A caccia di poesia…

Se le previsioni per il Piemonte emesse oggi da Nimbus saranno azzeccate, allora forse riusciremo ad assistere ad uno degli spettacoli più emozionanti che le montagne possono regalarci: bucare le nubi, per lasciarle sotto i nostri piedi, mentre saliamo verso il cielo, così come mi è successo recentemente salendo sulla Quinzeina.

Chi fa escursioni tutto l’anno, sa perfettamente cosa intendo e non avrà certamente bisogno di leggere il seguito di questo post.

Vorrei invece rivolgermi soprattutto a coloro che non hanno ancora avuto la fortuna di fare un’escursione con una particolare situazione meteorologica, ovvero quando capita che il cielo, osservandolo dalla pianura, si presenta alquanto grigio e non invita minimamente a buttarsi giù dal letto, mentre, in verità, il sole splende al di sopra della nuvolaglia.

Leggendo questo tipo di cielo previsto (più sotto trovate il bollettino), mi è facile farmi trasportare dall’immaginazione ripensando così a quelle fantastiche escursioni in cui ci si ritrova inaspettatamente al di sopra del mare di nubi, magari perché il meteo ascoltato in radio, o visto in tv, parlava genericamente di cielo grigio, senza aggiungere altri dettagli come invece fa puntualmente la Società Meteorologica Italiana (SMI) tramite il sito di Nimbus.

Un bollettino meteo dettagliato può anche farci sognare….per andare a caccia di poesia, verso le montagne naviganti, per dirla alla Rumiz, e per ritrovarsi a vivere uno degli spettacoli più intensi che sa donare l’ambiente alpino.

Ecco quanto si legge dalle previsioni per sabato (il grassetto è mio):

Previsioni del tempo per il Piemonte e la Valle d’Aosta

A cura di Redazione Nimbus

Sabato 13 ottobre 2012

Cielo: sulle zone alpine oltre i 1000-1300 metri e su interno Valle d’Aosta sole tra velature a tratti estese, al di sotto e su pianure e colline irregolarmente nuvoloso con foschie e meno sole

Precipitazioni: qualche rovescio tra Biellese, Sesia, Verbano e Novarese e isolatamente altrove.

Venti: pianura e collina: deboli da nord-est;

fondovalle: deboli orientali;

media montagna: deboli o moderati occidentali;

alta montagna: moderati occidentali.

Temperature: minime in lieve calo: 10/13 C in pianura e bassa collina; 9/12 C tra 500 e 1000 metri; 5/9 C tra 1000 e 1500 metri. Massime stazionarie: 17/20 C in pianura e bassa collina; 14/17 C tra 500 e 1000 metri; 10/14 C tra 1000 e 1500 metri. Zero gradi a 2800-3000 metri nelle ore centrali

Ho notato che anche il bollettino meteo emesso oggi dall’Arpa Piemonte sembra convergere verso questo tipo di previsione (www.arpa.piemonte.it/bollettini/bollettino_meteotestuale.pdf/at_download/file) sebbene non venga specificata la quota oltre il quale trovare il sole.

Alcuni suggerimenti:

  • programmare un’escursione con partenza al di sotto dei 1000-1300 metri;
  • non partire troppo tardi (non con il sole già alto: i raggi del sole che attraversano obliquamente i vapori delle nubi talvolta offrono giochi di luce evanescente davvero spettacolari e creano atmosfere magiche);
  • scegliere come meta zone molto panoramiche;
  • fidarsi delle previsioni meteo e non fatevi scoraggiare dal grigiore che vi circonderà in partenza (la probabilità di errore delle previsione a 24h sono molto basse: non dimentichiamoci comunque che esiste sempre un margine di errore).

Conoscendo abbastanza bene le Valli di Lanzo, mi permetto di segnalarvi qualche escursione che potrà regalarvi momenti straordinari (non scordatevi la fotocamera…):

Testa Pajan (1856 m) con partenza da Almesio (755 m, fraz. di Ceres – Val d’Ala) : difficoltà T per buona parte del percorso mentre per raggiungere la vetta ci sono 20 minuti circa di sentiero (E);

Uja di Calcante (1614 m) con partenza da Fubina (729 m, fraz. di Viù – Valle omonima): difficoltà E;

Colle d’Attia (2102 m) con partenza da Ala di Stura (1075 m, Val d’Ala): difficoltà E;

Monte Doubia (2463 m) dal Colle d’Attia (vedere sopra): difficoltà E;

Monte Bellavarda (2345 m) con partenza da Lities (1144 m, fraz. di Cantoira – Val Grande di Lanzo): difficoltà E;

Monte Vaccarezza (2203 m) con partenza dal Letisetto (975 m, fraz. di Coassolo Torinese – Valle Tesso): difficoltà E;

Cima dell’Angiolino (2168 m) con partenza da Saccona (899 m, fraz. di Coassolo Torinese – Valle Tesso): difficoltà E.

Monte Soglio (1970 m) con partenza da Pian d’Audi (865 m, frazione di Corio – Valle Malone): difficoltà E.

Queste sono solo alcune escursioni nelle Valli di Lanzo che permettono di godere di ampi panorami verso la pianura torinese e canavesana.

Carte topografiche consigliate: carta n. 8 “Valli di Lanzo” e carta n. 9 “Basse valli di Lanzo Alto Canavese la Mandria Val Ceronda e Casternone” edite dalla Fraternali Editore (anno di pubblicazione 2011): attualmente di meglio non troverete.

Per determinare i soli tempi di salita delle escursioni proposte, si può considerare che un escursionista mediamente allenato compie circa 350 metri di dislivello in un’ora (i tempi complessivi aumentano nel caso di sentieri e/o sterrate che percorrono lunghi tratti tortuosi e a pendenza modesta, come nel caso di Testa Pajan). A voi i calcoli (in modo un po’ approssimativo: quota di arrivo meno quota di partenza; il risultato ottenuto dividetelo per 350 e avrete, a grandi linee, un’idea del tempo di percorrenza, ovviamente riferita alla sola salita)

Ricordo la descrizione delle difficoltà “T” ed “E” della scala escursionistica:

T = turistico. – Itinerari su stradine, mulattiere o larghi sentieri, con percorsi non lunghi, ben evidenti e che non pongono incertezze o problemi di orientamento. Si svolgono di solito sotto i 2000 metri. Richiedono una certa conoscenza dell’ambiente montano e una preparazione fisica alla camminata.

E = escursionistico.Itinerari che si svolgono su sentieri di ogni genere, oppure su evidenti tracce di passaggio in terreno vario (pascoli, detriti, pietraie), di solito con segnalazioni; possono esservi brevi tratti pianeggianti o lievemente inclinati di neve residua dove, in caso di caduta, la scivolata si arresta in breve spazio e senza pericoli. Si sviluppano a volte su terreni aperti, senza sentieri, ma non problematici, sempre con segnalazioni adeguate. Possono svolgersi su pendii ripidi, dove tuttavia i tratti esposti sono in genere protetti o assicurati (cavi). Possono avere singoli passaggi, o tratti brevi su roccia, non esposti, non faticosi né impegnativi, grazie alla presenza di attrezzature (scalette, pioli, cavi) che però non necessitano l’utilizzo di equipaggiamento specifico (imbragatura, moschettoni, ecc.).
Richiedono un certo senso di orientamento, come pure una certa esperienza e conoscenza dell’ambiente alpino, allenamento alla camminata, oltre a calzature ed equipaggiamento adeguati.
Costituiscono la grande maggioranza dei percorsi escursionistici sulle montagne italiane.

Non resta che sperare di incontrare l’azzurro al di sopra delle nubi… E che questo sia anche un splendido augurio per il nostro avvenire.

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Parlando di Nimbus (e magari dopo aver letto il bellissimo post del nuovo camoscio martellot), vi segnalo che nella home page di questo sito ci sono alcuni interessantissimi link che trattano del ritiro dei ghiacciai con foto e resoconti davvero straordinari. In ordine cronologico:

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

10 Responses to A caccia di poesia…

  1. popof1955 says:

    E io invece me lo son letto, anche prechè domenica scorsa ho rinunciato ad un’escursione per pigrizia da cielo grigio tendente a schiarite nel pm 🙂

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    • Beppeley says:

      Comunque ti informo che quelle previsioni non sono state così precise, sebbene siano state emesse poche ore prima di sabato.

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      • popof1955 says:

        Sai da questa parte della pianura, il bello è quando c’è la nebbia fitta, come arrivi sopra i 1200/1500 metri sei sopra la nuvola che schiaccia la pianura e lo spettacolo con il cielo azzurro e le candide nuvole in basso è sempre una meraviglia.

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        • Beppeley says:

          Allora spero che se ti capiterà, ci farai un bel post su quella meraviglia!

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          • popof1955 says:

            Tutto sta a portarmi la macchina fotografica appresso, perchè per vedere certi spettacoli a quote non alte, spesso bisogna affrontare qualche ferrata e in quel caso la macchina che uso non è la reflex ma una compatta.

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      • flaco says:

        Scusatemi se precipito a metà di una conversazione 🙂

        In effetti anche io ho già notato diverse volte errori nella valutazione dell’altezza delle nubi. Bisogna tenere conto che più si va nel dettaglio di una previsione, più gli errori si amplificano, andando oltre le percentuali di affidabilità ben noti.

        Sovente ho notato che nella prima parte di ottobre le inversioni termiche sono a quote ancora piuttosto elevate, tra i 2000 ed i 3000m.
        Preferibilmente ci vogliono poi periodi stabili di alta pessione stazionaria, con aria umida da S/SE/E nei bassi strati. Quindi anticicloni continentali, non atlantici! Condizioni che potrebbero finalmente proporsi verso la fine di questa settimana/inizio della successiva. Vedremo…

        Anche a me piace andare a caccia di nubi strane: lo scorso autunno è stato straordinario per le atmosfere calme e le inversioni termiche.

        Buone nuvole a tutti.

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        • Beppeley says:

          Non devi scusarti…

          Mi è piaciuto molto il tuo commento perché mi hai spiegato una cosa che non sapevo (sui dettagli delle previsioni).

          Mi sembra che tu sia un ottimo conoscitore del meteo (correggimi se sbaglio). Sarebbe carino se tu postassi qualcosa proprio su questo che hai appena accennato qui (ovvero su quelle particolari condizioni meteo che ci permettono di godere di scenari impagabili…)

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          • flaco says:

            Ciao Beppe, “ottimo conoscitore” è eccessivo e visto l’incerto terreno (quello atmosferico) mi relego a semplice curioso in cerca di spiegazioni:) Comunque oltre le doverose dimostrazioni della fisica dell’atmosfera ci sono osservazioni e esperienze dirette che si possono fare, interpretandole per il proprio terreno di gioco (quello delle montagne di interesse).
            Mi hai dato una buona idea, penso che riepilogherò prima o poi qualche esperienza sull’argomento, relativa alle montagne dei nostri dintorni.

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  2. serpillo1 says:

    Che bel titolo del post … e quando le trovi e’ ancora più bello!

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