Le larghe vedute del geografo Werner Bätzing…

…e quelle molto ristrette di noi italiani espresse magnificamente dai nostri politicanti al potere.

Nel post “In Italia non cammina nessuno“, cito l’articolo di Enrico Camanni il quale tira in ballo il geografo di “larghe vedute” come Werner Bätzing uno di quei personaggi d’oltralpe che ha apprezzato e divulgato in terra straniera la Grande Traversata delle Alpi (GTA).

Qui il link a wikipedia per conoscere questo geografo tedesco.

Geografo è anche il docente di Cipressa (provincia di Imperia) che ha scritto un articolo per il quotidiano La Stampa (pubblicato stamattina nell’editoriale dei lettori) lamentando l’eliminazione dell’insegnamento della geografia dai programmi degli istituti tecnici grazie alla riforma Gelmini.

Giusto per fare qualche esempio, e per rimanere esclusivamente in tema con questo blog, che importanza ha sapere dove sono le Alpi e il ruolo che hanno avuto nella storia dell’Europa? E poi, quanto è importante sapere che attualmente è in fase avanzata la creazione di una Macroregione alpina che coinvolgerebbe 70 milioni di abitanti?

Leggete, tanto per cambiare, in che mani è il territorio del nostro povero Paese.

La Geografia cancellata

La riforma Gelmini l’aveva eliminata dagli istituti tecnici. Il ministro Profumo non l’ha ripristinata. E così, dopo 150 anni, non sarà più insegnata

G. GARIBALDI

A giorni inizia il nuovo anno scolastico. Anche se in pensione da anni, in questo periodo il mio pensiero va all’antico ambiente di lavoro, e in particolare agli alunni e ai colleghi della scuola in cui ho operato per 29 anni di seguito come docente di geografia: l’istituto nautico Andrea Doria di Imperia.

Ebbene, quest’anno – per la prima volta dal 1864 (quasi 150 anni fa!) – non vi si insegnerà più la geografia. Una sciagurata decisione dell’ex ministro Gelmini, mantenuta peraltro in vigore dall’attuale ministro Profumo (che pure nel 2010 aveva firmato la petizione per il ripristino della geografia nelle scuole), ha eliminato totalmente l’insegnamento della geografia negli istituti tecnici nautici e aeronautici, oltre che in tutti gli altri istituti professionali.

In genere la materia piace, e quando si fece la petizione tanti firmarono, consci che la cultura geografica sia necessaria specialmente oggi in tempi di globalizzazione, ma soprattutto meravigliandosi che essa scomparisse da certi tipi di scuole. Eppure è così.

A margine del fatto, mi ha sconcertato che una breve civilissima lettera in argomento, fatta pervenire per fax al ministro dell’Istruzione il 28 novembre 2011 da parte di un gruppo di docenti riuniti a congresso, sia andata persa – come mi fu riferito – e così pure non abbiano avuto alcun riscontro una copia inviata il 7 febbraio e altre due copie inoltrate in seguito.

E’ avvilente scoprire sciatteria proprio al ministero dell’Istruzione: se viviamo in un Paese civile (come da insegnante credevo), come mai nemmeno un cenno di risposta, per di più a un gruppo di docenti?

ex docente, 74 anni, Cipressa (IM)

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

17 Responses to Le larghe vedute del geografo Werner Bätzing…

  1. ventefioca says:

    Le pagine dedicate alla geografia erano le mie preferite nei sussidiari delle elementari, per non parlare poi dei libri delle superiori. Il piacere di guardare una cartina, il leggere le avventure di Livingstone, Magellano, Ibn Battuta, Marco Polo e ritrovare sulla cartina i luoghi ed i percorsi. Immaginare come erano allora e come sono adesso. Quante vole mi sono perso dietro alle cartine dell’Australia – uno scatolone vuoto in un mare turchese – e del Canada, a immaginare il passaggio a Nord Ovest
    Eppure…la carta non è il territorio, e proprio per questo è necessaria una cultura di “lettura” del territorio. Nell’epoca del GPS, del wireless, della connettività totale, degli aggiornamenti di stato di facebook fatti da amici che ti scrivono “sono qui” mi chiedo quanti capiscano veramente dove sono. Senza la geografia sarà ancora più difficile…

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  2. popof1955 says:

    Meno la gente conosce il territorio, meno ne soffre per le perdite subite. Forse è questa la filosofia che si va a somministrare.

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    • ventefioca says:

      ….. popof1955, spero che tu ti stia sbagliando…. più che studio, questa mi sembra sciatteria. Il risultato sarà lo stesso?

