Il parapioggia dello scoiattolo

Opera del “camoscio” Paologiac

Lo sapevate che la coda dello scoiattolo ha diversi utilizzi tra cui anche quello di parasole? E di parapioggia?

L’ho scoperto leggendo il libro “Diario del Gran Paradiso” il cui autore – il grande Anacleto Verrecchia – in un passaggio descrive questo simpatico roditore.

Già di per sé non è facile incontrare questo animaletto, mentre si fa escursionismo in montagna, figuriamoci poi osservarlo mentre si ripara con la coda dalla pioggia o dalle neve.

L’altra sera, mentre scorazzo in rete, casualmente approdo sul sito del National Geoghrapic Italia e rimango colpito dalla qualità straordinaria delle immagini che lo abbelliscono. Una in particolare attira la mia attenzione facendomi subito ricordare quel brano del libro:

” […] La lunga coda gli serve nello stesso tempo da timone e da freno, cosi come in altre occasioni gli serve da parasole e perfino da parapioggia. Del resto lo stesso nome greco di scoiattolo, cioè σκίουρος, significa «che si fa ombra con la coda». Insomma, una coda polivalente. […] “

Scoiattolo grigio (www.nationalgeographic.it) – Per ingrandire la foto cliccateci sopra

La foto mostra un esemplare di Scoiattolo grigio  (alloctono) ovvero la specie di origine nord-americana che sta scacciando dalle nostre parti lo Scoiattolo rosso. Qui il discorso potrebbe allungarsi, tirando in ballo la lotta verso quello grigio e la biodiversità (se vi interessa approfondire ecco i post: “Lo scoiattolo globalizzato“;  “Come provetti naturalisti“. “Parte la guerra allo scoiattolo grigio“; questo ultimo invece è un articolo del quotidiano La Stampa).

Negli anni Cinquanta (quelli in cui Verrecchia ha svolto il lavoro di guardaparco nel PNGP al cospetto della sua amata Grivola) non era ancora arrivato lo scoiattolo grigio.

Se avete cinque minuti di tempo, e se vi interessa scopire qualcosa di molto curioso su questo simpatico mammifero, eccovi il brano intero di Verrecchia da cui ho preso la citazione precedente:

“La giornata dello scoiattolo, specialmente quando fa caldo, è ben ripartita. Dalle prime luci dell’alba fin verso le dieci, va in cerca di cibo, saltella e gioca. È questo il momento in cui spiega maggiore grazia e vivacità. Poi lavora, nel senso che ispeziona accuratamente i luoghi in cui ha nascosto le scorte di cibo. Se nota che uno dei nascondigli è stato scoperto da altri animali, o soltanto smosso dal becco di qualche uccello, dissotterra immediatamente la scorta e va a nasconderla in un altro posto. Né c’è pericolo che non sappia ritrovare i diversi nascondigli. Quale organo lo guida cosi bene nell’orientarsi? La sua previdenza nel fare scorte di cibo per la stagione brutta è proverbiale. Non pensa solo a soddisfare la fame del momento, come di solito fanno gli animali, ma si preoccupa anche del futuro. Del cibo che trova non prende solo la parte che gli occorre per il giorno o per l’ora, ma se lo porta via tutto, distribuendolo in vari nascondigli. Questo presuppone capacità di astrazione. Prima di nascondere una noce, la gira e rigira per accertarsi che sia buona. Difficilmente gli scoiattoli piú adulti contendono il cibo a quelli piu giovani. Inoltre, se uno scoiattolo sta mangiando, gli altri non si avvicinano. C’è una forma di rispetto per la proprietà altrui e di cavalleria per i piu deboli. Ma c’è anche un vero e proprio altruismo. È stato notato che alcuni scoiattoli arrivano al punto di raccogliere funghi e di metterli a seccare sui rami, dove, in caso di necessità, possano trovarli e mangiarli anche gli altri. Avvertono con molto anticipo i cambiamenti atmosferici, al che è forse legata la loro cura nel mettere da parte le provviste. In fatto di meteoropatia potrebbero fare concorrenza a Nietzsche, che a sua volta avrebbe potuto farla a un barometro (si leggano le sue lettere). Non sopportano né il clima troppo caldo né quello troppo umido. Quando arriva la bufera, da essi avvertita in anticipo, si cacciano nel nido, dove non di rado accolgono anche gli altri. Poi ne chiudono accuratamente l’entrata e aspettano che il cattivo tempo passi. L’entrata del nido è rivolta verso il basso, in modo che non possa entrarvi l’acqua. Rispetto ai punti cardinali, si trova generalmente a oriente. Ex oriente lux. È soprattutto nella costruzione del nido che lo scoiattolo rivela la sua intelligenza. Contrariamente a quel che si crede, esso non viene fatto nelle cavità degli alberi, bensi in cima e su frasche molto leggere. E se ne capisce il motivo, se si pensa che il nemico piú pericoloso è la martora (o faina che fa lo stesso), la quale si arrampica altrettanto bene; ma, essendo piú pesante, non può andare su frasche che non la reggerebbero. La lotta fra i due animali è spettacolare. Se non ha altra via di scampo, lo scoiattolo ricorre alla sua arma di difesa, che consiste nello spiccare voli da grandi altezze senza il minimo danno. La lunga coda gli serve nello stesso tempo da timone e da freno, cosi come in altre occasioni gli serve da parasole e perfino da parapioggia. Del resto lo stesso nome greco di scoiattolo, cioè σκίουρος, significa «che si fa ombra con la coda». Insomma, una coda polivalente. Ma la martora che cosa fa, quando lo scoiattolo vola giú dall’albero? Ridiscende velocemente lungo il tronco e continua a inseguirlo sugli altri alberi. Cosi può accadere che lo scoiattolo, piú agile ma anche meno resistente, alla fine si stanchi ed è fatta. Un’altra caratteristica di questo «gentile animaletto», come lo chiama il Buffon, è l’estrema pulizia, non solo perché passa molto tempo a lindarsi il pelo, ma anche perché, qualunque siano le condizioni atmosferiche, va a fare i suoi bisogni lontano dal nido. Per quel che riguarda la vita sessuale, gli scoiattoli si accoppiano due volte all’anno. I piú vecchi sembrano piú focosi dei piú giovani, perché si accoppiano prima. La femmina, simile a Brunilde, si concede solo al piú forte: la potenza dell’istinto sessuale, negli animali come negli uomini, la vince su tutto. Pare che gli resti anche fedele, e senza paura delle botte. La lotta fra i contendenti in preda alla fregola può diventare, a volte, cruenta. La nidiata primaverile è solitamente piú numerosa della seconda. Spesso la madre le riunisce insieme e cosi si può vedere una banda di scoiattoli che vanno in giro ad apprendere il difficile mestiere di vivere. Sorprendente l’abilità con cui rompono rapidamente il guscio di una noce. Prima vi fanno due buchi, poi, con una tecnica simile a quella dei chiodi ad espansione, vi cacciano dentro i lunghi incisivi e fanno saltare il guscio. Tutto si svolge in pochissimo tempo. I piú adulti divorano una noce in un tempo inferiore a quello che un ghiottone impieghi per mangiare un gamberetto.”

Anacleto Verrecchia

Info Beppeley
Un amante della montagna, quella vera, non quella stereotipata della neve e dello sci. Accompagnatore del CAI, mi piace fare escursioni in tutte le stagioni cercando di vedere con occhi nuovi la montagna, trasformando la mia "vista" da cittadino adulto in quella da bambino che scopre cose nuove.

9 Responses to Il parapioggia dello scoiattolo

  1. paologiac says:

    Molto interessante il brano che hai riportato. Grazie per la pazienza nel ricopiarlo. Gli scoiattoli mi hanno sempre affascinato. Pensa che un’estate, in campeggio in Val Veny, venivano a rubarci i biscotti in tenda quando eravamo fuori!….

