Anticipo d’autunno in Val d’Ala

Solo qualche giorno fa la temperatura in casa, a circa 900 metri di quota in Val di Lanzo, era di 25 gradi. Stamattina il termometro (foto a sinistra) segna 18°. Fuori la minima ha raggiunto i 9° rispetto ai 20° toccati nei giorni di massimo calore.

Fino a quasi metà mattinata è piovuto insistentemente. Dalla finestra si nota la prima neve intorno ai 2500 metri. La curiosità di vedere come è cambiata repentinamente la montagna, spingendomi verso l’alta Val d’Ala, fino sul Pian della Mussa (1800 metri circa), è forte. E così parto, facendomi guidare dall’asfalto della provinciale.

La pioggia di questi ultimi giorni ha rinvigorito la vegetazione che d’improvviso si è accesa di tinte più scintillanti ed intense come questo versante, esposto a nord, dove la foresta sembra gioire per aver finalmente goduto della tanta sospirata innaffiata.

Foresta rinvigorita dalle pioggie dopo un lungo periodo di siccità

Anche le piste da sci di Belfé e del Karfén, quelle che nella prossima stagione sciistica saranno imbiancate con l’acqua del Lago di Lusignetto, sembrano meno invadenti. La terra delle piste è diventata più scura e tende a mimetizzarsi con il verde dei boschi che è stato rinforzato dall’oro blu che sta precipitatando in questi giorni.

Le piste da sci di Belfé e del Karfén con la Punta Lusignetto (1952 m). Versante esposto ad est

Appena poco prima del Comune di Ala di Stura, volgendo lo sguardo verso Nord Ovest, si nota la neve che ha imbiancato lo spartiacque con la Val Grande di Lanzo. La neve è scesa fino a circa 2500 metri di quota.

La neve sul versante sud del Monte Doubia

Sopra ad Ala di Stura c’è, per fortuna,  qualche schiarita che favorisce lo svolgimento della VIIIª Edizione della Festa dei  Mestieri “100 anni fa“, bellissima manifestazione rievocativa su come si viveva un secolo fa. Verso l’alta Valle invece le nubi sono ancora molto addensate e non fanno sperare nel bel tempo. D’altronde le previsioni meteo annunciano per i prossimi giorni ulteriori pioggie e nevicate.

La cima di Rocca Turo (2756 m) raggungibile con una facile e breve escursione dal Rifugio Bartolomeo Gastaldi (2659 m) dove sono stati raggiunti i 20.5 gradi durante il periodo di massimo calore in agosto

Risalendo la Val d’Ala lungo la provinciale, lo sguardo non può fare a meno di ricercare la bellissima vetta dell’Uja di Mondrone (2964 m). Le nuvole nascondono la cima ma poi, pochi attimi dopo, quasi come se la montagna percepisse che qualcuno la vuole vedere vestita di autunno, ecco mostrarsi in tutta la sua meastosità con il verde degli alberi che donano atmosfere insolite per questo inizio di settembre.

La vetta dell’Uja di Mondrone (versante E)

E pensare che solo qualche giorno fa la temperatura sfiorava i 30 gradi: mi fa ricordare a quanto è successo a febbraio di quest’anno quando in pianura dai -20° si è passati, nel volgere di qualche giorno, fino ai +20° (quindi un’escursione termica di ben 40 gradi!).

Sintomi eloquenti che il clima è malato?

Insisto con la fotocamera sui severi profili della montagna più affascinante della Val d’Ala…

Uja e a destra il Passo dell’Ometto (2614 m) dove si intravede il curioso monolite (l’Ometto)

Spesso mi chiedo quali effetti possono avere sulla nostra salute questi forti sbalzi termici che, sinceramente, non mi ricordo si verificassero così tanto frequentemente solo fino a qualche decina di anni fa.

Il canalone d’Arnas, la via di salita invernale per il Rifugio Gastaldi

Sul sito di Nimbus si parla dell’ondata di caldo del 18-23 agosto 2012 in Italia con foto interessanti che, se paragonate a quelle che vedete qui, fanno pensare ad un’altra stagione. Tra l’altro si legge che:

Colpisce tuttavia il momento tardivo in cui una così vigorosa onda di calore si è sviluppata: si può infatti affermare che, soprattutto al Nord-Ovest, non vi siano riscontri in passato di temperature così elevate nel periodo successivo al Ferragosto“.

Le rocce ancora lucenti, per la pioggia caduta fino a qualche momento fa, sembrano rallegrarsi della fine dell’ondata di caldo insopportabile

E poi:

Ma ancora più straordinarie sono le temperature misurate in varie località delle Alpi occidentali, dove talora sono stati battuti dei massimi assoluti. Sul versante italiano, ARPA Piemonte indica il raggiungimento di valori estremi in varie serie di misura (almeno ventennali) a quote attorno ai 2000-2500 m, con 20.5 °C al Rifugio Gastaldi (2659 m), 23.0 °C al Colle della Lombarda (2305 m) e 26.1 °C a Sestriere (2020 m). Inoltre, sul versante francese si sono stabiliti nuovi primati assoluti di 35.8 °C a Briançon (1310 m), 28.3 °C a Val d’Isère (1850 m) e 13.4 °C all’Aiguille du Midi (3845 m)”.

