Ingria

Ingria è un minuscolo ma incantevole Comune della Val Soana. E’ uno di quei luoghi che nell’epoca dell’alta velocità ci sfugge come niente quando capita di essere tutti intenti a raggiungere la nostra meta, una vetta o un lago alpino. Si carica lo zaino, si monta in macchina e si pensa solo ad arrivare al parcheggio dove indossare gli scarponi: tutto quello che attraversiamo, dalla partenza all’arrivo, semplicemente non può esistere, sommersi come siamo in quegli attimi di niente prodotti dalla velocità.

E allora, come si può scoprire un villaggio alpino come lo è Ingria -un vero luogo– se da lì non si decolla per escursioni particolarmente ricercate e “famose” ?

A luglio di quest’anno partecipo ad un concorso fotografico sulla mia adorata Val Soana, più per gioco che per aspirazioni di vittoria, e così mi ritrovo invitato proprio in quel di Ingria per la premiazione.

Delle tre foto che ho inviato, una farà parte delle prime dieci. Nessun premio, se non la magia di aver scoperto un angolo delle Alpi davvero tutto da assaporare.

Ma non in movimento come se facessi un’escursione: Ingria invita a fermarsi. E ad osservare. Con la montagna che sembra voglia inglobarti tanto si presenta così incombente, quasi da poterla toccare con le mani, al di là del torrente.

In un mondo dove la velocità e la frenesia sono state innalzate a simboli del turbocapitalismo, che alla fine ci ha fagocitati, rimanere immobili, in silenzio, tra le “chintane” di questo borgo, così nutriente per i nostri sensi, è davvero una terapia che non ha prezzo.

Mi fermo con le parole: non servono. Vi lascio immergervi nelle foto sperando che vi sappiano suggerire di fare una sosta. E “respirare”, tra una frenesia e l’altra del nostro turbomondo.

Le Alpi sono lì per quello.

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Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

9 Responses to Ingria

  1. paologiac says:

    Un’abitudine che ho preso da un pò di tempo è quella di fare, al ritorno da un’escursione, un giro per il paese dove ho lasciato la macchina. In questo modo ho scoperto angoli incantevoli che sovente nella fretta di dover arrivare-camminare-tornare ci perdiamo. A volte dopo essermi accorto della bellezza di certi posti, ci torno soltanto per esplorarli con calma, senza la fretta di dover fare altro.

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    • Martellot says:

      Concordo… Anche a me piace molto fare un giro per i paesini. Forno Alpi Graie, Piamprato, Viù, trovo che passeggiando con calma si possano osservare angolini e scorci interessanti. Passando “di corsa” magari non ci accorgiamo di questi angoli così interessanti…

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      • Beppeley says:

        In Val Grande di Lanzo devo decidermi finalmente ad andare a fare un giro a Campo della Pietra.

        Gian Marco Mondino ci aveva scritto qualcosa sul bimestrale “Panorami”.

        Sono luoghi dove si è fermato il tempo e per tale motivo nutrono lo spirito, soprattutto di coloro, come me, che vivono la frenesia della città.

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    • Beppeley says:

      …tanto per citarne uno… direi Candiela 🙂 … e poi Vonzo… Rivotti…

      Pian del Tetto in Val d’Ala.

      Adoro in particolar modo Almesio: quando nevica sembra un paesino da presepio.

      Ma anche tante piccole frazioni hanno un “sapore” davvero particolare… adesso che poi arriva l’autunno…

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  2. paologiac says:

    Sei mai stato nel vallone del Roc? E’ un museo all’aperto!

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    • ventefioca says:

      Bravo paolo! il vallone del roc era la gita che facevamo appena la neve cadeva… fatta in inverno, con la neve che giusta. è fenomenale… e tanto tempo fa si poteva ancora entrare nella scuoletta e sedersi ai banchi (bastava scavare nelle foglie). C’era un affresco dove ci eravamo fermati 25 anni fa a farci una foto, tutti noi amici. Ci sono ritornato tre anni fa, con uno di quegli amici. La casa è crollata, dell’affresco non resta che un bordo. Senti ventefioca, ma quando ti decidi a scrivere un bel racconto anche di questo?

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  3. popof1955 says:

    Come gli altri che han commentato al rientro ci si ferma un attimo in più, e poi le foto del pomeriggio, in primavera ed estate, son più calde. Comèplimenti per il premio 🙂

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    • Beppeley says:

      La mia foto è entrata nelle prime dieci. Il premio è stato dato solo alla prima.

      La mia foto riprendeva il Lago Lazin in un gioco di specchi.

      Il premio, per me, è stato quello di poter scoprire Ingria.

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