Da De Saussure a Viaticalpes

E’ davvero bellissimo “perdersi” tra le pagine del libro “La scoperta del Monte Bianco” di Horace-Bénédict De Saussure (qui il post) perché c’è quel caratteristico ed intenso sapore di animo esplorativo, quello che ha contraddistinto i primi alpinisti, coloro che sono saliti sulle montagne con la curiosità di capire il mondo delle vette ma anche  di ciò che incontravano lungo i loro viaggi di avvicinamento. Quel mondo che, prima di questi straordinari personaggi, è stato abitato da sempre da mostri e diavoli, dall’ignoto che alimentava l’immaginario delle genti alpine.

Il De Saussure, naturalista e professore di filosofia naturale, parte da Ginevra per conquistare il Monte Bianco. Lungo il suo cammino (siamo nel 1764) passa dalle parti di Cluse (Cluses) e si imbatte in una caverna che desta la sua attenzione: ai piedi di questa caverna sorge un villaggio che da essa ha preso il nome (Barme o Balme). Qui si imbatte in un pastore che gli parla di fate…

[…] Ho visitato la grotta una prima volta il 26 giugno 1764; non credo che prima di me l’avesse vista qualche altro osservatore; tra l’altro ne avevo appreso l’esistenza solo per un caso abbastanza singolare. Un pastore che era la mia guida durante una escursione sul monte Vergi voleva provarmi che un tempo c’erano state delle fate che erano sovrane di tutta quella zona; e visto che io mi rifiutavo di credere alle sue parole il pastore finì per dirmi: “Che cosa mi rispondereste se io vi facessi vedere le loro opere, cose che soltanto potenze soprannaturali possono aver fatto?”. Mi venne allora la curiosità, come ben capirete, di sapere che cosa fossero queste opere. “Per iniziare – mi disse il pastore – vi condurrò in un posto in cui le fate si sono divertite a tagliare tutte le pietre a forma di lumache, di serpenti e di ogni specie di animali straordinari”. Mi resi conto allora che il pastore voleva parlare di pietrificazione e visto che non ne conoscevo nessun tipo da quelle parti ero contento che la nostra discussione sulle fate ci avesse portato a questo. In effetti quando arrivammo al termine della nostra gita mi portò a una roccia vicinissima a Cluse, sulla strada che da quella città conduce a Saint-Sigismond: su quella roccia trovai delle grandi corna di Ammon, cioè quello che lui riteneva serpenti avvolti su se stessi; rinvenni delle turbiniti, che erano i suoi lumaconi, e un fossile più raro per lo meno nel nostro paese, cioè dei frammenti di grandi ortoceratiti, le cui articolazioni ramificate somigliavano a erborizzazioni. […]

Non resisto alla tentazione di sfruttare la Rete per capire qualcosa di più di questo luogo e di questa fantastica caverna. Cluse era il nome di una cittadina dell’Alta Savoia che adesso si chiama Cluses. La rintraccio grazie a qualche semplice ricerca con Google e poi, dopo qualche clic, mi imbatto in qualcosa di straordinario: si chiama Viaticlapes ed è un progetto interessantissimo dell’Università di Losanna che ha l’obiettivo di recuperare le tracce dei viaggiatori di altri tempi grazia alla raccolta sistematica delle immagini delle Alpi dal Rinascimento al XIX secolo per lasciarle disponibili su internet. Così, grazie a Viatimages, riesco a vedere una stupenda litografia del XVII secolo della Grotte de Balme proprioquella esplorata da De Saussure. E’ facilissimo: basta scegliere il tipo di ricerca (standard, geografica o avanzata) ed inserire il termine che vi interessa: provate a cercare, ad esempio, Monte Bianco, Courmayeur, Cervino, De Saussure o proprio Cluses…).

Qui il bellissimo video in francese che ci spiega il progetto di Viaticalpes.

Con un buon libro è possibile fare delle bellissime “escursioni” culturali che ci invitano ad esplorare fisicamente questi affascinanti luoghi delle nostre stupefacenti Alpi, ripercorrendo così proprio le orme dei primi salitori. E oggi abbiamo la grande fortuna di disporre di un mezzo straordinario come Internet che ci può condurre lungo percorsi di conscenza davvero meravigliosi.

Buon viaggio!

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

One Response to Da De Saussure a Viaticalpes

  1. serpillo1 says:

    Un tempo il sapere non era alla portata di tutti ed internet non esisteva. Mi immagino vivere anche solo 300 anni fa e non avere le nostre conoscenze. Per sopravvivere alla natura (basti pensare solo ad una grandinata o ad un tuono) e resistere all’ignoto ci si appigliava alle leggende o al sacro.
    Ho letto che oggi l’uomo moderno non ha piu’ “questa dimensione di mitologia e di religiosita’ “

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: