Pulizia e manutenzione dei sentieri

Foto di Beppeley

Domenica 17 giugno c’è stata la terza (di quest’anno) uscita del CAI di Lanzo per la manutenzione di un sentiero.

La Sezione di Lanzo è all’avanguardia in questo tipo di attività; anni fa decidemmo di iscriverci a questa Sezione proprio per la presenza di una Commissione Sentieri molto attiva e tenuta in considerazione da quei comuni delle Valli di Lanzo che manifestano interesse verso la manutenzione dei sentieri. Oltretutto la collaborazione con i comuni è d’obbligo, in quanto gli interventi vengono eseguiti su porzioni di territorio alpino che in buona parte sono di proprietà comunale e necessitano quindi di autorizzazione per intervenire; i comuni possono anche autorizzare interventi su terreni privati in caso di intralcio al sentiero o pericolo per chi lo percorre (es.: l’albero caduto o pericolante).

Le due uscite precedenti sono state fatte a quote relativamente basse su sentieri di collegamento tra vecchie borgate e alpeggi; questa volta invece l’obiettivo è un sentiero di alta montagna: il giro dei laghi del Vallone di Ovarda nel comune di Lemie (Val di Viu). 

foto di Ivo Reano

Tra i 2000 e 2400 metri circa si trovano ben 8 splendidi laghi alpini. La strada sterrata di collegamento tra il fondovalle e l’Alpe d’Ovarda è stata sistemata e resa percorribile (con cautela) a tutte le automobili. Il comune, uno dei pochi nelle Valli di Lanzo a preoccuparsi della sentieristica e di favorire un turismo intelligente e sostenibile, oltre a coprire le spese per il ripristino della strada, ha stampato un bel volantino con la descrizione della gita da distribuire agli escursionisti.

Il ritrovo è per le 7,30 a Germagnano. Breve scambio di saluti e poi si parte per Lemie dove raccogliamo qualche altro volontario del posto. Da qui all’alpe d’Ovarda sono più di 10 km di sterrata da percorrere con prudenza e lentamente. Verso le 10 siamo finalmente al punto di partenza, due tornanti sotto l’Alpe d’Ovarda alla quota di circa 1800 m.

Uno dei gruppi alla partenza

L’ambiente è quello grandioso dei pascoli di alta montagna. Qualche pastore porta ancora la mandria in alpeggio quassù ed i prati sono curati ed in piena fioritura…….Purtroppo non c’è tempo per godersi il paesaggio, si formano le squadre e si parte…..siamo già in ritardo!

Vista la quota non serviranno motoseghe, roncole, decespugliatori e rastrelli, bisognerà invece creare tutta la segnaletica sia orizzontale che verticale: il sentiero non è mai stato segnato ed in alcuni tratti che servono per completare l’anello addirittura non esiste. La squadra di volontari è numerosa (27 persone) e quindi i carichi (pali, bacheche, trapani, vernice, ecc) si possono distribuire tra più persone.

Fa molto caldo anche a questa quota, ma presto le nuvole coprono il sole senza peraltro mai arrivare a minacciare pioggia o ad avvolgerci nella nebbia: meglio così, si suderà meno.

Posa di cartelli indicatori. Foto di Ivo Reano

I lavori, data l’assenza della vegetazione arborea, sono consistiti in posa di bacheche, posi di pali con cartelli ad ogni bivio e nei punti importanti del percorso, realizzazione di ometti (qualcuno cerca di strafare e costruisce dei megaliti) che permetteranno di non perdere il sentiero in caso di nebbia, dato che non ci sono punti di riferimento e spesso la traccia è inesistente o poco visibile e, sopratutto, centinaia e centinaia di segnavia bianco-rossi dipinti con la vernice sui sassi (la segnaletica è quella ufficiale adottata dalla Regione Piemonte, che ha recepito quella già utilizzata dal CAI; dal 2010 è infatti in vigore  una Legge Regionale (L.R. n. 12/2010) che definisce come intervenire per la manutenzione dei sentieri, oltre a sottolineare l’importanza della  Rete del Patrimonio Escursionistico Regionale; manca solo più il decreto attuativo).

