Sentieri persi, sentieri ritrovati… sentieri dimenticati?

Dopo le valanghe dell’inverno 2008/2009, sovente mi chiedo se certi sentieri, che hanno lasciato in me un segno di profonda empatia con il territorio circostante, sono ancora percorribili. Ci sono valli, montagne, boschi e borgate che ti entrano nel cuore: mettono le radici e non puoi fare a meno di ritornarci periodicamente, in ogni stagione. Sono una parte di te, che vuoi ritrovare in salute, per goderti ancora una volta una sana frequentazione del proprio tempo libero. No, nella mia testa non è tempo libero. E’ tempo liberato quello che ti regala la montagna.

E allora parto con serpillo, fenneck e ometto83 per ripercorrere lo stupendo sentiero ad anello Mottera-Frassa-Mea-Bussoni (Mottera). Siamo in Val Grande di Lanzo, nei pressi del Comune di Chialamberto quello del progetto Vassola che aspetta oramai solo più il via libera dalla provincia di Torino.

Ecco come lo abbiamo scoperto questo bellissimo luogo della Val Grande. Grazie al bimestrale Panorami e a Roberto Bergamino. Correva l’anno 2001. Leggi il resto dell’articolo

Spirito CAI

Domenica scorsa ho trascorso una bellissima domenica in compagnia degli amici del CAI di Viù in occasione dell’escursione con le racchette da neve al  Lago di Monastero. Sono stato davvero felice di condividere una giornata con delle persone davvero speciali  in quello straordinario ambiente alpino che si trova nei dintorni di Chiaves, tra la Valle del Tesso e la Val Grande di Lanzo.

La nostra meta non l’abbiamo raggiunta perché le condizioni del manto nevoso ci hanno suggerito di fermarci a quota 1700 metri circa, giusto per osservare il grandioso panorama verso la Val Grande. Neve tanta, così come la fatica. Se fossi partito da solo non sarei riuscito neanche ad arrivare in quel luogo denominato sulla carta dell’IGC “Prati della Fontana“. La montagna ci insegna che da soli tutto è estremamente difficile, complicato e anche pericoloso. Ma soprattutto ci sprona a ricercare il valore dell’amicizia, della solidarieta e della condivisione. La gioia, la fatica, un sorriso. Una corda invisibile che lega le nostre anime.

Mi sono molto emozionato, come già successo in altre occasioni con il gruppo del Cai di Viù, soprattutto quando dietro di noi si apriva una traccia affinché altri potessero percorrerla. Una traccia ricca di solidarietà e di spirito di amicizia. Una traccia voluta, ricercata e sudata. Ed io, sebbene stremato dalla fatica, felice insieme a loro. Felici di condividere.

Poi, giù, a valle, ho ritrovato il genuino sapore della felicità quando ci siamo raccolti intorno ad un caffé per concludere una giornata indescrivibile. Il sapore della felicità che sgorgava al solo pensiero di non aver lasciato indietro nessuno.

La meta domenica scorsa l’abbiamo raggiunta dentro di noi.

Grazie per avermi concesso l’occasione di partecipare con voi a qualcosa di veramente immenso.

 spirito CAI slideshow

Che onora e fa grande il Club Alpino Italiano.

Beppeley

Anima

Se dovessi esprimere la mia opinione in merito alla tutela dell’ambiente montano (la TAM del CAI), non lo farei. Almeno non con le mie parole, perché sposerei in pieno quanto ci racconta James Hillman in un libro di straordinaria bellezza che si intitola “Il codice dell’anima“.

E grazie a Hillman qui, proprio in questo angolo virtuale, vi voglio raccontare di una giornata trascorsa in alta Val d’Ala, in quell’indescrivibie ambiente che amo. Soprattutto quando si tratta di condividerlo con delle persone davvero speciali.

Le foto sono mie. Le parole, benefiche, sono di James Hillman.

Non perdetevi nulla.

anima slideshow

[…] La via opposta alla riduzione della natura al semplicismo cerebrale consiste nell’espandere la nozione di cultura fino a un’idea di ambiente molto più comprensiva. Se ambiente significa, letteralmente, ciò che c’è intorno, allora si deve intendere tutto, ma proprio tutto, ciò che c’è intorno. Infatti la psiche inconscia sceglie in modo arbitrario tra le cose incontrate quotidianamente nell’ambiente. Informazioni minuscole e banali possono avere effetti psichici subliminali giganteschi, come mostrano i residui diurni nei nostri sogni. Perché diamine siamo andati a sognare proprio quella cosa lì? Gran parte della nostra giornata passa inosservata e non sarà mai più ricordata, ma ecco che la psiche pesca i rottami che galleggiano nell’ambiente e li consegna al sogno. Il sogno, l’impianto di riciclaggio dell’ambiente, trova nella spazzatura i valori dell’anima. Il sogno: un artista che si appropria di immagini presenti nell’ambiente per richiamarle alla memoria più tardi, in pace. Leggi il resto dell’articolo