Società alpina e cultura del limite

Sovente in questo blog ho parlato della cultura del limte. Dove è rinvenibile tale cultura, quando per esempio siamo tra i monti, magari durante un’escursione che attraversa zone di pascolo?

“Quello del pascolo alpino è un esempio efficace per comprendere il concetto di limite ambientale. Un appezzamento di un ettaro in media può ospitare e soddisfare le esigenze di 1.7 capi (capacità di carico): se sono di più, il pascolo si danneggia e l’anno dopo non sarà più in grado di sostenere alcun animale. Millenni di esperienza (ed errori) hanno portato le popolazioni alpine a confrontarsi con uno sfruttamento oculato delle magre possibilità del territorio. Questa è forse tra le più grandi acquisizioni di consapevolezza dell’umanità, che oggi è stata mascherata dalla disponibilità di energia fossile e dall’importazione di cibo e materie prime da luoghi lontani. Oggi, in un contesto tecnologico e sociale completamente mutato, questa consapevolezza deve riemergere, al fine di evitare quegli abusi che possono portare al collasso dei sistemi ambientali e delle civiltà.”

«Una vacca in più mantenuta nell’inverno salva una famiglia dall’orrore della fame, ma per avere il fieno per mantenerla, bisogna raccoglierlo fra le balze ed esporsi alla morte».

GIACOMO POLLINI, 1896

Tratto da “Saperi Alpini: un cairn verso un futuro rinnovabile” 2007 – Regione Autonoma Valle d’Aosta e Società Meteorologica Subalpina.

Le esperienze del passato, coniugate in chiave moderna, possono diventare una valida guida per affrontare i futuri problemi ambientali ed energetici.

Documento scaricabile qui: www.nimbus.it/biblioteca/Download_pubblicazioni/donwload.htm

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

2 Responses to Società alpina e cultura del limite

  1. popof1955 says:

    Ho attraversato la Francia passando per le campagne, dal traforo del Bianco alla Bretagna, Sinora avevo una bella immagine, allevamenti di centinaia e centinaia di bovini. Un mucca in un anno mangia 10 volte il suo peso, diceva una regola, questo tuo post sulla sostenibilità, accoppiato alla regola di prima, ribalta l’immagine aulica che mi portavo appresso della Francia.

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  2. blacksheep77 says:

    una vacca mangerà dieci volte il suo peso, ma il mantenere una vacca voleva dire curare un territorio (sfalciando, pascolando). oggi economie e politiche distorte stanno mischiando la tradizione degli antichi margari con la voracità e lo sfruttamento del consumismo, dell’accaparramento di fondi comunitari, ecc ecc ecc
    i “piccoli” e sostenibili rischiano di scomparire perchè economicamente poco sostenibili. i grandi campano, ma fino a quando? una siccità come quella di quest’anno presenterà il conto a chi montica 2-300 bovini…

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