Il rischio valanghe

Grazie al post precedente, “Il silenzio della neve”, che mi ha dato lo spunto per ulteriori ricerche di risorse su internet, ho scoperto un sito interessante per chi ama frequentare la montagna in ambiente innevato.

E’ il servizio SIVA (Sistema Informativo Valanghe) che molto probabilmente gli scialpinisti e i ciaspolatori più arditi, ma anche i più informati ed attenti a prevenire il rischio valanghe, lo conosceranno già. Personalmente invece è stata una piacevole sorpresa poter accedere a tale strumento, così definito dall’Arpa Piemonte:

Il Sistema Informativo Valanghe è uno strumento di analisi e consultazione di dati cartografici, data base alfanumerici associati, fotografie e documenti storici, periodicamente aggiornato alla luce degli eventi valanghivi stagionali e del reperimento di nuovi dati storici”.

Così, pensando alla mia modestissima attività escursionistica in ambiente innvevato, ho provato a curiosare in Val d’Ala (Valli di Lanzo) analizzando la zona di Testa Pajan (1858 m), gradevole meta di un’ escursione con le racchette da neve (media difficoltà), con partenza da Almesio (760 m – fraz. di Ceres) percorrendo una carrozzabile che ben presto diventa una strada sterrata (anche senza neve è una piacevole ed interessante escursione in un ambiente solitario e molto affascinante; ne avevo già parlato nel post “Il mondo dietro casa“).

Mi è subito venuto in mente un libro pubblicato dal CAI di Lanzo (Tracce sulla Neve) e scritto, per gli aspetti legati alla sicurezza, da Pier Lugi Mussa per 13 anni nel Soccorso Alpino e scialpinista di grande esperienza, autore di un libretto molto interessante ed importante per chi vuole conoscere le tematiche relative alla frequentazione consapevole degli ambienti innevati, partendo proprio dalla conoscenza della neve e delle valanghe (I pericoli della montagna innevata).

Tra i vari itinerari proposti nel libro, Pier Luigi Mussa ci propone come meta Pian del Conte (1776 m), notevole punto panoramico situato a sud di Testa Pajan che si raggiunge attraverso Desert (1406 m), avvisandoci però che occorre fare molta attenzione alle condizioni della neve proprio al di sopra di Desert: solo in condizione sicure, si può proseguire.

Durante una lezione sul tema del rischio valanghe, tenuta nella sede del CAI di Lanzo, Pier Luigi ci segnala di prestare molta attenzione a quel tratto di strada che taglia le pendici nord-est di Testa Pajan perché, in condizioni di neve non sicura, c’è il rischio di valanghe.

Ho provato così ad utilizzare il servizio SIVA per visulizzare proprio la zona dell’escursione al Pian del Conte:

Cliccare sulla mappa per ingrandirla

Si nota come la strada sterrata venga interessata in più punti da distacchi valanghivi attraversando il versante nord – est e poi est, al di sotto della cima. Se poi, invece di fermarsi all’Alpe del Conte, si pensa di proseguire versa la vetta di Testa Pajan allora si dovrà prestare molta attenzione all’itinerario che, in assenza di innevamento, è costituito da tracce di sentiero in direzione nord, ovest e poi nord – ovest. Il sentiero si stacca sulla destra della strada sterrata ad una quota di circa 1740, prima di raggiungere l’Alpe del Conte.

La sterrata che taglia il versante NE di Testa Pajan. Il sentiero finale che porta in vetta è a sud.

Oltre a visualizzare la mappa in coordinate UTM – WGS84 è possibile effettuare interrogazioni e scaricare i dati storici. Nel nostro caso una “I” con lo sfondo blu ci segnala che è possibile accedere all’archivio (vengono riportati estratti degli articoli pubblicati dai giornali in occasioni di eventi eccezionali, come quelli raccontati da Giorgio Inaudi nel post precedente).

La sterrata "innocua", in versione tardo primaverile, che porta al Piano del Conte poco prima di intercettare il sentiero per la cima di Testa Pajan.

