“Sara e gli amici del bosco”

Forse non tutti sanno che in Piemonte la caccia è stata bloccata da una sentenza del TAR. Adesso attendiamo un pronunciamento entro domani: dalle notizie di ieri sera sul TG 3 Piemonte sembra che l’Assessore regionale alla caccia Claudio Sacchetto (Lega Nord) abbia già pronta la delibera che risolve tutto affinché la stagione venatoria possa partire con regolarità domenica prossima (il tempo stringe…).

Ricordo che ai cittadini piemontesi è stato “scippato” il diritto a partecipare al Referndum regionale sulla caccia, che non intendeva abolirla ma solo limitarla.

In questo perfetto e classico pasticcio all’italiana, la “notizia” più bella arriva dalla lettera scritta da Sara (10 anni) per la rubrica “Specchio dei Tempi” del quotidiano La Stampa (11 settembre 2012):

“Ciao, mi chiamo Sara, sono una bambina di 10 anni e volevo fare un appello a tutte le persone che hanno scelto una strada brutta e crudele: fare i cacciatori. Io, insieme con la mia famiglia, abitiamo verso la montagna, davanti a casa abbiamo un bosco, nel quale abitano molti nostri amici animali. Tra un po’ arriverà l’autunno, questa è una stagione molto bella e divertente per noi bambini; però c’è un problema: a rovinare il divertimento ci sono i cacciatori, che con i loro fucili spengono per sempre le vite di tanti animali del bosco. Gli animali lottano in continuazione per sopravvivere, ad esempio quando le piogge sono scarse l’erba incomincia a seccarsi e anche le risorse d’acqua scarseggiano e inoltre in autunno ci sono i cacciatori che sistemano le trappole per gli uccellini o sparano alle lepri, ai cinghiali, ai caprioli… Provate a mettervi nei loro panni e provate a pensare: se gli animali potessero difendersi con delle armi e fossero molto più grandi ucciderebbero tutte le persone cattive dell’intero Universo. Perché con i soldi e la violenza si ottiene sempre tutto ciò che si vuole? Io sono ancora piccola, però da grande desidero fare un lavoro per proteggere gli animali in pericolo. In autunno si fanno molte cose divertenti: ad esempio farsi una passeggiata nel bosco con la propria famiglia e magari avere la possibilità di scattare delle foto agli animali. È mille volte meglio avere una foto ricordo di un capriolo, anziché avere la sua testa imbalsamata in salotto. Il mio compleanno è a dicembre, però vorrei un grosso regalo in anticipo: voglio soltanto che nel bosco davanti a casa mia (e naturalmente anche negli altri boschi) i cacciatori abbiano un cuore completamente diverso, uno con tanto amore per gli animali e tanta felicità. Scommetto che nella vostra vita manca un tassello molto importante che è l’amore! Provate almeno a posare le armi in cantina e procuratevi una macchina fotografica e andate a divertirvi nel bosco. Ricordatevi che gli animali sono di tutti, perciò sono anche di noi bambini. Non uccideteli più, perché un giorno mi ringrazierete del consiglio. L’autunno è una bella stagione, però ogni sparo mi angoscia sempre di più. Smettetela tutti di andare a caccia e fate diventare l’autunno una stagione piena di libertà anche per gli animali del bosco“.

Sara Chiesa
 ***
Qui sotto un video di 1 minuto e 28 secondi sulla caccia al camoscio:

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

18 Responses to “Sara e gli amici del bosco”

  1. serpillo1 says:

    Ho letto anche io la lettera di Sara sulla rubrica Specchio dei Tempi.
    Mi ha colpito la sua chiarezza di pensiero ed il bel messaggio che trasmette.

    Anche tu, Beppeley, sei un “cacciatore” di foto……

    I giovani, con le loro limpide idee, se solo avessero piu’ spazio nella società, potrebbero spazzare tutto il vecchiume, ma non vengono sempre presi in considerazione.

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  2. Anonimo says:

    Tutto questo casino per 28mila cacciatori in Piemonte…

    Per uno sport da ricchi. Ma poveri di mente.

