Qualche giorno con il guardaparco

[…] Quassù è bellissimo, ci si trova bene. Ma se desideri costruirci la tua casa, sei fuori strada. Se invece vuoi che rimanga così com’è per sempre, per poterci tornare quando vuoi e ritrovarla com’è e riavere il beneficio che ne trai adesso, cominci a capire. Infine, se vorresti che qui resti così perché anche altri ne possano trarre le stesse sensazioni, benvenuto tra quelli che capiscono. Che è un numero esiguo, purtroppo. Sarebbe bello sapere che centinaia di persone possono contare sul fatto che quassù c’è un loro angolo di paradiso dove potersi rifugiare, con i suoi fiori, sapere che la cascata sarà sempre qui, gli animali sempre là, e nessuno potrà mai cambiare nulla. Ci sono persone che ogni anno salgono quassù, chi per studiarsi dieci pagine di greco, chi per leggersi Thomas Mann, o farsi una giornata di yoga… Segno che c’è bisogno anche di questo. […]

Il racconto che trovate qui di seguito non è inventato ma scritto da un Guardaparco che però non ha voluto firmarlo. L’ho trovato qualche anno fa nel bellissimo libro “Sui sentieri dei guardaparco“, guida escursionistica scritta da Roberto Bergamino (edizioni Arti Grafiche San Rocco) che ci porta a conoscere il Parco Nazionale del Gran Paradiso prendendo come mete i casotti in quota utilizzati proprio dal personale di sorveglianza.

Questo libro l’ho acquistato una decina di anni fa circa e da allora quello che  trovate qui di seguito è rimasto impresso indelebilmente nella mia anima.

Vi suggerisco di trovarvi qualche minuto per lasciarvi trasportare dai pensieri di questo Guardaparco d’eccezione che saprà catturarvi e portarvi con intensa narrazione proprio nello splendore della natura del Parco. Dopo qualche riga iniziale vi accorgerete presto di ritrovarvi come in apnea, tanto è pregnante questo racconto.

Un sincero ringraziamento a tutti i guardaparco per il loro lavoro e a Roberto Bergamino (la mia prima “guida” tra le bellezze delle montagne), che mi ha concesso di riportare questo racconto.

Buona lettura.

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