L’esperienza del margaro

La prima cosa che ho sentito dire da questi fanciulli straordinari, a seguito della loro entusiasmante esperienza tra i pascoli della Val Grande di Lanzo, è stata questa:

Almeno ci si sporca per qualcosa di giusto!“.

Secondo voi, da cittadino disincantato, che legge tutti i giorni il giornale, a chi potrei aver pensato immediatamente?

Lascio a voi immaginare.

Adesso godetevi questo bellissimo racconto di nuove generazioni che si approcciano al mondo della montagna con spirito davvero genuino ed autentico.

E con ragazzi così, possiamo stare sicuri che le Alpi non corrono il rischio di diventare un immenso luna park per cittadini “ricchi” ed annoiati.

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La storia è iniziata due anni fa quando sono andato a fare una passeggiata con la mia famiglia: il papà, la mamma, mio fratello Piergiuseppe ed io, Felice Alberto.

Siamo partiti da un paesino di nome Vonzo nella Val Grande di Lanzo, siamo arrivati fino a una chiesetta fra le montagne a 1890 metri chiamata Ciavanis e siamo andati a trovare dei nostri lontani parenti che fanno i margari, in quel momento stavano mungendo. Da quel giorno, io e mio fratello ci siamo innamorati di questo lavoro.

Il Santuario “Madonna del Ciavanis” e in alto a destra l’alpeggio del Ciavanis

Il 6 agosto 2012 mio papà ha chiesto a Troglia Gamba Dino, il margaro, se potevamo essere ospitati sull’alpeggio tre giorni a testa e Dino ha accettato. Da martedì 7 agosto!!

In quest’alpeggio ci sono cinque persone. I tre fratelli Troglia Gamba: Dino, Marina e Roberto, e i due bravi e simpaticissimi fratelli rumeni Daniel ed Emanuel.

Vi sono 6 stalle con 140 mucche di cui 90 da latte e le altre sono manze, mucche asciutte, 2 tori, 2 muli e 2 vitellini. Nella casa ci sono sei stanze: in una si fa il burro, in un’altra si fanno le “tome”,  una cucina, un bagno e 2 camere. Ci sono anche 2 cantine, una dove si tiene il latte freddo (i paioli contenenti il latte sono a bagno nell’acqua fresca corrente) e l’altra dove si tengono le tome nella fase di salatura.

Inizialmente, sono andato io, Piergiuseppe: ho 10 anni, e forse sono quello che ho rotto di più ai miei genitori che avremmo avuto piacere di farci ospitare sull’alpeggio.

Adesso vi spiego lo svolgimento della giornata. Sveglia alle 7; alle 7.10 si munge fino alle 10, alle 10 si fa colazione con pane e latte e dalle 10 alle 15 si puliscono le stalle, si fanno le tome e il burro. I due ragazzi rumeni si riposano una mezzoretta poi si mangia, si fanno altre tome, certe volte si va a fare legna , certe volte si puliscono le stalle dove sono state le manze, altre volte bisogna andare a spostare le manze che sono nell’alto pascolo.

Verso le 19  le mucche scendono ordinatamente dal pascolo ed automaticamente entrano ognuna nella propria stalla e si posizionano al proprio posto, si legano con l’apposito “catenaccio” e si mungono fino alle 22; si mangia, e verso le 23 si va a letto.

Io in quei 3 giorni mi sono divertito un sacco, anche se bisogna lavorare duramente il primo giorno. Ho fatto le cose piu facili come: pulire le stalle con i piedi in 15 centimetri di drugia, anzi di “busa”, in quanto sull’alpeggio chiaramente non esiste paglia o altro.

Il secondo e il terzo giorno ho aiutato a fare i lavori come tagliare legna.

Poi è andato su mio fratello, Felice Alberto, 14 anni, ed ora racconta lui.

Oltre ad aver fatto circa le stesse cose, le stesse esperienze di mio fratello, ho anche imparato a fare la “toma” e il burro, simpaticissimo è scremare il latte. Per togliere la panna per fare il burro, si screma a 12, 24, 36 ore dopo la mungitura: si effettua passando uno stranissimo (per noi) mestolo in legno sopra al latte, ma la manualità che hanno i “Gamba” è sorprendente! Temo che le tome che sono state fatte con i paioli di latte che ho scremato io, saranno un po’ più “pannose”. Ho provato anche  a girare la “burrera” ed era molto dura, per fortuna adesso hanno messo un motore elettrico alimentato da un generatore che la fa girare, ma la maniglia per girarla a mano, c’è sempre, in caso di guasto al generatore di corrente.