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      • popof1955 says:

        No è peggio, è un disegno preordinato. D’altronde se è una scelta casuale è da incompetenti, se è voluta è da criminali.
        Naturalmente la mia critica non è rivolta a Werner Batzing ma all’operato del ministero all’istruzione che hanno eliminato l’insegnamento della materia.

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    • Beppeley says:

      Un territorio meno conosciuto, diciamo pure “inesistente”, anche solo dal punto di vista geografico, è più facile da predare dalle logiche del profitto.

      Giusto per non andare fuori tema di questo blog (ma lo stesso vale per le aree non montane), mi piacerebbe fare un sondaggio, rimanendo in Piemonte, per chiedere agli intervistati di individuare su di una carta geografica la Valle di Ribordone oppure la Val Varaita.

      Se diverse vallate alpine piemontesi (ma non solo) sono prese d’assalto da progetti per derivare l’acqua a fini idroelettrici (giusto per fare un esempio), significa che per l’elettore medio quelle vallate non esistono e non vengono quindi percepite come un “bene collettivo” da preservare il più possibile in quanto esse rappresentano ormai l’unica espressione di bello (un bel paesaggio in cui si può rispecchiare la nostra anima…) che possa ancora farci comprendere che cosa davvero ha valore in questo disgraziato Pianeta.

      Se l’unica geografia che viene “insegnata” è quella dei centri commerciali, degli outlet, dei nonluoghi, allora stiamo pure certi che di questo passo l’impoverimento non avverrà solo in natura ma anche e soprattutto a livello mentale (cosa che in verità si sta già verificando).

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  3. paolo says:

    Rimaniamo sul leggero: chi mi sa dire dove sono la Val Bognanco o la Valle Antrona? (sempre Piemonte neh!)

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  4. Martellot says:

    Ciao a tutti,
    per la prima volta scrivo in questo blog che trovo DAVVERO interessante (e credo che non sarà l’ultima). Spero che la cosa vi faccia piacere! In merito alla questione in oggetto, mi sono reso conto dell’estrema importanza della geografia come materia di studio. Leggendo alcuni libri decisamente stimolanti, ho capito come la geografia sia alla base di tutte le attività dell’uomo. Uno di questi libri, che magari qualcuno conoscerà, è “Armi acciaio e malattie”, un’applicazione scientifica sugli avvenimenti storici che hanno interessato l’uomo negli ultimi 13000 anni. Il libro sostanzialmente parte dal voler capire il perchè è stato l’uomo “bianco”, europeo, a sottomettere popolazioni africane, americane, ecc. e non è avvenuto il contario. Bene, senza stare lì a raccontarvi tutto il libro, ci si rende conto di come le caratteristiche di un luogo, la sua geografia fisica, le ricchezze animali e vegetali che ha da offire, possano determinare il futuro di una popolazione. Per formazione, professione e diletto mi occupo di zoologia e mi rendo conto che se non conoscessi la geografia non potrei parlare di diffusione, presenza delle specie in un luogo o nell’altro. Inoltre, se ci pensiamo, senza la conoscenza geografica non possiamo nenache parlare di storia!

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  5. Beppeley says:

    Grazie Martellot! E’ sempre bello scoprire che questo blog viene apprezzato: mi aiuta a continuare!

    Certo che ci fa piacere! Anzi, se vorrai pubblicare qualcosa, faccelo sapere!

    “Martellot” mi fa venire in mente una punta della testata della Val Grande di Lanzo… Anche tu sei “pazzo” per quelle bellissime Valli (di Lanzo)?

    Interessante quello che hai scritto: mi piacerebbe saperne un po’ di più… Mi dici l’autore e l’editore?

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    • Martellot says:

      Sì, sono una grande “malato” delle Valli di Lanzo tanto che il mio nome si riferisce proprio alla omonima punta e al ghiacciaio! Appena ho un po’ di tempo mi prendo lo zaino e vado a trascorrere uno o più giorni lì…..
      In merito al libro che ho citato nel mio post precedente ecco i dati: “Armi, acciaio e malattie” ed è stato scritto da Jared Diamond. L’edizione in mio possesso (credo sia la più economica) è pubblicata dalla Einaudi

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      • Beppeley says:

        Grazie delle informazioni.

        Allora se ami le Valli di Lanzo penso che potremo combinare una bella escursione… Che ne dici?

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        • Martellot says:

          Senz’altro! Mi farebbe molto piacere. Ti segnalo però che sono un semplice escursionista nonostante abbia una adorazione per le vette “ardite” come le uje delle valli di lanzo. Credo in sostanza di essere un alpinista mancato! Comunque si può senz’altro combinare

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