In un punto particolarmente infido in caso di pioggia o tempo umido è stata posata anche una corda fissa.

Posizionamento della corda fissa. Foto di Ivo Reano

Trasporto del materiale lungo il tratto appena attrezzato. Foto di Ivo Reano

I posti sono davvero bellissimi: si passa dalla prateria bucolica di Pian Giuoco ai bellissimi laghi, sono ben otto, incastonati nelle loro conche, alle severe pietraie. I laghi più alti sono ancora gelati, in alcuni tratti si sprofonda nei nevai residui; insomma la fatica è stata tanta, la fame ha raggiunto livelli incredibili (solo mezzo panino ingollato di corsa alle 16 dopo la colazione delle 6,30).

Segnaletica orizzontale sui sassi. Foto di Ivo Reano

Finalmente, poco prima delle 18 siamo di ritorno alle auto, stanchissimi ma felici per una giornata passata in un posto meraviglioso facendo quanto possibile per renderlo fruibile anche a persone poco esperte di montagna.

Degna conclusione di una giornata campale è la cena, offerta dal Comune, dove, finalmente seduti, abbiamo potuto tirare il fiato, riempire lo stomaco e chiacchierare con gli amici.

Menhir con segnavia. Foto di Ivo Reano

Per finire un invito: chiunque non abbia paura di una domenica di lavoro, da passare in compagnia di persone che condividono la passione per la montagna, può contattare direttamente noi o informarsi delle attività della Commissione Sentieri sul sito del CAI di Lanzo : www.cailanzo.it/.

La bacheca con cartina posta all’inizio del percorso. Foto di Ivo Reano

Segnaletica verticale. Foto di Ivo Reano

Info paologiac
Amo la montagna, i boschi, gli alberi ed il...legno. Mi piace anche la montagna"minore", quella oggi meno frequentata ma che reca i segni della storia e delle genti che ci hanno vissuto.

7 Responses to Pulizia e manutenzione dei sentieri

  1. serpillo1 says:

    Bella descrizione Paologiac e le foto parlano da sole. Traspare entusiasmo, duro lavoro, fatica, amore per la montagna ma anche orgoglio di appartenere ad un gruppo che permette a tante altre persone (s)conosciute di percorrere in sicurezza sentieri di montagna. E poi e’ tutto volontariato. Bravi.

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  2. Anonimo says:

    FANTASTICI !

    Grazie!

    r.f.

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  3. Beppeley says:

    In veste prima di tutto di cittadino, e poi anche come escursionista, volevo ringraziare tutti i 27 componenti che grazie al loro lavoro ci hanno “consegnato” un luogo bellissimo, adesso percorribile in sicurezza, permettendoci così di godere pienamente delle straordinarie bellezze naturalistiche e culturali della Val di Viù.

    27 sono anche gli Stati membri dell’Unione Europea. E allora permettetemi una metafora, molto spontanea: sarebbe stupendo se anche tutti i Paesi dell’Unione lavorassero insieme con lo stesso spirito che accomuna i volontari del CAI di Lanzo nella loro encomiabile opera di manutenzione della Rete Escursionistica, patrimonio di tutti.

    “Pannelli”, “pali”, “corde fisse”, “segnavia”, per tracciare quel “sentiero” che ci aiuti ad intravedere una meta, affinché il futuro dei cittadini europei sia desiderabile e limpido come l’acqua cristallina raccolta da quei magnifici specchi d’acqua che ci attendono tra le montagne.

    Grazie!

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  4. popof1955 says:

    Trovare un sentiero ben segnato è estremamente importante. Avere un punto di riferimento, il sapere che sentiero stai percorrendo, è quel piccolo tocco che trasforma ogni escursione in un’attività piacevole. Se poi si aggiunge una corda fissa nei punti più impervi consente di poter percorrere in tutta sicurezza un percorso. Spero di poter camminare lungo il vostro sentiero, siete lontani, ma mai dire mai 🙂

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  5. Beppeley says:

    @popof1955: mi puoi dire in che zona vivi? E’ solo per curiosità… Pensavo fosse più distante.

    230 km fino dove in particolare?

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