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    • Beppeley says:

      E’ la solita porcheria in stile italico: i pochi (le solite lobby, le solite cricche, i soliti furbetti…) hanno sempre più potere della maggioranza. Ne discende che l’interesse particolare, quello di pochi, è più importante di quello della maggioranza (ovvero del bene comune).

      E infatti se i cacciatori in Piemonte sono all’incirca 30.000, a fronte di una popolazione di cittadini piemontesi di circa 4 milioni e mezzo, allora significa che i politicanti al potere si stanno interessando di una questione che riguarda meno dell’ 1% della popolazione piemontese (per la precisione lo 0,67% !!!).

      E allora è ancora più grave che sia stato scippato il Referendum Regionale sulla caccia.

      VERGOGNA!!!
      http://www.ilfattoquotidiano.it/2012/09/09/tar-sospende-caccia-in-piemonte/347434/

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  3. Anonimo says:

    Bellissima la considerazione di Sara, e “pesante” il video.

    Condivido il pensiero di Serpillo, che la purezza, o semplicemente la logica che i ragazzi hanno, farebbero una bella pulizia. Purtroppo quando si diventa grandi si pensa…. “cosa mi conviene dire?”

    Rok 64

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    • serpillo1 says:

      Ciao Rok 64,

      a proposito di purezza ed oserei dire quasi ingenuita’, ieri, dal tram, ho visto un poster pubblicitario di una marca di abbigliamento con fanciulli che parlano ai nostri politici: “signori politici, dobbiamo ridurci la paghetta per dare il buon esempio?”

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  4. Io non ho ancora ben chiaro come facciano i cacciatori, una esigua minoranza, ad avere tutto questo potere. Anche in trentino il governo locale é, da sempre, letteralmente sdraiato ai desiderata dei cacciatori. Qualcuno me lo spiega?

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  5. popof1955 says:

    Condiviso in fb e tw. Ciao 🙂

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  6. serpillo1 says:

    Inserisco il “Pensiero debole” di Luciana Littizzetto (inserto Torinosette di oggi de la Stampa) relativo alla caccia:

    http://www.lastampa.it/2012/09/21/torinosette/rubriche/il-pensiero-debole/il-pensiero-debole-10WL2JE2flgJDXrKdvcMdM/index.html

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  7. Marco Sartori says:

    Scusate se rispondo soltanto adesso (giuro Beppe, era quasi un mese che non visitavo il blog e non avevo visto questa discussione).
    E scusate anche se rispondendo vado contro corrente, ma non condivido molte delle cose che ho letto su questa pagina. Perché? Perché amo la montagna come la mia casa (chiedete a mia moglie). Perché amo gli animali e li conosco esattamente come il cane e il gatto di casa (forse di più). Perché sono uno che studia e legge e vive nel bosco e con la gente del bosco molto fin da quando ero bambino. Perché sono uno che scrive, racconta e divulga le storie del bosco da quando ho la maturità per farlo. E perché sono anche un cacciatore. Non sono affatto ricco. Non mi sento povero di spirito e sono sicuro che non lo erano Rigoni Stern, Hemingway o Montanelli. Non ritengo la Littizzetto (di cui sono ammiratore) una penna autorevole in materia di caccia. Non cerco proseliti o sostenitori. Quando mia figlia osserva che uccidere un animale non è bello non cerco di convincerla del contrario, ma provo a spiegarle che la questione è molto più complessa. Forse quando sarà più grande proverò a far maturare in lei una coscienza ambientale e alimentare (far la spesa al supermercato non ci aiuta certo a capire cosa abbiamo nel piatto. Non mi metto mai nei panni di un animale, ma cerco spesso di mettermi in quelli di un’altra persona. Credo (citando Silvana de Mari) che alla morte si debba dare un senso. Da un breve video sulla caccia al camoscio non imparo nulla perché (come suggerisce il prof. Franco Perco, padre della gestione faunistica e Direttore del Parco dei Monti Sibillini) un abbattimento privo di ritualità non ha senso. Non nego che al mondo non esistano mele marce e ci sono in tutti gli ambiti, ma non si possono osservare solo gli aspetti negativi e lampanti di un fenomeno complesso e spesso “nascosto” e trarne giudizi. Si parla di limiti, ma di limiti e tasse io ne vedo così tante ogni volta che prendo in mano il mio tesserino, che a volte mi passa quasi la voglia di andare avanti. Voi di cacciatori veri ne conoscete? Quanti? Cosa sono? Gente che sputa per terra e ringhia invece di parlare? Specie di Uruk-Ai che incarnano il male e la superficialità e l’illegalità del mondo? E la caccia cos’è? Un problema così grande da doverci intavolare su discussioni e dibattiti? Un’opera di pianificato sterminio e volgare divertimento? Tutto qui? Non lo so… forse ne sapete più di me. Beppe, di me pubblica pure tutto ciò che vuoi. Io non ho problemi. Se avessi visto questa discussione prima avrei risposto già da tempo. L’ho vista ora e ho risposto, chiaro e limpido come l’acqua del Lusignetto.

