Renzo Videsott

[…] Mediante severe norme protettive grazie alla lotta di Videsott e collaboratori contro il bracconaggio, il numero degli stambecchi, che si erano ridotti a 417, superò il numero di 3.000. […]

In memoria di Renzo Videsott (ho la presunzione di ritenere che in questo angolo del web si possa sentire a un po’ a casa sua…), e del lavoro straordinario che ha compiuto affinché potesse giungere fino a noi il meraviglioso Parco Nazionale del Gran Paradiso, elenco qui sotto alcuni link interessanti:

– biografia: www.renzovidesott.it/renzo-videsott/

giornate della memoria (8 e 9 settembre): www.pngp.it/de/90anni/iniziative/giornate-della-memoria-di-renzo-videsott

Tra l’altro, leggendo la sua biografia, si scopre che era anche un alpinista molto forte:

“Fu autore di importanti prime ascensioni e altrettanto importanti ripetizioni, compì la prima ascensione della Busazza nel Gruppo del Civetta, aprendo nuove vie di arrampicata e classificandosi fra i migliori alpinisti d’Italia”.

Mi piace molto anche cosa sostiene Enrico Camanni, nella parte finale della prefazione del libro “In su e in sé” (scritto da Giuseppe Saglio e Cinzia Zola; edito da Priuli e Verlucca):

Credo che l’alpinismo sia la rappresentazione di un amore adolescenziale mai consumato fino in fondo, proiezione infantile di sogni, speranze, capricci, egoismi, illusioni. Per questo gli alpinisti non sono affatto persone facili, e nemmeno uomini e donne maturi. Sono al contrario «eroi» eternamente incompiuti, fanciulli mai diventati grandi, instancabili collezionisti di attimi ed emozioni che mal si compendiano con le feriali incombenze della vita quotidiana. In tutta la mia lunga e appassionata frequentazione della storia e della società alpinistica ho incontrato soltanto due personaggi che siano riusciti a consumare veramente con la stessa intensità la passione alpinistica e l’impegno civile. Sono il grande dolomitista Renzo Videsott, diventato direttore del Parco nazionale del Gran Paradiso negli anni drammatici del secondo dopoguerra, e il sindacalista Guido Rossa, ucciso dalle Brigate Rosse nel vile attentato del 24 gennaio 1979.

La loro «conversione» al mondo del piano li rende unici, e per contrasto, come in un gioco di specchi, rende assolutamente eccezionale anche la pratica alpinistica.

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

2 Responses to Renzo Videsott

  1. ventefioca says:

    Guido Rossa è stato un “grande” dimenticato da quasi tutti… commovente ilritratto che ne fa Giampiero Motti, appena trovo un attimo mi paicerebbe pubblicarlo almeno in parte. gp

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