Alcuni giorni dopo Dino ci ha chiamato al cellulare dicendoci se volevamo stare ancora un paio di giorni a testa su da loro. Naturalmente abbiamo accettato di corsa e la vacanza si è prolungata!!!

by Piergiuseppe & Felice Alberto

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

14 Responses to L’esperienza del margaro

  1. popof1955 says:

    Bellissima testimonianza raccontata con occhi sinceri 🙂

  2. paologiac says:

    Quanto sarebbe piaciuto anche a me fare un’esperienza simile a quell’età! Chi sa che la vita non avrebbe preso una strada diversa…..

  3. Anonimo says:

    Eh si, come ha detto popof, raccontato con occhi sinceri, e posso tranquillamente aggiungere che il sorriso che avevano quando sono andato a prenderli, era smagliante ed estasiato.
    Stanchi? No! In fondo sono nipoti di margari, la nonna 60’anni fa era margara alla Vassola, il nonno al Trione, lui come “garsun” da parenti, in quell’alpeggio attualmente tanto nell’occhio del ciclone a Chialamberto.
    Marina, Dino, Roberto, ma anche Daniel (forse sopratutto) hanno spiegato loro, la vita dell’alpeggio, sapendo conoscere e riconoscere le mucche, che anche loro hanno un carattere ben determinato e una certa “personalità”, e la soddisfazione (da genitore) sentirsi dire che i “novelli margari” capiscono i lavori, che non è necessario spiegargleli 2 volte…..beh, è indescrivibile!

    Questi ragazzi, oltre ad aver condiviso questa vita, sicuramente non facile, ma certamente spiritualmente gratificante, hanno avuto il modo di conoscere la montagna, quella con la “M” maiuscola, sentire il silenzio, che solo in certi posti si può ascoltare, vedere il buio, che solo in certi posti si può vedere, estasiati, hanno visto la Via Lattea, (io l’ho vista solo 2 volte),
    seduti alle ore 23:00 su di un muretto, in compagnia di Marina e di Diana (non è stata nominata nel racconto, ma è una instancabile “margara …a 4 zampe”), che quando smetti di accarazzarla, alza il muso, par chiederti altre carezze…..I giochi e le corse delle marmotte a pochi metri da loro….

    Piccole cose forse, ma che nemmeno io (figlio di margari) ho mai fatto!, ma che sicuramente molti possono comprendere.

    ROK 64

  4. Anonimo says:

    Ciao Beppeley, e grazie di aver pubblicato la nostra avventura, è stata una cosa bellissima, speriamo di poterla fare ancora ripetere questa avventura, è troppo bello!

    (Siamo addirittura sopravvissuti senza televisione e videogiochi! Ma avevamo una televisione a 360 °.)

    Felice Alberto & Piergiuseppe

  5. Riccardo says:

    E’ una compagnia di persone favolose e super-ospitali, ho avuto modo di conoscerle qualche settimana fa essendo mio cugino amico di Roberto e abbiamo avuto la possibilità di vederli all’opera nella fase della discesa delle mucche. La zona dell’alpeggio è fantastica aiutata soprattutto dalla vista del Santuario del Ciavanis e del Bellavarda.

  6. Anonimo says:

    felice alberto sono un tuo “vecchio” compagno delle medie, il tuo vicino di banco degli ultimi tre mesi, e devo dire che sono rimasto molto sorpreso nel vedervi così attivi e partecipi nel lavorare così duramente nelle magnifiche vallate del Lanzo, e aprezzare gli antichi ma importanti lavori del passato che molta gente al giorno d’oggi rifiuterebbe, davvero i miei più sinceri complimenti!!!!! =D

    P.S:
    venerdì ci vediamo a karate 😉 e mi racconterai meglio

  7. Anonimo says:

    felice alberto, sono un tuo “vecchio” compagno delle medie, il tuo vicino di banco degli ultimi tre mesi, e devo dire che sono rimasto molto sorpreso nel vedervi così attivi e partecipi nel lavorare così duramente nelle magnifiche vallate del Lanzo, e aprezzare gli antichi ma importanti lavori del passato che molta gente al giorno d’oggi rifiuterebbe, davvero i miei più sinceri complimenti!!!!! =D =) XD

    P.S:
    venerdì ci vediamo a karate 😉 e mi racconterai meglio
    un saluto anche a tutta la famiglia!

  8. Anonimo says:

    naturalmente un saluto anche a tutta la famiglia =)

  9. Pingback: L’esperienza del margaro | Storie di pascolo vagante

  10. giovanni says:

    chapeau per il racconto!
    val piu’ di mille mila libri sulla mont

    ciao

  11. Alessandro says:

    Complimenti Piergiuseppe! Un’esperienza che dovrebbero fare tutti i ragazzi della tua età, non solo per amare la montagna, ma per diventare “grandi”.
    … e, adesso, buon inizio di “avventura” alle “medie”,
    Uno dei tuoi nuovi prof.

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