Gian Carlo Grassi

Gian Carlo GrassiChi si addentra nel Vallone di Sea, in alta Val Grande di Lanzo, dopo pochi minuti incontra un enorme masso di gneiss squadrato con una parete perfettamente liscia che guarda verso il sentiero. È uno dei tanti blocchi ciclopici trasportati a valle dal ghiacciaio della Ciamarella. Con il suo sorriso beffardo, Gian Piero Motti mi aveva raccontato che quando capitavano da quelle parti con Gian Carlo fingevano, come se fosse stata la cosa più naturale del mondo, di aver scalato più e più volte quel muro senza sforzo alcuno, lasciando che il povero Calimero, stupefatto, si grattasse disperatamente i polpastrelli per ore senza riuscire a progredire di un centimetro. «Eravamo delle carogne» aveva concluso Gian Piero.”

Tratto dal libro “Mal di Montagna” di Enrico Camanni.

Il primo aprile del 1991 il grande alpinista Gian Carlo Grassi lasciava questo mondo. Enrico Camanni lo ricorda con un articolo comparso sulla rubrica “Montagna” del quotidiano  La Stampa.

Ecco l’articolo: “Grassi, l’attimo fuggente per il profeta del ghiaccio

Qui invece l’articolo di Marco Blatto: “Gian Carlo Grassi: il sentimento della meta” pubblicato dal settimanale “Il Risveglio“.

Beppeley

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