare a causa della precoce fusione della neve, è certo che la domanda che si fanno gli studiosi in merito a tale tematica è sicuamente importante. Sembra che il latte prodotto dalla mamma dello stambecco sia troppo poco nutriente a causa di una alimentazione povera di sostanze indispensabili per la crescita. In pratica l’erba risulta già secca quando invece dovrebbe essere nella condizione ottimale. Ciò avviene a causa delle temperature insolitamente elevate già ad inizio primavera che provocano un repentino sciogliemento della neve favorendo in questo modo l’alimentazione degli erbivori adulti lasciando così inconsapevolmente un’erba inadeguata per le esigenze nutrizionali dei piccoli di stambecco.

Club Alpino ItalianoTemi questi  complessi che però molti dei nostri media trattano come se fossero chiacchiere da bar sport, tanto per rimarcare puntualmente la nostra scarsissima sensibiltà nei confronti delle tematiche scientifiche. Questo atteggiamento però non contribuisce di certo ad accrescere la responsibilità, anche e soprattutto individuale, verso il nostro mondo. Forse è anche il caso di sottolineare che il nostro Parlamento rispecchia fedelmente l’ignoranza in cui versa la nostra Italia, popolata da individui che preferiscono rivolgere la prorpria attenzione a dei fenomeni da baraccone come Fabrizio Corona, giusto per fare un nome tra i tanti che popolano la tv-dio italiana, piuttosto che a persone come Antonello che sta dedicando invece la sua vita a comprendere come sarà il nostro domani, a capire in quale stato verrà consegnato alle future generazioni e a quali contromisure si possono adottare per far sì che la nostra Terra sia ancora un luogo ospitale per noi esseri umani.

Dott. Antonello Provenzale (ISAC-CNR)L’aspetto che personalmente mi fa più male, è lo scoprire, quasi quotidianamente, che la nostra Italia è abitata da persone meravigliose, di grandissime capacità intellettuali, che però devono vivere quasi nell’ombra, un po’  come se dovessero vergognarsi di essere così bravi. L’Italia intera dovrebbe chiedere scusa a tutte quelle persone di altissime capacità, sovente giovani,  che avrebbero potuto fare grande l’Italia, se solo gli italiani glielo avessero concesso, ma che hanno invece dovuto lasciare il nostro Paese, per emigrare in altre terre, dove lavorare e vedere riconosciuto il loro merito.

Ancora grazie Antonello, in poco più di un’ora hai saputo comunicarci la tua grande passione, quella per la Scienza, e questo ti fa onore. Per noi che ti abbiamo ascoltato con entusiasmo è stato come assorbire una benefica e postiva vibrazione a cui non siamo purtroppo abituati.

Infine grazie al Club Alpino Italiano che in serate come queste ci fa nuovamente ricordare che i primi esploratori delle montagne, tra cui c’erano anche i fondatori del nostro Sodalizio, erano proprio uomini di scienza che cercavano nelle altezze dei monti le riposte alle loro domande.

Beppeley

8 Responses to Il clima ieri, oggi e domani

  1. blacksheep77 says:

    già, corona dice di vergognarsi di essere italiano… io mi vergogno di avere come compatriota lui, il suo modo di comportarsi… e soprattutto la marea di persone che gli dedicano spazio e titoloni. perchè di deficienti ce ne sono tanti, ma basterebbe ignorarli.
    la scienza e la ricerca, ahimè…

  2. marcopolacco says:

    ecco, appunto… la situazione italiana ha come radice del probblema gli italiani. Ieri ero a Milano, un formicaio forse rende l’idea…
     
    Oggi sono stato tutta mattina nei boschi di un parco regionale coi guardia parco, eccezzionali, per cercare di recuperare una vitella scappata a mio fratello. uno di loro si è sfogato di come loro siano il bersaglio di un sistema di gestionale sbagliato di concezione, farraginoso e talvolta incomprensibile anche a loro, e che sovente siano costretti ad attuare comportamenti ipocriti per imposizione di legge.. E la grande amarezza nel sentire la testimonianza di come sia la realtà estera.. 

    @ blacksheep: fino a che il quoziente intellettivo dello spettatore televisivo medio sarà quello di un gatto morto non c’è tanto da sperare..

  3. serpillo says:

    A dire il vero, pure io mi vergogno di essere Italiana di fronte alle uscite di Corona e agli ultimi fatti della ns.politica….

    Per quanto riguarda il clima, potrebbe, a questo punto, salvarci solo la paura. La paura ma non paralizzante ma quella che ci sprona a darci da fare ed agire.
    Agire in fretta.
    E’ tanto di moda adottare qualcuno e/o qualcosa… io aggiungerei “prendersi cura di”.. in questo caso del clima, della terra, delle persone, degli animali, dell’acqua, proprio come si fa nei confronti di una persona a noi vicino e cara…
    Solo guardando nel presente e subito dopo nel futuro si riuscirà lentamente a cambiare il nostro stile di vita.

    Serpillo

  4. Beppeley says:

    @serpillo: personalmente ho paura che molte persone non hanno paura

    Se non si è avuto paura di una tragedia immande come la II Guerra Mondiale, come l’Olocausto, come di altre infinite tragedie umane, tra l’altro oggi mi sembra che certe storiche perversioni umane tendano ad essere dimenticate, mi chiedo cosa possa servire oggi per svegliare un pubblico di dormienti che assomigliano molto a quei personaggi del film Matrix che "vivevano" intubati per servire come delle batterie… togli i "tubi" di Matrix e mettici la tv, i cellulari, i pc… il bomardamento incessante e quotidiano… ad ogni bisogno oggi c’è una risposta secondo i mass-media che vivono di pubblicità… Poi però quando esco di casa al mattino presto per andare al lavoro respiro aria puzzolente, i cassonnetti dell’immondizia traboccano di rifiuti, non vedi più il cielo (non parlamo dell stelle), il rumore del traffico è assordante, i pedoni sono come dei birilli per fare strike e adesso progettano anche odiosi grattacieli (divoratori di energia) giusto per coprire le nostre bellissime montagne, giusto per dimostrare semplicemente che le cime di oggi che contanto sono quelle del profitto, dell’arroganza…

    Dubbi, quanti dubbi…

  5. serpillo says:

    @ beppeley: la resistenza, da qualche parte, dovra’ pur ben cominciare!

    Serpillo

  6. JohnDeere says:

    Cosa dire se non mettere una firma virtuale ai vostri commenti?
    Sul clima sto dibattendo, su aspetti legati alla filiera legno-energia, sul blog della rivista sherwood… purtroppo il dibattito è tra poche persone, sui nostri blog e basta… rivoltiamo la frittata: e se chiedessimo a Fabrizio Corona di fare da testimonial sul global warming??? 🙂

  7. Beppeley says:

    @serpillo: è vero… la resistenza come dice Rumiz. Ma ogni tanto sono preso dallo sconforto… Basta vedere in questi giorni a Copenaghen…

    @JohnDeere: sei un mito…Sarebbe davvero la volta buona che buona parte degli italiani iniziasse ad interessarsi del proprio territorio…Con un testimonial così…

    Ma perché non fanno dire a Totti che bisogna prendersi cura del mondo? Anche la Terra è tonda come un pallone ma non ha bisogno di calci… Ha bisogno di amore, la forza più grande e potente che esiste. Solo che non fa far soldi…

    Lo diceva Gesù 2000 anni fa, no?

     

  8. marcopolacco says:

    dissento: la terra fa far soldi, solo bastano per una vita equilibrata, non strabordante di inutili ammenicoli come quella richiesta dalla gente di oggi..  per quest’ultima è indispensabile il dilapidamento della risorsa terra, che è un pò diverso.. 1 ettaro mi da un vitello, su cui mi restano 100 euro, forse meno.. un ettaro edificabile mi da 10 villette, 200.000 euro cadauna, circa il 30% di utile netto (a naso). fatevi i conti….

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