Per muoversi in sicurezza in ambiente innevato, come ci ricorda Pier Luigi Mussa, non basta conoscere molto bene la zona che vogliamo percorrere (grazie alla raccolta di documentazione ed informazioni, magari trovate proprio su internet) ma è fondamentale seguire costantemente i bollettini valanghe e quelli meteorologici. Anche in questi casi l’Arpa Piemonte provvede ad emanarli periodicamente (giornalieri quelli meteo: alle 14.00, giorni festivi compresi). I siti internet di riferimento sono questi:

http://www.arpa.piemonte.it/bollettini (Arpa Piemonte);

http://www.regione.piemonte.it/xmeteo/xmeteod/ (Regione Piemonte).

Per la corretta interpretazione dei bollettini valanghe si può consulatare il sito internet dell’AINEVA (Associazione Interregionale per lo studio della Neve e delle Valanghe). Qui è scaricabile la guida 2012.

E poi mai dimenticare di avere sempre con sé ARTVA (Apparecchio Ricerca Travolti in Valanga), pala e sonda e portarli tutti e tre, e non solo l’ARTVA, anche se si esce da soli: nel malaugurato caso di vedere una valanga, abbiamo il dovere di provvedere a soccorere gli eventuali sepolti se sappiamo usare bene tali strumenti di autosoccorso.

In conclusione ci terrei a sottolineare che quella che può essere considerata una semplice escursione estiva (come effettivamente si presenta quella da me proposta in questo post a Testa Pajan), in ambiente innevato può diventare molto rischiosa per la difficoltà che si incontra a valutare i versanti innevati che possono rappresentare un’insidia alla nostra uscita.

Per chi fosse interessato a conoscere bene l’utilizzo dell’ARTVA, segnalo che le sezioni CAI, che propongono uscite con racchete da neve nei loro programmi, sovente effettuano un’uscita preliminare proprio per insegnare il corretto utilizzo di ARTVA, pala e sonda (strumenti obbligatori per le uscite in ambito Club Alpino Italiano). Un ottimo esempio in tal senso è rappresentato dal CAI di Viù (provincia di Torino) che ogni anno propone sia una lezione teorica che pratica. Non esitate a contattare  il CAI se volete frequentare in sicurezza la montagna. E questo vale anche quando non c’è la neve.

Buone escursioni!

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

3 Responses to Il rischio valanghe

  1. Anonimo says:

    Ciao Beppe.

    Interessante ed utile (la sensibilizzazione non è mai troppa).

    E grazie per le citazioni e la pubblicità…

    Se mi permetti, farei un paio di considerazioni:

    · L’indubbia utilità di servizi di localizzazione delle valanghe tipiche di una certa zona (in larga misura spontanee) non deve far dimenticare una dato: oltre il 90% delle valanghe che fanno vittime sono valanghe provocate, anche al di fuori dei luoghi “tipici” in qualche modo “censiti”. Questo per dire che, oltre che preoccuparsi di ciò che incombe sul nostro percorso, non bisogna mai dimenticare che è proprio il nostro passaggio un elemento di potenziale criticità, anche in localizzazioni non “segnalate”.

    · Sottolineerei inoltre che una buona capacità di utilizzo dell’ARTVA non deve essere considerata un “optional”, ma un “obbligo” per chiunque si muove sulla neve.

    Ciao.

    Pier Luigi

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    • Beppeley says:

      Grazie mille delle tue importanti precisazioni ed osservazioni.
      Grazie al CAI, e grazie anche te, ho imparato ad andare in montagna e tornare a casa felice.

      Il mio piccolo contributo in questo spazio, così come cerco di fare in seno al CAI, vorrebbe proprio andare in questa direzione: fare il possibile affinché anche altre persone possano tornare a casa soddisfatti dopo aver percorso, e conosciuto, le nostre bellissime montange senza dimenticare mai gli aspetti legati alla sicurezza, presupposto fondamentale per effettuare escursionismo a tutti i livelli.

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  2. Anonimo says:

    Valanghe, dove il rischio è marcato (da Lo Scarpone):

    http://www.loscarpone.cai.it/news/items/valanghe-dove-il-rischio-e-marcato.html

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