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    • Beppeley says:

      Hai scritto: “Perché amo gli animali e li conosco esattamente come il cane e il gatto di casa”.

      Scusami, forse non ho capito niente della vita (può succedere…).

      Come fai a parlare di amore verso gli animali se poi gli spari?

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    • Martellot says:

      Hai ragione, trovo anche io che la Littizzetto non sia la persona più indicata per parlare di caccia. Pur non riferendomi a lei ma a (molte) altre persone, ho sempre un pensiero un po’ critico con chi si dichiara “amante della natura” ma poi magari si dimostra amante di una natura umanizzata, addomesticata, da giardino di Viridea. In merito a questo punto, personalmente, penso che “l’amore per gli animali” inteso in maniera animalista, sentimento diffuso soprattutto oggigiorno, sia uno dei risultati delle migliorate condizioni di vita degli uomini di oggi rispetto al passato. Basti pensare che oggi teniamo un cane in casa e diverse persone lo fanno dormire in un letto, cosa che probabilmente era impensabile cento anni fa dove il cane veniva trattato unicamente come un animale da lavoro. E poi magari veniva pure mangiato! Penso anche però che se non ci fossero stati tanti “amanti degli animali” oggi non ci sarebbero gli scoiattoli grigi (americani) ad eliminare gli scoiattoli rossi (nostrani/europei) dalle pianure piemontesi dal momento che una sua eradicazione è stata impedita appunto dagli animalisti. Appunto una visione finta della natura.
      Allo stesso tempo però ritengo che generalmente non siano i cacciatori le persone più indicate per parlare di fauna e di gestione della natura. Tralasciando il fatto che l’attività venatoria (e la pesca!) oggi non ha più ovviamente un significato legato alla sopravvivenza degli uomini (almeno da noi), la sua connotazione è legata quasi esclusivamente ad una attività che si potrebbe definire sportiva (uno sport molto strano e violento a mio modesto parere…). Tuttavia, a parte ovviamente alcuni casi specifici, faccio molta fatica a riconoscere ai cacciatori il ruolo di “regolatori e controllo nell’ambito ambientale” su tutti sul contenimento di alcune specie, soprattutto capriolo e cinghiale. Che queste specie siano in sovrannumero siamo tutti d’accordo però dobbiamo andare a vedere le cause di questo sovrannumero. Ad esempio il cinghiale all’inizio del secolo era quasi scomparso dal Piemonte ed ora, anche in seguito a un gran numero di lanci di esemplari da parte di associazioni venatorie, ha iniziato a diffondersi in maniera sconsiderata, complice anche l’abbandono della montagna. Da notare che tra questi esemplari erano presenti diversi individui di cinghiali del centro Europa piuttosto diversi dai “nostri” e anche un numero non quantificabile di porcastri, incroci tra maiale e cinghiale. Ciò detto, adesso francamente mi fa un po’ sorridere il pensare che i cacciatori si definiscano indispensabili per le dinamiche naturali delle nostre montagne. Anche perché non dimentichiamo che la natura si è sempre “regolata” da sola ben prima dell’avvento di uomini con il fucile pertanto se ci sono dinamiche ecologiche alterate non è lei la causa quanto piuttosto lo sono le attività umane!
      Oltre a questi aspetti però devo sottolineare un aspetto che oggettivamente non può essere trascurato. Mi sto riferendo alla tranquillità e alla sicurezza dei frequentatori della montagna durante il periodo di caccia. Da quando inizia il calendario venatorio infatti, cerco di non frequentare più le aree non tutelate da parchi naturali dal momento che ho paura di ricevermi una fucilata. Mi è successo, per lavoro, di dover frequentare aree naturali durante il periodo venatorio e mi sono trovato costretto a mettermi un giubbotto di emergenza (quello presente in automobile, per capirci) e a mettermi a cantare o a fischiare per cercare di farmi sentire onde evitare di essere scambiato per un cinghiale con le ovvie conseguenze! Personalmente penso che in queste situazioni non venga garantita l’incolumità delle persone e questo lo trovo intollerabile!
      Per concludere però penso che uno dei problemi più gravi per le nostre lande in questo periodo sia l’eccessiva urbanizzazione e umanizzazione di aree naturali, anche in montagna. Questo sì che è un vero problema. L’enorme consumo di suolo al fine di costruire capannoni, ipermercati, case o altre diavolerie è un problema MOLTO più grave della caccia, che già è un’attività che non mi fa esaltare! Secondo me su questo punto sia i detrattori della caccia che i cacciatori potrebbero (e dovrebbero) trovare un punto d’incontro e per una volta non difendere unicamente i propri interessi spinti solo dalle loro passioni. Soprattutto per queste eventuali future attività, TUTTI gli animali, cacciabili e non cacciabili, belli e brutti, mammiferi e insetti, ne gioverebbero. E con loro gli ambienti che li ospitano. E in seguito anche noi, ne sono convinto.

