La scoperta del Monte Bianco

Dopo l’articolo di Lino Fornelli e l’intervista di Messner, la notizia che segue (tratta dalla newsletter del Club Alpino Italiano) è sicuramente benvenuta. Pietro Crivellaro ricostruisce la prima salita del Monte Bianco in un nuovo volume della serie “Licheni” della Vivalda Editori:

“La scoperta del Monte Bianco” di Horace Benedict de Saussure è uno dei grandi classici della letteratura dedicata all’alpinismo, con la novità di un’avvincente ricostruzione di Pietro Crivellaro che risolve definitivamente il caso della prima ascensione del Monte Bianco, una vicenda fondamentale per la storia dell’alpinismo. Per la prima volta si documenta la responsabilità di De Saussure nell’intrigo, e si svela perché il primo salitore, il dottor Paccard (considerato idealmente dagli storici Graham Brown, Gavin de Beer e Pietro Crivellaro il primo vero alpinista), ha subito in silenzio la falsa storia.

I “Voyages dans les Alpes”, proposti qui in versione godibile da un vasto pubblico, sono il frutto di un meticoloso e acuto lavoro di considerazioni legato all’esplorazioni del noto sponsor, ante litteram, della prima ascensione al Monte Bianco. A partire dal 1760 il ventenne De Saussure esplora instancabilmente, con l’aiuto di guide locali, entrambi i versanti del Monte Bianco animato da una grande passione insieme scientifica e avventurosa. Dal Montenvert al Crammont, le sue osservazioni e i suoi tentativi porranno le basi per la prima salita sul “gigante” delle Alpi, nel 1786, ad opera di Paccard e Balmat; cima sulla quale – terzo in ordine cronologico – riuscirà lui stesso a salire, lasciandoci il resoconto toccante della sua irripetibile esperienza. Un testo che, nel contempo, è anche una buona occasione per un raffronto storico tra realtà ambientali di grande interesse e fragilità.

Horace-Benedict de Saussure (1740-1799) Naturalista, professore di filosofia naturale, è il giovane ginevrino che dà l’avvio alla gara per la conquista del tetto d’Europa: una corsa che impegnerà una trentina d’anni. De Saussure è un fine osservatore di usi, costumi e geografia umana, scienziato, romantico e scrittore. A Paolo Brogi, saggista e scrittore, si deve questa oculata versione di brani scelti, tratti dai Voyages (e per la prima volta stampati da Savelli nel 1981). Il volume, arricchito dalla riproduzione di alcune tavole originali dell’edizione principe in 4 volumi (Neuchatel 1779-1786), ospita un saggio introduttivo di Pietro Crivellaro.

“Provai un’inesprimibile soddisfazione a ritrovarmi su quel magnifico belvedere che mi aveva dato già tanto piacere quattro anni prima. L’aria era perfettamente pura; il sole versava a grandi fiotti la sua luce sul Monte Bianco e su tutta la sua catena; nessuna nuvola, nessun vapore ci toglieva la vista degli elementi che eravamo venuti a contemplare, e la certezza di poter godere per parecchie ore quel grande spettacolo dava allo spirito una sicurezza che raddoppiava il sentimento della gioia.” 

Horace Benedict de Saussure, “Voyages dans les Alpes”.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

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