Il mondo dietro casa

AlmesioNon riesco proprio a resistere alla voglia di immergermi in un bel bosco quando nevica. Le previsioni di questa domenica danno un’attenuazione delle precipitazioni ed io non vedo l’ora di lasciare le mie gambe libere di muoversi. E’ da qualche settimana che non faccio escursioni e allora decido di non affrontare alcun sentiero impegnativo ma di partire da Almesio (760 m), piccola frazione del Comune di Ceres. Questo villaggio si adagia all’invers della Val d’Ala dove il sole per ben sei mesi all’anno non si fa vedere.
Fino a qualche anno fa una famiglia ci abitava tutto l’anno. Immaginiamo per un attimo cosa doveva significare affrontare i lunghi inverni senza il calore e la luce del sole per tutti quei mesi…
Una strada che ben presto diventa sterrata, attualmente chiusa al traffico, porta fino all’Alpe del Conte, a quota 1700 metri circa, Testa Pajan, versante nord ovestlungo numerosi tornanti, piccole borgate ed alpeggi immersa in una natura davvero selvaggia dove non è per niente difficile incontrare animali, soprattutto se si parte al mattino presto. Se si abbandona la strada, poco prima dell’Alpe del Conte, si può raggiungere la cima di Testa Pajan (1856 m),  in mezz’oretta di marcia su sentiero. Non bisogna pensare che raggiungere questa cima di quota modesta sia da considerare una semplice passeggiata in montagna solo perché si percorre una strada sterrata. Il dislivello, unito alla lunghezza del percorso, richiede allenamento e resistenza alleNei pressi di Pian Fè lunghe escursioni, dove la quota viene guadagnata poco alla volta, senza alcuno strappo. La sensazione visiva che si prova è quella di sollevarsi lentamente dal fondovalle facendosi sempre più attrarre dall’altare celtico che ci sovrasta (così alcuni studiosi ritengono Testa Pajan).
E’ un’escursione molto indicata anche per chi vuole preparare le gambe alle dure ascensioni estive  e al contempo farsi letteralmente catturare da un ambiente alpino davvero molto affascinante, solitario e cosparso di boschi bellissimi, che al di sopra dei 1500 metri circa diventa più aperto e panoramico. Davvero interessanti gli scorci sull’alta Val d’Ala che si possono ammirare al di sopra del bosco e sulle cime della Val Grande.
In caso di abbondante innevamento l’impegno è molto superiore, soprattutto se si deve calpestare neve non portante. Attenzione, in questo caso, a valutare il rischio di valanghe sugli ultimi tornanti che tagliano il versante nord-est di Testa Pajan.
Ho già percorso molte volte questa zona, in ogni stagione e con ogni tempo, anche fermandomi molto prima della vetta, per esempio nel bellissimo alpeggio di Pian Fè (1200 m circa, due ore da Almesio). Questa volta la mia curiosità si è accentuata al ritorno, quando è giunta l’ora di togliersi gli scarponi e mettersi alla guida.

Quel numero impresso sul muro, 208, che indica un sentiero, attualmente non a catasto, porta da qualche parte? E’ ancora percorribile? Sulla carta IGC n. 110 non c’è alcuna traccia ma è evidente che, prima della costruzione della strada, ci doveva essere una mulattiera che permetteva di raggiungere le numerose borgate e gli alpeggi a monte di Almesio. Sarebbe davvero molto bello se ci fosse ancora un sentiero, come alternativa alla strada, per attraversare i segni lasciati dall’uomo nei tempi passati.
La direzione che indica la freccia ci spinge ad inoltrarci in mezzo alle case di Almesio dove si possono notare alcuni particolari davvero insoliti ed interessanti.

AlmesioA voi la curiosità di rintracciarli.

Vale la pena scoprire il mondo dietro casa.

Beppeley

7 Responses to Il mondo dietro casa

  1. serpillo says:

    La neve porta all’innocenza come il viso dormiente sul cuscino porta alla tenerezza.

    Almesio potrebbe somigliare ad un paesino dei presepi sotto la neve; poco più in su c’e’ la baita di un caro amico. 

    E' sempre piacevole passeggiare in mezzo alle betulle.

    Serpillo

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  2. blacksheep77 says:

    bentornati e… sì, a volte si fanno delle piccole/grandi scoperte nei posti più vicini a casa.
    ricordatevi che, quando volete/potete, una gita alla scoperta delle frazioni di cumiana è facilmente organizzabile… seguita da una cena… è la stagione adatta, si può fare anche con questi weekend dove il sole si nasconde!

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  3. utente anonimo says:

    Bentornati!! e ottima l'idea di marzia…
    gp

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  4. serpillo says:

    @ blacksheep7: e' ora di metterla in pratica la tua bella idea 😉

    Serpillo

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  5. blacksheep77 says:

    allora invito esteso anche a GP… per quando si organizza??

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  6. utente anonimo says:

    Sono stata 3 volte a Testa Pajan ed ogni volta è una occasione per vivere e respirare natura meravigliosa… l'idea di frazioni ahimè abbandonate che in questa stagione ricordano veri e propri presepi in scala reale (ma ahimè non più viventi) è efficace anche in tutta la sua malinconia…
    L'inverno è una delle stagioni che amo di più, per me il freddo è quasi terapeutico e l'atmosfera apparentemente immobile che si crea nei paesaggi montani e minerali in particolare, trova emani una sottile ma intensa energia.
    Tutto sta succedendo e niente accade, ai nostri occhi.
    Mi sovvengono situazioni ed emozioni del passato, vissute realmente o anche solo immaginate grazie ad un'efficace letteratura scritta da chi ama visceralmente la montagna, come me, anche se la sua frequentazione in questi ultimi due anni si è bruscamente rarefatta.
    Ma l'amore per ciò che essa rappresenta per me non si è mai spento, e non è certo destinato a cessare.
    La passione/amore per la montagna è una delle pochissime certezze che mi sono rimaste nonostante i colpi spesso duri della vita.
    Se avete intenzione di andre in giro in questo periodo fatemi sapere, perchè, impegni permettendo, mi aggrego volentieri.
    Ed in quanto ad una successiva cena, se il tutto avviene di preferenza di sabato, mi aggrego e posso partecipare con buoni beveraggi di provenienza langarola….
    Un saluto.

    Roxie (Souleiado)

    Mi piace

  7. Pingback: Il rischio valanghe « I camosci bianchi

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