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      • Beppeley says:

        Ti ringrazio molto per quanto hai espresso, con straordinaria chiarezza, nel tuo interessantissimo commento.

        Anche io ritengo che uno dei problemi ambientali più gravi in Italia sia il consumo del suolo a causa dell’eccessiva cementificazione. Grazie tante per averlo segnalato.

        Pure a me è successo, purtroppo, di dover ricorrere al fischietto (che tengo nello zaino per un’eventuale segnalazione di soccorso) per farmi sentire quando mi sono ritrovato nel bel mezzo di una battuta di caccia al cinghiale: mi sono preso un grosso spavento!

        Ti rinnovo l’invito a pubblicare qualche tuo post, se sei interessato (questo tuo commento lo è già: meriterebbe una visibilità maggiore).

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      • Marco Sartori says:

        Ho apprezzato molto il tuo commento perché su molti punti la vediamo allo stesso modo. Sei molto informato e questo mi fa piacere. Su un punto solo mi esprimo: non è che i cacciatori si credano coloro che meglio possono portare avanti la gestione faunistica. E’ che di fatto sono gli unici operatori che da decenni ormai si occupano di questa metaria (in modo certamente interessato). La gestione non è la singola fucilata, ma tutto il lavoro che ci sta dietro. Ora però lascio stareperché Beppe ha aperto una nuova discussione in proposito e ne ho già scritte fin troppe (ho paura di sembrare pesante)!
        Volevo solo ringraziarti per il tuo intervento che è stato uno dei più interessanti che mi sia capitato di leggere da molti anni a questa parte.

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  8. Marco Sartori says:

    Dimostra solo quanto sia complesso l’argomento e quanto sia complessa la vita. E come spesso sia difficile ridurla in frasi semplici e concetti elementari.
    Beppe, è brutto farlo ma ti rispondo con una domanda: secondo te io odio gli animali? Vado in giro sparando per pura sete di sangue e astio nei confronti del selvaggio? C’è qualcosa di insano e distorto che mi spinge ad agire così? Se ne dedurrebbe che tutti coloro che vanno a caccia o che in qualche modo si procurano cibo prelevando dalla natura (i pescatori no??) hanno in sè una grave distorsione della personalità. In qualche modo sono malvagi o incapaci di provare sentimenti positivi. Sbaglio? Ma su questo piano d’analisi un dialogo è ancora possibile?
    Il fatto è che se non si riconosce nel cacciatore una persona con una sua dignità e in grado di esprimere il proprio pensiero in maniera lecita il discorso è già finito. Se non ho la possibilità di definirmi un Amante della Natura mi resta poco da dire per spiegare quello che faccio (poco e non sempre)

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