Tra terra e cielo

Colle CrosiasseUna semplice ma appagante escursione con le ciaspole, tra terra e cielo, in un luogo insolito, sulla cresta saprtiacque Val d’Ala – Val Grande, ci ha visti insieme al CAI di Viù in una domenica assolata e spazzata da qualche raffica di vento occidentale.

Volti e vette. La montagna si specchia negli sguardi di tutti noi. Noi ci specchiamo in lei. Mi piace accostare queste immagini. Roccia, cielo e uomo.

Il Colle Crosiasse, crocevia straordinario, ci accoglie con il bianco della neve, delle nubi e con l’azzurro dell’infinito. Sostare qui, in splendida compagnia, è un po’ come sognare la libertà.

Laggiù la pianura. Oggi così distante.

Da tutto.

Beppeley

Avere nuovi occhi

Una cosa è certa. Per conoscere un territorio ricco e complesso come quello delle Alpi c’è un solo modo: mettersi in cammino. Ma, attenzione, è necessario non commettere l’errore di preparare il viaggio con troppa cura. Il viandante (o flâneur, o Wanderer, o Bergvagabunden che dir si voglia) non si pone mai mete inderogabili, e la paura di girare a vuoto, di perdere tempo, non dovrebbe esistere nemmeno per il camminatore alpino moderno. […] Escursionismo, dal latino ex currere, ovvero “porsi fuori”: un’attività innanzi tutto culturale che riprende quell’aspirazione all’altrove propria dei poeti romantici e dei viaggiatori europei del Grand Tour mossi alla ricerca di conoscenza e virtute. Una conoscenza congiunta all’andare e che riflette un insopprimibile bisogno di libertà. Per questo, io credo, camminare senza fretta […] può essere considerato oggi una forma di controcultura, l’antidoto a una vita dominata dall’ansia di fare, dall’assillo moderno della misurazione del tempo e della velocità. Non facciamo nostra la psicologia del weekend, no all’ossessione del fine settimana: quel tempo libero nella società moderna non è mai un tempo liberato, perché non interrompe la consuetudine di una quotidianità vissuta all’interno di un orizzonte metropolitano. […]

Questo il pensiero del Presidente Generale del CAI Annibale Salsa nell’introduzione al numero speciale di Meridiani Montagne sulla Via Alpina occidentale. Leggi il resto dell’articolo

A mani vuote

Marzia Verona "blacksheep77"Marzia Verona vi invita a mani vuote martedì 23 marzo alle ore 21.00 nella sede del Cai di Lanzo Torinese per vivere una serata in cui incontrare gli eroi di tutti i giorni.

Chi sono questi eroi e cosa c’entrano con il Club Alpino Italiano ve lo racconta Francesco Tomatis e la stessa Marzia Verona.

Ne L’alpinismo a mani vuote, pubblicato sulla Rivista del CAI nel 2005 (numero di maggio-giugno) e di cui riporto qui di seguito un breve stralcio, Tomatis ci racconta della montagna come “estremo quotidiano”, dell’esplorazione del vuoto ma anche dell’esperienza del limite e dell’originalissimo incontro tra l’alpinista e il montanaro.

Su quest’incontro possibile potete leggere il racconto di Marzia nel capitolo Le forme del gregge, che riporto subito dopo Tomatis, tratto dal suo bel libro, Intelligente come un asino, intraprendente come una pecora. Leggi il resto dell’articolo

Sentinelle di pietra

Una mostra per raccontare il patrimonio visibile ed invisibile rappresentato dagli erratici dell’anfiteatro morenico, terreno di arrampicata e di gioco per il bouldering, punto di riferimento dei percorsi di orienteering e mountain bike, opportunità per scoprire ciascuno a modo suo una risorsa verde a due passi da Torino.

Se desiderate approfondire gli aspetti legati alla valorizzazione e alla tutela dei massi erratici, vi suggerisco di cliccare qui di seguito: tutelare e valorizzare i massi erratici (pagina n. 1 del notiziario di Pro Natura). Leggi il resto dell’articolo

Ospiti di un pianeta estraneo

La sua sorgente si trova immersa in un magnifico bosco di larici e abeti, i cui aghi determinano una copertura continua del suolo con conseguente povertà floristica del sottobosco, ma conferiscono all’ambiente un’atmosfera quasi incantata. Il nome di questa sorgente, “Mena-resta”, rispecchia la sua caratteristica più curiosa: ha infatti una portata variabile, ovvero in alcuni momenti versa abbondantemente acqua e in altri meno.

Tale curioso fenomeno è dovuto alla natura carsica della zona e alla conseguente presenza di cavità nella roccia calcarea che si riempiono molto lentamente per poi svuotarsi in un solo colpo come una sorta di sifone naturale. Narra un’antica leggenda che Autari, re dei Longobardi si fosse convertito al Cristianesimo grazie al ritorno delle acque nei fiumi della Brianza, a partire da quelle del Lambro con la rinascita della Menaresta, ottenuta dalle preghiere della Regina Teodolinda (da Sorgente del Lambro – Gruppo Naturalistico della Brianza).

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L’uomo-macchina

Riprendo l’intenso commento di ometto83 sul precedente post dei sentieri dimenticati.

Il rapporto tra tecnologia e natura e quello tra tecnologia uomo sono  temi chiave della nostra epoca. Sono contento che siano emersi  proprio grazie ad unescursione in montagna.

Maggio del 2009: esco da una visita ospedaliera con in mano un articolo del quotidiano Avvenire, pubblicato il 22 aprile dello stesso anno, che un medico donna molto brava mi ragala dopo una benefica chiacchierata su medicina e dintorni. Da allora non solo riesco a curarmi meglio ma soprattutto evito di prendere farmaci tradizionali.

Mi sono sentito trattato da essere umano. Mi sono sentito al centro del mondo. E pensare che quell’ospedale di Torino, così umano, volevano chiuderlo. Perché? Forse la risposta in questo articolo che segue. Leggetelo, a costo di perdere cinque minuti della vostra vita in cose, forse, più urgenti. Leggi il resto dell’articolo