Punta delle Serene (2645 m) e subito sotto a destra la Gran Roccia (2327 m). Siamo in alta Val d’Ala, nei pressi del Comune di Balme

Riducendo lo zoom della fotocamera si nota la zona del Servin e l’aspetto tardo autunnale dell’ambiente alpino: sembra quasi impossibile assistere a questi scenari che ci fanno quasi dimenticare il caldo torrido di agosto con tutt’altri colori che emergevano sui pendii montani.

Il limite delle nevicate nella zona del Servin (2 settembre 2012). Versante nord, Comune di Balme

Proseguendo verso il Pian della Mussa si nota il paesaggio autunnale con le nubi che insitono sulle vette.

Testata della Val d’Ala sopra il Pian della Mussa (1800 m circa)

Ma basta voltarsi un attimo verso est, verso la bassa Val d’Ala, per osservare un ambiente completamente diverso.

I pendii della Val d’Ala esposti a sud

E rimanere stupefatti dal forte contrasto con il verde scuro dei larici e le rocce sporcate dalle spruzzate della neve precoce.

Il Piano della Mussa…

Pian della Mussa (1800 m circa)

…dove si notano i colori lasciati sull’ambiente dai rapidi cambiamenti meteorologici: i prati quasi secchi e martoriati dalla canicola di agosto e in alto invece la neve di inizio settembre. Osservando il verde scuro dei boschi, sembra quasi che gli alberi abbiano reagito più velocemente alle precipitazioni rispetto ai pascoli.

Il verde intenso e la neve dei pendii rocciosi sopra Pian della Mussa

La vetta più alta delle Valli di Lanzo, l’Uja di Ciamarella (3676 m), non è così vanitosa come l’Uja di Mondrone e nasconde la punta. Si mostra più timida alla fotocamera esibendo solo la sua severa parete Sud-Est (delle “Lance”).

La parete Sud Est dell’Uja di Ciamarella (detta delle “Lance”)

Di fronte a tutto questo, e visto che il meteo in questi ultimi giorni ha impedito di programmare serenamente una bella escursione nelle Alpi Graie Meridionali, non rimane che “percorrere” qualche bel menù locale… alla faccia della pioggia che torna ad insistere (per carità… ben venga!).

Attenzione: c’è un nuovo cartello indicatore sul Pian della Mussa… ma i sentieri sono ancora da sistemare… Chiedere informazioni al gestore dell’agriturismo…

Per questa domenica escludiamo sia il sopra che il sotto della foto… concentrandoci invece sul centro…

Non ce ne pentiremo!

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

8 Responses to Anticipo d’autunno in Val d’Ala

  1. Riccardo says:

    Belle foto, complimenti.

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  2. popof1955 says:

    Oltre le foto e alle tue considerazioni che le accompagnano, alla positiva gioia della pioggia e della neve tornata anzitempo (anche su questo versante centrale delle Alpi è comparsa già), il neo delle alte temperature estive, concentrate in pochi giorni, da da pensare. Il clima del pianeta è malato, non è una malattia precipitosa, è qualcosa che prosegue pian piano, anno dopo anno. Nel contesto attuale noto la mancanza di funghi al mercato, che di solito a fine agosto erano abbondanti.

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  3. italo losero says:

    Belle foto (stupende le Lance), puntuali osservazioni, traspare l’amore per il territorio.

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    • Beppeley says:

      Ecco una cosa bellissima che mi dà molta gioia:

      “traspare l’amore per il territorio”

      Sono davvero molto contento che tu abbia percepito questo sentimento leggendo il post.

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  4. paologiac says:

    “Spesso mi chiedo quali effetti possono avere sulla nostra salute questi forti sbalzi termici che, sinceramente, non mi ricordo si verificassero così tanto frequentemente solo fino a qualche decina di anni fa.”
    I cicli termici (successioni di alte e basse temperature) si usano nelle prove di qualità e robustezza dei componenti e dispositivi elettronici per simulare una vità accelerata degli stessi, cioè per farli invecchiare rapidamente e far venir fuori in poco tempo difetti che nella loro vita normale capiterebbero magari dopo anni. Io credo che lo stesso succeda anche a noi.

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    • ventefioca says:

      Riguarod algi esiti dei cambiamenti di temperatura posso dire… osa rotte e doloretti vari.

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    • Beppeley says:

      … forse il tempo atmosferico si è rotto le balle di noi umanoidi e vuole farci fuori il prima possibile?

      In fin dei conti prova tu ad essere l’atmosfera terrestre ed essere inondata tutti i giorni da immense quantità di CO2… da inquinamento di ogni tipo…

      Se io fossi l’atmosfera, altro che uragani scatenerei…

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