Cicogna

E’ inutile, al cuor non si comanda.

E’ bastato rimettere piede in Val Grande per sentire subito, prepotente, la voglia di scriverne qualcosa e rimandare gli altri post che avevo in mente.

Parlo dell’altra Val Grande, quella compresa tra Verbano, Ossola e Val Vigezzo, che avevo presentato in questo post.

Soltanto ieri, mi è capitato tra le mani l’ultimo numero della rivista del CAI “Montagne360”. Nell’editoriale di Luca Calzolari  “Tra la pianura e la vetta”, leggo:

Tra la pianura e la vetta c’è la terra di mezzo, la montagna abitata. Se non è abitata o vissuta dall’uomo la montagna “non esiste”. O meglio non esiste nella sua dimensione culturale, sociale, economica, emozionale, estetica, epica, in sintesi umana.

Perfetta introduzione per una visita in questi luoghi! Un simbolo di questa “dimensione” della montagna (e della sua perdita) è Cicogna, la “piccola” capitale della Val Grande. A Cicogna termina la strada asfaltata che sale da Rovegro e la strada medioevale che saliva da Cossogno………..…..dopo soltanto il silenzio.

Cicogna è un luogo di confine, qui finisce la civiltà degli uomini e inizia la civiltà della natura (Paolo Crosa Lenz).

Cicogna è l’unico insediamento umano all’interno del Parco Nazionale; è l’ultimo avamposto degli uomini all’interno di un’area ritornata alla natura, selvaggia. E’ anche il simbolo dell’abbandono della montagna: tra le due guerre gli abitanti erano circa 700, oggi sono meno di 20!

Chi non ha idea di dove si trovi Cicogna, può dare uno sguardo a questa mappa del parco.

Il paese non è “bello” come ci si aspetterebbe: durante la guerra di liberazione i tedeschi hanno bruciato e distrutto moltissime case e nel dopoguerra molte sono state ricostruite senza badare troppo alla tradizione ed all’estetica, poi sono arrivati i famigerati anni ’60………..

Restano molti angoli suggestivi, ma soprattutto Cicogna è una porta: da qui si entra in Val Grande.

Tre sono gli itinerari principali che si dipartono da questo paesino:

  • Il sentiero della Val Pogallo, ricchissimo di testimonianze storiche.
  • Il sentiero che porta alla dorsale tra la valle del San Bernardino (la Val Grande propriamente detta) e la Val Pogallo, e che porta nel cuore dell’area protetta.
  • Il sentiero per i corti di Velina (i curt nel dialetto locale sono gli alpeggi bassi, i primi a cui si sale all’inizio dell’estate).

Oggi “entriamo” seguendo il secondo di questi sentieri, che dalla piazza inizia ad inerpicarsi sul fianco della montagna verso l’Alpe Prà. Su questo percorso il Parco ha realizzato un “sentiero natura” didattico intitolato “La civiltà della fatica” (l’opuscolo descrittivo è in vendita nei centri visita, uno dei quali si trova proprio qui a Cicogna). E di fatica ne hanno fatta tanti gli uomini e le donne che hanno lavorato per rendere questa montagna accessibile e coltivabile; da qui fino all’Alpe Prà è un susseguirsi ininterrotto di terrazzamenti su cui veniva coltivata la segale e, dall’800, le patate; la splendida mulattiera selciata “a rizzada” ed i muretti che sostengono terrazze e sentiero mostrano una grande capacità tecnica di costruzione.

 

Poco prima di giungere all’Alpe Prà si trova un masso coppellato di origine antichissima. Anche se nessuno è in grado di dire con certezza quale fosse lo scopo di questi manufatti, il masso dell’Alpe Prà è molto suggestivo, sia per il gran numero di coppelle ed il reticolo che le unisce, sia per la splendida posizione panoramica in vista del Lago Maggiore e dei Corni di Nibbio.

I ruderi dell’Alpe Prà

Appena sopra, i ruderi dell’alpeggio sono testimoni di una storia di abbandono della montagna che qui, per le durissime condizioni di vita e di lavoro, è iniziata prima che altrove.

 

La “Casa dell’alpino”

Per fortuna, poco sopra, il rinnovato, ed ora aperto per gran parte dell’anno, rifugio “Casa dell’Alpino” rompe la monotonia dell’abbandono. Siamo a 1250m, l’ampio terrazzo davanti al rifugio invita a fermarsi per ammirare il panorama e scambiare qualche parole con il gentilissimo gestore.

Oltre il rifugio, entriamo nella faggeta e, dopo una decina di minuti, arriviamo ad uno stretto passaggio attraverso un intaglio a “V” nella roccia. Certo che dovevano essere ben magre le mucche di Val Grande per superare questo passaggio!

Strettoia

Ancora pochi passi e si entra in Val Pogallo per raggiungere l’Alpe Leciuri a 1350m. Anche qui solo più ruderi e abbandono totale.