  2. Beppeley says:

    Sono contento che ti sia piaciuto.

    Quando scrive “Non pensa solo a soddisfare la fame del momento, come di solito fanno gli animali, ma si preoccupa anche del futuro.” sai a chi ho pensato immediatamente?

    Al mondo occidentale degli ultimi decenni. In particolare a noi italiani.

    Quando si dice che gli animali sono meglio degli umani…. 🙂

  3. serpillo1 says:

    Chiamali animali……..

    Ho il mio appuntamento con questo curioso roditore nel Parco quando sono in bici.
    Lo vedo che velocemente attraversa la strada prima del mio passaggio o alla base dell’albero che scorazza in cerca di cibo per poi salire sul tronco e raggiungere i rami.

  4. Beppeley says:

    Precisazione sulla foto in apertura di questo post: inviata via mail ieri sera al sottoscritto da paologiac, dopo aver già pubblicato il post… Letto velocemente la sua mail -ahimé- senza capire che non era solo una foto bensì anche una sua opera!!! Che rimbambito!

    Non avendo foto di scoiattoli da mettere in apertura al post (come faccio quasi sempre), allora penso di mettere quella di paologiac.

    Poi arriva una sua mail che mi dice che oltre ad essere sua la foto, anche il soggetto è fatto da lui…

    Bellissima opera!

    Bravo!!!

    • serpillo1 says:

      Caspita! pensavo fosse la foto di un’opera creata da uno scultore valdostano e scattata da Paologiac. Complimenti!

  5. popof1955 says:

    Quante cose mi hai fatto scoprire con questa pagina. A parte l’uso della coda iniziale, l’uso saggio di diversificare i posti in cui nascondere le scorte e poi la scelta socialmente utile di mettere a disposizione degli altri quello che la natura offre in abbondanza.
    E come diceva Serpillo, è un cronometro vivente. Un paio d’anni fa tutte le sere alle 22,15, per l’intera stagione estiva, uno scoiattolo attraversava su un cavo del telefono la strada che separa l’abitato dal bosco. Quest’anno non si è visto, e ripensando che dai primi di agosto qui gli uccelli non si sentono più al mattino, mi sa proprio che ci deve essere un predatore in giro.

    • Beppeley says:

      Ascoltami Popof: fatti un regalo bellissimo… Comprati il libro di Anacleto Verrecchia “Diario del Gran Paradiso” edito da Fogola nella collana “La Torre d’avorio”.

      Non te ne pentirai.

      Se potessi, lo citerei tutto qui, su questo blog… 🙂

      http://www.ibs.it/code/9788874060412/verrecchia-anacleto/diario-del-gran.html

      Leggi questo:

      20 giugno 1951

      Lo stambecco disse: “C’è gente che viene quassù per studiarmi. L’uno mi spara per mangiare la mia carne, l’altro mi fa oggetto di studio per scrivere qualche inutile trattarello. E sempre di sfruttamento si tratta. Mi si lasci vivere in pace. Io non ho bisogno di specialisti, ma di amici. Sono secoli che soddisfo il ventre dell’uomo. Ora dovrei soddisfare anche la sua curiosità scientifica? Studi se stesso l’uomo: ne ha bisogno”.

      Anacleto Verrecchia

      • martellot says:

        Non conoscevo questo libro, mi sa che sarà un mio prossimo acquisto. Interessante comunque questo strano ma efficace utilizzo della coda da parte dello scoiattolo!

  6. Rebecca Antolini Pif says:

    Buongiorno Franz, mi sono sottoscritta nel tui blog, per primis amo anche io la montagna, amol la natura in generale… poi amo gli animali… in tanto in tanto vengo qui da te a leggere i tuoi post.. con amicizia Pif

    (noi siamo camperisti e con il nostro camper andiamo volentieri in montagna per trovare un pò la serentià)

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...

%d blogger hanno fatto clic su Mi Piace per questo: