La voce del bosco

Il post sulla leggenda dell’Uomo Selvatico, che ho scritto all’inizio di febbraio, grazie all’ispirazione ricevuta dal giornalista Carlo Grande, con il suo articolo sul Carnevale, mi ha indotto a percorrere un sentiero. Non di montagna, ma culturale.

In quel post Annibale Salsa cita un libro di riferimento sulle leggende che ruotano intorno a questo mito della montagna. E’ scritto da Massimo Centini ed è davvero un bel libro. Si intitola “L’Uomo Selvaggio. Antropologia di un mito della montagna” (Priuli & Verlucca 2000) e l’ho scovato per caso, osservando la vetrina dell’edicola-libreria di Roberto Bergamino che si trova dalle parti di Germagnano (belli i suoi libri sull’escursionismo nelle Valli di Lanzo: è stato uno dei primi personaggi che mi ha permesso di fare davvero un’esplorazione di quell’area alpina proprio grazie alle sue pubblicazioni).

Sarà anche solo un mito, ma personaggi che rievocano tale leggenda ne esistono sulle montagne, sebbene purtroppo siano davvero pochi. Ci ho pensato parecchio negli ultimi giorni, mentre leggevo il libro, e mi è tornato in mente un signore della Val d’Ala. E’ un omino piccolo, con tanto di barba lunga e folta. Un personaggio particolare e affascinante che ti incanta quando ti racconta del tempo che trascorre nei boschi, in mezzo agli alberi. Si sente bene quando va a caccia di legna. Intere giornate a contatto stretto con la natura, con le colonne del cielo. Leggi il resto dell’articolo