Ruderi dell’Alpe Leciuri

Alzando però lo sguardo dal triste spettacolo delle baite diroccate, davanti a noi vediamo tutta la Val Pogallo con il “paese” di Pogallo ben evidente (Pogallo ha una storia a se, importante, e ne parleremo in un altro post). Alle spalle il panorama ora comprende anche una parte del Lago d’Orta oltre ovviamente al Lago maggiore con ben evidenti le isole Borromee.

Il lago Maggiore

Il solco della Val Pogallo

A sinistra il fascino della Val Grande, selvaggia, con il sentiero che proseguendo verso Cima Sasso, lascia questo luogo ameno per entrare nuovamente nella fitta faggeta…………….

Oggi ci fermiamo qui. Chi volesse entrare con me nella faggeta e proseguire verso Cima Sasso, potrà farlo il 25-26 Maggio 2013 con la gita organizzata dal CAI di Lanzo. Ovviamente, non escludo che qualche “camoscio bianco” possa farlo prima di quella data!

Info paologiac
Amo la montagna, i boschi, gli alberi ed il...legno. Mi piace anche la montagna"minore", quella oggi meno frequentata ma che reca i segni della storia e delle genti che ci hanno vissuto.

12 Responses to Cicogna

  1. serpillo1 says:

    Bellissime le foto delle mulattiere: penso alla fatica nel costruirle, nel reperire e tagliare le pietre, nel cercare la giusta pendenza, nell’osservare il defluire dell’acqua…. immagino quante volte sono state percorse dagli abitanti magari a fianco di un mulo.
    Che malinconia!
    Mi piacerebbe visitare questi luoghi: accetto l’invito 🙂

    Mi piace

  2. ventefioca says:

    Da quando era comparso un articolo su un vecchissimo numero di ALP prima serie – che penso di aver smarrito nei traslochi o riordini degli ultimi 20 anni – mi sono ripromesso di mettere il naso in Val grande… forse che sia la volta buona? Invito accettato, mo’ me lo segno!

    Mi piace

  3. popof1955 says:

    Immagini molto belle, e i ruderi … non c’è valle, dove non arrivi una jepp, che non ne abbia. Eh si, perchè dove riesce ad arrivare un 4×4 il recupero dell’esistente vien fatto, e dove non c’è la convenienza di una strada l’abbandono è regola.

    Mi piace

  4. Beppeley says:

    Bellissimo post Paolo: quanti spunti di riflessione! E poi c’è una coincidenza stranissima…

    Da dove parto?

    “Cicogna è un luogo di confine, qui finisce la civiltà degli uomini e inizia la civiltà della natura”

    Favoloso! Mi fa pensare all’incontro della Cultura con la Natura: come una soglia che ci permette, se abbiamo la voglia e il coraggio di varcarla, di andare incontro alla Natura in cui scorgere le genti alpine che hanno modellato la Montagna: persone che non è possibile definirle senza osservare con la massima attenzione questi luoghi: l’ambiente le ha modellate; loro hanno modellato l’ambiente. Le Alpi addomesticate da una parte. Il selvatico tutto intorno.

    Paolo Crosa Lenz!!! Scusami la mia profonda ignoranza, Paologiac… l’ho scoperto solo qualche giorno fa leggendo proprio Montagne 360 grazie alla recensione di “Leggende delle Alpi. Il mondo fantastico in Val d’Ossola”. Tre decadi di lavoro nella raccolta delle testimonianze orali sulle leggende di quell’area…. Bellissimo !!!! Di corsa su IBS… Coincidenza ?
    http://www.ibs.it/code/9788889751299/crosa-lenz-paolo/leggende-delle-alpi-il.html

    Escursionismo! Questa è cultura! Senza la cultura, l’escursionismo si riduce a mera attività da palestra.

    Bravo!!!

    Mi piace

    • paologiac says:

      Grazie Beppe, troppo buono! L’escursionismo può essere vissuto in tanti modi. Certo, almeno per me, camminare in luoghi così ricchi di storia, arricchisce moltissimo il piacere dell’escursione. Io poi, ho proprio una passione per i manufatti in pietra e mi affascina vedere quali opere riuscivano a fare i montanari coi pochi mezzi a loro disposizione (ma tanta, tanta fatica).
      Serpillo, hai apprezzato proprio una delle cose che volevo mettere in risalto.
      Se vi piacciono le leggende, ho in preparazione un post su un animale mitico che proprio in quest’area geografica ha avuto una grande fama. Provate a indovinare di chi si tratta? (senza andare a cercare in rete, neh!!)

      Mi piace

  5. paolo says:

    Ciao! Vorrei solo dire un grazie enorme per le informazioni che avete condiviso in questo blog! Di sicurò diverrò un vostro fa accanito!

    Mi piace

    • paologiac says:

      Questa è la soddisfazione più grande! Combinazione, il 25-26 maggio ho organizzato con il CAI l’escursione a Cima Sasso dividendola in due giorni con pernottamento al rifugio. Se ti interessa unirti a noi sarai il benvenuto, fammi sapere.

      Mi piace

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...

This site uses Akismet to reduce spam. Learn how your comment data is processed.

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: